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Gran Bretagna dialoga anche coi laicisti
di Giorgio Bernardelli | 30 ottobre 2010
Aperto tavolo di confronto tra Humanist Group e Catholic Voices

Fabio Colagrande registrava qualche settimana fa qui su Vino Nuovo il clima interessante che aveva accompagnato il recente viaggio del Papa in Gran Bretagna. A qualche settimana di distanza vale la pena di rilanciare la notizia di un frutto del tutto inaspettato di quella visita. Come racconta l'agenzia cattolica inglese Independent Catholic News in questo lancio è partita un'inizativa che vede impegnati a capire le rispettive posizioni due realtà tra loro agli antipodi: il London Humanist Group - che è stata fin dalla viglia una delle voci più critiche nei confronti della visita del Papa - e Catholic voices un organismo nato dal basso proprio per difendere la Chiesa di fronte a questa ondata di critiche.

L'hanno ribattezzato Catholic-humanist dialogue e ha tenuto nei giorni scorsi la prima sessione di confronto: due ore intorno a un tavolo alla Commonwealth Hall di Bloomsbury. Un incontro in cui ci si è confrontati su temi caldi come la posizione della Chiesa su Aids e preservativi, matrimonio tra omosessuali, insegnamento nelle scuole cattoliche. Molto interessante il metodo scelto: a un membro di ciascuna delle due delegazioni - umanisti e cattolici - è stato affidato il compito di sintetizzare le posizioni altrui, in modo da assicurare un ascolto attento di ciò che l'altra parte diceva.

«È stato un frutto inaspettato della visita del Papa - ha commentato Jack Valero di Catholic Voices -. L'atmosfera è stata rispettosa e attenta, senza però alcun tentativo di sorvolare sulle differenze. Alla fine eravamo tutti convinti di aver imparato qualcosa da questa esperienza».

Un'idea interessante che ci sempra interessante rilanciare attraverso Vino Nuovo. Soprattutto per lo stile rispettoso dell'altro, senza per questo indulgere al relativismo. Forse varrebbe la pena di rifletterci un po' di più anche qui in Italia.

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