PRESO IN RETE
Dare la vita o tenerla stretta
di Guido Mocellin | 29 giugno 2014
In fondo la parabola del samaritano è sempre attuale anche nel ritratto dei media sulla Chiesa

215 «titoli con Dio», nei sette giorni (21-27 giugno) appena trascorsi, sui quotidiani italiani, e sei argomenti che emergono per avere ricevuto più di 10 titoli. È l'informazione religiosa nel tempo di Francesco, che infatti è il protagonista del primo e del terzo argomento e il «mandante» del secondo.

Gli altri tre argomenti sono pure una conferma: che le gesta dei credenti in Cristo possono finire sulle pagine dei giornali o perché essi danno la vita, o perché se la tengono così stretta da non curarsi di calpestare quella altrui. Gira che ti rigira, la parabola del buon samaritano rimane quella che meglio ci dice come siamo e come dovremmo essere, anche sui media.

Ma andiamo con ordine. 11 titoli per due preti i cui disordini sessuali sono anche dei gravi reati, più uno il cui disordine lo ha reso preda del reato altrui. Sono p. Vito Beatrice, somasco, fondatore del Collegio degli Emiliani di Nervi (la vittima della sua pedofilia ha scelto come difensore il noto avvocato Taormina, il quale ha scritto al papa una lettera abile ma obiettivamente assai condivisibile); don Sergio Librizzi, direttore della Caritas di Trapani (concussione e reati sessuali ai danni degli immigrati); don Gregorio Vitali, rettore del santuario della Madonna della Bozzola, a Vigevano (ricattato per la partecipazione a dei festini gay).

Sono 13 i titoli di cristianofobia; spicca il Sudan per il caso di Meriam Yehya Ibrahim; ma la nuovamente acuta crisi irachena racconta nuovamente anche la probabile estinzione di quella Chiesa, mentre dalla Nigeria si sa di comunità cristiane ancora poste sotto assedio.

Quattro diocesi italiane fanno 15 titoli per via di guai o comunque clamori finanziari: c'è Terni, dove il nuovo vescovo, mons. Piemontese, si ritrova un mare di debiti; c'è Bologna, dove - chiuso il contenzioso con gli eredi - il nuovo vescovo, quando sarà nominato, si ritroverà invece ad amministrare una florida azienda; c'è Venezia, dove il Consorzio Venezia nuova (quello del Mose...) finanziava le attività culturali del Patriarcato; e c'è Genova, dove non solo la curia, ma anche lo IOR non risultano estranei al sistema di potere che era imperniato sulla banca Carige.

Fin qui le cattive notizie. Le buone, che una volta tanto vincono, riguardano invece, sempre in ordine crescente: i 20 titoli del «Francesco feriale», tra gli impegni ufficiali ordinari, le parole e i gesti fuori protocollo e qualche nuovo papagolezzo (molto gradevole Matzuzzi sul Foglio del 21, in tema calcistico).

E poi i 22 titoli, quasi tutti nella sola giornata di venerdì, per la pubblicazione dell'Instrumentum laboris del prossimo Sinodo straordinario (ottobre), dedicato a «Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell'evangelizzazione»: la consultazione indetta in autunno con il Documento preparatorio è stata più ampia e convinta che in passato, e il nuovo documento è coerente con quell'approccio, così che in tanti - chi con speranza, chi con preoccupazione - vanno rendendosi conto della centralità di questo progetto sinodale (nel metodo e nel merito) per comprendere il pontificato bergogliano.

Latamente connesso al Sinodo, giacché insiste su uno dei suoi oggetti, il lungo articolo di Joseph Bottum che Il Foglio riprende da Commonweal, a quasi un anno dalla sua uscita negli USA. Titolo abbastanza onesto (a parte l'occhiello e la infinitamente minore sobrietà di quella americana): «Chi è il papa per giudicare? "Le nozze gay un dono di Dio" dice Bottum, cattolico conservatore. Un intellettuale americano le innalza a metafisico "incanto del mondo" come antidoto alla nullificazione metafisica e al grigiore contro culturale della Chiesa».

È il pezzo di questa settimana che suggerisco di archiviare, anche per il fatto che lo riprende il giornale che più convintamente ha «ricalcato» sul quadro italiano il modello di contaminazione (strumentalizzazione?) tra dibattito politico, culturale ed ecclesiale affermatosi negli USA negli anni recenti. Ma soprattutto per l'obiettiva forza delle domande che pone e degli argomenti che porta.

Infine, il fatto più titolato della settimana: la «scomunica ai mafiosi» comminata da papa Francesco il 21 giugno, durante la messa nella Piana di Sibari, a Cassano all'Ionio. 46 i titoli sui quotidiani. Poco meno di 100.000 le ricorrenze se googlate "scomunica ai mafiosi".

Come mi pare accada spesso per le parole di Francesco, anche queste perdono di forza se ripetute, anche perché si rischia di complicarle piuttosto che di semplificarle. Eccole.

«Quando all'adorazione del Signore si sostituisce l'adorazione del denaro, si apre la strada al peccato, all'interesse personale e alla sopraffazione; quando non si adora Dio, il Signore, si diventa adoratori del male, come lo sono coloro i quali vivono di malaffare e di violenza. (...) Coloro che nella loro vita seguono questa strada di male, come sono i mafiosi, non sono in comunione con Dio: sono scomunicati!».

 

 

28/07/2014 16:04 Lorenzo Cuffini
Permetti, Paix, la franchezza della domanda.
Cosa è che spaventa tanto, a parlare di omosessualità: non in linea di principio, ma nelle sue incarnazioni quotidiane comuni?
Cosa è che impedisce di dire serenamente quella che è la verità: che c'è un problema grosso come un palazzo di dieci piani nel rapporto che noi abbiamo con le persone omosessuali?
Cosa è che terrorizza e paralizza, per cui ci si arrampica sugli specchi per non parlarne in nessun modo, nel fatto che NON E' PIU' SOSTENIBILE NEI FATTI ( che si sono evoluti nel modo che tutti conosciamo benissimo- quello della visibilità, dello sdoganamento, dell'outing, della normalizzazione anche se la parola è orrenda e sbagliata-) la posizione classica del cattolico, "basta che non sia di scandalo"?
Perché questo blocco, questa paura, questa paralisi c'è, se si continua a preferire di ignorare la realtà dicendo: non è così che stanno le cose, non è così che stanno le cose.
La fobìa prima, è proprio questa:ci si rifiuta di pernedere atto che PER NOI CATTOLICI qui c'è un problema.
Prenderne atto non vuol dire, dico subito, approvare ad ogni costo, modificare ad ogni costo, cedere su chissà che.
Vuol dire fare i conti della realtà e, da parte della Chiesa, esprimersi con maggiore chiarezza.
E' piu' chiaro un " tutti all'inferno" per semplificare, che una posizione pilatesca come l'attuale,in cui i malcapitati che devono gestire la quotidianità, sono mollati alla mercé dell'incertezza.
E poi, indipendentemente dalle direttive e da quello che la Chiesa deciderà, bisogna che almeno noi laici abbiamo il coraggio di guardare un faccia le cose come sono , senza far finta che non esistano, e trovandoci sempre una vietta di fuga che ci permetta di scantonare.
E queste cose pretendono una risposta, e una risposta chiara. Davanti a un caso del genere, certo una goccia nel mare dei problemi universali, tuttavia io, personalmente , sono chiamato a domandarmi: che avrei fatto io ( meglio, che farò, potrebbe già domani toccare a me trovarmici) al posto della suora? Che farò. al posto della insegnante licenziata non riconfermata? ( ti parrebbe naturale che ti chiedessero domani, sul posto di lavoro: lei è gay? tradisce suo marito? ha pensato di farlo?si masturba? cosa la attrae sessualmente?) Che farò, soprattutto, al posto dei silenti genitori degli allievi della non riconfermata? Terrò un comodo silenzio tutto&niente, o paleserò una qualche forma di reazione?
Come facciamo a ridurre il tutto, pur lasciandolo nell'ambito di una vicenda personale, a un " ma non c'è stato nessun licenziamento, è una mancata riconferma tra le tante" ignorando bellamente il resto?
Certo: possiamo anche farlo.
E la volta dopo, saremo daccapo.
E quando toccherà a me e a te esprimerci personalmente nella nostra vita?
Fare gli struzzi,non vedo a cosa serva.



28/07/2014 15:23 Paix
Mah, guarda, Lorenzo,la pacatezza dei mezzi di informazione, in questa vicenda, purtroppo, non l'ho vista proprio da nessuna parte. Io capisco più che mai la situazione di un insegnante precario che non si vede rinnovare il contratto, ma sta di fatto che *non* è stata licenziata, che la scuola *non* aveva alcun obbligo verso di lei e che per di più si tratta di un istituto privato, quindi libero di assumere chi vuole, in base ai criteri che stabilisce, purchè con le abilitazioni necessarie e previste dalla legge. Il fine personale dell'insegnante a sollevare il polverone mi sembra evidente, e anche del tutto comprensibile (non trovarsi senza lavoro), quello di chi l'ha spinta a ciò altrettanto evidente e assolutamente non condivisibile (portare un ennesimo attacco alle scuola private, accusandole di omofobia, l'onnipresente nuovo peccato di cui siamo tutti accusabili ogni giorno di più). Inoltre non si tratta di un terreno neutro, ma di uno sensibile come quello dell'educazione, e le figure educative, inclusi i loro percorsi e le loro scelte di vita, non sono (o non dovrebbero) *mai* essere indifferenti in qualsiasi istituto educativo cattolico, dai catechisti all'estate ragazzi alle scuole paritarie. Questo vuol dire niente persone omosessuali mai? No. Ma valutare caso per caso, certo che sì- e naturalmente questo è solo uno dei tanti esempi di problematiche, non esiste solo l'omosessualità.


28/07/2014 11:26 Massimo Menzaghi
"Poi ci sono i tentativi di mettere foglie di fico di non si sa di che tipo a non si sa perché...se non per negare l'evidenza dell'innegabile,..."

come qualcuno possa pensare che una simile strategia ci possa portare da qualche parte, in tutta sincerità e onestà, non arrivo proprio a spiegarmelo...
... e nemmeno che qualcuno gli possa dare credito...

di certo non migliora la nostra credibilità... :-(

PS e non c'è nulla di ideologico, ma parole nero su bianco, immagini e sonoro: un conto è pensare che il mondo sia malvagio (...), molto peggio è pensare che sia stupido... ;-)
#notinmyname



28/07/2014 01:13 Lorenzo Cuffini
Bisognerebbe dire a Riccardo Cascioli, che le cose stanno come le ha chiarissimamente, limpidissimamente e onestissimamente spiegate la Madre superiora nel lungo incontro che haavuto, molto intelligentemente,non avendo nulla da nascondere,con i rappresentanti della " formidabile lobby gay" riportato poi dalla stampa. I quali rappresentanti, sia detto per inciso, hanno anche essi dato prova di una misura spesso inusuale in loro, evitando di buttarla in caciara.
C'è un problema evidente, come la Madre rileva.
Trattarlo implica diversi piani, e implica soprattutto, cosa altrettanto rilevata, che la Chiesa si esprima in modo necessariamente piu' chiaro.In assenza, allo stato delle cose, la Madre ha deciso senza nessuno spirito di crociata, ma in modo ,a sentirla, estremamente pragmatico e tutelando quello che erano - come si direbbe in altri campi- "gli interessi" de "suo azionista di riferimento": le famiglie che pagano la retta.
Questa è la realtà francamente spiegata dalla protagonista.
Poi ci sono i tentativi di mettere foglie di fico di non si sa di che tipo a non si sa perché...se non per negare l'evidenza dell'innegabile,
E mr. Cascioli non si perde l' occasione per farlo.



27/07/2014 21:45 Paix
"Non c’è stato alcun licenziamento, tanto per iniziare, ma un contratto non rinnovato alla scadenza del 30 giugno scorso. Sorte toccata non soltanto alla prof lesbica ma ad altri 29 insegnanti della stessa scuola, in attesa che a settembre si rifacciano i conti con le iscrizioni e si decida se qualcuno di questi contratti può essere riacceso. Cosa che avviene, in rispetto della legge, tutti gli anni e in tutta Italia, non soltanto a Trento. Dunque se qualcuno è discriminato sono i 29 altri contratti non rinnovati che non possono contare sul sostegno di una potente lobby come quella gay per potersi garantire un nuovo contratto, al Sacro Cuore o altrove."

Sono parole di Riccardo Cascioli, che condivido in pieno.



25/07/2014 13:57 Massimo Menzaghi
"spiace di trovarti nel bel numero dei cultori del benaltrismo"

ci può stare, per carità, ed ascolto volentieri le "diagnosi" che suscito (e quelle di Alberto, anche se spesso non siamo d'accordo al 100%, a maggior ragione), ma io preferirei parlare di priorità...

per il resto, trovo che la visione di Sara sia più equilibrata, ma penso sia questione di carattere e sensibilità e non c'è nulla di male a dar retta a ciò che uno sente dentro di sè, poi è da accettare che lo si condivida o meno... (lo stile da crociata, anche a fronte delle migliori intenzioni, di solito non mi attizza, men che meno se ha a che fare con la vita di fede; rispetto chi lo sente forte e categorico, ma non è detto che "vite da mediano" siano segno di testimonianza meno sentita ed efficace...)



25/07/2014 09:06 Sara
"ho il diritto di dirlo, punto e basta: se qualcuno vuole impedirmi per legge di dirlo" in teoria la libertà di opinione (assoluta) rientrerebbe nella condanna del Sillabo stesso.

Non è che qualsiasi cosa uno pensa può dirla come gli viene, specie se si toccano temi sensibili come il razzismo (per fare un esempio accettato da tutti).

Il contrasto riguardo l'omosessualità è più profondo perchè tocca la visione dell'uomo e l'uso della sessualità secondo la sua finalità più autentica che è quella di dare nuova vita.

Sono discorsi da fare sempre in punta di fioretto, invece da una parte e dall'altra si usa sempre il machete e via.



25/07/2014 05:28 Alberto Hermanin
Caro Menzaghi
spiace di trovarti nel bel numero dei cultori del benaltrismo: io disapprovo la pratica omosessuale, e ho il diritto di dirlo, punto e basta: se qualcuno vuole impedirmi per legge di dirlo, come dire? mi inc…. Sul piano civile liberi poi tutti di dire e praticare. Quanto al fatto che ben altri peccati siano assai più gravi, che scoperta dell'acqua calda! Io conosco bene i miei, che sono certo più gravi di qualsiasi attrazione sessuale. (e poi, finiamola pure con questa storia dell’attrazioni sessuale: non so voi, cari amici cattolici, ma io mi disapprovo: disapprovo pienamente molte delle mie stesse inclinazioni sessuali).

Io non parlavo di questo ma della subdola teoria seconda la quale disapprovare è uguale a discriminare: frescaccia colossale, Scalfarotto permettendo. Del resto qualcuno nella stampa parla di emendamento “salva vescovi”. A loro sarebbe consentito di disapprovare la pratica omosessuale, in altri casi evidentemente si tratterebbe di discriminazione. Ma salva chi? Io me ne impipo dei vescovi, e come disse il mio amico Pannella “dico quello che mi pare”, senza insultare ma anche senza salamelecchi, va bene? Non c'è niente di eroico, anche se per avere questo diritto di dire quel che ci pare di persone ne sono crepate, eccome.
Quanto a Pasolini, mi è simpatico, aveva belle intuizioni, e per quel che ne so io arriverà in paradiso prima di me: non mi sento obbligato però a giudicare il suo film un capolavoro assoluto perché lo dice l’Osservatore e magari anche perché lui era omosessuale. Di entrambe le cose, come mi pareva di aver detto chiaramente, non me ne importa niente.



24/07/2014 19:59 Massimo Menzaghi
@Sara: sul resto sono d'accordo, ma mi dica che
"tra i principi non negoziabili penso ci fosse la libertà di educazione non il finanziamento alla scuola" era una battuta... ;-)



24/07/2014 19:41 Sara
"Alfredo Bini, il produttore del Vangelo, ha raccontato che occorsero ben trenta taxi per portare i cardinali al cinema Ariston di Roma, dove aveva organizzato la proiezione del film di Pasolini. I padri conciliari, quando lessero nei titoli di testa la dedica a Giovanni XXIII, applaudirono felici, e alla fine uscirono contenti dalla sala.

E pensare che solo due anni prima il regista era stato condannato da un tribunale a quattro mesi per vilipendio alla religione, dopo l’uscita de La ricotta, dove Stracci, il poveraccio sottoproletario, interpretava il ladrone buono per poi morire di indigestione sulla croce. All’uscita del Vangelo furono proprio i giornali cattolici a lodarlo, e a premiarlo, mentre la sinistra fu tiepida, o mal digerì l’opera cinematografica. Il regista disse che non era piaciuto ai «cattolici inconsci», quelli che temevano il cattolicesimo come una ricaduta conformista e borghese dopo aver creduto di superarlo con il marxismo."



http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/che-miracoli-fa-arte-osservatore-romano-ora-esalta-ateo-pasolini-81384.htm



A proposito di tempismo.. (stessa cosa successe se non ricordo male con Dio è morto di Guccini censurato dalla rai e trasmessa da Radio Vaticana)



24/07/2014 19:34 Sara
Oddio tra i principi non negoziabili penso ci fosse la libertà di educazione non il finanziamento alla scuola.

Io comunque non è che sia contro penso sia meglio una scuola pubblica frutto di un buon compromesso di tutta la società per non avere tante educazioni diverse e isolate tra loro.

Così ti abitui a confrontarti con gli altri (e vale per i cattolici ma anche per i non cattolici)



24/07/2014 19:17 Massimo Menzaghi
la libertà, anche quella di pensiero, non è assoluta, ma dovrebbe finire dove comincia quella degli altri (nei due sensi, ci mancherebbe...)

nel merito, la Chiesa (ma non senza tentennamenti, per fortuna) ha sulla questione una posizione che più pilatesca non si può: bene l'omosessualità solo senza sessualità...
Trattandosi di persone per cui l'attrazione che "normalmente" si prova per il sesso complementare è invece altrettanto "normalmente" per lo stesso sesso, se siamo tra persone adulte e parlando per l'appunto di persone e di vite e non di teoria, io, benchè etero, faccio molta fatica ad essere apodittico... pur comprendendo tutte le complessità che la questione si porta dietro

"moralmente riprovevole": penso che sarebbe un bell'esercizio per tutti provare a parafrasare in linguaggio "corrente" questa espressione, che messa così dice tutto ma anche niente...

e, lo dico amichevolmente ad Alberto, spero di aver capito bene che lo slancio martir-eroico sia per la libertà eventualmente negata e non per il "riprovevole", perchè nel secondo caso inviterei (liberamente) a mobilitarsi per ben altro... ;-)

PS ma guarda un po' in quanti saremmo contro i finanziamenti alla scuola privata, nonostante li avessero infilati a forza (nel senso che non c'entra neanche mezzo fico secco con gli altri) addirittura (udite udite) tra i valori/principi non negoziabili...



24/07/2014 18:51 Sara
L'articolo dell'osservatore parla del film non dell'omosessualità di Pasolini ( che tra l'altro ebbe regolari funerali religiosi).
Era stato accolto bene anche all'epoca.



24/07/2014 17:05 Alberto Hermanin
Ma che bel dibattito “franco” come si dice nei comunicati diplomatici quando ci si è mandati a quel paese (eufemismo).
Posso dire:
• “l'Osservatore Romano ( non Scalfari o Il Fatto QUotidiano)dice papale papale IL Vangelo secondo Matteo di Pasolini è " la migliore opera su Gesù della storia del cinema".
• Io non sono d’accordo: la critica cinematografica me la faccio da me e il parere dell’Osservatore Romano non fa legge, e nemmeno quello del Papa: è chiaro?
• Non mi frega niente che il regista di un film sia stato omosessuale, e nemmeno se ha avuto ripetuti e notori rapporti sessuali con minorenni: Il film può essere ugualmente bello o brutto, almeno per me. Quanto ai rapporti con i minori, se la veda la legge civile. Come cittadino e cristiano, non li apprezzo, anche se sono omosessuali, e dunque più “puri”, secondo il guru Veronesi (sono pronto a citare la fonte per chi fosse interessato).
• Quelle che io considero le più belle poesie d’amore di tutti i tempi, sono state scritte da una lesbica: sono belle, bellissime, le migliori mai scritte per me.
• Sono contro il concordato e i finanziamenti alla scuola cattolica. Preferirei che i soldi della spesa educativa venissero dati alle famiglie che poi scelgono.
• Sono per la libertà di pensiero, oltre che per quella di andare a letto con chi mi pare (parlo da cittadino, si capisce). Se qualcuno vuole impedirmi di dire che la pratica omosessuale è moralmente riprovevole, io continuo a dirlo. E se si vuole impedirmelo con la forza della legge, io provo prima a cambiare la legge con le buone: ma se si esercita la forza dello Stato per impedirmi di esprimere il mio pensiero sono pronto, prontissimo a usarla a mia volta: si chiama diritto di resistenza. Come che sia, non sacrificherò agli idoli per forza di legge.



24/07/2014 14:29 Massimo Menzaghi
riconfermando quanto poi Lorenzo dice di vero e scomodissimo sul riuolo di ciascuno, io molto umilmente mi permetto di avere la mia buona dose di perplessità anche su affermazioni come questa:

"La Chiesa sa fare benissimo il suo lavoro:con i suoi tempi e suoi modi, ovvio. Lasciamoglielo fare in piena fiducia e libertà.Quando fatto,lo sa poi spiegare benissimo."

forse è stato vero in passato; oggi anche la tempistica, oltre alla sostanza, è di importanza fondamentale... e mi pare che per la Chiesa rappresenti un tallone d'achille molto pericoloso... :-(



24/07/2014 11:00 Lorenzo Cuffini
Come dicevo.
Una bella cunetta dove cacciare la testa, cambiare discorso e via.
Alla prossima.



24/07/2014 10:49 oznerol
Ha cominciato facendo il pm-giudice, ora fa pure il docente. Attento al burn-out.


24/07/2014 10:07 Lorenzo Cuffini
No, non è l'uovo di colombo, caro specchiarolo.
L'uovo di colombo, piuttosto, è baloccarsi con le parole e i calembour sulla pelle degli altri: in questo caso le persone omosessuale. I cattolici, quando vogliono, lo sanno fare molto bene, è un trucchetto per girare la testa dall'altra parte facendo finta di non farlo.
Così come lo è il parlare e il discettare di CHIESA E OMOSESSUALITA'. La Chiesa sa fare benissimo il suo lavoro:con i suoi tempi e suoi modi, ovvio. Lasciamoglielo fare in piena fiducia e libertà.Quando fatto,lo sa poi spiegare benissimo.
Non ha bisogno di megafonini che interpretano, reintepretano, linkano e retroscavano il suo pensiero: a meno che non ne siano autorizzati.Il problema non è la Chiesa, che al momento buono sa come e quando affrontare le questioni e porsele. Il problema sono i cattolici che fanno- personalmente- gli struzzi, continuando a ripetere: non si tratta di far questo, non si tratta di far quell'altro, la Chiesa deve considerare questo, deve considerare quell'altro, spiegano la società, analizzano gli ambienti,tanta bella roba molto dotta, molto preparata, molto cool...
Porco cane, loro , di persona, che faccia danno a Cristo? Perché loro- se cristiani- sono la faccia di Cristo per la persona omosessuale che hanno davanti, assai piu' della distantissima parrocchia, del sideralmente lontano papa, della astratta Chiesa....
E qui cascano gli asini, a dozzine.Cioè noi.



24/07/2014 01:29 oznerol
Ecco, si fa presto a dire aibofomo, mica è l'uovo di colombo, caro il mio speculare.


24/07/2014 01:18 Sara
Per la Chiesa la persona omosessuale non deve mai essere condannata, anzi, però gli atti omosessuali sono considerati peccato, cioè sono considerati un uso disordinato della sessualità.

E questo per la società contemporanea basta per parlare di omofobia, in quanto l'omosessualità è vista invece come una variante della sessualità umana del tutto naturale.

Oggi, che solo pochi decenni le cose erano molto diverse.

C'è una difficoltà evidente tra la CHiesa e il mondo sulla omosessualità, difficoltà che se capisci bene cosa si intende con peccato alla fine è meno di quanto il mondo laico possa intendere, però la difficoltà c'è.

Forse è il punto più spinoso, la difficoltà più stridente (anche per il clima un po' esagitato che si trova in certi ambienti vicini al mondo omosessuale).

Non si può buttare tutto sull'omofobia e basta.



24/07/2014 00:23 Lorenzo Cuffini
Mah.
Ovviamente se ne sarà accorta anche prima, e avrà sopportato, che doveva fare? Io avrei fatto uguale. Lei che avrebbe fatto? Fare una questione di principio e scoppiare un casino subito, così da perdere il posto e beccarsi magari l'accusa di essere "una che strumentalizzava"?
"Lo sanno tutti che la Chiesa è omofoba, no?"
No. Non tutta la chiesa lo è, buona parte non lo è per nulla.
Per esempio, ribadisco che non mi pare che lo sia manco questa suora in particolare: almeno nelle sue parole e nella sua scelta io ci trovo molto calcolo e valutazioni di opportunità e convenienza, soprattutto molta necessità di tenere in conto della omofobia delle famiglie (che emergono come l'inquietante vero convitato di pietra di questa storia) data evidentemente per scontata. Molto devo tenere conto della sensibilità dei miei "clienti" e zero anatemi , per capirci.
Questo atteggiamento puo' risultare magari anche piu' urtante e piu' sbagliato, ma certo non lo definirei omofobo. L'omofobia è altro genere di gramigna, basta gettare un occhio a qualsiasi blog cattolico e trovarne l'apoteosi in certi siti decisamente violenti e deliranti sull'argomento. Un sacerdote diocesano che si è occupato su incarico del suo vescovo della pastorale delle persone omosessuali, mi diceva che una metà dei problemi di cui si occupava erano inerenti alle persone omosessuali, ma l'altra metà scaturiva direttamente da quello che i cattolici non omosessuali pensavano e vivevano nei confronti della omosessualità.
Non tutta la Chiesa è omofoba, molti singoli cattolici sì.
Comunque ciascuno di noi puo'fare la sua parte perchè
non lo sia.Le decisioni dall'alto sono auspicabili, ma poi nel mondo ci viviamo noi,la situazione è in buona parte inedita e in divenire e in una varietà illimitata di casi, e con tutto questo ci dobbiamo misurare personalmente.Ne hanno una responsabilità precisa e personale Sara, Lorenzo, Massimo Pietro, chi gioca con gli specchi, e tutti quanti.Roba che va oltre ed è altra cosa dal dire e ribadire- cosa che va fatto- quello che la chiesa cattolica fino a questo momento afferma. Il catechismo, insomma,è la bussola indispensabile,e perché faccia la bussola, bisogna che funzioni e che sia aggiornata( se si riterrà necessario aggiornarla) .Ma la bussola non esenta dal navigare, anzi è fatta apposta per prendere il largo.



23/07/2014 23:19 Sara
Significa solo che si è accorta dell'omofobia e dei dilemmi della coscienza Dopo che le e' scaduto il contratto mentre per 5 anni pare che l'omofobia della scuola e della suora non le aveva creato problemi.
Significa solo questo che altro deve significare?
Lo sanno tutti che la Chiesa e' omofoba no?
Una volta le insegnanti di religione le sceglieva il vescovo con un occhio di riguardo alle solite cose, non divorziati no risposati ecc.
Nelle scuole paritarie non so in base a cosa si scelgano.
Io poi figurarsi abolirei le scuole private...



23/07/2014 22:42 Lorenzo Cuffini
"Anche l'insegnante in questione ha finto di ignorare la omofobia della scuola nei 5 anni che le ha rinnovato il contratto, no? "

...e questo cosa cappero vorrebbe significare?

Altro che problemi grande comi case.Come palazzi di dieci piani.



23/07/2014 19:34 Sara
"ci sono problemi grandi come case che si finge di ignorare in nome di disposizioni"

Anche l'insegnante in questione ha finto di ignorare la omofobia della scuola nei 5 anni che le ha rinnovato il contratto, no?


Sulle regole invece servono, il mondo diventa sempre più complesso molti sacerdoti sono anziani è giusto aiutare tutti a governare il cambiamento.



23/07/2014 18:57 Massimo Menzaghi
"Mandassero delle disposizioni chiare sui temi caldi così ci si capisce meglio."

non so se temerle o auspicarle...

sarebbe già un passo enorme riconoscere che ci sono problemi grandi come case che si finge di ignorare in nome di disposizioni ... che non ci sono (e forse ha ragione Pietro: non ci possono essere); quindi già smettere di trovare una giustificazione/paravento nella posizione della Chiesa (che obiettivamente non c'è e se c'è è sbagliata...) spalancherebbe praterie al buon senso, alla coscienza, alla vita vissuta, all'annuncio, alla dignità...



23/07/2014 15:21 pietro b.
NO.
non riconoscere la buona fede di Lorenzo Cuffini è davvero troppo.



23/07/2014 15:05 Sara
Il decidere caso per caso rappresenterebbe un minimo di buon senso, tipo Luxuria magari no, un omosessuale più discreto si anche in una scuola cattolica.
Ma le norme antidiscriminazione sono assolute per cui non si può più fare.
Per questo dico la suora non dico sia bigotta ma probabilmente non si è resa conto di come siano cambiate le cose, se sbagli in discrezionalità finisci sui giornali (forse è anche giusto, però il tiro al piccione mi da sempre i nervi)



23/07/2014 14:44 minimo muniziani
Il mio speculare è un campione di consapevole misunderstanding e - di conseguenza - di disinfomazione.


23/07/2014 14:03 pietro b.
purtroppo vedo che nn riesco a passarvi una veritá x me acquisita.
Capacchione, insisto!
Non si possono emettere REGOLE( chi sono io x??)
Va visto caso x caso.
Qs. must vale x ogni argomento squisitamente "personale".
Nello specifico un esempio.
possiamo affidare un bambino ad una coppia gay??
In un boudoir salottiero( come qs. :) io risponderei : NO!!!
Ma poi soggiungerei:
Meglio allora in un oefanotrofio??
e nel boudoir si levò una voce: NON disprezziamo le suore!!
Io invece mi risponderei con sicurezza : NO!
cambiando idea.. e a conferma...
Se una coppia sposata si divide xchè lei si scopre lesbica a chi affidiamo i figli??
I oltre:
Avete letto di quella compatibile donna/uomo nata con ormoni indecisi..,
dichiarata uomo, diventata trans-donna, che si vuole fare SUORA???
Insisto: ma come fate a scrivere REGOLE, a citare docs sgreccia-vatikani???
Semo de coccio? p.f. fermatevi a quel " ..e chi sono io x...



23/07/2014 13:38 Sara
"non è affatto una bigotta chiusa e angusta , una anziana che ripete cliché a macchinetta" a parte che avevo letto l'articolo guardi che le sue argomentazioni vengono in certi ambienti considerate appunto bigotte e chiuse.
Già sei omofobo se pensi che un bimbo abbia bisogno di un padre e una madre, quando dico che certe derive sono dannose a questo mi riferisco.
Se ti trovi in discussioni gay friendly non puoi scrivere che forse due padri e due madri non sono il massimo, provare per credere.
In ogni caso, è necessaria una discussione sia dentro la Chiesa sia con la società laica su queste e altre questioni, non è che ogni settimana si può stare con il patema perchè fedeli o sacerdoti dicono qualche cosa che urta la moderna sensibilità con tanto di processi pubblici e smentite della gerarchia.

Mandassero delle disposizioni chiare sui temi caldi così ci si capisce meglio.



23/07/2014 13:27 Massimo Menzaghi
discussione molto interessante, ringrazio Lorenzo per le argomentazioni schiette, ricche e sentite che condivido in pieno; a Sara, che pure argomenta e per questo va rispettata, ricordo che le eventuali colpe degli altri non vanno ad elidere algebricamente le nostre, al limite si sommano...
ricordo anche che per una come lei che prova a ragionare e riflettere tra di noi ce ne sono migliaia che si ritrovano molto più facilmente in slogan tipo "meglio puttaniere che gay", pure confortati da qualche benedizione...
quanto alla versione ufficiale, ma per carità! Ingenui ma non fessi: ci sono tanto di servizi televisivi in cui evidentemente deve essere sfuggita più di qualche parola se adesso si vuol far passare il tutto come una banalissima montatura...
Insomma: finchè non avremo il coraggio di chiamar le cose col loro nome e scaricheremo sull'altro le nostre incertezze su come affrontare la vita e il mondo non andremo lontano...
Allo "speculare" ricordo che il suo atteggiamento mi sembra così pericolosamente contiguo all'omertà (anche per la scarsità di argomenti) che lo invito a riflettere su quanto possa essere pericoloso...



23/07/2014 13:06 oznerol
Cvd.
Ci sono notizie di fatti, di cui è quasi d'obbligo dare uno e uno solo giudizio, non è ammessa replica, perché ogni replica è inutile o dannosa. Questo è stato il caso. La direttrice non è stata abbastanza donna di mondo da saperlo.
Il Simmetrico invece uomo di mondo lo è abbastanza da seguire la corrente senza se e senza ma (ma sulla privacy è assai asimmetrico, vero?). Grazie ancora per l'edificante esempio di "chi son io per giudicare".



23/07/2014 12:40 Lorenzo Cuffini
http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/trento/cronaca/2014/07/21/news/la-madre-superiora-un-docente-gay-mai-vicino-ai-bambini-1.9634621

Istruttivo chiarimento.
Come era prevedibile, e d'altra parte non si capisce perché avrebbe dovuto esserlo, la Madre superiora non è affatto una bigotta chiusa e angusta , una anziana che ripete cliché a macchinetta. Dice molte e argomentate cose, ed è ben consapevole che la questione è tutt'altro che definita una volta per tutte dalla Chiesa Cattolica.
Ha preso una decisione ponderata, valutati i pro e i contro. Che mi pare fondamentalmente muoversi tra questi due poli:
a)un omossessuale vicino ai bambini? Meglio di no.
b) io devo tutelare " le famiglie", che sono andate lì- scuola cattolica parificata, mica pizza e fichi - per comprare un pacchetto educativo sicuretto e controllato, e possono non gradire di avere un gay tra i piedi.
Due osservazioni niente ideologiche, molto prgamatiche, la seconda molto "commerciale" anche: i clienti sono loro, pagano, hanno diritto di pretendere ecc ecc.
Insomma, la franchezza sempre benedetta di dire le cose per quel che sono, come tutti le conosciamo, senza bisogno di chiamare in causa il Padreeterno, e i reati di opinione.
Solo che il nocciolo della questione si sposta.
"Pretendere", cosa, da parte dwei genitori/clienti?
Questo resoconto, oltre a spazzare via l'equivoco della vecchietta tremula e improvvida, non donna di mondo, donnetta pettegola e invasiva che alcuni suoi improvvisati difensori hanno qui immaginato, lascia sul tappeto, grossa come una casa, questa domanda: che cosa vogliono, i gentitori cattolici, oggi, quando comprano un servizio educativo cattolico per i loro figli?
Che non vengano a contatto con il mondo come è nella realtà?
Perché nel modo le persone omosessuali ci sono: ci sono semprte state, ma ora, si vedono e si fanno vedere, ovviamente.
Quindi se è così, hanno già perso- e per fortuna - la partita: non c'è serial televisivo per famiglie, non c'è articolo di giornale, buona ultima è arrivata anche la pubblicità, a ratificare una quotidianità accettata della omosessualità come possibile variante delle relazioni.
Che fanno, gli occhiuti cattolicissimi genitori?
Sforbiciano i giornali? Censurano la morigerata Raiuno? Boicottano (è già stato proposto) i prodotti che utilizzano gay nella pubblicità? E che diranno, ai loro piccolini, che porteranno a casa persobne che in famiglia vivono con persone omosessuali? CHe diranno, se un giorno dovessero sentirsi dire: mamma, papà, sono gay? Che diranno e che faranno, se dovessero per ventura " scoprirsi" gay loro stesssi?
Così, per sapere.

La verità è che la Chiesa, ferma legittimamente alla condanna della partica omosessuale, e aperta in teoria e anche solennemente alla difesa delle persone omosessuali da ogni discriminazione, finisce con l'attenersi al vecchio adagio :occhio non vede, cuore non duole. Tradotto: facciano quel che vogliono, ma di nascosto, basta che non si sappia.
Basta che non venga fuori.Cosa che infatti, onestamente e limpidamente, la Madre ammette e riprende piu' e piu' volte. E come potrebbe non farlo, lei, donna di Chiesa?
Il fatto è che- senza addentrarmi nel merito di questo atteggiamento assai bislacco- questo stesso atteggiamento ( tenere tutto segreto per evitare scandali) è comunque assolutamente improponibile oggi, dove dall'età di fruizione della tv in su , tutto è squadernato nell'evidenza dei fatti concreti.

Per dirla con la Madre direttrice:
"Sapete – ci spiega – che questo è un problema che si può ascrivere ad una serie di voci, da quella costituzionale a quella umana, a quella spirituale. É' un problema che oggi più di ieri sentiamo vivo. Come verrà gestito? – si chiede retoricamente – è un problema che la chiesa ancora non ha definito”, si risponde.
La suora ci spiega che C'E' UN SINODO CHE NE DISCUTERA'.

Mi pare assolutamente necessario.



23/07/2014 10:20 Sara
Caro Lorenzo se è per questo lei ha un'idea bizzarra delle donne, sapesse quante sono acide e rompiscatole e interferiscono nella tua vita più di un plotone di cardinali messi insieme.
Esistono suore aperte e suore chiuse per mia sfortuna ne ho conosciute quasi sempre di chiuse.

Però tutto sommato non mi va che vengano prese di mira da giornaliste rampanti che pensano che se non sei l'amministratore delegato di Google e non hai 32 amici gay di cui festeggiare il matrimonio sei una caccola nell'universo.

Per il resto ripeto se c'è stata vera discriminazione si indaghi e si prendano provvedimenti.
Finora nisba al di là dei titoloni, quindi io per il disgustoso per lo meno aspetterei.



23/07/2014 10:13 Lorenzo Cuffini
Ha una idea assai bizzarra del modo delle suore, cara Sara.
Se desidera,lieto di fargliene conoscere alcune decine che a leggere questa sua descrizione " mi pare evidente che hanno una loro mentalità non sempre al passo con i tempi spesso sono donne anziane spesso sono abbastanza chiuse " reagirebbero in modo assai pittoresco.
Mi congratulo sul suo non essere nata ieri, e le mando saluti cari anche da parte del ditino alzato.
P.S. Se uno solo caccia il naso fuori dai recinti protetti dei gruppi e campanili, lo sbeffeggiamento " a causa del suo credo" è all'ordine del giorno.Dove sarebbe la stranezza?.
Il problema, qui, è un altro: ma perché cappero mai l'omofobia dovrebbe essere espressione del credo religioso cristiano? Manco per idea, lo è.



23/07/2014 10:05 Lorenzo Cuffini
Il comunicato ufficiale della scuola, linkato dal sito AGENSIR, non toglie né aggiunge un ette a quanto già si sapeva. E , soprattutto, alla dichiarazione virgolettata della suora, che viene confermata in pieno.
E io a quello mi ero riferito, vedere intervento precedente.
Se, per riprendere le parole dell'uno e trino L.,V. e oznerol,riportare un virgolettato e commentarlo ritenendolo sbagliato su un blog cattolico è "gogna mediatica", bene, ho fatto della gogna mediatica.
Da questa precisazione, piuttosto, mi pare emergere quello che già era facile intuire, l'azione sotterranea di qualche solerte genitore che s'è mosso nell'ombra a tutela della moralità dell'educazione, spingendo la Madre a intervenire.



23/07/2014 09:59 Sara
Quando capiterà a lei caro Lorenzo di venire sbeffeggiata da gruppi di omosessuali per il suo credo proverà sulla sua pelle il privilegio della tolleranza.
Se la suora ha sbagliato è giusto che sia fatta chiarezza perchè il catechismo vieta le discriminazioni, noto solo che ormai sui media scrivi suora e lesbica e il 99% dei media giudica colpevole la suora a prescindere.
Questa è intolleranza a mio modo di vedere e il ditino alzato suo con tutto il permesso se lo può rimettere a posto, che non sono nata ieri.


Se ripenso alle suore che ho conosciuto mi pare evidente che hanno una loro mentalità non sempre al passo con i tempi spesso sono donne anziane spesso sono abbastanza chiuse, ripeto non ho un buon ricordo di molte di loro (per questo infatti sono parecchio indifferente alla questione del sacerdozio femminile), però hanno interrotto i titoli sulla guerra e sulla Russia per dare la notizia di un clamoroso caso di omofobia cattolica, finito come prevedibile in nulla.

Il senso delle proporzioni no?
Poi se si vuole accodare si accodi pure.
Fine.


p.s. commento abbastanza ufficiale che condivido:

http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/IL%20%27PUBBLICO%27%20NON%20%20%20IL%20DESERTO%20DELLE%20IDENTIT.aspx



23/07/2014 09:48 Lorenzo Cuffini
Quanta lodevole sensibilità per quel "disgustosa.", Sara.
Quando capitasse a lei, carissima, che il suo eventuale datore di lavoro venisse a richiederle informazioni sulla sua vita intima personale, mi faccia sapere se resta della stessa olimpica opinione.
Saluti cari da parte della nonna.



23/07/2014 09:37 Sara
in ogni caso questa è la dichiarazione ufficiale della scuola:

http://www.agensir.it/sir/documenti/2014/07/00291381_trento_chiarimenti_dell_istituto_sacro_cu.html

Potrebbe essere vera quanto una menzogna, se c'è stata discriminazione il ministero ha promesso di essere severo, (come giusto) il fatto che la cosa sia caduta nel nulla (per ora) mi pare che ridimensioni il tutto.

Quindi disgustoso lo dice a sua nonna.



23/07/2014 09:27 Sara
"Grave e abbastanza disgustosa di per sé. "

Questo lo decide lei infatti mi pare che il ministero dopo la bolla non abbia detto più nulla.

Poi avevo giurato di rimanerne fuori perchè questo argomento pro e contro mi ha stancato,poi ho pensato vuoi vedere che Lorenzo ci fa il pippone sul fatto che siamo ritardati e dobbiamo vergognarci?

Così ho detto la mia. (a proposito se la suora è donna vede che anche le donne sanno essere discriminanti mentre gli uomini possono essere più tolleranti o per lo mano più a aperti quanto la moda impone per essere tolleranti?)



23/07/2014 09:22 Lorenzo Cuffini
Ma chi se ne frega dei siti gay e del nervo di Sara, di chi ha dato la notizia ecc ecc.
Il fatto è la notizia.
Grave e abbastanza disgustosa di per sé.
Quale "prendere le parti" di questa o di quella?
E' stata fatta una puzzonata.
O lo si riconosce. O la si rivendica.Punto.
Che c'è da sfarinare sopra chissà che retropensieri?
Quale discriminazione di quale suora, perfavore?
Piantiamola di giocare a fare sempre i vittimisti che si sentono perseguitati ed accerchiati: un pianto greco che fa ridere i polli.Perseguitati noi. Andate a dirlo a quelli che vengono fatti fuori per il fatto solo di dirsi cristiani, poi ne riparliamo. Se lo fossimo un pochetto, sarebbe solo giusto, visto che ci è stato profetizzato e ce lo dovremmo avere nel DNA, invece di farci venire la tremarella e l'itterizia all'idea di venire -udite udite - denunciati per le nostre idee....
Ma qui non c'è nessuna discriminazione.
C'è un casino che monta, certo, ma perché c'è stato un atto che viene fatto passare per omofobo, semplicemente perchè , se è così come gha dichiarato la suora, E' omofobo.
E poi, resta quell'altro problema.
La massa acquiescente dei genitori & famiglie della scuola.
Che mi sembra francamente ancora piu' grave.
Infine, visto che viene sventolato a ogni piè sospinto, quel famoso - e solo logico, a mio parere, e immediatamente scambiato per rivoluzionarissimo- " chi sono io per giudicare". Capisco che se lo esplicita il papa, mediaticamente possa avere un effetto scoop. Se lo dico io, quaqquaraquua qualunque, dico una ovvietà che dovrebbe rientrare nell'abc del cristiano, ma che i soliti cattoliconi del Fortino ( esistente solo nelle loro teste, naturalmente) si rifiutano anche solo di prendere in considerazione.
Ma c'è di piu'. Non solo io , se cristiano, devo NECESSARIAMENTE, vincolato dal Vamgelo, dire: chi sono io per giudicare...ma devo anche rendermi conto che invece, come persona e come comunità, e' inevitabile che sia giudicato e in certo senso HO L'OBBLIGO di farmi giudicare da quelli che cristiani non sono.E loro hanno tutto il diritto di farlo. Sono io, mica loro, che sostengo di avere in mano la Verità: non mia, certo, rivelata, certo, ma comunque la Verità: cosa è giusto e cosa no.Quindi è evidente che non solo potrò, ma DOVRO' essere giudicato: per quella Verità stessa, per come la annuncio, per come la vivo, per le conseguenze che ne derivano.Così è sempre stato da Cristo in poi: che , difatti, ci è finito morto ammazzato sopra.
Noi invece continuiamo a nasconderci dietro l'essere cattolici,facendocene uno scudoi, una polizza di assicurazione per campare tranquilli e beati, per accampare diritti e prerogative non solo per nulla automatici e inesistenti visti nel contesto esterno, ma soprattutto per nulla automaticamente condivisibili e nobilitati e degni di chissà che nota solo perchè vengono da noi.
Per essere molto chiari: se noi giudichiamo inaccettabili e improponibili pratiche di ispirazione religiosa come la infibulazione, la poligamia, o il rifiuto delle trasfusioni di sangue, mi dite perché cappero ci dobbiamo stracciare le vesti se lo stesso viene fatto con noi, e verrà fatto su un numero sempre crescente di cose?
Scordiamoci l'essere cristiani tra il muto rispetto e l'assenso della folla, l'esserlo in carrozza e senza costi personali.Non si può più essere cristiani GRATIS ,( non si è mai potuto, ma le cd società cristianizzate, davano questa pericolosissima illusione) ed essere pure imbronciati, anzi scandalizzati, quando qualche legge non ti solletica l'ombelico di quelli che per te sono "valori".
I casi sono due: o sono valori/valori, e allora andiamo incontro a quel poco o tanta difficoltà che comporteranno, o sono paccottiglia ideologica, e allora bene, che facciano la fine che merita la paccottiglia.
Questo, mi permetto di precisarlo a Sara, non significa affatto essere supereroi. Togliamoci dalla cocuzza st'idea bacata che i santi e i martiri lo fossero. Povera , poverissima gente magagnosa come, e magari peggio di noi, peccatori e peccatoroni come e peggio di noi.Solo che , a un certo punto, hanno preso Cristo sul serio.Noi invece vogliamo continuare a farlo in vestaglia e pantofole,tra un link e una citazione, e che nessuno ci tiri i peli percortesia se no ci salta la mosca al naso, e restiamo bamboccioni a vita. Cosa che Cristo non merita, visto quello che gli siamo costati. Suore o non suore.



23/07/2014 08:59 oznerol
Non giri la frittata, "quello su cui vi accapigliate" non è come fanno sesso l'insegnante o la direttrice, è la gogna e la presunzione di colpevolezza cristianissimamente portate avanti dal mio Simmetrico.


23/07/2014 08:54 Sara
e' vero ci sono siti gay perchè ieri erano esclusi, anche i cristiani prima li hanno dati in pasto ai leoni poi hanno fatto le crociate.
Cioè una minoranza quando ha il potere in mano di solito finisce per esercitarlo negli stessi modi intolleranti della maggioranza.

Segno che la strada verso la pacifica convivenza delle diverse sensibilità è luuunga ancora da percorrere.



23/07/2014 08:49 pietro b.
Mi piace cercare in ogni probl la causa 'pria'.
E su quello su cui vi accapigliate, a mio avviso, la causa originaria sta nell'entrare nel letto delle persone. Cito sempre Eudokimov, uno che di famiglia se ne intebde, quando scrive che un pope non entra tra le lenzuola delle Persone.
Mi pare che quando Francesco a botta dice " E chi sono io x.." sia sulla stessa linea.
E diciamoci una volta x tutte che i casi personali sono PERSONALI e nn possono essere normati x legge. SE esistono siti gay... non è che ci sono perchè qualcuno nei secoli dei secoli li ha esclusi o perseguitati cmq additati??
Cominciamo a cambiare noi l'approccio come direbbe F. per favore!!



23/07/2014 08:35 Sara
Mah, Massimo io sono per la scuola pubblica e abolizione di quella privata proprio per evitare problemi.
Però vedo che si vuoe sostituire il bigottismo di ieri con un nuovo bigottismo (mai avuto a a che fare con siti a a maggioranza omosessuale? in confronto messainlatino è tollerante, la maggioranza e la minoranza sono relative)
Quando me ne accorgo mi prudono le mani e basta.

Le giornalista della 27 ora hanno un'apertura mentale che va da loro a loro, infatti prima si lanciano contro il patriarcato poi prendono una suora (donna evidentemente non conforme ai loro desiderata) e la danno in pasto al pubblico, per carità la suora sbaglierà e sarà limitata ma mi da un nervo vedere queste cose.



23/07/2014 08:23 Massimo Menzaghi
le questioni semplici vanno prese per come sono: semplici.

costruirci ogni volta castelli di carte e specchi per arrivare sempre a concludere che il mondo è cattvo e solo noi siamo buoni, giusti e perseguitati, mi fa venire la nausea!!!

lo ribadisco: not in my name!!!

PS io per ora mi limito a farmi venire strani colpi di tosse durante omelie che prendono pieghe indecenti, ma un giorno o l'altro sbotterò: non si può entrare in chiesa e uscire con la bile a mille...
Ribadisco: fatte le dovute tare, chi ci guarda da fuori si trova per merito di alcuni di noi ad avere ragione 9 volte su 10...



23/07/2014 01:56 Sara
Comunque la storia e' partita dalla 27 ora sito femminista del corriere che aborro.
Già solo questo mi fa venire voglia di parteggiare per la suora (che tra parentesi e' donna anche lei però nella lotta alla discriminazione la lesbica vince sulla donna perché c'è sempre uno più discriminato di te) vede come e' tutto sbagliato questo modo di fare?

Mettiamo la così: secondo me sui media la suora e' più discriminata della lesbica perché la lesbica deve vincere sulla suora?



23/07/2014 01:18 Sarà
Vedo che da per certo che la suore ha licenziato la donna in quanto lesbica.
Voci di periferia smentiscono ciò il che magari potrebbe anche essere vero se Repubblica si fosse preoccupata di sentire la sua voce invece di sbattere l'omofoba in prima pagina no?
Per il resto spero che i vescovi si preoccupino di dirimere tutto dalle omelie alle processioni alle scuole altrimenti ogni settimana si finisce sul giornale.



23/07/2014 00:56 Lorenzo Cuffini
Comunque, e poi mi taccio, la suora ( povera suora lei, questo sì, altro che "povere suore...")in questione non è che la punta dell'iceberg, avendo preso e ratificato la decisione.
La cosa che personalmente mi allarma è che , i mille allievi di cui si sente responsabile, hanno verosimilmente un duemila genitori. Trattandosi di scuola cattolica, verosimilmente cattolici. Di questi duemila , o tutti la pensano come lei, e magari, non ci sarebbe da stupirsi, alcuni la hanno sollecitata in tal senso riferendo le voci riportate, o tutti hanno scelto un basso profilo e non sono usciti allo scoperto...ma non mi risulta che nessuno, fin'ora, si sia alzato per dire: not in my name, please.
E' questa, la cosa che da cattolico mi mette parecchio a disagio.



23/07/2014 00:33 Lorenzo Cuffini
Benissimo, e io sono il primissimo degli sbagliatori. Un fuoriclasse assoluto, mi creda.
E allora, che c'entra?
Non mi pare di aver sentito riconoscimento di alcun errore.
QUi, ripeto, non c'entra affatto l'essere suora.
Men che meno l'essere cristiana.
In buona fede, a giudicare dalle sue parole, ha pensato di agire bene. E' sempre in tempo a riconoscere di non averlo fatto.
Oppure, a proclamare di averlo fatto in nome del suo essere cristiana. E allora, per quanto mi riguarda, prendendo lucciolone per lanternine.



23/07/2014 00:28 Sarà
Il cristianesimo Lorenzo non è solo per i supereroi i santi i martiri che piacciono a lei.
È anche per le persone che sbagliano.
L'altro giorno hanno tolto la prima pagina alla guerra in Israele per la suora.
Oggi sull'Hufgington c'erano 5 articoli, senza che nessuno tra parentesi abbia pensato di intervistare a per sentire la d'uso di voci.



23/07/2014 00:18 Lorenzo Cuffini
Cristianesimo di oggi?
Di oggi o di ieri,francamente, non vedo che cosa c'entri il cristianesimo, in questa storia.
Quanto a quel " povere suore", mi guarderei bene dal dirlo: conosco suore dal "dovere educativo" non certo inferiore, che si muovono in ambienti che sarebbero non semplici nemmeno per il piu' ispido dei camalli, e che non avrebbero preso una posizione come quella di cui stiamo parlando manco sotto tortura, altro che "povere". Non c'è nessuna categoria, come al solito, solo teste pensanti, in modo e con conseguenze diverse.



22/07/2014 23:40 Sara
Provo la stessa sensazione oznerol e ho studiato dalle Orsoline serbandone cattivo ricordo.

Povere suore...



22/07/2014 23:20 oznerol
Non è difficile, caro Simmetrico. La direttrice si è cacciata in una situazione che la vede presunta colpevole, che lo sia veramente o non lo sia. E' nelle sabbie mobili, che stia ferma o si agiti, comeunque affonderà. E lei e non solo lei, tutti a spingere giù. Cristianesimo di oggi.


22/07/2014 20:40 Massimo Menzaghi
"chi son io per giudicare"

l'ennesima citazione impropria che si aggiunge ai vari remix di travi e pagliuzze: qui si tratta di posizioni che (anche al di là della volontà dei protagonisti) di fatto vanno bel oltre la persona che le assume e implicano conseguenze pubbliche che coinvolgono tutti noi... e a me sinceramente sentirmi coinvolto rompe parecchio...

La posizione della superiora è sconvolgente, perchè va oltre la sostanza (che sarebbe comunque inaccettabile) e si poggia su un fondo di perbenismi e delazioni che fanno rabbrividire...: le concedo solo l'attenuante dell'età e dell'avere, come tutti noi, anche pessimi maestri: spero solo per lei che non si ritenga una martire, perchè mi farebbe piacere poterle spiegare due o tre cosette della vita, quella vera... e forse forse anche del cristianesimo...
In ogni caso, not in my name... :-(



22/07/2014 20:08 Lorenzo Cuffini
Prego.
Adesso si potrebbe sapere quali sono "le notizie da verificare prima di partire a razzo?".Poi, se si vuole, si puo' continuare anche a giocare con lo specchio.



22/07/2014 19:47 oznerol
Bene. Ci sono notizie di fatti, di cui è quasi d'obbligo dare uno e uno solo giudizio, non è ammessa replica, perché ogni replica è inutile o dannosa. Questo è il caso. La direttrice non è stata abbastanza donna di mondo da saperlo, il mio simmetrico invece lo è abbastanza da seguire la corrente senza se e senza ma. Grazie per l'edificante esempio di "chi son io per giudicare".


22/07/2014 16:15 Lorenzo Cuffini
...nel frattempo, e qui la documentazione della notizia mi sembra senza dubbi, se si fa affidamento almeno sui virgolettati delle dichiarazioni, avrei una domanda da fare anche a madre Eugenia Libratore, la direttrice della scuola cattolica parificata di Trento che , dopo il mancato rinnovo del contratto a una sua insegnante su cui " giravano voci" (!!), si è così espressa:" Mi era giunta voce che fosse lesbica e ne ho parlato con lei per capire se vivesse un problema personale. Chi è lesbica se vuole lo dice. Se lo nasconde, voglio capire se ci sono problemi, come intende comportarsi, perché io sono responsabile di mille studenti, 137 dipendenti, ho doveri educativi. Lei neanche ha risposto e se n’è andata. Il mio era un modo di offrirle altre possibilità di lavoro». Senza entrare nel merito della questione, che è sotto la lente di ogni ente e direzione dalla provincia autonoma al ministero ( e vorrei ben vedere!), mi piacerebbe sapere dalla Madre: ai suoi mille studenti di cui si sente responsabile e verso cui avverte doveri educativi , lo farebbe vedere, sì, il "Vangelo secondo Matteo" di Pasolini? Mi piacerebbe che rispondesse per davvero, la reverenda madre.


22/07/2014 14:14 Lorenzo Cuffini
giusto...quali notizie, in particolare, chiedo al mio ..."simmetrico"? :)


22/07/2014 14:04 oznerol
Lorenzo, dovrebbe avere la bontà di verificare le notizie prima di partire a razzo.


22/07/2014 13:53 Massimo Menzaghi
"Bisogna che ci rendiamo conto ( cosa lapalissiana ma che a molti cattoliconi proprio non va giù) che non è che per il fatto che noi esibiamo il nostro tesserino da cattolichini siamo esentati dalle leggi che regolano la convivenza della società in cui viviamo. "

concordo (e non da oggi...) sia sul "lapalissiana" sia sui "cattoliconi"..., così come sul fatto che continuiamo a dare argomenti a chi ci guarda da fuori che di conseguenza, fatte le dovute tare, ha ragione 9 volte su 10, salvo poi a continuare a piangerci addosso con vittimismi degni di ben altre condizioni...



22/07/2014 12:45 Lorenzo Cuffini
...che poi, al succitato Vescovo indicato del link da Tempi, sarebbe forse di giovamento la lettura di questo altro pezzo:

http://www.lastampa.it/2014/07/22/cultura/nella-chiesa-di-francesco-pasolini-va-in-paradiso-laXADTdzPpjfuFSBzf86DL/pagina.html

dove l'Osservatore Romano ( non Scalfari o Il Fatto QUotidiano)dice papale papale IL Vangelo secondo Matteo di Pasolini è " la migliore opera su Gesù della storia del cinema"
Con lo stesso criterio di apertura mentale dimostrata nel rifiutare l'assunzione di un omosessuale in un incarico inerente alla pastorale giovanile, l'illustre Vescovo avrebbe, che so, proibito la proiezione di questo film perché realizzato da un omosessualissimo regista?



22/07/2014 12:28 Lorenzo Cuffini
Interessante link postato da v.
Dove ci si arrampica goffamente sugli specchi nel tentativo di salvare la prerogativa di potere dire-stracciandosi le vesti, naturalmente- che i gay sono la rovina della famiglia, la falla della società, la crepa che mina la morale e altre stupidaggini gabbate per cristianesimo.
Niente importa che, per salvare questo orticello pieno di gramigna,si lascino sconfinate praterie a chi le persone omosessuali le insulta, le mena, ne fa oggetto di stalking e autentica persecuzione quotidiana.
Echecce frega che questa sia una realtà che tanta gente si vive sulla propria ghirba?
L'importante è che noi si possa continuare a sciacquarci la bocca con quattro anatemi di repertorio ( salvo poi praticarla magari nell'ombra, e alla grande, l'omosessualità stessa, come secoli di cattolicesimo imperante stanno lì a dimostrarci).
Due sole considerazioni puntuali sul post: se si è sicuri e certi e in buona fede convinti di quel che si dice, bè, dove dovrebbe essere il problema? Si vada a testa alta e ben fieri davanti al giudice cinico e baro che ci aspetta per perseguire la nostra retta coscienza di cristiani.Dove sta scritto che proclamare il cristianesimo debba sempre essere gratis?Certo: ci si potrebbe( dovrebbe!!!) chiedere cosa cappero quadri quello di cui stiamo parlando con il vangelo, e si scoprirebbe pochino,ma questo è una altro discorso e richiederebbe alcune centinaia di post, per cui passiamo oltre.
Secondo: il signor Vescovo citato nel pezzo che non ha assunto una persona omosessuale, è giustissimamente stato chiamato a risponderne civilmente. Un conto se è un vescovo cattolico che dispone di affidare o meno un incarico a un suo prete, un conto è se sta assumendo regolarmente un dipendente.Bisogna che ci rendiamo conto ( cosa lapalissiana ma che a molti cattoliconi proprio non va giù) che non è che per il fatto che noi esibiamo il nostro tesserino da cattolichini siamo esentati dalle leggi che regolano la convivenza della società in cui viviamo.
Morale; non ci si stupisca poi se è passata nel sentire comune l'equazione cattolici= omofobi e antigay.
E' passata perché in larghissima parte, ahinoi, è vera.



22/07/2014 10:34 v.
http://www.tempi.it/leggi-contro-omofobia-creano-un-nuovo-reato-di-opinione-e-minano-la-democrazia#.U84e6EDXiho


06/07/2014 11:37 Guido Mocellin
Torno a sottolineare che a mio parere ciò che dà interesse all'approccio di questo saggio è che non prefigura cedimenti, almeno nelle sue intenzioni, ma al contrario immagina una nuova, più solida propositività culturale, e ciò nientemeno che in tema di sessualità...


04/07/2014 21:10 pietro
"la chiesa che accetta l’irrilevanza culturale non è chiesa".
Chissà xchè il progetto 'culturale' di ruiniana memo è stato una vera ruina...
Ma questo Gesù era aristotelico o platonico?
A quale scuola filosofica lo iscriviamo? stoica forse?
o magari sosteniamo che ha creato un suo proprio filone filosofico?
E in quel mondo di 100/200 anni fa in cui quasi tutti erano
analfabeti.. Gesù stava con i laureati o era meglio rappresentato
dal SUO popolo???



04/07/2014 19:09 L.
Facendomi largo tra questo improvvido ménage à trois, sottoscrivo Paix e mi permetto di linkare il commento al saggio di Bottum, proprio dalla stessa fonte che l’ha segnalato:
http://www.ilfoglio.it/articoli/v/117649/rubriche/la-disperazione-culturale-dei-cattolici.htm
Sottolineo il commento di Ross Douthat:
"la chiesa che accetta l’irrilevanza culturale non è chiesa".



03/07/2014 15:46 Aletheia
"severità, correzione, quasi intransigenza verso gli "interni"...."
Ok, un MAESTRO potrebbe usare questi tratti per non far deviare i suoi seguaci dalla retta via, ma fra di noi - frequentatori del blog - non ci sono maestri, neanche con le minuscole, perché nessuno di noi possiede la Verità in modo tale da poter insegnare agli altri.
Io ho posto la verità (= svelamento) nel mio nick come puro pro-memoria personale di adesione e di impegno in tal senso.



03/07/2014 10:18 pietro
Y.:
Pietro, la mia personalissima interpretazione invece è che non c'è nessuna differenza tra gli interni e gli esterni ( e chi lo stabilisce ? con quali dati ? con quali criteri?)
---------------
Nessun tribunale esterno, ci mancherebbe!
La appartenenza risulta evidente da come uno si pone.
Da quello che scrive.
Cmq mi pare che abbiamo rimurginato Parole diverse..
Non ti citerò i tanti passi: la Parola va mangiata o no x proprio conto!



03/07/2014 09:36 Yolanda
Pietro, la mia personalissima interpretazione invece è che non c'è nessuna differenza tra gli interni e gli esterni ( e chi lo stabilisce ? con quali dati ? con quali criteri?) Più che l'intransigenza verso se stessi o gli altri ,credo che la Sua misericordia sia il modello migliore. L'amore può mai essere intransigente?


03/07/2014 08:43 pietro
Carità cristiana.
e la Parola.
e Cristo.

Sicuramente mi sbaglierò io... ma sul COME comportarsi con i fratelli,
sempre e solo x mia personalissima interpretazione, io derivo dalla Parola
che noi dobbiamo assumere atteggiamenti DIVERSI tra chi è " interno" e chi invece è
" esterno". Massima apertura con questi ultimi, braccia aperte...
severità, correzione, quasi intransigenza verso gli "interni"....

Ritengo questo d o v u t o a Gesù stesso, nel senso che Lui ha dato tutto se stesso
per testimoniare la Verità, sempre e cmq, senza rispetto x nessuno, sacerdoti inclusi.
Ecco xchè aborroutte le figure retoriche usate x deviare o 'sporcare' i ragionamenti.
Sono stato abbastanza chiaro, signora Verità greca?



02/07/2014 22:11 Aletheia
Caro Pietro, mi dispiace che tu interpreti a modo tuo le parole altrui.
Io non "invocavo" carità cristiana, mettevo semplicemente in evidenza che il tuo modo di esprimerti, così "tranchant", non appariva in sintonia con l'insegnamento di Colui che tu stesso dicevi essere il tuo unico riferimento: Cristo, appunto.
E non è questione di "sembrare" caritatevole, né tanto meno di "far vincere" l'interlocutore.
In un dialogo ci possono essere opinioni diverse, ma non ci sono né vinti né vincitori.
E la "carità cristiana" non è da intendersi riduttivamente come opera di soccorso ai bisognosi, ma per me dovrebbe essere "l'abito" dei cristiani, cioè - come minimo - un atteggiamento costante di rispetto verso l'altro: il che non impedisce di esprimere opinioni divergenti o far notare eventuali incongruenze, bensì impedisce il disprezzo previo verso l'interlocutore, e impedisce pure il volersi sentire superiori o vincenti, tanto più in un semplice blog.
Questo è ciò che io ritengo "vero".



02/07/2014 19:08 pietro
Yolanda dai molti cognomi, ( spero che qs.verita' nn generi altri patemi :),
a Aletheia che invocava da parte mia x Rosa ( il nome di mia mamma..)
"carità cristiana" ho fatto semplicemente notare che qs. è un blog di conronto NON tra "persone" ( e come mai potrebbe esserlo?? ) ma di idee, argomenti, giudizi su temi specifici chiaramente inerenti alla ns. Chiesa & fede..
Avevo fatto anche un esempio x farmi meglio capire...
Ma tu insisti: dovevo forse darle ragione x caritá cristiana??
QUESTOsi! sarebbe stato trattarla da Caritas x disadattati!!!
Capisc.. 'a mme??



02/07/2014 13:56 Yolanda
Scusa Pietro ,ma non approvo questo modo di rapportarsi. Chi ti da il diritto di classificare altri come disadattati?
Certo questo è un luogo di discussione , possibilmente argomentando. Ma cosa c'è di diverso tra le osservazioni di Rosa e le tue? Quest'osservazione è forse argomentata e rispettosa dell'altro o non è piuttosto un giudizio preventivo e dispregiativo dell'altro? Ciascuno prova ad intervenire a suo modo come può e sa o sente in quel momento. Mi scuso con Rosa per non essere intervenuta prima .Lei non è un intralcio per me ,anche se non condivido la sua opinione. Posso sempre rifletterci su comunque.



02/07/2014 13:13 pietro
Aletheia!
io onoro il tuo nome prima di tutto.. e tu?? pur di SEMBRARE caritatevole
fai vincere l' interlocutore, come fa mia moglie con lanipotina??
poi qs. è un luogo di confronto di argomentazioni
mica la Caritas x disadattati..



02/07/2014 09:10 Aletheia
Be', anche in questo caso, nulla da svelare: la carità "cristiana" di Pietro rifulge di luce propria! :(


01/07/2014 10:44 Rosa
Buona continuazione . Mi scuso per l'intralcio.


01/07/2014 09:22 pietro
mi spiace x te, Rosa, ma x me IL riferimento è sempre e cmq Lui e la Parola.



Scusa, ma se io parlo di Segesta.. tu tiri fuori i cavoli a merenda??7
Cosí qs.blog diventa come quel giochino da ragazzi..
io dico una parola..
tu una collegata..
poi io...
Tu hai tempo x giocare? io no.



30/06/2014 20:00 Rosa
Non tiriamo in ballo Cristo per piacere...per quanto riguarda la legislazione civile ...te la raccomando è davvero "per tutti" e neutrale infatti la famiglia è davvero aiutata e sostenuta in Italia!?


30/06/2014 17:27 pietro
Davvero oggi essere cattolici significa NON mettere al primo posto
il bene della parte debole, come fa TUTTA la legislazione civile??
Davvero essere cattolici oggi significa dare dei lobbisti compratori
ai gay, come si faceva una volta x gli Ebrei??
Questo ci ha insegnato Cristo??



30/06/2014 13:12 Rosa M.
Meglio un orfano in un orfanotrofio... o in una famiglia gay??
Leggo "famiglia" gay ? Ma sì uomo e donna è una categoria passata...buttiamo tutto via....meglio una "famiglia " di 2 maschi o due femmine che un orfananatrofio con la suora che ha dedicato la vita a quello. Meglio una "famiglia" di 2 femmine che la vita in una baracca povera e fangosa sì perchè dietro alle lobby gay ci stanno soldi tanti soldi e potere e con i soldi si può comprare anche la famiglia .
Auguri ai Vescovi per il prossimo sinodo..altro che divorziati risposati!!



30/06/2014 12:46 pietro
I cattolici, tutti, dovrebbero considerare che:
1) la cosidetta etica 'naturale' cattolica è derivata mmmolto dagli usi e costumi della società in cui eravamo immersi. Ben più che da costruzioni teologiiche.. Basti rivedere nei secoli dei secoli come é stata trattata la pena di morte o il poter uccidere il nascituro fino a tot settimane...

2) Gli sviluppi scientici e tecnici moderni non possono essere Interpretati' con qs.vecchi tools, pongono domande nuove, richiedono analisi, discussioni, confronti...
Faccio un esempio, io che sono a priori contrario ad adozioni gay...
- se una coppia si separa...
- se il figlio resta con la madre...
- se la madre si mette con una compagna lesbica...
che femo? zitti e muti? xchè manca nel CCC il codicillo specifico?

ma vado oltre!
Meglio un orfano in un orfanotrofio... o in una famiglia gay??
e temo che le ns. risposte siano solo per pre-venzioni..
guardare:

http://www.tvsvizzera.it/incoming/Alessandroa-il-punto-di-vista-della-Chiesa-1261603.html

Le mie conclusioni ?
non servono leggi generali, diktat e sia anatema!
ma guardare caso x caso..



30/06/2014 11:43 Simone
reagisco di pancia e con una chiara paranoia di fondo alla sintesi che avete fatto tra post e commenti e mi riprometto di leggere bene l'articolo di Bottum...

mi sembra proprio incarnarsi in questa visione così improvvisamente "openminded" del finora durissimo mondo teocon una delle "paure" che avevo da tempo.

Ossia che in tutta questa puntuta solfa che va avanti da anni, tra slogan di qua e di là, barricate sulle leggi laiche e schiamazzi, e tante preoccupazioni di tattica politica etc, a perderci sarà, anche per convenienze clericali antiche, il matrimonio cristiano tra uomo e donna; il cui ruolo e significato "dentro la Chiesa" prima che fuori, è spesso stato banalizzato, ridotto ai minimi termini e considerato fastidioso, a partire dalla fastidiosissima questione dell'unione sessuale che è sostanza stessa del matrimonio cristiano.

In sintesi, siccome 'ste "unioni omosessuali" ci siamo rassegnati (politicamente ) ad accettarle per non fare ormai la fine del sorcio, stoppiamo sul ri-nascere (il Sinodo) le ambizioni teologiche ed ecclesiali di chi vorrebbe mettere al giusto posto nella Chiesa il Sacramento del matrimonio. Oltre ché finalmente averne cura e annunciarlo come un dono.

Meglio accettare di appiattire il matrimonio, che far venire il sospetto che questa "vocazione" sia importante per la Chiesa e per il mondo al pari di quelle da "single" (voti religiosi e/o ordinazione). O che si possoa dare un valoro spirituale a un sacramento così scandalosamente incarnato... Meglio gli spiritualismi o i legalismi soffocanti, o la mera benedizione di una istituzione naturale.

Grazie a Guido che trova legna per le mie povere supposizioni.



30/06/2014 08:59 Guido Mocellin
Grazie a Paix per la argomentata risposta. Aggiungo che ciò che mi ha maggiormente interpellato, dell'articolo, è quanto Mattia Ferraresi nell'introduzione sintetizza così: "Non semplici ragionamenti di andamento strategico-tattico per evitare al cattolicesimo un impatto mortale contro il muro della modernità trionfante né il ripiego necessario verso una 'teologia di soccorso'. Bottum non liscia il pelo nel verso del mondo per salvare le penne alla chiesa, ma invoca il matrimonio gay come figura inevitabile della trasformazione, addirittura come trampolino metafisico per ripensare la sessualità sterilizzata dalla rivoluzione che si proponeva di liberarla. Una volta scollegato il sesso dalla dimensione del significato dell'umano, l'impianto si è squagliato, e la battaglia di retroguardia del diritto naturale messa in piedi dai suoi vecchi amici teocon si è dimostrata, in fondo, un debole massaggio cardiaco che allunga la vita per un po'"


29/06/2014 20:23 Paix
Ho letto, e con interesse, il lungo saggio su Commonweal. Non posso proprio dire di essere d'accordo. La tesi dell'autore, fondamentalmente lasciar perdere l'opposizione politica ai matrimoni omosessuali per dedicarsi esclusivamente ad attività meno controverse come far del bene ed evangelizzare (sia chiaro, questo mio brevissimo riassunto non rende giustizia alla lunga analisi della società americana, della percezione della Chiesa,della sua stessa esperienza personale), prende un po' troppo sottogamba l'evidenza che l'obiettivo dell'attivismo per il matrimonio gay non è soltanto ottenere, appunto, il matrimonio in sè, ma mettere a tacere visioni diverse del sesso, della natura, del destino dell'umano. E' quanto mai evidente in molti degli episodi che l'autore stesso richiama, ma anche, qui da noi, nell'opposizione al limiti della democrazia che iniziative come quella delle Sentinelle in Piedi incontrano. E dunque il problema è: sgombrando il campo della politica per far del bene ed evangelizzare, non si rischia di lasciare che ogni spazio di dissenso venga occupato al punto che i cristiani finiscano a dover temere non tanto il martirio (prospettiva che peraltro balena per un attimo nell'analisi, il che dimostra l'equilibrata lucidità del suo autore), ma, quello che per noi è ancora peggio, l'impossibilità di testimoniare, di evangelizzare (proprio uno degli obiettivi primari a cui secondo Bottum dovremmo rivolgerci)? Quando, per riportare il tutto ad una realtà italiana, la legge Scalfarotto categorizzerà l'insegnamento cristiano sul sesso e sul matrimonio come un insegnamento omofobo e quindi punibile -sempre che non ci salvi l'emendamento appunto detto "salva-vescovi", che peraltro è stato ovviamente duramente avversato da numerosissimi esponenti del mondo gay-... come sarà possibile dedicarci all'"evangelizzazione" purificata da tutto ciò che è "politico" su questi temi? E' una perplessità sincera, la mia, che non mi ha peraltro impedito di apprezzare il saggio.


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Guido Mocellin

Guido Mocellin (Bologna 1957), giornalista, sposato, due figli, si occupa di informazione religiosa e dei rapporti tra le religioni e la società. È direttore della rivista  I Martedì ed è stato per più di vent'anni caporedattore del periodico di attualità e documenti Il Regno, con il quale continua a collaborare. Dal 2015 è tornato a occuparsi dei volumi delle Edizioni Dehoniane Bologna (EDB), mentre tiene sul quotidiano Avvenire la rubrica trisettimanale WikiChies. Insegna Giornalismo religioso al Master "Giornalismo, a stampa radiotelevisivo e multimediale" dell'Università Cattolica di Milano e altrove, quando glielo chiedono; partecipa (come può) alla vita della comunità ecclesiale, in particolare all'interno dell'Unione cattolica stampa italiana (UCSI). Nel 2010 ha pubblicato, ovviamente presso le EDB, la raccolta di storie di fede Un cristiano piccolo piccolo

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