Per un discorso sereno sull'omosessualità
di Christian Albini | 12 novembre 2014
C'è una questione legislativa, c'è una questione etica e c'è una questione teologico/antropologica. Sono piani diversi da non confondere

Premessa necessaria: questo post è stato scritto prima del caso scoppiato ieri intorno a Vladimir Luxuria e Tv2000 e anche prima del nuovo monito del cardinale Bagnasco sui matrimoni gay, pronunciato lunedì durante la prolusione all'assemblea della Cei. Proprio alla luce di questi due fatti - però - quanto scrive Christian Albini può offrire lo spunto per una riflessione un po' più ampia sulla questione del rapporto tra Chiesa e omosessualità.

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Pochi giorni dopo il clamore del coming out di Tim Cook, l'amministratore delegato di Apple, che ha rivelato il proprio orientamento e ha definito l'omosessualità un dono di Dio, in Italia abbiamo avuto la polemica sull'insegnante che, su un bollettino parrocchiale, ha denunciato un fantomatico complotto Onu per promuovere omosessualità e pedofilia tra i bambini. Non è la prima volta che leggo sparate del genere e mi viene da chiedermi se sia possibile parlare di questi temi seriamente e serenamente da cattolici e tra cattolici.

Bisogna distinguere i piani. Un conto è il discorso legislativo, con il corrispondente dibattito, sui diritti delle coppie omosessuali e l'equiparazione al matrimonio. Un altro conto è la realtà delle persone e come ci si relaziona a essa, in una prospettiva di fede. Sembra che ci siano due fronti: da una parte i gay cattivi che vogliono distruggere la famiglia e dall'altra i difensori e bisogna schierarsi. Almeno, certi commenti e articoli danno questa rappresentazione. Eppure, basterebbe conoscere e frequentare delle persone omosessuali per capire che non è così.

Io non ho mai accettato le logiche di contrapposizione amico/nemico. Certamente non è una logica cristiana. Gesù scandalizzava proprio per le sue frequentazioni tra coloro che erano considerati peccatori ed eretici, di cui faceva emergere in primo luogo il positivo e la fede di cui erano capaci. È uno stile che andrebbe applicato anche a proposito delle persone omosessuali. Poi gli esagitati ci sono dappertutto, tra i cattolici, tra gli omosessuali, tra gli atei, tra i vegetariani... Ciò però non giustifica il fatto di cadere sempre, parlando di certi argomenti, in un dualismo oppositivo.

Il punto per me è: si può dire da cristiani una parola positiva sulle persone omosessuali e su una relazione affettiva omosessuale? Si può dire che ogni violenza verbale e fisica è sbagliata? Si può dire che considerare l'omosessualità una malattia non ha niente a che fare con la fede cristiana?

La Bibbia presenta una visione antropologica e teologica del rapporto tra uomo e donna che si esprime nel matrimonio. L'omosessualità non rientra in questo ambito. Questo la rende in toto una realtà malvagia e peccaminosa? Chi conosce delle coppie omosessuali può dire che non è così. Lo ha affermato di recente anche il cardinale Schönborn, un allievo di Ratzinger che è tra gli estensori del Catechismo. I passi biblici che fanno riferimento agli atti omosessuali non sono riportabili oggi senza una considerazione critica, perché ne parlano come se questi rapporti fossero solo una scelta deliberata di lussuria. Agli autori biblici era sconosciuta la nozione di identità, orientamento o condizione omosessuale e quindi non la si può valutare in base a quei testi. Una condizione innata è cosa ben diversa da una decisione esplicita, cosciente e colpevole di rifiuto di determinati valori. Il peccato si verifica in questo secondo caso.

Insomma, c'è una questione legislativa, c'è una questione etica e c'è una questione teologico/antropologica. Sono piani diversi da non confondere e su cui la riflessione deve proseguire, come diceva per esempio un teologo come Enrico Chiavacci.

 

 

28/11/2014 18:52 simone simone
Caro Emilio,

che c'entra questo comunicato con il discorso che stiamo facendo?
Per entrare brevemente nel merito di quanto dichiarato, credo che prendere un singolo caso a riprova che certe "terapie" sono possibili lo trovo molto ma molto puerile. Poi ognuno è libero di fare le proprie scelte e valutazioni.



28/11/2014 14:03 Emilio Giufa
Per una più completa informazione e contributo alla riflessione.
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COMUNICATO STAMPA
Sulla vicenda della Prof. Adele Caramico dell’ITIS di Moncalieri
La professoressa Adele Caramico, insegnante di religione cattolica dell’I.T.I.S. di
Moncalieri, al centro di una bufera mediatica per alcune affermazioni asseritamente
omofobe, ha dato incarico ai legali dell’associazione Giuristi per la Vita di tutelare il
proprio onore, la propria reputazione ed il proprio decoro personale e professionale.
La professoressa Caramico è stata, infatti, oggetto di una vergognosa campagna
mediatica diffamatoria per aver dichiarato, su insistente domanda di un allievo, quanto
segue: «Le persone omosessuali che vivono con sofferenza la loro condizione e
desiderano cambiare - solo queste, e non altre categorie di persone omosessuali
soddisfatte del loro orientamento - talora si rivolgono a terapisti che, con un
accompagnamento insieme psicologico e spirituale, possono venire incontro al loro
desiderio», citando un caso concreto di avvenuto recupero a sua diretta e personale
conoscenza.
Del resto, la nota vicenda di Luca Di Tolve, l’attivista dell’Arcigay che, dopo i trent’anni,
ha intrapreso un percorso psicologico, unito ad un cammino di fede, che lo ha portato
a scoprire la gioia dell’amore per una donna e, poco dopo, il matrimonio, sta a
dimostrare la fondatezza dell’assunto sostenuto dalla professoressa Caramico.
Ancora una volta siamo di fronte al pericoloso tentativo mistificatorio di sbattere il
mostro in prima pagina, manipolando fatti e parole secondo la consolidata tecnica
della disnformatija sovietica, in un pesante clima da “caccia all’omofobo”, che ricorda
sempre più l’aria angosciante e sinistra che si respirava nell’America degli anni cupi del
maccartismo.
IL PRESIDENTE (Avv. Gianfranco Amato)



27/11/2014 14:39 nicoletta z.
Standing ovation per Pietro!


27/11/2014 14:34 Pietro Buttiglione
Ricordo una barzelletta, da ragazzo…
In viaggio di nozze, dopo vario tempo, lui fa a lei:
"Pupidda, voltati!!"
E lei:
" Ciccio, una cosa sola mi disse mia matre!!
Se te lo chiede, NON lo fare!!"
E lui:
"Ma Pupidda, non me diciste che vorreste avere dei picciotti!??"

La ricordo x dire:
1) quell'atto e' davvero solo omosex?"
2) Come dovrebbe fare un tribunale ecclesiastico a stabilirlo
e così cacciare dalla Chiesa un omosex?? Con Tom ponzi??
3) sarebbe o non sarebbe una invasione indebita della privacy personale,
a mio umile parere indebita anche in confessione??
4) e come se la dovrebbe cavare il povero Prete in una confessione
coming out di una coppia ETEROSESSUALE, qualora volesse proprio
impicciarsi di cose da talamo?? Con l'assoluzione forse?
5) e perchè mai dovrebbe usare due pesi e due misure x una coppia omosex?

In conclusione, vi prego, parliamo d'altro e rimettiamo i genitali al posto
( nascosto) che compete loro



27/11/2014 11:27 gilberto borghi
Concordo pienamente con lei sulla maggiore ampiezza della relazione sessuale rispetto a quella genitale. Relazione sessuale che e' espressione di quella affettiva e' chiaro. Resta pur sempre che per una relazione omoaffettiva che voglia una espressione del loro amore sul piano sessuale, cosa del tutto intrinseca la pienezza anche genitale non e' possibile. Ma questo dovrebbe farci riflettere sul fatto che una relazione omoaffettiva, pur essendo effettivamente un amore vero ha imboccato una via di realizzazione non pienamente conforme alla natura dell'essere umano che non e' un puro spirito. Il non pienamente conforme non ne azzera il valore come molti purtroppo credono. Allora a noi spetta riconoscere e valorizzarne il valore, cosa che facciamo troppo poco. Ma ovviamente spetta anche non dimenticarci di questo vincolo che questa relazione mantiene.


26/11/2014 23:58 simone simone
Io parlo e parlerò sempre di relazioni omoaffettive perchè la componente sessuale, e più propriamente quella genitale, non è l'elemento principale in un rapporto (ma questo vale e deve valere sia in ambito omo che etero - per me è semplicistico anche parlare di relazioni eterosessuali, sarebbe più corretto parlare di relazioni eteroaffettive... ma per semplicità e abitudine comune si è sempre parlato di relazioni eterosessuali; anche se è vero che la sessualità è una realtà ben più ampia della mera genitalità). Sono anche convinto che così come per le relazioni eteroaffettive si riconosce la duplice finalità procreativa-unitiva, per le coppie omosessuali si debba riconoscere la finalità unitiva (non potendo per ovvi motivi considerare la finalità procreativa). Il bisogno di intimità non è un qualcosa di banale, di superfluo come qualcuno vuole provare a far credere quando, semplicisticamente, ricorda che i gay devono vivere la continenza. Maslow quando nella prima metà del novecento definisce la scala dei bisogni dell'uomo colloca l'intimità sessuale in una posizione di grande rilievo. Ed è in conseguenza della scoperta di questo bisogno che la Chiesa, dopo il Concilio Vaticano II, ha riconsiderato la dimensione unitiva dell'intimità coniugale, togliendo l'esclusività alla finalità procreativa (chi non si ricorda la celeberrima frase: "non lo faccio per piacer mio ma per dar dei figli a Dio").
E così come l'uomo e la donna hanno bisogno di intimità, allo stesso tempo tale bisogno è sentito anche da due uomini e da due donne CHE SI AMANO (perchè, io lo dò per scontato ma lo preciso, sto parlando di relazioni di rapporti vissuti in un contesto di amore autento e reciproco). E ripeto non necessariamente tale intimità si esprime in un rapporto genito-anale etc. (spero di non essere troppo volgare). La sessualità è ben più vasta della genitalità e io sinceramente (ma questo è una visione squisitamente personale e chiedo ai vari commentatori di non accusarsi di soggettivismo per questa mi affermazione) non vedo nulla di così scandaloso se due persone che si amano vivono il proprio amore nelle sue diverse espressioni.



26/11/2014 23:01 gilberto borghi
Per Maria Luisa.
Certo che vale anche di fronte ai mafiosi.
Quanti mafiosi si sono convertiti per i ripetuti richiamo di autorevoli esponenti ecclesislai? Lc 19, 1-10 mi sembra molto chiaro su come Gesù sta di fronte ai "mafiosi" di allora.

Per Simone
Per lei relazione omoaffettiva equivale a relazione omosessuale? Per me no! Qui, nel post, si parla di relazioni omosessuali. E' difficile dire che il sesso tra due persone dello stesso sesso rispetta la struttura bio-fisica degli esseri umani. Anatomicamente non è sostenibile che l'uomo sia fatto per accoppiarsi con un uomo e una donna con una donna.
Una relazione omoaffettiva invece non necessita di una relazione omosessuale. E allora il discorso cambia.



26/11/2014 14:53 simone simone
E qual è l'insegnamento della Chiesa Cattolica Federico?
Dimmi, dichiariamo eretico il card. Woelki che dice che davanti ad una coppia omosessuale non può non vedere in essa solo una negazione della legge naturale ma vede che ci sono persone che si prendono una reciproca responsabilità?
Dichiariamo eretico il card. Marx che dice che è impensabile dire agli omosessuali che non possono sperimentare il Vangelo e che se c'è una relazione omosessuale, fedele per trent'anni, non posso dire che non è niente... e potrei continuare così.
Te lo ripeto Federico, compito della Chiesa non è camminare e progredire nell'amore (fino a 40 anni fa era peccato gravissimo votare partito comunista... ora non credo sia così grava). Non è questione di soggettivismo o di relativismo ma di progredire nell'amore verso Dio e verso i fratelli. Se poi tu vuoi restare fermo alle teorie geocentriche e compagnia bella... non ci posso fare nulla. Ma fermo ci resti tu, NON LA CHIESA.



26/11/2014 13:25 Federico
Per me, per te, per loro...
come si fa ad andare oltre questo soggettivismo?
E' una provocazione ricordare che un qualche punto di riferimento, in merito a male, peccato e vita morale ce l'abbiamo ed è l'insegnamento della Chiesa Cattolica?



26/11/2014 11:43 pietro buttiglione
Per me esiste un solo peccato, quello di chi si pone CONTRO Dio.
Se esiste una Persona che ---è--- omosessuale e noi dovessimo rifiutarla
come diversa da noi, perchè mai dovremmo poi accettare un cerebroleso??
( mi perdoni Simone x il paragone, ma è x far capire, estremizzando, che
quello che una Persona è viene da Dio, aggiungo x gli insinuatori:
cio che e' di natura, non per libera scelta.
Detto questo vi regalo una meditazione di F. Midal, purtroppo lunga
e in lingua francese.. E' OT? non credo, direbbe Razzi...
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La pureté et l'ouvert
……………..
La dimension tragique
J’ai été particulièrement frappé en écoutant à la radio un père parler de
la mort de son enfant. Il insistait sur le fait que tout deuil est impossible à réaliser et qu’on ne peut pas « passer à autre chose ». Face à la mort d’un être cher, rien ne peut venir nous consoler.
Dans l’immensité de son chagrin, cet homme avait des mots très purs
parce qu’il ne cherchait pas à plaire, à convaincre, à se mettre en valeur.
Il disait la vérité nue.
Le phénomène est là très visible : dans les moments tragiques de l’existence,
le risque est de vouloir donner des raisons et des causes.
Or, pour tout ce qui est essentiel, il n’y a pas d’explications possibles.
C’est là l’extraordinaire sens du livre de Job, qui est l’un des textes les plus énigmatiques de la Bible. Job confronté au malheur, reste sans réponse,
et surtout il refuse, avec une force impressionnante,
toute explication et toute consolation.
Telle est même la pureté de Job.

Etre sans réponse
Qu’est-ce qu’avoir le cœur pur ?
C’est être prêt à rencontrer la réalité avec ses aspects ouverts
et ses aspects fermés.
C’est ne pas savoir d’avance ce qu’il faut faire.
Je ne dis évidemment pas qu’il ne faut pas faire l’effort de comprendre, d’écouter, d’apaiser ce qui doit l’être.
Mais cela ne peut être en vérité que provisoire.
Aucune compréhension n’est définitive.
Le réel est inépuisable.
Et c’est parce que nous l’oublions que nous perdons la pureté.

Soi
Ayant touché cette dimension de pureté, nous devenons.
Le phénomène surprend. Mais c’est tout simple : être soi,
c’est accepter de ne pas tout comprendre de soi.
C’est reconnaître qu’il n’est pas possible de se posséder.
C’est s’en remettre à ce qui est et reconnaître que chaque
phénomène contient lui-même son sens.

L’énigme d’être incompris
Etre soi, c’est donc le contraire de ce qu’on croit le plus souvent.
C’est non pas se saisir soi-même, mais assumer d’être incompris.
Tout être humain est nécessairement incompris.
Il y a quelque chose qui ne peut jamais être absolument saisi
dans ce que nous sommes.
Ne pas le reconnaître, s’y opposer même,
ne fait que nous meurtrir et parfois même nous rendre comme fou.
Il nous faut y consentir.
Or on découvre qu’être incompris est l’une des sources de cette solitude qui est inhérente à toute existence humaine. Et si parfois cette solitude déchire le cœur parfois aussi, quand nous faisons la paix avec elle, elle nous rassérène.

L’opacité et la solitude
En chacun de nous réside une opacité qu’il s’agit de préserver et non de nier. Aimer quelqu’un ce n’est pas vouloir tout connaître ou comprendre de lui.
Aimer l’autre c’est garder intact son secret.
Aussi, je crois que le geste d’amour le plus beau,
c’est de préserver en l’autre ce que lui-même ne sait pas
et qu’il a à garder.
En ce sens, aimer, c’est être au plus près du secret même
de quelqu’un, le laisser être, lui permettre de l’être.

Par exemple, qu’est-ce que c’est être parent ?
Est-ce qu’il s’agit de vouloir connaître son enfant en lui
faisant passer toute une batterie de tests toujours plus performants ?
Ou bien, est-ce être à l’écoute de ce qu’il est,
tout en s’en émerveillant à neuf, à chaque fois ?
Etre parent n’est-ce pas garder le secret de son enfant
et découvrir qu’il n’est peut-être pas « notre » enfant mais
l'enfant que nous accueillons et que nous aidons à advenir
à ce qui le regarde, lui, en propre ?
Dans une relation de couple, n’en est-il pas, plus secrètement, de même ?

Entrer dans l’Ouvert
Parce que nous sommes à même d’être sans calcul, quelque chose
qui est plus ouvert que toute nos idées, que tous nos projets,
que nos espoirs et nos peurs, survient.
C’est là aussi le sens de la pratique de la méditation :
nous laissons surgir l’Ouvert — là où si souvent nous avons cherché
à le construire, à le fabriquer, à le rêver.
Même si cela ne dure qu’un instant très court,
toute personne qui pratique fait cette expérience.
Par le simple fait de revenir au moment présent,
une ouverture, tout à coup, survient.



26/11/2014 10:00 simone simone
Per me c'è distinzione, almeno ad una lettura veloce, perchè, chiedersi come stare davanti al male in un contesto in cui si parla di relazioni omoaffettive, sottende l'idea che queste relazioni siano di per se sbagliate.
Se io parlassi di come stare davanti al male in un ambito di relazioni eteroaffettive credo che tutti mi guarderebbero con gli occhi sbarrati.
Il tuo ragionamento, così come precisato e quindi in un contesto ben più generale, ha senso... tuttavia bisogna stare attenti a non far si che le nostre parole siano oggetto di strumentalizzazioni che qua, soprattutto da parte di taluni, non si aspetta altro :-).



26/11/2014 09:56 M. Luisa
"Innanzitutto la prima cosa da fare non è indicare il confine tra bene e male... La prima cosa da fare è assumerlo. Che vuol dire farsi carico della persona che ho davanti, nella sua interezza".
"La nostra posizione etica, è già ben chiara e risaputa. E altrettanto diventa inutile sperare in un cambiamento ricordando alle persone il giudizio di Dio che verrà".
Domanda:
Questo atteggiamento da tenere di fronte al "male", per Gilberto, vale per tutti i "mali" o è solo riferito alla omosessualità? Ad esempio, vale anche verso i mafiosi, cui è stato più volte ricordato da voci autorevoli il giudizio di Dio?



26/11/2014 00:42 gilberto borghi
Per simone
C'è diffrenza tra stare di fronte al male e progredire nell'amore??? Se la redenzione è la possibilità che Dio ci ha già offerto e continua ad offrici di liberarci dal peccato, questo avviiee solo attarverso il suo amore che ci riempie e ci fa progredire nell'amore. Liberarsi dal peccato coincide con la progressione nell'amore, non c'è differenza.



25/11/2014 18:35 Massimo Menzaghi
PS mentre scrivevo è intervenuto anche Simone che mi ha anticipato (l'ho visto ora)... e sono molto contento di aver avuto una sensibilità consonante!


25/11/2014 18:32 Massimo Menzaghi
non sarei in gradi di fare tutto il ragionamento proposto da Gilberto: posso dire che, nella mia ignoranza, arrivo spontaneamente alle stesse conclusioni (o almeno mi pare...) e lo trovo vagamente consolatorio... ;-)
La premessa mi aveva invece un po' spaventato: di certo, parlando del tema in oggetto, mai e poi mai mi sognerei di pensare di trovarmi di fronte al male; non mi illudo che sia tutto rose e fiori, parliamo di problematicità, ma quel sostantivo buttato lì a freddo l'ho trovato fuori tema (poi il discorso si è articolato e, come ho detto, mi sono ritrovato)



25/11/2014 18:13 simone simone
Perchè dici, Gilberto, che il problema è come stare di fronte al male? L'omosessualità e l'amore omosessuale, nell'accezione più alta del termine, non è male, e l'articolo di Albini lo mette in evidenza. La questione non è come stare di fronte al male, ma come progredire nell'amore verso Dio e verso i fratelli.


25/11/2014 15:45 Pietro Buttiglione
Sottoscrivo il msg di Gil che in estrema sintesi mia:
Gesù non è venuto ad insegnarci UNA etica, dei comportamenti,
non ad imporci regole, leggi.
Salvo una.
E la Parola sovrabbonda, straripa di questa.
AMA.
Nella mia lunga vita purtroppo ho incontrato poche Persone
che sapevano far sentire al proprio prossimo, CHIUNQUE fosse,
che per loro invece lui era qualcosa di GRANDE, di importante,
di pregiato…
Una di queste Persone, la più importante, è stato Gesu'.
Un'altra mia madre, Rosa Maria.
Un'altra una focolarina..
un'altra..



25/11/2014 14:31 gilberto borghi
Ancora una volta, alla fine, la questione dei cattolici è: come stare davanti al male? Come lo si redime? Il problema non è perciò di natura eica, ma profondamente teologica.
Chi sostiene una posizione intransigente di fronte all'omosessualità ipotizza che il male si vinca opponendosi ad esso con tutte le forze che si ha a disposizione. Il male va tagliato via da sé. Va eliminato.
Chi accetta di derogare alla regole morali del cristianesimo per "battezzare" l'omosessualità ipotizza che il male, fin che siamo su questa terra non è redimibile. Va perciò collocato dento a regole, istituzioni e contentitori creati ad hoc per renderlo meno male possiible, a volta ahche mistificandolo in bene, sperando che magari così generi qualche bene. Ecco perchè le regole andrebbero cambiate, per adattarle alla condizione in cui questo "male" possa essere contenuto, in attesa del regno di Dio.
Entrambe queste due posizioni però partono dal medesimo principio metafisico: il male è presenza di male. E' cioè un essere, un qualcoa che nella sua natura costititiva è malvagio in sè. Ma l'errore sta proprio qui. Non può esistere qualcosa che sia intrinsecamente male, perchè sarebbe una contraddizone che l'essere non sopporta. Aostino e Tommaso, in questo concordi, hanno ben mostrato che ciò che esiste se esiste è un bene. Un bene relativo, mancnate di pienezza, impazzito, slegato dalla radice che ne mantiene l'esistenza, ok, si, ma sempre un bene. Se no non esisterebbe semplicmente.
E questo noi lo credimao non sono in base ad una filosofia, ma in basse alla bibbia e alla teologia. Perchè Dio non si pente mai di ciò che mette nelle'essere e tutto ciò che esiste è buono di per sè.
Ecco perchè nè l'una nè l'altra idea su come si redime il male è la posizione teologica di Cristo. Che ben sapendo che il male è un bene impazzito, sempre, trova un'altra modalità di redenzione del male: il male va assunto, sopportandone la violenza, rispondendo ad essa con l’amore, per mostrargli che lui non vincerà, nemmeno con la morte. In questo modo, se vuole, può lentamente riconvertirsi nel bene impazzito che porta dentro. O decidere di restare per sempre chiuso nel proprio delirio di "essere male".
Questo ha dele conseguenze enormi sul piano morale. E su come il cristiano è chiamato a porsi di fronte al male. Innanzitutto che la prima cosa da fare non è indicare il confine tra bene e male, come molti credono sia tra gli intransigenti che tea i lassisti. (Questi vorrebbe un nuovo confine tra bene e male, gli altri vogliono mantenere il vecchio). La prima cosa da fere è assumerlo. Che vuol dire farsi carico della persona che ho davanti, nella sua interezza. Gesà cristo non ha mia derogato dalla linea di comnfine tra bene e male. Ma non l'hai mai presnetato come prima questione. Davanti a chi inconrava la prima questione era sempre aprire una relazione e entrare in quella vita. Solo da dentro quella vita si può aiutare la perosna a ricnoscere il confine tra ebne e male che lei stessa si porta dentro. E se la perosna non ci lascia entrare non è più compito nostro. Siamo servi inutili. Quindi diventa inutile spearre che dicendo chiaramente e aperteamente qual'è la nostra posizion etica, ribadendola in ogni occasione, sia possiible redimere. La nostra posizione etica, è già ben chiara e risaputa. E alttrettanto diventa inutile sperare in un combiamento ricordando alle perosne il giudizio di Dio che verrà. Il giudizio di Dio è già venuto. Mettiamocelo in testa!! E se fosse per Dio si salverebbe tutti, perchè Gesù è morto e risorto per tutti. Il guidizio finale sarà un'autogiudizio, dove l aperosna accetterà definitivamente o rifiuterà l'amore di Dio. Questo lo dice il CCC non io!
Molto meglio allora provare a dire qual'è il bene presente nelle persone omosessuali. In che modo sono figli di Dio. Quale carisma hanno e portano e a cosa ci richiamamo, come tutti i carismi. LC 7,47 sarebbe un buon punto di partenza. Gesù dice alla donna che gli versa olio sui piedi: le sono perdonati i suoi molti peccati perchè molto ha amato. La forma verbale utlizzata indica un'azione (quella di amare molto) esplicitamente collocata nel passato, da tradurre generalmente con un passato remoto italiano. Cioè a dire che la donna nel suo passato di prostituta ha molto amato!! Un amore perverso certo, impazzito certo, ma pur sempre amore. E in forza di quell'amore che oggi è diventato amore per Cristo, i suoi peccati le sono perdonati.
Solo con coloro che non si vogliono muuovere dalla loro chiara convinzione del confine tra bene e male Gesù diventa duro e oppositivo. Vorrà dire qualcosa!!



25/11/2014 13:14 simone simone
Cara Maria,

i fomentatori, gli studipi e i violenti esistono in ogni categoria di persone, credenti e non credenti, eterosessuali ed omosessuali, bianchi e neri, etc.
E' brutto, ma è così, fattene una ragione.
Ma per piacere, non provare neppure lontanamente a indicare questi comportamenti, come rispecchianti lo stile delle persone omosessuali. Insulteresti la mia intelligenza.



25/11/2014 12:13 Maria
Le sentinelle in piedi sono state aggredite un'altra volta.
Le sentinelle in piedi come Manif pour tous sono movimenti democratici che protestano per le loro idee: l'idea che la famiglia naturale sia fra un uomo e una donna, e che i bambini debbano avere una mamma e un papà.
i violenti che vogliono far tacere queste voci che si levano a difesa della verità , questi violenti sono gli stessi che parlano tanto di "diritti" ma non hanno la più semplice idea di cosa sia un diritto e cosa un dovere.
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-cresce-la-violenzadei-gruppi-gaynon-si-faccia-finta-di-non-vedere-11028.htm

tale confusione regna ormai anche fra i cattolici. Alcuni cattolici che si considerano progressisti moderni liberal ed "illuminati" scambiano la libertà che Dio ci dà di scegliere fra bene e male col "diritto" di compiere il male senza essere giudicati.
chi sono io per giudicare? questa famosa frase proferita da Francesco è la più fraintesa e la più idiotamente presa a slogan da chi crede che non essere giudicato significhi aver diritto a fare qualunque cosa
Ma il bene e il male restano, che ci sia chi li giudichi o no.
Tutti dovremo comparire davanti al giudice divino.



25/11/2014 09:17 Federico
Inutile farci illusioni, le adozioni e la fecondazione assistita sono strettamente legati al riconoscimento delle coppie omosessuali.
Altrove è già stato così e sarà così anche da noi: si parte dai pacs/unioni civili, si passa ai matrimoni senza distinzioni e si arriva alle adozioni e ai figli.
In questo processo i cattolici hanno qualcosa da dire e devono poterlo fare senza timori di essere giudicati reazionari o integralisti.
La visione della persona, della famiglia e della società che i cattolici sono chiamati a testimoniare è un'altra.



24/11/2014 18:05 Pietro Buttiglione
Grazie Simone, leggerti è stato come 'respirare'.
Vorrei ricompensarti con un mio pensiero di stamane,
Mi sentivo "giù" e capivo che il mio amertume
mi condizionava in tutto, nello studio, nelle relazioni.
E mi sono detto: devi trovare un soggetto da AMARE.
Ed è stata pace, serenità, bonaccia.



24/11/2014 17:24 simone simone
Ho letto e molto apprezzato l'articolo e, a margine, i vari commenti dove sono emerse le diverse posizioni. Io trovo sempre molto lungimiranti le parole del card. Woelki che dice: "Se prendo sul serio il Catechismo, non posso vedere le relazioni omosessuali esclusivamente come negazione della legge naturale. Cerco anche di capire che ci sono persone che si assumono una durevole responsabilità reciproca, si sono promesse fedeltà e vogliono prendersi cura l'una dell'altra". Posizioni di analoga apertura sono state espresse anche, oltre che dal card. Scola come citato nell'articolo (che di certo non è un progressista e per cui la sua apertura vale tripla :-)), dal card. Marx, da mons. Forte, mons. Castellani, mons. Urso, mons. Paglia, mons. Marini etc. (sono i primi che mi sono venuti in mente ma se serve mi faccio ritornare alla mente anche altri nomi). C'è un dibattito in seno alla Chiesa ed è bello perchè il tema dell'omoaffettività è un tema molto importante. E personalmente trovo difficilissimo capire come il "Dio grande nell'amore" il Dio "amante della vita" possa dire ad un ragazzo che lui ha pensato, voluto e chiamato all'esistenza "non puoi amare la persona di cui ti sei innamorato", o secondo i più intransigenti "il sentimento che tu provi è un abominio". E io come ragazzo, quando mi chiedo quale sia il mio errore, cosa stia sbagliando e scopro che il mio unico errore è "amare"... davvero non riesco a capire. E davvero non riesco a comprendere le posizioni di chi, privo di compassione (nel senso etimologico del termine) ha sentenze così dure contro un altro fratello.

Mi dispiace poi che, soprattutto negli ultimi post, si sia tirato fuori il discorso adozioni: non mi pare che nell'articolo si sia mai menzionata la cosa... e allora perchè tirare di mezzo la questione che è estranea alla discussione? Un conto è il dare dignità ad un amore tra due persone dello stesso sesso, è dire loro "non andrete per forza all'inferno se vivrete il vostro amore", un altro conto è dire "vi unisco nel sacro vincolo del matrimonio" e un altro ancora è dire "a voi coppia omosessuale è permesso adottare bambini". Sono tre argomenti diversi che spesso vengono mischiati, soprattutto da chi ha pochi spunti per contrastare la prima argomentazione, per creare solo confusione e deviare il discorso.
Siamo in una discussione seria, mi pare. Parliamo tra persone serie, spero. Non confondiamo gli argomenti.

E vorrei dire a chi continua a guardare al passato che la Chiesa non è una realtà statica, immobile, immutabile nè completamente infallibile (salvo che per determinate materie ben specifiche)... e la richiesta di perdono per gli errori del passato di Giovanni Paolo II nel 2000 nè è un esempio lampante. La Chiesa è una realtà che cammina nel mondo e progredisce nell'amore verso Dio e verso i fratelli, giorno dopo giorno. A chi ha paura dei cambiamenti, vorrei dire che non è questione di dire prima era sbagliato e ora invece è giusto, ma di dire... progrediamo nell'amore.



23/11/2014 22:27 Massimo Menzaghi
in ogni caso, come ho detto di recente e come ci ricorda il Papa citando il vangelo di oggi, saremo giudicati su altro, su ben altro...

"Alla sera della vita saremo giudicati sull’amore, sulla prossimità e sulla tenerezza verso i fratelli. Da questo dipenderà il nostro ingresso o meno nel regno di Dio..."

rassereniamoci su questi temi e concentriamoci su ciò che conta davvero (cosa tutt'altro che facile...)



23/11/2014 20:41 Massimo Menzaghi
casualmente...

Stati Uniti, John Smid "curava" gli omosessuali. Ora ha sposato il compagno http://huff.to/1xR1lvL



23/11/2014 13:02 pietro buttiglione
ieri sera qui ha parlato Telmo Pievani:
- non abbiamo nessuna Lucy : si sono formati x vari rami traversi
diversi ' HOMO'. Di qs.famiglia di homo diversi, siamo rimasti solo noi.
Più dotati o più cattivi??
- Tutti i 7 miliardi attuali derivano da una popolazione africana ( zona etiopica)
di circa 30.000 esemplari che poi si sono spostati lentamente in
tutto il mondo:
- Tra noi, tra qs.miliardi, la variabilità genetica è inferiore al DUE PER MILLE!
- L'uomo di Neandertal si è estinto dalle parti di Gibilterra e non era affatto
ìinferiore' al ns.ceppo: tant'è che alcuni dei geni migliori li abbiamo
presi da loro: quindi ci furono 'contatti'….
- i primi colonizzatori dell'Europa, quindi i ns.antenati, erano NEGRI.
----------------
Scusate l'OT, era solo x commentare il post di Massimo



23/11/2014 12:44 Massimo Menzaghi
... non c'è nessun giudizio sulla persona di colore, noi siamo molto accoglienti verso le persone di colore; è la pelle scura in sè che non va bene, se poi gli affidi un bambino bianco devi fare attenzione che non si abbronzi...

passatemi l'iperbole, ma chiediamoci se riflettiamo davvero a fondo su quello che sosteniamo/ripetiamo a memoria...

per non dover rispondere dopo: uno E' di colore, uno E' omosessuale..., mentre tutti, loro compresi, possiamo rubare, odiare, uccidere... e tutti condanniamo il furto, l'odio, l'omicidio...



23/11/2014 11:59 Pietro Buttiglione
Sorry ma i "gruppi trasformazionali", molto attivi in Usa,
non se li è inventati Wikiped 😪
E non basta una frase di Francesco x cambiare
il pensiero di tantissimi Prelati, come il Sinodo come
ha ben mostrato!
Lei parla di giudizio sospeso sulla omosessualità,
ma sembra che lo riferisca solo alle adozioni.
Ma x quanto ne so io in ambiente cattolico
nessuno le perora! Ma cosa dicono gli stessi del
buon terzo di famiglie monoparentali??



23/11/2014 11:33 Emilio Giufa
Sig. Buttiglione, mi perdoni se insisto (e mi perdonino anche gli altri che intervengono sul tema), ma non si può fare confusione. Non c'è alcun giudizio sospeso ne alcuna spada di Damocle sulla persona omosessuale, ci mancherebbe. "Chi sono io per giudicarli", ha detto Papa Francesco, ed io sottoscrivo pienamente. Il giudizio sospeso è sulla omosessualità: condizione complessa e che non trova concordi medici, psicologi e psichiatri e sulle conseguenze che potrebbe subire un bambino che si trova a risolvere la sua identificazione sessuale con una coppia inevitabilmente monca sotto questo profilo. In quanto a Wikipedia, come lei ben sa, il problema della certezza delle fonti è uno dei più spinosi che la "rete" si trova ad affrontare-


23/11/2014 09:58 Pietro Buttiglione
Ho citato Hitler, ma Siri&aids sarebbe stato meglio...
Comunque segnalo x la completezza:
http://it.m.wikipedia.org/wiki/Omosessualità_e_cattolicesimo



23/11/2014 08:25 Pietro Buttiglione
Sig.Giufa, a me risulta che buona parte di quei centri che spingono su
quella tesi ( in America si spinge tutto, anche i peanuts😣, siano
riconducibili a matrici cristiane conservatrici.
Poi nn riesco a, se fossi omo. Sentirmi accettato
da chi mi tiene una spada di Damocle su col suo
Giudizio sospeso. Mi lasci chiudere aggiungendo
che, se mi guardassi indietro, vedrei tutte ste
Aperture e comprensioni. Da parte di TUTTE le religioni.
Vedi la Germania nazista, ad es.



23/11/2014 08:12 Emilio Giufa
Sig,Buttiglione, la ringrazio per l'osservazione. Tengo, però, a tranquillizzarla: conosco bene gli esempi che lei cita, ma questi nulla hanno a che fare con la breve osservazione che ho proposto.
Da non molto tempo l'OMS ha deciso che l'omosessualità non aia una patologia e lo ha fatto con una modalità che sul piano scientifico ha sollevato non poche perplessità a livello internazionale. Non si può escludere che in futuro questa valutazione venga rivista: sempre più numerosi sono i report di psicologhi e psichiatri che mettono in dubbio tale decisione. Personalmente ritengo saggio, molto saggio, sospendere il giudizio.
Ma, ancora una volta, tutto ciò nulla ha a che fare con la fede (cristiana). E' una questione scientifica e coma tale va trattata. Al più, il cristiano, portatore di una visione olistica della persona, amerà questi fratelli come Gesù ha insegnato e applicherà il principio di massima precauzione a partire dai più deboli che, in questi casi, sono senza alcun dubbio i bambini. Nessuno oggi può dire, con certezza scientifica, che formarsi il proprio concetto di mascolinità e femminilità crescendo con una coppia omosessuale sia possibile quanto con una mamma ed un papà. Buon senso sembrerebbe affermare il contrario e le recenti dichiarazioni di Papa Francesco colgono con inequivocabile chiarezza questo punto.



22/11/2014 19:59 pietro buttiglione
Maria usa il solito giochetto retorico "ad absurdum"..
NON si è parlato di quelle parole del Papa solo
perchè non rientrava tra i commenti da commentare.
Io personalmente ho scritto più di una volta che sono contro
la fecondazione eterologa ma ho anche aggiunto che tra un
bambino cresciuto in un orfanotrofio ed uno cresciuto da
due omosessuali preferisco la seconda. Visto che logica
sa, se vuole sapere, che oggi a seguito delle tante
separazioni succede già, eccome!
Maria col gioco di esagerare tutto non prende nessuna
posizione sul riconoscimento dei loro diritti civili
( cfr. lo stesso Scola!) che e' il vero unico tema in
discussione al Parlamento.



22/11/2014 19:25 Maria
Noto che ovviamente su Vino Nuovo è stato accuratamente taciuto il discorso di papa Francesco ai Medici Cattolici in cui il papa ha parlato di "falsa compassione" a proposito di aborto, eutanasia e procreazione in provetta. Forse perchè tali parole, le prime chiare uscite dalla bocca di Bergoglio, dispiacciono ai cattolici adulti e progressisti che di questa "falsa compassione" se ne sono fatta una bandiera e una ragion d'essere.
per l'omosessualità è la stessa cosa. e' falsa compassione dire a due uomini che si vogliono sposare e avere un bambino IN QUALSIASI MODO coll'utero in affitto o con altri ignobili espedienti , che fanno benissimo, che è giusto e sacrosanto e altre amenità solo per lo spirito di "falsa compassione".
il problema oggi è questo: gli omosessuali ci sono sempre stati, sono sempre stati accolti come persone con rispetto dai veri cristiani, ma oggi gli omosessuali vogliono avere il diritto di sposarsi e di avere figli. Vogliono piegare la natura ai loro desideri e chiamano questo "diritto"
La grande sfida è avere figli in un modo o nell'altro. Con qualunque mezzo.
Bisogna dire loro chiaramente che il matrimonio è solo fra un uomo e una donna, e che la procreazione di nuove creature umane non può essere ne' un capriccio ne' un business di scienziati pazzi che con le provette e l'ingegneria genetica riusciranno a produrre anche l'OMUNCOLUS in provetta.
La vera compassione è dire parole cHIARE su questo. La FALSA compassione che oggi va tanto di moda sarebbe il dire "va tutto bene, è tutto giusto o giustificabile, chi sono io per giudicare?



22/11/2014 16:26 Massimo Menzaghi
"Mi sembra che ci sia un'equivoco"

temo che sia piutosto una convinzione molto radicata... ed evidentemente alcune categorie dentro la Chiesa hanno fatto (e continuano a fare) di tutto perchè radicasse molto bene...

grazie comunque per gli spunti che ci offre



22/11/2014 14:58 Christian Albini
Un'unica osservazione. Mi sembra che ci sia un'equivoco. Nella chiesa non tutto discende dal papa e dai vescovi (o da alcuni di loro) come qualcosa di fisso e immodificabile.

Ci sono livelli diversi, si sta finalmente recuperando la sinodalità, ci sono questioni su cui il confronto può portare dei cambiamenti e delle comprensioni nuove, come è sempre avvenuto nella storia della chiesa.



21/11/2014 22:39 pietro buttiglione
Sig.Giufa, probabilmente, per sua fortuna, lei non conosce quelle voci,
molto forti in certi ambienti cattolici, tipo Radio Maria, che sostengono che l'omosessualità è una malattia da curare.
Credo che questo fosse il rif.to di Albini.



21/11/2014 20:55 Emilio Giufa
Albini propone almeno un paio di riflessioni interessanti, anche se non necessariamente condivisibili fino in fondo.
Dove mi pare sbagli totalmente è quando si pone la domanda: Si può dire che considerare l'omosessualità una malattia non ha niente a che fare con la fede cristiana?
Ma cosa c'entra la fede (cristiana) con una qualsiasi patologia presunta, probabile o certa che sia? L'omosessualità è, innegabilmente, un ramo secco dell'evoluzione, nel senso darwiniano del termine. Ma la fede non c'entra nulla. E come cristiani facciamo bene a differernziare il giudizio (qualunque esso sia) tra omosessualità e omosessuali.



17/11/2014 14:21 Federico
Le è favorevole solo a quello che le piace e se la Chiesa dice il contrario allora il torto è della Chiesa, dei preti e del papa. Non è l'unico a pensarla così, ma siamo piuttosto distanti dal cattolicesimo.
L'insistenza nella difesa dei valori non negoziabili era motivata dall'attacco feroce e violento da parte di un certo mondo laicista (ancora in corso, sempre più agguerrito) e dalla necessità di far presente anche ai cattolici che ci sono questioni sulle quali non si può cercare un compromesso, perché qualsiasi compromesso porterebbe alla negazione di principi fondamentali e irrinunciabili. Mediazione e dialogo sì, ma compromessi al ribasso no. Molti cattolici non hanno capito l'importanza della posta in gioco e hanno rinunciato ad una difesa convinta e coerente di questi valori prediligendo le proposte della propria parte politica. Sono convinto che sia stato un errore che verrà pagato molto caro.



17/11/2014 12:38 Massimo Menzaghi
OT solo per rispondere a Federico: io sono talmente favorevole all'obiezione di coscienza (ribadendo che deve però appoggiarsi sulla coscienza, per cui dobbiamo giocoforza fermarci ad un'esortazione e lasciare che gli operatori possano valutare), al punto da ridefinire con ancor più forza "maledetta falsa e insulsa" la stagione della non negoziabilità.

L'obiezione per me significa trovare il mio posto in un mondo plurale, la "non negoziabilità" in Italia ha significato esporsi alla strumentalità politica mischiando in modo squallido interessi da potere temporale: non dovrebbe essere difficile da capire...

Anche l'osservazione su Bagnasco non dovrebbe essere difficile da capire, ma abbiamo sensibilità troppo diverse...

fine OT

sui profondi abissi cosa vuole che le dica: mi testimonia solo quanto sia falsa e ipocrita la formuletta del rispetto per le persone che viene continuamente ripetuta...



17/11/2014 12:16 Federico
Pietro,
la mia era una risposta ad un altro intervento sui valori non negoziabili, tanto bistrattati perché "scomodi", ma comunque strettamente legati al cattolicesimo e alla sua visione antropologica. Se c'è divagazione, l'attribuisca a chi ne ha parlato per primo.



17/11/2014 11:20 Pietro
Fede,senza accorgersi, pratica il gioco delle tre carte..
Si parlava di omosessualità, e divaga su aborto e eutanasia
ed altro.



17/11/2014 09:45 Federico
@Menzaghi,
quella che tu definiva "maledetta, falsa, insulsa "non negoziabilità" che si vuol far rientrare dalla finestra dopo che il papa l'ha sbattuta fuori dalla porta" è stata riproposta pari pari proprio dal papa sabato scorso quando ha incoraggiato l'obiezione di coscienza e parlato di "falsa compassione" a proposito di aborto, eutanasia e fecondazione assistita.
Spesso vediamo e cerchiamo nel cristianesimo solo ciò che piace a noi (o che ci fa piacere il mondo con le sue seduzioni) e non comprendiamo che il cristianesimo è anche altro.
Invito tutti a riconsiderare alcune prese di posizione influenzate più dalla "politica" che dalla morale cattolica.
Quelle che per alcuni di noi sono "alte vette", ad altri possono apparire come profondi abissi se l'unico criterio è il proprio punto di vista soggettivo. L'affidamento alla riflessione della Chiesa dovrebbe aiutarci ad una purificazione e ad un discernimento più autentico.

PS: il Card. Bagnasco non era in pompa magna ma era vestito da vescovo, cioè indossava l'abito più adatto per esprimere la vicinanza di un pastore alla sua diocesi. Per le tute da meccanico ci si rivolga altrove.



16/11/2014 20:15 Massimo Menzaghi
Scola: «La Chiesa è stata lenta sulla questione omosessuale»

1) ... ma Scola non gioca nell'Inter, lo davano per papa... e visto come la pensa non è certo uno di quelli che accelerano sul tema... però quella lenta è "la Chiesa"...

2) "è stata" vorrebbe dire che il gap è già stato colmato???

comunque possiamo stare tranquilli, perchè "il rispetto della dignità delle persone è fuori discussione"...

meglio tornare a leggere Gamberini...

PS mentre scrivo vedo il tg con Bagnasco che visita i quartieri alluvionati in alta uniforme: un'immagine stridente e al tempo stesso emblematica di una perdita completa del contatto con la realtà che caratterizza certe persone... e mi si chiede simpatia???



15/11/2014 13:42 Massimo Menzaghi
Avrei qualcosa da aggiungere sul ragionamento che viene fatto (e riproposto) da Alberto Hermanin, ma mi fermo qui...

Mi interessa di più parlare del link citato dall'autore del post: non mi pare che Gamberini sia un laicista o un iscritto all'arcigay: se la riflessione teologica DENTRO LA CHIESA porta persone serie ad arrivare a certe conclusioni... forse diventa consequenziale che uno possa avanzare delle perplessità sulle "posizioni ufficiali" e sul come le "divulgano" Bagnasco e Ruini...



15/11/2014 12:09 Alberto Farina
Per quanto mi riguarda la mia posizione è chiara:
1) il credente è chiamato ad un'assoluta coerenza con la sua fede, fatti salvi i propri limiti e le proprie debolezze
2)deve proporre la propria antropologia ed etica in modo chiaro
3) in una società democratica e pluralista non può pretendere che la propria visione diventi quella di tutti; piuttosto dovrà trovare quei punti di intesa che creino un terreno comune e valido per tutti, pena il cadere in una forma di integrismo che è speculare al relativismo e altrettanto dannosa.
Spiegatemi dove sta il corto circuito...



15/11/2014 08:45 Pietro B.
Anche io agogno allo "schiodo"..😳
Che x me significa:
HYZ dice 🔤
LXW contrappunta🔡
HYZ ripete🔤senza riscontrare minimamente "d"
= NON si schioda
NON controatgomenta
NON prende minimamente in considerazione
le argomentazioni di LXW...
Questo non è dialogo..
Questo non è degno di VINONUOVO.
Pietro
P.S. Ma anche invece di esporre il PROPRIO
pensiero.. ecc ecc



15/11/2014 01:41 Ale
Caro amico, che tu ti firmi Massimo Menzaghi o Max per me non farebbe alcuna differenza, perché il nome non mi dice nulla ma lo scritto sì, e nel tuo scritto noto una certa suscettibilità...
Il mio commento al "corto circuito" evocato da Farina voleva soltanto precisare che non era solo uno a ripetere le stesse cose, ma tutti gli interlocutori in causa: per questo si restava inchiodati allo stesso punto.
Come io la pensi, ad una lettura non frettolosa era già chiaro: avevo detto che condivido lo scritto di Hermanin, che serenamente vede la questione come realmente è, vale a dire che non a tutti è concesso esprimere liberamente la propria opinione (come sovente si deve constatare).
Nello stesso tempo c'è il RISPETTO per l'essere di ogni persona, tanto maggiore quanto più la persona è in ricerca o in sofferenza.

Non saremo certo noi, su questo blog, a risolvere questo problema delicato e personalissimo. Come ha detto Papa Francesco: "se una persona omosessuale (quindi di "condizione omosessuale", ndr) ha buona volontà e cerca Dio, chi sono io per giudicare?". E io non mi sento certo più del Papa.

Non è questione di essere "disposti a schiodarsi" dalle proprie convinzioni per assumerne altre, non era questo il punto del discorso.
Il punto era di sapersi momentaneamente "separare" dalle proprie convinzioni per poter "accogliere in sé" l'espressione delle convinzioni altrui, cercando di comprenderle. Questo non significa che le si debba poi condividere, significa solo riconoscere all'altro il diritto di avere convinzioni diverse dalle nostre e di poterle esprimere. Quindi apertura, non chiusura.
Un atteggiamento di questo tipo mi sembra anche la base indispensabile per quel "discorso sereno sull'omosessualità" auspicato dall'autore del post in discussione.



14/11/2014 18:44 Massimo Menzaghi
Invito tutti a leggere il link suggerito da Albini. Porta a delle vette a cui non siamo abituati...

Restando al tema, penso non ci sia il minimo dubbio sul chi debba schiodare cosa...

Più in generale (dopo aver ricordato ad Ale che per sparar giudizi sarebbe coerente ed elegante metterci almeno la faccia) ricorderei che (noi, qui) non siamo ad un tavolo diplomatico o in situazioni in cui la negoziabilità fatta di passi indietro per convergere su qualcosa che sia meglio di niente assume un valore; per quel che mi riguarda siamo qui per dire come la pensiamo, e chi è serio con sè stesso e la propria coscienza non si schioda da nulla. Semmai è disposto a veder evolvere la propria posizione (ed è quello che suggerisco: aggiungere) che resterà comunque la propria, quella che identifica il proprio pensare ed il proprio essere
Io non mi schiodo non è sinonimo di io non ascolto l'altro: se non lo capiamo, sì che facciamo del buonismo gratuito e inutile.

PS Ale potrebbe dirci come la pensa e da cosa è disposto a schiodarsi, tutto il resto è fuffa...



14/11/2014 13:52 Christian Albini
Trovo che una competente e utile riflessione sul tema sia stata offerta dal teologo gesuita Paolo Gamberini sul blog de "il Regno".
http://www.ilregno-blog.blogspot.it/2014/11/quale-spazio-nella-chiesa-per-gli.html



14/11/2014 13:42 Pietro
Segnalo:
http://m.lastampa.it/2014/11/13/italia/cronache/segnalate-le-scuole-pro-gay-bufera-sulla-lettera-della-diocesi-di-milano-ai-professori-di-religione-HREBPsSWIci5M3GpKnSciJ/pagina.html



14/11/2014 11:54 serena
Io sono d'accordo che l'amore vada testimoniato nella verità, altrimenti diventa un sentimentalismo ed anche che a volte dire la verità può essere scomodo per chi la riceve, perché un comportamento sbagliato va corretto e non porta alla felicità. però la mia certezza vacilla quando dovrei affermare che un'unione omosessuale porta "sicuramente" all'infelicità o, al contgrario, che una vita omosessuale sessualmente inattiva porta ad una felicità più piena. Quali basi abbiamo per affermarlo? e, ancora, avendolo affermato, l'abbiamo poi verificato sul campo?


14/11/2014 11:43 Yolanda
"Non è questione di apertura o meno, ma di un soggettivismo (altro che posizioni "plurali"!)che finisce per farci uscire dal seminato e per farci dimenticare che dobbiamo ricercare la volontà di Dio e non la nostra o quella che sembra prevalere sulla stampa e nel mondo." Davvero? E' così chiaro ricercare la volontà di Dio ? Di quale Dio, fatto a nostra immagine ? Frutto delle nostre interpretazioni? Si gira in tondo su quest'argomento da giorni e già lo avevamo fatto in passato. Io continuo invece a rigirare fra le mani il libro di Cuffini, Il viaggio indesiderato, dove non solo la malattia ma penso anche la diversità possa far condividere le mille domande senza risposta su Dio ,urlate nel dubbio e nel dolore sulla propria pelle. Da una parte la vita vera e dall'altra invece tutte queste disquisizioni teoriche e inviti a "fidarsi" della chiesa ufficiale, o a esporre opinioni contrastanti. Per tutti quelli che si sentono diversi varrebbe la domanda " Signore ,se mi hai fatto e voluto così che cosa vuoi da me?" e la risposta non può che essere personale ,profonda, ingiudicabile da chiunque, chiesa compresa. Tutti questi discorsi non aiutano uno solo di costoro nel dubbio , nell'incertezza, nella ricerca, nella sofferenza di sentirsi respinti e umiliati per essere ciò che sono. L'unico che mi è parso sereno ed equilibrato è l'autore dell'articolo.


14/11/2014 10:12 Ale
Io avevo scritto "dalle PROPRIE posizioni", non da posizioni rigide o ufficiali.
Ogni propria posizione, anche la più lontana dall'ufficialità, diventa rigida quando rimane inchiodata e non si apre all'ascolto delle posizioni altrui.



14/11/2014 09:02 Federico Benedetti
Non è questione di apertura o meno, ma di un soggettivismo (altro che posizioni "plurali"!)che finisce per farci uscire dal seminato e per farci dimenticare che dobbiamo ricercare la volontà di Dio e non la nostra o quella che sembra prevalere sulla stampa e nel mondo.
Il discernimento e la ricerca sono fondamentali nella vita spirituale di ciascuno di noi, ma occorre indirizzarli nella direzione giusta e fidarsi, almeno in questo, della Chiesa Cattolica.
Può essere che io sia troppo "rigido", ma ho l'impressione che tutta questa questione sia affrontata in modo superficiale e frettoloso, come se l'importante non fosse la ricerca della verità e la volontà del Signore, ma piuttosto apparire "moderni", al passo coi tempi, "aperti",...
Discutiamo pure di tutto, ma cerchiamo di non uscire dal binario giusto.



14/11/2014 08:43 Massimo Menzaghi
ci si può/deve schiodare da posizioni rigide...

per quanto mi riguarda, io sono già "schiodato", anche troppo... :-)

(scherzi a parte, a Federico e a chi la pensa come lui propongo di aggiungere, senza rinunciare al proprio: la chiesa non è SOLO... ma ANCHE...)



14/11/2014 02:18 Ale
Errata corrige: "A me pare che il corto circuito derivi piuttosto DA un triangolo" (un "da" rimasto nella tastiera...).
Sorry.



14/11/2014 02:14 Ale
Alberto scrive: "Purtroppo con Federico si ripropone sempre la medesima dinamica, senza riuscire a fare un passo in più rispetto al corto circuito che ne scaturisce".
A me pare che il corto circuito derivi piuttosto un triangolo: Federico- Massimo- Alberto (Farina). Nessuno dei tre si schioda un micron dalle proprie posizioni.
Incollati. Stallo equivalente.
Se questa fosse la risposta al dubbio di Albini: "Mi viene da chiedermi se sia possibile parlare di questi temi seriamente e serenamente da cattolici e tra cattolici", sarebbe sconfortante.
Ma grazie al Cielo c'è anche chi offre riflessioni serene ad ampio raggio, come Alberto Hermanin, che condivido e ringrazio.
Dunque pare sia possibile, volendo!



13/11/2014 19:48 Massimo Menzaghi
Ragazzi, siamo al dossier: se qualcuno avesse delle curiosità sul sottoscritto chieda pure a Federico, che ne sa più di me... :-)

Floclore a parte, so di non poter schiodare il buon Federico di un solo centimetro dalle sue posizioni: mi piacerebbe solo che accettasse l'idea che la Chiesa non è solo quella che ha in testa lui, che ci sono posizioni plurali, che c'è un dibattito ricco e appassionante (di cui il tema del 3d è un significativo esempio)... e soprattutto che non ci sono solo i vescovi ma che c'è un popolo santo e variegato, fatto di esseri umani unici ed irripetibili, che nessuno potrà mai soffocare in uno schema rigido.
Per quel che mi riguarda, so che una volta di là nessuno mi chiederà se mi fosse simpatico Bagnasco o come mi collocassi antropologicamente...: dovremmo essere giudicati su altro... e su altro vorrei cercare di concentrarmi (solo pochi giorni fa siamo stati esortati a non costruire muri ma ponti...)
Ho piena coscienza dei miei limiti, ma quel che faccio e dico non è da ricercare in teleguide occulte (non ci sarebbe nulla di male, ma non sono impegnato politicamente): io, quando mi sento interpellato, continuo a metterci la faccia, con nome... e cognome! ;-)
Come dice Albini, la riflessione DEVE proseguire...



13/11/2014 16:35 Pietro B
X Fede
X me antropologia cristiana = libertà & grandezza dell'Uomo.
Tutta la Parola lo rivela. X qs. io amo Gesù con tutto me stesso.
Come cavolo potrei se fossi schiavo di non poter neanche
citare un giornale di sx?? Ma che razza di antropologia è qs.??



13/11/2014 15:31 Federico
Farina,
l'antropologia cristiana va proposta con coerenza e convinzione, non tanto per fare. Come cattolici siamo chiamati ad una testimonianza autentica e senza compromessi.
Se per "dialettica" si intende accettare la posizione degli "altri" senza nemmeno provare a proporre la propria, questa per me non è dialettica: è resa al pensiero dominante.
La testimonianza cristiana si declina in altri modi.

Il riferimento "inelegante" al partito di Menzaghi non è frutto di una mia ipotesi, ma della lettura attenta di diversi suoi interventi che arrivavano a ripetere chiaramente posizioni politiche piuttosto note e persino ad elogiare espressamente un giornale di partito.



13/11/2014 14:55 Alberto Farina
Purtroppo con Federico si ripropone sempre la medesima dinamica, senza riuscire a fare un passo in più rispetto al corto circuito che ne scaturisce.
A parte la poca eleganza del riferimento al partito politico che sarebbe votato da Tizio o Caio (ma che ne sai tu? o pensi di essere quel dio di cui si diceva che nella cabina elettorale ti vede?), perché mai, secondo la propria analisi, non dovrebbe poter criticare un prelato che ha portato la Chiesa italiana come istituzione in una condizione critica, ha avvilito il cattolicesimo politico trattando direttamente con alcuni soggetti leggi favorevoli, o al massimo tornando all'idea di partito come cinghia di trasmissione di istanze decise Oltretevere? Il regime di cristianità è finito e siamo in un orizzonte di laicità con cui dobbiamo, volenti o nolenti, fare i conti. Le sensibilità diverse, le differenti concezioni dell'uomo e dei vari aspetti della sua vita dal punto di vista civile sono fra loro paritetiche. Dobbiamo con chiarezza proporre l'antropologia cristiana, ma in un rapporto dialettico con le altre, senza pretendere che la nostra sia dal punto di vista civile l'unica possibile.



13/11/2014 14:25 Federico
Menzaghi,
serenamente si continua a sostenere che è possibile essere cattolici "infischiandosene" delle ragioni del cattolicesimo (dal punto di vista antropologico oltre che teologico) e delle posizioni ufficiali (insisto, perché ci sono, basta leggere le fonti giuste) dei nostri pastori.
Credo che siamo ancora una volta di fronte alla tentazione del soggettivismo e del relativismo dove ognuno di noi può decidere cosa è bene e cosa è male, cosa è peccato e cosa non lo è, rimanendo indifferente rispetto alla verità.
Credo che sia importante guardare ai bisogni e alle necessità, anche spirituali, dei nostri fratelli (omosessuali compresesi), ma che la carità debba essere vissuta nella verità (Caritas in veritate), altrimenti saremmo anche caritatevoli ma non faremmo il bene nostro ne' quello dei nostri fratelli. La volontà di Dio è che usiamo i talenti che ci ha affidato (intelligenza compresa) per servirlo, non per giustificare i nostri capricci.
Serenamente, Menzaghi, eviti di parlare male del Card. Ruini e provi a prendere in considerazione l'idea che un cattolico possa almeno sforzarsi di essere coerente alla propria fede prima che obbedire ciecamente alle indicazioni del proprio partito (ed evito commenti circa la distanza del suo partito dal cattolicesimo). Stia bene. Serenamente
F.



13/11/2014 13:57 stefano bianchi
Christian Albini...grazie.


13/11/2014 13:13 Massimo Menzaghi
serenamente:
1) derubricare la vita delle persone a mode del momento lo lascerei al genio inarrivabile del card. Ruini (quello che la chiesa non è indietro ma avanti al punto giusto da non inciampare nelle mode...)
2) se Dio vuole, la Chiesa non è solo posizioni ufficiali con tutte le maiuscole al loro posto, men che meno la CEI e le sue relazioni/prolusioni...
3) continuare a vedere il mondo in bianco (posizione ufficiale...) e nero (arcigay, stampa laicista) non è di alcun aiuto (oltre a far sorridere, ma questo è un problema mio...)
4) che in tutti questi bei ragionamenti lo spazio per la coscienza sia nullo non è di alcun aiuto... (oltre ad essere sconcertante...)

Sono perfettamente d'accordo che "L'importante è che si cerchi la verità e la volontà di Dio"!

Aggiungerei però che di vite terrene ne abbiamo a disposizione una sola a testa e avendo superato la metà (sono ottimista) i tempi delle posizioni ufficiali non mi stanno più bene (perchè non mi fido più delle persone che continuano ad occupare certe posizioni e il "minimo di simpatia" mi riesce difficilissimo): una cosa è la prudenza, altra è l'ignavia e il fregarsene della vita delle persone ("mode")...
Forse la mia posizione suonerà come un disco rotto, ma mi pare che di recente anche qualcuno molto in alto abbia parlato (molto più elegantemente e rispettosamente, ma con la stessa schiettezza) di fardelli scaricati con troppa sufficienza sulle spalle degli altri...



13/11/2014 12:09 Federico
L'importante è che si cerchi la verità e la volontà di Dio e che non ci si faccia impressionare (o peggio: abbagliare) dalle mode del momento. In questo senso credo che sia opportuno approfondire e accogliere con un "minimo di simpatia" e di fiducia la posizione ufficiale della Chiesa Cattolica, prima di cedere alla tentazione di accogliere le tesi dell'Arcigay e della stampa laicista.


13/11/2014 09:58 Alberto Farina
Caro Federico (Benedetti?),
Le ricordo che nella Chiesa si e' sempre tenuto conto del cosiddetto sensus fidelium, motivo per cui mi sento SERENAMENTE di invitare Menzaghi e tutti i frequentatori di questo sito ad esprimere liberamente il proprio pensiero, soprattutto quando esso non collima con le indicazioni dei vescovi. Non per il gusto di una polemica preconcetta, ma perche' venga allo scoperto una dialettica per troppo tempo negata. Questa libertà di parola e' uno dei tanti doni che ci sta facendo il vescovo di Roma... non facciamocelo rubare.



13/11/2014 09:52 Pietro Buttiglione
Fede, e in caso di opinioni differenti tra Vescovi, un misero laico potrà scegliere??
((... Visto che, al poveretto, è evidente, nn è consentito ragionare con la propria testa 😁



13/11/2014 09:51 Pietro Buttiglione
Fede, e in caso di opinioni differenti tra Vescovi, un misero laico potrà scegliere??
((... Visto che, al poveretto, è evidente, nn è consentito ragionare con la propria testa 😁



13/11/2014 09:22 Federico
Possibile Menzaghi che hanno ragione sempre tutti tranne i nostri vescovi, tranne chi è chiamato a guidare come pastore la chiesa Cattolica?
La invito SERENAMENTE a fidarsi di più dei nostri vescovi, magari ad approfondire meglio le questioni da un punto di vista cattolico, senza limitarsi alla lettura di giornali e testi di parte e che con il cattolicesimo non hanno niente a che spartire.



12/11/2014 22:13 Maria
Nella Chiesa è molto forte una "lobby" omosessuale. Lo disse lo stesso Papa Francesco.
questa lobby sta spingendo a man bassa per cambiare la DOTTRINA della Chiesa cattolica sull'omosessualità. MA l'omoeresia come tutte le eresie alla fine non trionferà.

http://www.lastampa.it/2014/11/12/blogs/san-pietro-e-dintorni/lomoeresia-nella-chiesa-attuale-6d6mAalrEWLjUgOAYy1iUI/pagina.html



12/11/2014 21:21 pit bum
Standing ovation x Massimo.
Cuanno ce vo' ce vo'!!



12/11/2014 20:30 Massimo Menzaghi
"Un discorso sereno sull'omosessualità è quello che ha fatto il Card. Bagnasco"

grandioso...

ma possibile che non si provi nemmeno per un istante a mettersi nei panni dell'altro e a cogliere le contraddizioni vergognose che ripetiamo a memoria senza (voglio sperarlo) rendercene nemmeno conto???
Se becco uno a rubare distinguo tra peccato e peccatore...
Se parliamo di una condizione connaturata con la propria vita... come posso parlare di peccato? Perchè me lo dice Bagnasco? (lo stesso che adesso detta ricette per l'Italia dopo che per anni ha appoggiato quelli che l'hanno affossata in nome di quella maledetta, falsa, insulsa "non negoziabilità" che si vuol far rientrare dalla finestra dopo che il papa l'ha sbattuta fuori dalla porta?)

Not in my name



12/11/2014 17:44 Alberto Farina
Mi sembra che considerare la condizione di omosessualità ipso facto peccaminosa sia scorretto, proprio perché di situazione si tratta: vi sono alcune persone che non trovano corrispondenza fra la propria struttura biologica e quella psicoaffettiva. Chiedere loro di astenersi dall'esercizio della sessualità, in quanto essa non sarebbe giustamente orientata, pare pure poco rispettoso della finalità unitiva che essa ha: va da sé che questi soggetti non possano procreare; perché togliere loro questo valore della sessualità, se esercitato all'interno di una relazione stabile in cui i due partner si supportano reciprocamente da ogni punto di vista? Sentire ancora parlare di un omosessuale come un malato fa davvero male...


12/11/2014 16:55 luigi
Nessun giudizio. Solo il riconoscimento che l'umano ha inizio dall'incontro di un gamete maschile ed un gamete femminile, quindi di un papà e di una mamma. Questo è il diritto di ogni bambino e di ogni bambina. La famiglia. Loro, i figli, hanno diritti, non chi vuole averli ad ogni costo. Nessuno può essere il diritto di qualcun altro. Che poi le famiglie non siano perfette è vero, ma non è che se l'aria è inquinata si può decidere di respirare altro... Sulle unioni e sui diritti civili ed economici, nulla da dire. Non essendo i figli oggettivamente diritti, ma solo responsabilità e dono, nessuno si può sentire leso dal non poterli pretendere. Quindi i diritti siano gli stessi, ciò è cosa buona, iniziando dai bambini, che hanno il diritto della verità tutta intera, inizio compreso . Ma non mandiamoci a quel paese vicendevolmente, anche se su posizioni diverse. È dignitoso e bello, per tutti, un dialogo nel rispetto. Perché sarà la bellezza (di un progetto antropologico) a salvarci. Buona vita.


12/11/2014 16:43 Federico
Serenamente dovremmo anche dire che da un punto di vista "legislativo" i cattolici non possono che essere contrari a forme di unioni o matrimoni per omosessuali con tutte le implicazioni che queste portano con se' (fecondazione assistita, utero in affitto, adozioni): non per cattiveria, integralismo o fanatismo, ma per COERENZA con la visione dell'uomo, della famiglia e della società che il cattolicesimo propone alla società di oggi. Laicamente e da cittadini italiani, i cattolici non possono non partecipare al dibattito politico portando la propria visione, i propri valori e una testimonianza coerente del modello di matrimonio e di famiglia in cui credono. Temo che un certo buonismo e la tentazione del relativismo ci abbiano fatto dimenticare qual è il contributo che i cattolici debbono dare alla politica del loro Paese. Gli omosessuali (e tutte le minoranze) devono essere rispettati e tutelati da ogni forma di discriminazione, ma il matrimonio e la famiglia sono un'altra cosa.


12/11/2014 14:56 pietro B.
Christian, come sempre, à + 'avanti'..
Egli ci ha imo detto:
- le ns.posizioni specie quelle ufficiali NON sono accettate dai 'laici',
a partire dal negare una qualsiasi forma di legame riconosciuto dalla società.
OK.
Christian ci chiede:
Davvero non esiste alcuna possibilità di dialogo?
ma non si limita a questo. Va avanti.
Ed elenca i punti sui quali una ns.apertura oggi E' necessaria.
x conto mio sono favorevole a:
- unioni civili
- adozione solo in casi al limite in cui l'alternativa e' l'orfanotrofio
( sono contrario alla 'eterologa'..)
Questo in campo 'civile-sociale.
In ambito cristiano sono Persone, come potremmo ostracizzarle
come facciamo con i divorziati?? Chi sono io? Una persona come loro.
Io porrei solo un warning: che la loro omosessualità non venga
sbandierata ai quattro venti ( cfr. Luxuria che va in TV a chiedersi
vad o Casablanca o no?) ma mantenuta nel privato.
Non xchè e' una colpa o una malattia. Certo.

PS. x Christian : nn so come funge qui: mi piacerebbe se tu postassi qui
quello che ha scritto Gabriella C. su Jesus di Novembre: ADAMA, terra dell...



12/11/2014 14:28 serena
"I passi biblici che fanno riferimento agli atti omosessuali non sono riportabili oggi senza una considerazione critica, perché ne parlano come se questi rapporti fossero solo una scelta deliberata di lussuria." condivido in pieno questa affermazione e mi sembra il punto di partenza giusto per una serena rilfessione sul tema. qual è il nucleo del messaggio biblico, l'atto in se stesso o l'intenzione dell'atto? o, ancora, si giudica un atto per se stesso o per le conseguenze che questo ha sugli altri (persona con cui viene compiuto, società, famiglia etc)? sono le prime domande che mi vengono in mente a riguardo...


12/11/2014 13:15 Claudia Mancini
"Una condizione innata è cosa ben diversa da una decisione esplicita, cosciente e colpevole di rifiuto di determinati valori. Il peccato si verifica in questo secondo caso."

Il cuore di questo articolo, come invito alla riflessione, credo sia tutto in questo punto. Se è una condizione naturale – in alcune persone– come bisogna rapportarsi ad essa in un aprospettiva di fede cristiana? In genere, chi affronta la questione con la logica della contrapposizione, esclude a priori la possibilità della "condizione innata". Apprezzo questo articolo perchè tiene conto della complessità del problema. Come dire, io –come cattolico– sento la difficoltà della "questione" e mi stupisco della facilità di certe posizioni schierate. Un Sinodo che si conclude con un "arrivederci" credo sia stato prova di quanto la situazione sia degna di essere ben meditata. Non tutti i cattolici sanno stare al passo del cammino della chiesa,perchè vivono la furia della meta. Ad esempio, nel caso Luxuria, penso che i cattolici zelanti non avrebbero dovuto chiedere di ritirare l'invito a Luxuria; piuttosto, sincerarsi prima che questa scelta fosse condivisa dalla CEI. Nel caso lo fosse stata, confrontarsi in coscienza con questa decisione, e la chiesa che la condivideva. Mi sembra invece che quei cattolici, furiosi sulle loro tastiere ad inviare e-mail di dissenso, abbiano praticamente scavalcato la chiesa alla quale TV2000 deve rispondere.



12/11/2014 13:04 Federico
Un discorso sereno sull'omosessualità è quello che ha fatto il Card. Bagnasco ed è quello che deriva dal magistero della Chiesa cattolica: condannare il peccato e non il peccatore, rispettare e accogliere le persone in quanto tali (con il massimo della simpatia, della delicatezza e dell'attenzione, specie nei confronti di chi soffre o ha sofferto) ma non temere di indicare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Sul piano legislativo la posizione dei cattolici richiama necessariamente quella visione dell'uomo, della famiglia e della società che è propria dl cattolicesimo e che sembra confliggere con quella del pensiero dominante.
Condivido l'intervento di Hermanin.
Trovo che i cattolici non siano incapaci di discutere serenamente di questo tema, ma occorre partire da una piattaforma comune e questa piattaforma non può essere la proposta politica dell'Arcigay (per dire), ma semmai proprio la posizione della CEI e l'insegnamento della Chiesa Cattolica. Partiamo serenamente da qui.



12/11/2014 12:52 Emanuele Macca
Leggo con interesse questo articolo di Christian integrato dei commenti che assumono varie sfumature e varie posizioni.
Concordo in pieno con Massimo che un problema per il Cattolicesimo è l'ansia di correre dietro alle leggi per correggerle con un tono a volte di pretesa (sia a sinistra sui temi come l'immigrazione e la pena di morte che a destra su temi come la famiglia). La Chiesa non è stato, condivide riflessioni, le matura, SOPRATTUTTO LE TESTIMONIA ma non deve pilotare per forza la coscienza dei politici cattolici o comunque dei politici che cercano voti in una direzione.

Mi piace la riflessione di Alberto che mostra come i radicalismi siano trasversali.

E infine vorrei dire una cosa all'"anonimo" (sigh!) che parla di "malattia" in senso cristiano. Innanzitutto lo ringrazio per la debita specificazione distinguendola dalla malattia in senso clinico.
Tuttavia vedo un grosso rischio nel suo ragionamento : andando così diventa malattia generica e antropologica ogni scelta non prevista in senso sociale, colui che non segue un prototipo comportamentale diventa un malato.

Ed ecco che aggiungo qui la mia riflessione : credo che non esista l'omosessuale ma la persona omosessuale che poi non è solo tale. In base a come integra la sua omosessualità o omo-affettività nel suo stile di vita condizionato dal luogo in cui vive e dalla sua storia, si può fare una condivisione e una valutazione semmai nostro scopo debba essere sempre quello di giudicare. Nella nostra ansia di dare una sistemazione a tutte le nostre ansie sociali a volte vorremmo trovare una regola e una soluzione per tutto. E se i malati - rielaborando la riflessione di Alberto - fossimo noi omosessuali che giudichiamo i conservatori e i tradizionalisti e i cattolici che non approvano a priori ogni dimostrazione di omo-affettività?



12/11/2014 12:35 fab
@Tompio Hcdjv ... grazie ma non è che le due posizioni siano proprio all'unisono :)


12/11/2014 12:25 Tompio Hcdjv
Perfettamente d'accordo con i commenti di Fab e Alberto Hermanin.


12/11/2014 12:03 Massimo Menzaghi
sono piani diversi: così chiaro, così lampante, così ignorato...

per quel che mi riguarda, il piano legislativo dovremmo proprio accantonarlo, o quantomeno non partire da lì: pensare che la PROPOSTA cristiana debba per prima cosa preoccuparsi di essere normata dentro le leggi degli stati per me è aberrante...

forse è da questo approccio che conseguono tanti problemi e tante manie di persecuzione (nostre)...



12/11/2014 11:06 Alberto Hermanin
I “casi scoppiati” secondo me non sono tali. Che “parlando di certi argomenti” non si debba per forza “cadere sempre in un dualismo oppositivo” è sacrosanto. Senza dubitare che ci siano molti cattolici che lo fanno, faccio pacatamente rilevare come ci siano molti altri che lo fanno dall’altra parte: due opposti errori non fanno una verità, si registra l’esistenza di entrambi.
“Si può dire da cristiani una parola positiva sulle persone omosessuali e su una relazione affettiva omosessuale?” Si, si può, e talvolta si deve.
“Si può dire che ogni violenza verbale e fisica è sbagliata?” Si, si deve, sempre.
“Si può dire che considerare l'omosessualità una malattia non ha niente a che fare con la fede cristiana?”. Si può dire certamente.
C’è una questione teologica? La lascio alla ricerca teologica.
C’è una questione etica? Certo che c’è, e riguarda tutto l’esercizio della sessualità, non solo l’omosessualità. A tal proposito, si può dire da cristiani che è eticamente sbagliato praticare una sessualità promiscua e magari bisessuale? Si può? Si può farlo senza essere indicati nei media come dei persecutori alla stregua di un Torquemada? Dopo tutto non si invoca alcuna legge repressiva per gli adulti consenzienti, ci si limita ad indicare che per la fede cristiana questo comportamento è moralmente sbagliato. Si può fare?
C’è una questione legislativa: si può dire di essere contrari alla equiparazione delle unioni omosessuali al matrimonio? Si può? Si può farlo magari sulla base di argomentazioni che attengono ai principi generali dell’ordinamento giuridico, senza che nel momento in cui il cittadino che sostiene queste argomentazioni viene scoperto essere anche cattolico, allora immediatamente le sue argomentazioni laiche vengono ignorate per principio o equiparate ad un qualche mai esistito medioevo?

Complotti ONU? Ma quali complotti! Ma: si può criticare la politica delle Nazioni Unite, che ne hanno una, in questa come altre materie? Si può? Senza magari che si venga per questo equiparati ai talebani?

Conosco, frequento e rispetto persone omosessuali; conosco frequento e rispetto persone eterosessuali. Il rispetto non nasce dai loro orientamenti sessuali o come altrimenti si deve dire per non offendere la neolingua del politicamente corretto. Il rispetto nasce dal fatto che sono persone, e magari brave persone. Di cui magari non condivido alcuni orientamenti morali: e non solo in campo sessuale. Posso dirglielo all’occasione. L’ho sempre fatto, e loro lo fanno con me, il mondo è bello perché è vario.



12/11/2014 10:28 fab
si può dire da cristiani una parola positiva sulle persone omosessuali?

si (cfr. Catechismo)

e su una relazione affettiva omosessuale?

no

Si può dire che ogni violenza verbale e fisica è sbagliata?

si (crf. persona di Gesù Cristo)

Si può dire che considerare l'omosessualità una malattia non ha niente a che fare con la fede cristiana?

si, se "malattina" la intendiamo in senso clinico.
no, se la intendiamo in senso profondamente cristiano (cfr. il modello di Gesù-medico).

L'omosessualtà radicata (come molte altre cose nella vita) crea delle ferite. Il negarlo non è cristiano. il senso cristiano del termine "malattia" è un senso ampio. Gesù guariva integralmente le persone, prima di tutto dalle proprie ferite, perdonava i peccati, non solo curava l'aspetto esperiore e fisico della "malattia" perchè la "malattia" non era solo questo. Siamo tutti un po' malati, per un motivo o per un altro... l'omesessuale ha una ferita di un certo tipo.



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Christian Albini

Christian Albini (Crema, 1973) marito, padre, insegnante, teologo. Partecipa alla vita cristiana della sua comunità parrocchiale e della sua diocesi, dove è coordinatore del Centro Diocesano di Spiritualità. È autore di libri, articoli e del blog Sperare per tutti. È socio fondatore dell’associazione Viandanti. Su twitter @Sperarepertutti

 

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