PRESO IN RETE
La scommessa di «Crux»
di Guido Mocellin | 07 settembre 2014
Un altro editore laico - quello del Boston Globe - ha deciso di puntare su «tutto quanto è cattolico» con un suo sito web

C'è stata la minaccia di morte rivolta da Totò Riina a don Ciotti e ci sono stati i morti, cristiani e non solo, per mano jihadista in Iraq e in Siria: sono notizie «pesanti» quelle che, con 20 titoli ciascuna, ho trovato in cima alla classifica settimanale degli argomenti religiosi che hanno meritato più attenzione dai quotidiani italiani, mentre ho ripreso a compilarla dopo la consueta pausa estiva.

Ma dei due, è il tema della violenza esercitata su base religiosa quello più pervasivo, con l'innesco, come al tempo dell'attentato alle Torri gemelli, di radicalizzazioni di segno uguale e contrario.

Ha ottenuto così altri sei titoli, compreso qualche equivoco, la contro-immigrazione di musulmani dall'Europa verso il Medio Oriente al fine di aggregarsi ai gruppi guerriglieri islamisti.

Mentre molte delle tessere che compongono il consueto puzzle del «Francesco feriale» (19 titoli) riguardano il Medio Oriente e l'islam, o più in generale la preoccupazione per la pace nel mondo.

Trainato dall'evento di calcio-spettacolo organizzato a Roma da Xavier Zanetti con l'esplicito incoraggiamento del papa, il tema delle religioni per la pace ha a sua volta ottenuto una rassegna stampa di 14 titoli.

È stata comunque una settimana povera: anzi, con i suoi 141 titoli complessivi (per 42 argomenti), direi che si tratta di una delle più povere da quando Benedetto XVI ha rinunciato al pontificato propiziando l'elezione di Francesco come suo successore.

Chi di noi trascorre la sua giornata a vegliare sui rapporti tra le religioni, gli individui e le società, e a come lo specchio dei media riflette tali rapporti, ha avuto comunque, in settimana, la sua buona notizia: si chiama Crux ed è un sito web che si propone di coprire «all things catholics».

È nato ufficialmente il 2 settembre, ma l'editore del Boston Globe, il grande quotidiano statunitense della cui galassia Crux fa parte, lo covava dallo scorso settembre, e lo pensava da ancora prima, anche se è stata probabilmente la popolarità del nuovo papato bergogliano ciò che l'ha convinto a passare ai fatti, cominciando con l'assicurarsi la collaborazione di uno dei più accreditati giornalisti religionisti del mondo: John Allen.

Uno che dell'informazione religiosa sui grandi mezzi generalisti ha questa condivisibile opinione: «Mentre non è esatto dire che la religione sia assente dal panorama delle notizie, la sua copertura tende a essere frammentaria. I servizi sul papa spesso finiscono per limitarsi a riprendere le agenzie, il che rischia di privarle del contesto religioso e delle sue sfumature. Quei quotidiani che ancora danno qualche spazio alla religione si affidano a giornalisti generalisti, chiamati a occuparsi di tutte le facce della fede».

E che il primo giorno si è presentato con quattro domande «serie» e per nulla compiacenti a papa Francesco: sulle donne e la Chiesa; sui preti pedofili; sulle scelte di politica internazionale; sui suoi processi decisionali. Mentre nei giorni seguenti ha dato ampia rilevanza a una lunga intervista all'arcivescovo di New York Dolan, «conservatore creativo» secondo un'etichetta che credo appartenga proprio ad Allen.

Quanto all'editore che ha avuto la bella idea, si tratta di John Henry, il quale, oltre che del Boston Globe, è anche proprietario di due colossi mondiali degli sport di squadra: i Red Sox (baseball) e il Liverpool (calcio).

Lo staff editoriale comprende, oltre ad Allen (condirettore), un'altra editorialista per i temi di spiritualità; un redattore che segue gli «interni», cioè la Chiesa e i cattolici degli Stati Uniti; una corrispondente da Roma (incarico che negli anni wojtyliani Allen ha tenuto per conto del National Catholic Reporter), che non a caso è di nazionalità argentina. Il direttore è una giornalista molto esperta del web, mentre un'altra redattrice regge, par di capire, il grosso del lavoro quotidiano al desk.

Il sito si presenta in tre sezioni: Chiesa (le istituzioni cattoliche), fede (il sentire dei cattolici), vita (la risultante pubblica delle prime due). È semplice e ben architettato. Vien voglia (a me, almeno) di visitarlo.

Ma non conosco abbastanza il sistema dei media negli Stati Uniti per intuire se, così congegnato, il sito avrà successo oppure no, e attendo di sentire alcuni «amici americani» che frequentano volentieri gli incroci tra fede e comunicazione: John Thavis, Tom Reese, Massimo Faggioli, ad esempio.

Comunque, chi già conosce e apprezza Vatican Insider si renderà conto subito che Crux ne rappresenta una sorta di parallelo, sia pure in salsa yankee. E non solo perché entrambi gli editori posseggono una gloriosa squadra di calcio.

Ma ho come l'impressione che l'idea editoriale sia diversa. Vatican Insider immaginava, perlomeno alla nascita, di giovarsi della collocazione privilegiata di cui gode l'Italia rispetto al Vaticano per poter vendere i propri contenuti a media generalisti stranieri non più disposti a mantenere a Roma un corrispondente.

Crux servirebbe invece a espandere l'area dei lettori (in senso lato) delle varie versioni web del Boston Globe, sulla base della convinzione che l'interesse per «tutto quanto è cattolico» vada ben al di là della capitale del Massachusetts e possa toccare, potenzialmente, i cattolici di tutto il mondo, purché sufficientemente anglofoni. Una massa interessante, per un editore...

A questi promette un'informazione credibile, con una propria identità, forte dell'indipendenza e del sostegno che, secondo Allen, la proprietà «laica» garantirà a Crux rispetto alle tante testate di informazione religiosa già esistenti. Che sarebbero «troppo vicine alle storie», perché «sostenute dalla Chiesa o patrocinati da gruppi cattolici»; invece «il segreto è stare abbastanza vicini alle storie da conoscerle bene, ma abbastanza lontani da essere obiettivi».

15/09/2014 17:39 pietro
letto qua e là.
Oltre alla chiarezza grafica segnalo la chiarezza espositiva.
Abbiamo molto da imparare da loro ( anche x i libri scolastici..)
Letture tutte facili, scorrevoli, senza gli -ismi ruiniani o le
parolone difficili di cui noi europei ci fregiamo.
Praticità. Fai clic e ti arriva via email.
Ne dobbiamo fare di strada.. anche qui.



15/09/2014 17:22 pietro
guardato.
cromia, impaginazione semplicemente bellissima!!
pecca, come tutti i media usa, ma è logico, di vedere tutto
dal pdv usa. Molto 'local'.
Cosa che non mi sembra faccia Vatican Insider.
Adesso vado a rileggerlo.



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Guido Mocellin

Guido Mocellin (Bologna 1957), giornalista, sposato, due figli, si occupa di informazione religiosa e dei rapporti tra le religioni e la società. È direttore della rivista  I Martedì ed è stato per più di vent'anni caporedattore del periodico di attualità e documenti Il Regno, con il quale continua a collaborare. Dal 2015 è tornato a occuparsi dei volumi delle Edizioni Dehoniane Bologna (EDB), mentre tiene sul quotidiano Avvenire la rubrica trisettimanale WikiChies. Insegna Giornalismo religioso al Master "Giornalismo, a stampa radiotelevisivo e multimediale" dell'Università Cattolica di Milano e altrove, quando glielo chiedono; partecipa (come può) alla vita della comunità ecclesiale, in particolare all'interno dell'Unione cattolica stampa italiana (UCSI). Nel 2010 ha pubblicato, ovviamente presso le EDB, la raccolta di storie di fede Un cristiano piccolo piccolo

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In fondo la parabola del samaritano è sempre attuale anche nel ritratto dei media sulla Chiesa
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Temo di aver già «letto» la gran parte degli articoli che scriveremo da oggi fino al 19 ottobre sull'ultimo (di fatto) Papa italiano...
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