I giornalisti, la laicità, il Sinodo
di Maria Elisabetta Gandolfi | 04 ottobre 2014
Continuare a costruire dossier per accusare la parte avversa d'infedeltà alla Chiesa cercando solo d'ingrossare i propri "mi piace" darà forse cinque minuti di gloria ma non farà il bene alla Chiesa

Alla vigilia del Sinodo il papa ha chiesto una preghiera corale per la buona riuscita dell'assemblea che sotto molti punti di vista è "straordinaria".

Come giornalista e guardando la sempre più fitta rassegna stampa mi sento di suggerire anche un'altra intenzione di preghiera: quella per i giornalisti. O almeno un appello a un piccolo mea culpa da fare tutti (cfr. Guido Mocellin).

Che la comunicazione sia centrale per il messaggio che uscirà dall'Aula sinodale è cosa molto ovvia.

Il fatto è che lo è anche per la buona riuscita del confronto interno, che in realtà è iniziato già da tempo. Tanto per citare una delle innumerevoli interviste, mons. Forte, segretario speciale al Sinodo, ha detto ad Avvenire che la Chiesa ha oggi una "difficoltà di comunicazione" sulla famiglia.

Giustamente la comunicazione è intesa come la (difficile) operazione di attualizzazione da parte della Chiesa del proprio messaggio. Comunicare oggi significa rivedere le parole, sì, ma rinnovandone il significato. La comunicazione quindi è centrale non perché è un mero megafono. Ma perché tratta e media i contenuti. E proprio su questi alcuni giornalisti sono scesi in campo. Quindi tanto vale sgomberare il campo da alcune ipocrisie.

La numero uno: quella secondo la quale il Sinodo (dentro) potrebbe essere produttivo solo se i giornalisti (fuori) si occupassero d'altro. E' la preferita di chi pensa a un mondo che non esiste (ma io ritengo sia un bluff). I contenuti, infatti, non esistono in un "in-sé-per-sé" a prescindere dalle parole con cui sono detti.

Altrimenti non avrebbero ragion d'essere riviste ed editrici che si occupano di temi religiosi (eh, già), portavoce e uffici stampa di vescovi e diocesi... che tutti - a proposito o a sproposito - utilizzano.

La numero due: quella di chi afferma di meravigliarsi del clamore mediatico per l'uscita alla vigilia del Sinodo di volumi la cui presentazione (ed. Cantagalli) è un appello di qualcuno anti-qualcun altro. I testi, è vero, erano già stati tutti pubblicati, ma l'evento mediatico e il messaggio d'inizio di una battaglia è stato lanciato... Anche Queriniana aveva pubblicato - senza campagna "anti" - il testo pronunciato al concistoro dal card. Kasper, che tuttavia era stato ampiamente (e dolosamente) bruciato sui tempi dalla furbesca pubblicazione del quotidiano teo-laicista Il Foglio. Il tempo e il modo della pubblicazione fanno la differenza e chi è più smaliziato su questi processi talora riesce a influenzarli.

Resta il fatto che vi sono posizioni dottrinali e pastorali diverse. Punto. Dov'è lo scandalo?

C'è infine l'idea, anch'essa ipocrita, che i giornalisti - a maggior ragione se "religionisti" - debbano essere super partes: tanto per sentirsi autorizzati a negarla nei fatti. E ad arruolare la faziosità nel manuale di stile.

Al contrario, i giornalisti e le testate - a maggior ragione se "religionisti" - devono avere una propria posizione e dichiararla. Così come devono dichiarare che non è l'unica possibile, presentando e documentando le ragioni degli uni e degli altri.

E non è vero che questo significa rinunciare a fare una buona informazione.

C'è una laicità dell'informazione religiosa che va salvaguardata a dispetto (ma io direi a maggior ragione) del fatto che si può dissentire. Ciò significa opinione pubblica; e questo, nei confini grandi della Chiesa deve avere una cittadinanza. La formuletta "unità nella diversità" non è buona solo per "gli esperti" del dialogo ecumenico.

E così sarebbe bene avere una "faccia" sola, scrivendo magari la medesima cosa sulla propria testata e sul proprio blog.

Sarebbe bene evitare d'incensare a priori (la laicità!) un vescovo, una corrente teologica, un'idea di Chiesa e gettare fango sulla parte avversa.

E' almeno dal concilio Vaticano II che si fanno i conti con la questione della libertà e della fedeltà, dell'unità e della diversità, della dottrina e della pastorale, della discontinuità o della riforma... e il Sinodo il cui tema scalda (inaspettatamente?) i cuori di vicini e di "lontani" dalla fede, è un buon banco di prova per dimostrare che abbiamo capito la lezione.

Accettare di strumentalizzare o di farsi strumentalizzare non è un obiettivo onesto. Per cui mi sentirei di rivolgere un appello per chi tra noi colleghi è anche credente: se vogliamo affossare la discussione della prossima assemblea, carissimi avanti tutta!

Continuare con dietrologie improbabili (non ipotesi) o con la rincorsa al passo falso o alla costruzione di qualche dossier per accusare la parte avversa d'infedeltà alla Chiesa cercando solo d'ingrossare i propri "likes" darà forse cinque minuti di gloria ma non farà il bene alla Chiesa.

Se invece stiamo all'essenza della nostra professione, da laici, occorrerà dibattere, documentare, ripescare dagli archivi tutto quello che è necessario perché la trasparenza e la libertà che "il mondo" o i collegi laici pretendono da noi siamo noi i primi a praticarle. Anche se la nostra personale idea su come dovrebbe andare questo Sinodo fosse messa in minoranza.

 

07/10/2014 02:45 Ale
Alcune piccole osservazioni sul post:

n°1) "I contenuti, infatti, non esistono in un "in-sé-per-sé" a prescindere dalle parole con cui sono detti". Verissimo. Tanto è vero che le parole spesso li tradiscono. Per comunicare correttamente i contenuti è necessario che le parole li trasmettano INTERAMENTE e FEDELMENTE, con chiarezza e onestà. Il che non sempre accade.

n°2) "...i giornalisti [...] devono avere una propria posizione e dichiararla. Così come devono dichiarare che non è l'unica possibile, presentando e documentando le ragioni degli uni e degli altri". Assolutamente condivisibile. Ma, stando a quanto si legge in giro, temo sia la chimera "preferita di chi pensa a un mondo che non esiste".

n°3) "Accettare di strumentalizzare o di farsi strumentalizzare non è un obiettivo onesto". OK, strumentalizzare può essere un obiettivo (certo disonesto). Farsi strumentalizzare però, difficilmente è un obiettivo, ma talvolta può esservi una accettazione. E ne ricordo luminosi esempi anche dall'alto.



06/10/2014 10:01 don Leonardo Scandellari
Molto bello, dr. Gandolfi. E complimenti anche per il nuovo blog "L'Indice del Sinodo".


05/10/2014 14:07 pietro
Se Maria non si fose fermata al titolo ma avesse letto il resto??
E se avesse letto la composizione delle coppie di oggi?
E se si fosse informata su chi sono gli invitati ad esprimersi?
E se con discernimento avesse operato dei semplici confronti col passato?
NO.
quando il vetro è fumè, la verità appare confusa..

A me pare che cmq il più forte richiamo di Francesco sia alla preghiera,
quella che scioglie il cuore..



05/10/2014 11:24 Paix
D'accordissimo, Yolanda. Trasmettiamolo davvero, allora, questo messaggio, con onestà, confidando che lo spirito permetterà che venga compreso anche in contesti culturali "ostili".


05/10/2014 09:16 Yolanda
Perchè noi cristiani dobbiamo adeguarci al mondo? Perchè prima viene Gesù ,il suo messaggio di perdono e misericordia ,di salvezza e poi la dottrina .Non la salvezza secondo gli uomini ma secondo la causa di Dio annunciata da Gesù.


05/10/2014 08:50 Gianrinaldo
Anche dalle parole, da ultimo, del Card. Baldisseri (veramente arroganti) sembra evidente che, al di là delle interessate ipocrisie, la posta in gioco e per la quale le due fazioni si scontrano mediaticamente NON è una apertura maggiore o meno alle coppie irregolari (comunione ai divorziati risposati e simili), ma ben altro: la FAMIGLIA CRISTIANA FONDATA SUL MATRIMONIO INDISSOLUBILE, SEGNO DELL'AMORE DI CRISTO ALLA CHIESA. Si vuole scardinare, a poco a poco, tutta la dottrina della Chiesa sul matrimonio e la famiglia: aperture alle convivenze, matrimoni civili, unioni gay, ecc. Il Matrimonio cristiano NON è una gabbia. Perchè dobbiamo noi cattolici adeguarci al mondo? Forse è vero che hanno fatto Santo GP II per gabbarlo. Ma leggiamoci tutto il suo grande magistero sulla Famiglia, e i giovani!


04/10/2014 19:50 Alberto Hermanin
Concordo con lo spirito e con la lettera dell’articolo; trovo che stia salendo una sorta di febbre mediatica su questo Sinodo francamente sgradevole. Apre, non apre, ma apre che? (E basta con queste metafore cretine), giornali che fanno il tifo - per la cronaca a fare il tifo non è solo l’esecrando “teolaicista” Il Foglio, che in questo blog viene sovente indicato come la quintessenza del male, ma anche altri, evidentemente meno insopportabili agli autori del blog: di teolaicisti è piena la stampa - rivoluzione epocale, abissale, cosmica, e quant’altro si voglia.
Apprezzo l’onestà intellettuale della Gandolfi che non finge di essere neutrale ma si sforza di essere corretta. Personalmente sono convinto che la “rivoluzione” epocale cosmica universale, storica etc etc l’ha fatta il Signore Gesù Cristo, e nessun altro. Ed è facile profezia che alla fine i risultati del Sinodo deluderanno non pochi fra i tanti tifosi da stadio tanto dell’una quanto dell’altra curva. E si vorrebbe dire altro ancora su questo insopportabile tifo, se non fosse che appunto già la Gandolfi ne ha detto abbastanza bene.



04/10/2014 17:32 Lorenzo Cuffini
Non che la cosa interessi a nessuno, se non a noi due, Maria.
Chiedo scusa a admin, che detesta i siparietti a due, ma tu chiedi perentoria, e io volentieri rispondo.
Qui non importa la persona di nessuno, anche perché non sappiamo nemmeno CHI siamo.Ci conosciamo per quello che scriviamo.Tu non hai postato solo un intervento. Hai scritto le seguenti cose: la nuova chiesa (?) è brutale e arrogante;dice che quelli di prima erano cattivi reazionari; è ridotta a a sfida tra cattoprogressisti (?!) e conservatori(?), il sinodo è solo una lotta fra frazioni di prelati per il potere.
Cose che, riassumendo, io metterei sotto il titolo di " delegettimazione preventiva del Sinodo", cioè maldicenza pura, perché sparata apriori.
Quindi, personalmente, di tutto questo, penso che sono un cumulo di cattiverie polemiche e gratuite.
Su quello che dice legittimamente il cardinale segretario, io personalmente sono abbondantemente d'accordo, e trovo anzi che fosse il minimo, ma minimo che potesse dire sull'argomento. Che altro doveva dire? Tu forse speravi che dicesse: il SInodo è stato convocato per congelare in saecula seculorum le cose come stanno ( bella roba tra l'altro). Allora, semplicemente, dico io, il SInodo non sarebbe stato convocato....
Ma questo rientra nelle opinioni personali. E' TUTTO il resto che ha i detto, che non quadra.



04/10/2014 17:15 Maria
caro lorenzo Cuffini io ho semplicementecitato le parole del Card. Baldisseri.
invece di attaccare personalmente la mia persona, : rispondi alla domanda:
cosa pensi di queste assurde parole dette oggi, PRIMA che si apra il Sinodo, dal Segretario del Sinodo al Corsera che ha titolato "Il Papa aprirà sulle famiglie" cosa vuol dire? che Baldisseri sa già cosa deciderà il Sinodo? Che l'APERTURA è già decisa?
rispondi alla domanda: io come persona non conto nulla. Non è contro di me ch devi scagliarti.
rispondi alla mia domanda : come reputi un prelato, segretario del Sinodo che rilascia una tale intervista prima che si apra e che si concluda il Sinodo?



04/10/2014 16:25 Lorenzo Cuffini
Spassoso il riferimento alla " sfida all'ok corral" !
Specie perché fatto da chi, come Maria, fa della sfida all' ok korral il suo modo di stare della Chiesa tutti i giorni, in perenne tenuta da ultra da stadio. Ci sarebbe un detto popolare al riguardo che mi pare dica saggiamente di non dare del tu agli altri, (in questo caso la paventata e inesistente "nuova Chiesa")...ma è inutile sprecarlo.
E' proprio quello che si vuole fare, sapendo di volerlo fare.
Saltabeccando magari da un blog all'altro, compulsivamente, a scrivere le stesse maldicenze . D'altra parte, questo solo, interessa.
"Dire male, dire male, dire male,qualcosa resterà", infischiandosene delle conseguenze.
Buona domenica, Maria.



04/10/2014 14:37 Maria
Scusa cara Gandolfi ma come giudichi queste parole del Card. Baldisseri
apparse oggi a pg. 25 del Corrire della Sera"
Titolo: IL PAPA APRIRA' SULLE FAMIGLIE"
Il segretario card. Baldisseri : No a porte rimaste finora chiuse"


Come interpreti tu una simile arroganza, mancanza della minima
prudenza? Un ecclesiatico, tronfio del suo ruolo è già SICURO
di come andranno le cose, e offende pure tutta la chiesa e i papi precedenti (NO a porte rimaste finora chiuse) parlando con un giornalista? Quando mai nel passato è successa una cosa simile?
Il Baldisseri sembra dire : la Chiesa è "cosa nostra" , e Bergoglio farà questo e quello...
Se la nuova Chiesa è questo un brutale ed arrogante dire : ora comandiamo noi e facciamo quello che vogliamo noi, quelli prima di noi erano dei cattivi reazionari che chiudevano le porte, noi siamo i buoni che le apriamo"
se ormai la Chiesa è ridotta a questo ridicola "sfida all'OK corral"
di chi vince fra cattoprogressisti e conservatori, allora tutto questo è molto molto triste, e non ha nulla a che vedere ne'con la famiglia, ne'con la religione, ne' con le vere aspettative del popolo cristiano.
e' solo una lotta fra fazioni di prelati per il potere.
cose già viste e già vissute nella Chiesa cattolica nei sui duemila anni di storia.



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Maria Elisabetta Gandolfi

Maria Elisabetta Gandolfi, classe 1966, è giornalista professionista e lavora da una ventina d'anni presso la rivista Il Regno. Scrive di editoria religiosa, Africa, e, in generale, di temi ecclesiali; volentieri si occupa di associazionismo perché è lì una delle sue radici. Sposata con un insegnante, ha tre figli e un cane; si divide con passione e a volte con qualche affanno tra lavoro, casa e scuole dei figli.

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