PRESO IN RETE
La buona notizia sul Sinodo
di Guido Mocellin | 05 ottobre 2014
Se i giornali dedicano pagine, e non righe, alla questione, vuol dire che interessa «davvero»

La CEI torna a pronunciare in pubblico una parola incisiva in ordine alla vita politica italiana e subito i quotidiani riscoprono l'antico entusiasmo per la forma di notizia religiosa prediletta: con 41 titoli su 169 totali, è la più prima della settimana.

Il risultato è figlio anche del momento che il Governo Renzi attraversa, e non distingue tra la CEI di questa stagione, che promette di praticare una (equi)distanza critica da «ogni» governo, e quelle di altre stagioni... Sta di fatto che «Chiesa e politica», in Italia, sui media mainstream, rimane sempre un tema forte, anche se né la Chiesa né la politica sono più «quelle di una volta».

Al secondo posto, con 30 titoli, un altro «classico» dell'informazione religiosa: clero e disordini sessuali, nella purtroppo prevalente declinazione delle violenze sessuali su minori.

Sul caso Wesolowski precipita anche il caso Livieres Plano, che è invece più complesso, e dice di una fermezza nel perseguire i responsabili cui la Santa Sede è arrivata per gradi, nel corso di una ventina d'anni, ma dalla quale non sembra potere né volere tornare indietro. Nel dolore per le vittime, una buona notizia.

Il «Francesco feriale» (pochissimo pop, questa settimana) conquista i suoi bei 25 titoli, grazie anche alle anticipazioni del libro di Socci Non è Francesco.

Detto per inciso che il titolo, parodia battistiana, è lo stesso della ostile prima pagina del Manifesto del 14 marzo 2013, segnalo che il testo si preannuncia quanti mai divisivo, anche nelle aree cultural-ecclesiali più prossime all'autore (5): e non è una buona notizia. Sulle sue tesi di fondo ho già detto su Vino Nuovo la mia, non starò a ripetermi.

Quella passata è anche la settimana della vigilia del Sinodo straordinario dedicato alle «sfide pastorali sulla famiglia», e si vede: con 23 titoli è il «tema caldo» della settimana.

L'interesse dei quotidiani italiani è la porzione emergente di un'attività che sul web è vivissima: dalle nuove forme di informazione religiosa online (Vatican Insider, Crux, ma anche Il Regno), ai siti istituzionali (Segreteria del Sinodo), da Avvenire a Il Foglio, si preannuncia una copertura fuori dal comune. Contro la quale non mi pare che la Santa Sede si appresti a fare particolari barricate: e anche questa è una buona notizia.

Sul rapporto tra Sinodo e media ha scritto belle e condivise parole, qui su Vino Nuovo, Maria Elisabetta Gandolfi, cui ho contribuito con la proposta di un mea culpa professionale.

Aggiungo solo un pensiero che ho già espresso al SIR, il quale mi aveva interpellato sul tema della prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. L'interesse dei media per questo Sinodo, e segnatamente per la questione della comunione ai divorziati risposati, è sovrabbondante.

Non basta certo a spiegarlo la polarizzazione interna alla Chiesa, che dal punto di vista comunicativo promette, comunque, di funzionare. Tantomeno il paventato complotto tra i due «relativismi», quello esterno e quello interno alla Chiesa, che i conservatori vedono alleati al fine di distruggere la Chiesa stessa e completare l'opera avviata con la Riforma e l'inizio della modernità.

Se i giornali dedicano pagine, e non righe, alla questione, vuol dire che interessa «davvero». Anche se, di per sé, riguarda delle minoranze di minoranze: la piccola porzione di coloro che, sposatisi «nel Signore», avendo però incontrato un fallimento e, dopo di esso, un nuovo inizio, desidererebbero corroborarlo «col Signore».

E non è questa una buona notizia? Non è da apprezzare il fatto che la vecchia e malandata Chiesa di Roma susciti interesse per come regola al suo interno una questione che al suo esterno la società civile ha già deciso, e da tempo, di regolare, diversamente (vedi leggi sul divorzio)? Io, se fossi un vescovo al Sinodo, ci penserei su...

 

11/10/2014 09:40 pietro b.
DI CERTO SKONVOLGERO' QUALCUNOA…
MA IN PUNTA DI DIRITTO LO SAPETE CHE ANCHE NICEA ( IL CONCILIO..)
NON è VALIDO?oops, scusa la majuscola sfuggita..
Il motivo? Il Papa non era presente..
Eppure….
Concordo pienamente con Mocellin; criticare le cose
piuttosto che la forma, altrimenti vi tiro fuori anche gli antipapi
e la successione apostolica e le ricostruzioni a posteriori
dei primi pai ( a loro insaputa) e vediamo CHI ha le VOSTRE
carte in regola… :)



10/10/2014 19:17 Guido Mocellin
Caro fab, la ringrazio per la chiarezza e la pacatezza. Ho visto che sul suo blog, anche l'altro ieri, Socci replica puntualmente e diffusamente alle obiezioni che gli sono state sollevate nel merito della questione se la votazione che elesse papa il card. Bergoglio sia nulla o no. Mi riprometto di approfondirla anch'io, interpellando altri canonisti. Pur senza nasconderle che le parole dell'oggi card. Baldisseri, allora segretario del Conclave, mi suonano piuttosto rassicuranti rispetto alla regolarità di quelle operazioni. A presto, dunque


10/10/2014 10:11 fab
provo a essere più esplicito visti che si continua a evitare la questione da me posta: non c'entra la questione dei due Papi. Socci sostiene (anzi no, sospetta, perchè in realtà anche lui chiede che qualcuno faccia chiarezza) che la votazione di Bergoglio sia nulla. Quindi che non sia papa. Non c'entra Ratzinger e la sua rinuncia. A tale supporto fa notare una serie di fonti autorevoli, la "biografa" di Bergoglio, le conferme dell'Osservatore romano su quella versione dei fatti... tutte cose mai smentite da nessuno e anzi confermate in modo autorevole. Poi fa notare degli articoli della Costituzione Apostolica che regola l'elezione del Pontefice rende nulla quella votazione. Ora i casi sono due: o l'interpretazione di Socci è distorta e allora qualche canonista o esprerto in leggi del Vaticano o qualche altra fonte ufficiale dovrebbe spiegare perchè in realtà non è nulla, oppure dovrebbe essere smentita la versione dei fatti finora data.
Un vero giornalista dovrebbe avere spirito indagatore e non evadere da queste domane che a me (da profano) non mi sembrano ne campate in aria, ne da cospirazionismo ideologico, ma semplicemente da approfondire. tutto qui.



08/10/2014 21:26 Guido Mocellin
Cara Maria, ripeto che non ho letto il libro ma i molti articoli di cui è il compimento, compresi quelli recentissimi che in realtà costituiscono i primi capitoli del libro stesso. E di quelli ho parlato e da quelli, non dal libro, ho tratto l'impressione che riporto. Non so cosa invece abbia dato a lei l'impressione che Socci mi sia antipatico: non lo conosco personalmente e quindi non mi è antipatico né simpatico. Sono stato e sono solidale con lui come padre, non lo comprendo come cristiano, e del resto sono abbastanza certo che lui non comprenderebbe me, se mi conoscesse; ma tutto ciò ha poco a che fare col suo libro e con le mie opinioni in merito. Avrà letto sicuramente la lunga e violenta stroncatura che ne ha fatto sul Foglio Maurizio Crippa. Non è né il mio stile, né quello della mia rivista, né quello di questo blog. Qual è il suo?


08/10/2014 21:13 Maria
Caro Mocellin lei dice di non aver letto il libro di Socci.
allora lo legga priam di criticarlo. Tutti si sono affretati a criticrlo sena leggerlo. Ma e'' il minimo che si chiede a una persona onesta. non si da' giudizi su un libro senza leggerlo. questo dovrebbe valere per tutti.
chi lo fa non è corretto. prima legga il libro di Socci e poi lo contesti , fatti alla mano.
non può pensare di liquidare la questione solo perchè l? autore le e'antipatico e ne "ha tratto l'impessione che"--
non mi sembra un atteggiamento onesto ma direi molto simile a quello che nell'ex-Unione Sovietica stroincava certi scrittori senza neppure leggerli solo perchè contrari al regime



08/10/2014 18:58 Guido Mocellin
Caro fab, ho seguito sul blog di Socci e su Libero l'intero percorso confluito nel libro Non è Francesco, che non ho in effetti letto, e ne ho tratto l'impressione che la "tesi di fondo" sia che Francesco non è papa, e che il libro non contenga elementi nuovi rispetto agli articoli di Socci che ho letto finora, compresa la questione della votazione ripetuta.
Il titolo del libro pare del resto rispondere, con "Non è Francesco", alla domanda, "Chi è il papa", sollevata anche da Messori nell'articolo sul Corriere che commentavo il 1 giugno 2014.
Non voglio liquidare Socci e vorrei che mi credesse serio, ma continuo a pensare, sostenuto da fonti che considero molto affidabili, che Benedetto XVI e Francesco stiano in totale concordia costruendo un modello di convivenza tra un sommo pontefice in carica e uno o più emeriti che attinge al rapporto tra vescovo ordinario e vescovi emeriti in una stessa diocesi: dove ad esempio gli emeriti predicano, col consenso dell'ordinario, e celebrano le cresime, ma non compiono atti di governo. Del resto è noto che il card. Ratzinger era possibilista anche rispetto a un'eventuale rinuncia di Giovanni Paolo II, mentre quest'ultimo respinse sempre più convintamente, mentre avanzava la malattia, una tale eventualità.
Per questo temo che mettere in dubbio la legittimità dell'elezione e quindi del papato del card. Bergoglio sia una forma distorta di dissenso dal suo stile di governo; preferisco forme di dissenso più dritte, come quelle di Gnocchi e del povero Palmaro (che immagino nel Regno dei Cieli, a ridersela ormai delle nostre diatribe), e meno eversive dell'unità della Chiesa cum et sub Petro: un conto è dire "non ci piace", e un conto è dire "non è il papa".



08/10/2014 11:05 fab
purtroppo non mi pare serio liquidare Socci in questo modo: le sue tesi mi paiono ben documentate con fatti, fonti e circostanze che a me hanno lasciato di stucco (vedi blog di Socci). Se quelle cose sono vere c'è da interrogarsi sul serio, altrochè: qualcuno dovrebbe piuttosto smentirle o darsi da fare per farlo.
Non regge proprio la frase:
"Sulle sue tesi di fondo ho già detto su Vino Nuovo la mia, non starò a ripetermi": quell'articolo di Mocellin è del 1 giugno 2014, come può ripetere cose che sono emerse solo oggi?
Mi pare che si voglia liquidare Socci solo dicendo che le tue tesi sono assurde, senza però spiegare veramente perchè. Forse quello che dice è troppo "grosso" per essere vero? Non può essere sufficiente a smentire una tesi. Non è serio.



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Guido Mocellin

Guido Mocellin (Bologna 1957), giornalista, sposato, due figli, si occupa di informazione religiosa e dei rapporti tra le religioni e la società. È direttore della rivista  I Martedì ed è stato per più di vent'anni caporedattore del periodico di attualità e documenti Il Regno, con il quale continua a collaborare. Dal 2015 è tornato a occuparsi dei volumi delle Edizioni Dehoniane Bologna (EDB), mentre tiene sul quotidiano Avvenire la rubrica trisettimanale WikiChies. Insegna Giornalismo religioso al Master "Giornalismo, a stampa radiotelevisivo e multimediale" dell'Università Cattolica di Milano e altrove, quando glielo chiedono; partecipa (come può) alla vita della comunità ecclesiale, in particolare all'interno dell'Unione cattolica stampa italiana (UCSI). Nel 2010 ha pubblicato, ovviamente presso le EDB, la raccolta di storie di fede Un cristiano piccolo piccolo

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