Starò in Africa finché sarà necessario
scelto da Luigi Accattoli | 31 agosto 2014
«Starò in Africa finché sarà necessario per organizzare al meglio il nostro team di medici e per assistere direttamente i casi sospetti, conclamati e certificati di Ebola. La mia è una scelta di con-divisione che risale alla gioventù»
di Giovanni Putoto

L'epidemia di Ebola che sta colpendo l'Africa Occidentale (Guinea Conakry, Liberia, Sierra Leone e Nigeria) è forse la peggiore degli ultimi 40 anni, con migliaia di morti. Giovanni Putoto, di "Medici con l'Africa Cuamm", 54 anni, padovano, specialista di malattie tropicali con una lunga presenza in Africa lungo gli ultimi due decenni, sta facendo la spola tra l'Italia e la Sierra Leone, dove ultimamente sono morti anche missionari e loro aiutanti impegnati a soccorrere i malati: "Starò in Africa finché sarà necessario per organizzare al meglio il nostro team di medici, infermieri e personale di supporto e per continuare a dare assistenza alle autorità sanitarie locali per gli interventi di salute pubblica sulla comunità e per assistere direttamente i casi sospetti, conclamati e certificati di Ebola. La mia scelta dell'Africa risale alla gioventù: sono stato colpito da missionari religiosi e laici. E poi ho ricevuto molto dalla famiglia d'origine, nel contesto in cui sono cresciuto. Per me è importante lo 'stare con', la condivisione umana profonda dei problemi in momenti ordinari e straordinari come questo. In famiglia ognuno ha espresso timori e preoccupazioni, ma sono partito sereno e confortato dal loro accompagnamento: i miei figli hanno vissuto con me e mia moglie in Uganda e Rwanda e hanno un'idea precisa di quello che significa".

Le parole di Giovanni le ho prese da un servizio della Radio Vaticana del 9 agosto 2014 e da uno di "Credere" del 24 agosto 2014. A Giovanni, a sua moglie Francesca e ai quattro figli il mio saluto di fratello.

 

01/09/2014 07:10 Laura Badaracchi
Grazie per aver ripreso il mio servizio su "Credere"... Ho intervistato il dottor Putoto sentendolo su Skype, parlava con pudore della sua fede e della sua famiglia, continuamente citava i colleghi italiani che erano con lui per farmi capire "non sono un eroe, non sono il solo ad aver fatto questa scelta"...


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Luigi Accattoli

Luigi Accattoli già giornalista della Repubblica (1976-1981) e poi del Corriere della Sera (1981-2008), ora collabora al Corriere della Sera, a Liberal. Scrive per la rivista Il Regno da 37 anni. Modera il blog www.luigiaccattoli.it

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