Oggi sono le donne a dover parlare
scelto da Luigi Accattoli | 04 agosto 2014
"Oggi è finito il tempo delle mediazioni, dobbiamo ascoltare direttamente la voce dello Spirito e credo che ora siano le donne a dover parlare, perché le donne sono più ricettive, sanno riconoscere la tenerezza di Dio, trasmetterla, raccontarla"
di Antonella Lumini

Cultrice di filologia biblica, impiegata part-time alla Biblioteca Nazionale di Firenze dov'è nata, Antonella Lumini (1952) è una mistica dei nostri giorni. Vive da eremita urbana e dopo lunghi anni di silenzio ha pubblicato Memoria profonda e risveglio (Lef 2008), Dio è madre (Intento 2013) nei quali parla dell'avvicinarsi del ritorno di Cristo con parole miti e ardenti.

Così riassume il suo appello a stare svegli in un'intervista all'Osservatore Romano del 2 luglio, a cura di Lucetta Scaraffia: "Per anni ho compiuto pellegrinaggi solitari, in Egitto, a Gerusalemme, in Grecia. Mi sono recata a Patmos per meditare l'Apocalisse. Ho scritto su alcuni quaderni ciò che ricevevo in meditazione: cose più grandi di me. Io semplicemente mi metto in ascolto, accolgo, scrivo. Oggi è finito il tempo delle mediazioni, dobbiamo ascoltare direttamente la voce dello Spirito e credo che ora siano le donne a dover parlare, perché le donne sono più ricettive, sanno riconoscere la tenerezza di Dio, trasmetterla, raccontarla. Se la Chiesa è sposa di Cristo, madre, non è un vero controsenso che le donne abbiano avuto raramente la possibilità di esprimersi? È necessario che le potenzialità femminili, materne, emergano proprio nella Chiesa. L'umanità ne ha bisogno [...]. È giunto il momento in cui l'umanità percepisca Dio come una presenza amorosa, non più giudicante. La condanna ce la diamo noi, non Dio. Ed è proprio questo che dice Papa Francesco, che punta a risvegliare i cuori, le coscienze, per renderli più aperti all'amore. Il momento che viviamo ci appare tenebroso, ma è in atto una grande espansione spirituale che può riconciliare l'umanità a se stessa. Se ci apriamo all'amore, diveniamo strumenti dell'opera dello Spirito Santo, crescerà la comunione tra Dio e l'umanità, tra tutti gli esseri viventi. La relazione di amore accoglie, sostiene [...]. Oggi siamo in un momento di grande prova. Tutte le resistenze che ostacolano l'opera dello Spirito sono come uscite allo scoperto. Satana, in ebraico 'avversario', sta tirando fuori tutte le sue forze. Lo vediamo dalla crisi della maternità. Le donne, che sono al cuore dell'amore, stanno perdendo il senso materno, la capacità di accogliere e di amare. Ma oggi assistiamo alla riscoperta di Maria da parte di tante donne che se ne erano discostate: così viene riconosciuto un nuovo modello femminile che chiede di essere incarnato sempre più universalmente".

Un abbraccio di gratitudine ad Antonella e a Lucetta, sorelle dotate di parola.

 

 

14/08/2014 14:00 pietro s-fidavit
sorry, ma nn gioco alle 3 carte..
specie sotto Ferragosto! :)



14/08/2014 06:48 Claudia Floris
Pietro [ il cui nome rammenta l'Apostolo a cui il Signore affida la barca, ovvero la Chiesa]risponderei, anche se in ritardo che, per come la vedo io, il mondo protestante non può ordinare né sacerdoti né sacerdotesse [oppure può ordinare chi vuole anche un gatto]per una semplice ragione:senza la successione apostolica, l'unica catena che garantisce la continuità nel tempo, non esite alcun sacerdozio. il Vangelo integro, la VIA -per come la vedo io- solo la Chiesa una, santa, cattolica, apostolica lo potrà dare agli uomini; perché è lì , mediante quel ministero sacerdotale che si perpetua nel tempo e nello spazio il mistero di comunione degli uomini con Dio e tra di loro mediante il Corpo di Cristo: l'Eucaristia. Se proprio volessimo citare la Parola, come suggerisce Lei: molto, tanto e forse troppo ci sarebbe da dire al riguardo. " Chi mangia
la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Chi mangia questo pane vivrà in eterno”
» (Gv 6,53-58).
La realtà della comunione è Dio, Cristo Gesù, lo Spirito Santo, la Parola,l’Acqua, il Sangue, la Chiesa, il cristiano. Se una sola di queste realtà viene a mancare nella sua «storicità», non c’è comunione né vera, né presunta,
né materiale, né spirituale...e neppure un sacerdozio valido senza la successione apostolica...



12/08/2014 13:05 pietro buttiglione
Claudia ( che mi fa venire in mente l'editrice 'protestante'... :)
non basta citare qualche vecchia frase di Lutero x offuscare
l'attuale emergenza femminile nel mondo protestante!!
Similmente potrei citare il comune anti-semitismo che
accomunava le ns due confessioni nell'800/900.
Esercizi inutili, buoni solo x sfogare i propri 'meme' ( Dawkins docet)
Io personalmente citerei la Parola, ben prima di Teresa...
per capire che del ns.beneamato, buon, Santo Gesù
sono state travisate anche qs. CHIARE indicazioni..
Ma NON nei primi tempi.....



12/08/2014 11:06 Claudia Floris
Eppoi,se non ricordo male, le donne hanno sempre avuto un grande rilievo nella Storia della Chiesa, sono state ascoltate e apprezzate.
Tra i dottori che la Chiesa annovera e ricorda con grandissima riconoscenza 4 sono donne, tra le quali spicca S. Teresa di Lisieux, la più giovane, a me sembra notevole...
Fa strano, e incuriosice, considerare come, proprio in quelle confessioni dove il sacerdozio femminile trova consenso ed è largamente praticato ci si s-cordi, volutamente, le parole del fondatore il quale amava ripetere :" se la donna non vuole, entri la serva", ma anche qualcosina di più "audace" del tipo:"L'onore più grande che la donna possiede è che gli uomini vengano al mondo tramite lei". Naturalmente parliamo di Lutero, il cui maschilismo esacerbato da vero odio è sovente ignorato e, manco a farlo apposta, sono proprio costoro, le chiese evangeliche,che puntando il dito sulla Chiesa Cattolica che non intende abiurare al celibato dei preti la definiscono con epiteti poco edificanti: misogina, "fondamentalista" e "oscurantista".
Però, quando si dice il colmo!



12/08/2014 10:26 Claudia Floris
Credo che Dio sia Dio: né femmina né maschio. Dio è il Signore, e Padre, nella visione Neotestametaria. Che Dio sia anche madre è una categoria umana, semmai è lo Spirito , il pneúma, o "soffio" che incorpora al Suo interno il principio femminile che fa di Dio, oltre che Padre, anche Madre.
Il sacerdozio è un'altra cosa che poco ha a che vedere con la perdita del senso materno, che è, semmai, un problema sociale, legato spesso ad una visione edonistica, libertaria e libertina della donna cosidetta "moderna" che mal si coniuga al concetto di "sacrificio" che la genitorialità responsabile comporta. Ma, non da meno, anche certe carenze strutturali,sacche di povertà e disoccupazione fungono da deterrente. Ora, associare il problema al ruolo che dovrebbe rivestire la donna [e il condizionale è d'obbligo perché anche l'universo fenmninile è mancante e non alieno da peccato e male] al sacerdozio delle donne mi sembra pretestuoso e fuori contesto.



05/08/2014 09:43 Yolanda Beatriz De Riso
Sono le donne a dover parlare? Ma lo fanno da secoli. Il problema è chi le ascolta davvero? Chi da loro credito? Chi da loro o nega valore e dignità alle modalità e specificità di essere e sentire come persone e nella fede?
Quante volte abbiamo già discusso intorno al ruolo delle donne nella chiesa o del volto femminile di Dio. E quante contraddizioni e ipocrisie sono emerse.
Non se ne esce. Ripeto ,per l'ennesima volta, che solo quando si riconoscerà la piena dignità e conseguente responsabilità nel sacerdozio femminile e nel magistero della chiesa delle donne, si potrà cominciare con coerenza a prendere in considerazione e a modificare il modo di vedere le donne e le loro risorse e capacità.
E anche allora ci vorrà moltissimo tempo perchè la mentalità che sorregge la visione maschile e maschilista di Dio ,della fede, del potere e dell'amore possano finalmente integrarsi in armonia con quella femminile, nel pieno rispetto e riconoscimento reciproco.
Senza questo salto di qualità non si andrà da nessuna parte .E non serviranno a nulla neppure le pur belle esperienze che già esistono o sono esistite.



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Luigi Accattoli

Luigi Accattoli già giornalista della Repubblica (1976-1981) e poi del Corriere della Sera (1981-2008), ora collabora al Corriere della Sera, a Liberal. Scrive per la rivista Il Regno da 37 anni. Modera il blog www.luigiaccattoli.it

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