Dalla rabbia viene altra rabbia
scelto da Luigi Accattoli | 26 ottobre 2014
"Vorrei dirgli che la nostra rabbia provoca altra rabbia dalla quale nascerà altro dolore, in un ciclo infinito di dannazione. Vorrei dirgli che l'ingiustizia di un riconoscimento negato non può nascondere le ingiustizie che noi abbiamo inflitto"
di Massimiliano Taddeini

Massimiliano Taddeini è un detenuto di Rebibbia che ha vinto il "Premio Castelli 2014": un concorso di scrittura per carcerati - promosso dalla Società di San Vincenzo - che è giunto alla settima edizione. Il testo premiato è intitolato "Una luminosa giornata" e racconta di un risveglio in carcere e del dialogo che l'autore vorrebbe intrecciare con un compagno di cella che è arrabbiato con il mondo perché si è visto negare l'affidamento in prova ai servizi sociali, al quale riteneva di avere diritto: "Vorrei dirgli di non mollare, di guardare comunque al futuro, di pensare a quale vita vorrà costruirsi fuori di qui. Vorrei dirgli che il vero problema non sono i sei mesi in più di carcere, ma quello che riuscirà a fare della sua vita una volta libero. Vorrei dirgli che la nostra rabbia provoca altra rabbia e dalla rabbia nasceranno altro dolore ed altra ingiustizia, in un ciclo infinito di dannazione. Vorrei dirgli che l'ingiustizia di un riconoscimento negato non può nascondere le ingiustizie che anche noi siamo stati capaci di dispensare in prima persona. Vorrei dirgli che il dolore che abbiamo subito non si cura infliggendo altro dolore, vorrei dirgli che l'ingiustizia nel mondo è una somma algebrica di tutti i torti, tutte le disgrazie, tutte le sofferenze e tutto l'egoismo degli uomini ed è una somma che comprende anche il nostro egoismo, le sofferenze che abbiamo inflitto, le disgrazie che abbiamo prodotto, i torti che abbiamo generato. Vorrei dirgli di non abbandonare mai la capacità di indignarsi di fronte alle ingiustizie, ma di coltivare con decisione ancora maggiore la forza di indignarsi di fronte a se stesso. Vorrei dirgli che prima ancora di ergerci a giudici, dobbiamo imparare a sentirci colpevoli".

Un abbraccio a Massimiliano e a tutti detenuti che imprecano, piangono, riflettono, discutono sulla condizione umana.  

 

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Luigi Accattoli

Luigi Accattoli già giornalista della Repubblica (1976-1981) e poi del Corriere della Sera (1981-2008), ora collabora al Corriere della Sera, a Liberal. Scrive per la rivista Il Regno da 37 anni. Modera il blog www.luigiaccattoli.it

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