PRESO IN RETE
Messori, Socci e la questione dei due papi
di Guido Mocellin | 01 giugno 2014
La domanda «chi è il sommo pontefice?» è tanto implausibile quanto lo sarebbe quella su «chi è il vescovo?» in qualsiasi diocesi con un vescovo emerito

C'è una proporzione di dieci a uno tra il primo e l'ultimo degli argomenti religiosi che in questa settimana, sui quotidiani italiani, si sono meritati più di 10 titoli e la menzione in questo mio periodico monitoraggio.

11 sono stati infatti i titoli che hanno evocato un coinvolgimento della Chiesa di Genova nello scandalo finanziario che ha coinvolto i vertici della Banca CARIGE (Cassa di Risparmio di Genova e Imperia) e portato all'arresto dell'ex presidente Giovanni Berneschi.

115, invece, i titoli relativi al pellegrinaggio di papa Francesco in Terra santa, il secondo fuori d'Italia (ma il primo posto in agenda da Francesco stesso), nato con una coloritura prettamente ecclesiale-ecumenica, ma sviluppatosi anche lungo i sentieri della politica internazionale e - speriamo - della pace.

Così che l'immagine-simbolo è divenuta quella che ritrae Francesco dinanzi al «muro di Betlemme», e le parole quelle con cui ha invitato il presidente dello Stato d'Israele Shimon Peres e quello dell'Autorità palestinese Abu Mazen «nella sua casa» in Vaticano, a un «incontro di preghiera» per la pace.

Tra il primo e il quinto argomento, ci stanno altri 44 titoli.

In 12 di essi si commentano le elezioni europee tenendo in conto le posizioni dei politici di ispirazione cristiana e il punto di vista delle Chiese. Tra queste ultime, il Corriere della sera ha interpretato come espressione della linea della CEI sul risultato ottenuto da Renzi e dal PD l'editoriale del direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, pubblicato il 27, (5) cosicché ha scelto, il giorno dopo, di intervistarlo.

Sempre scorrendo la classifica dei maggiori «titoli con Dio» della settimana, troviamo anche 13 drammatici titoli di «cristianofobie», cioè di casi di cristiani oggetto di grave violenza a motivo della loro fede: tra i soggetti e gli oggetti di tale violenza troviamo Boko Haram in Nigeria, p. Dall'Olio in Siria, due donne condannate a morte in Sudan e i fedeli di una comunità del Centrafrica. Ne ha parlato lucidamente anche il card. Scola, arcivescovo di Milano, nella sua settimanale column sul Sole-24ore del 25.

E infine 19 titoli sull'immancabile «Francesco feriale», che questa settimana sono stati forti soprattutto dell'intervista concessa durante il volo di ritorno dalla Terra santa ai giornalisti che l'avevano accompagnato.

Come sapete, computo sotto questa definizione anche gli interventi generici che potremmo meglio classificare sotto la categoria «Francesco mi piace / non mi piace», e che questa settimana sono stati alimentati, intorno alla questione della compresenza tra un «papa regnante» (o «in carica») e un «papa emerito», da due firme massimamente popolari della pubblicistica religiosa, Vittorio Messori, sul Corriere della sera del 28, e Antonio Socci, su Libero del 29.

Messori parte dal lavoro di un canonista, il prof. Stefano Violi, che ha studiato l'uso distinto, nel testo latino della Declaratio di rinuncia di Benedetto XVI, di munus e ministerium petrino, per approdare a una visione dichiaratamente non problematica di una Chiesa con due papi, mentre Socci, dopo aver polemizzato con lo stesso Messori e con il Corriere, e ri-polemizzato con La Stampa, con Vatican Insider e con Andrea Tornielli, arriva a formulare il sospetto che nella Chiesa tanti (quanti? Certamente lui stesso) si stiano ponendo una «domanda drammatica»: «Chi è il papa?».

Ho già detto altre volte che sono convinto, arciconvinto, che papa Francesco e papa Benedetto, assieme ai loro più stretti collaboratori, stiano concordemente costruendo un quadro in cui il popolo di Dio e la più vasta opinione pubblica possano abituarsi a considerare la compresenza di un papa in carica o regnante e di uno emerito come una consuetudine priva di tensioni o conflitti o «drammi». Lo ribadisco e immagino che lo studio del prof. Violi, che non ho ancora potuto vedere, vada in questa stessa direzione.

Ma questa volta vorrei suggerire a voi cari vinonuoviani qualche altro elemento su cui riflettere e discutere. Premettendo che occorre non dimenticare, affrontando questa discussione in pubblico, che la qualifica di «papa» non è comunque quella presente nei documenti del magistero e nel Codice di diritto canonico, dove invece si parla del «vescovo della Chiesa di Roma» come «romano pontefice» o «sommo pontefice».

Da non canonista, trovo tuttavia assai comprensibile che Benedetto XVI, intellettuale e teologo fine e rigoroso, si sia preoccupato di formulare la propria rinuncia all'esercizio del ministero petrino, cioè di dare per la prima volta attuazione al can. 332, § 2 del Codice di diritto canonico, in maniera da non contraddire il magistero del Vaticano I e del Vaticano II sul primato petrino. Sempre da non canonista, mi pare che egli abbia tenuto presente in quell'occasione anche i canoni 401 e 402, quelli cioè che disciplinano la rinuncia all'ufficio da parte del vescovo diocesano.

E alla prassi, pacificamente sperimentata dalla Chiesa di Roma negli ultimi cinquant'anni, di compresenza e di convivenza in ciascuna diocesi tra un vescovo ordinario e un vescovo emerito mi pare abbiamo guardato i «due papi» e i loro collaboratori in questi mesi di convivenza e compresenza tra un sommo pontefice regnante o in carica (lo chiameremo «ordinario», un giorno? Non credo...) e uno emerito.

Così, la domanda: «Chi è il sommo pontefice (papa)?» rimane a mio parere tanto implausibile quanto lo è, ad esempio, la domanda: «Chi è il vescovo di Reggio Emilia?» dopo che è stata accettata, a norma del Codice, la rinuncia di mons. Caprioli e che l'autorità competente ha nominato, al suo posto, mons. Camisasca. Il vescovo di Reggio Emilia è mons. Camisasca, senza che mons. Caprioli sia stato privato del munus episcopale, in forza del quale, ad esempio, amministra le cresime nelle parrocchie che, col consenso del vescovo ordinario, lo invitano a farlo.

Benedetto XVI ha dichiarato, contestualmente alla sua rinuncia all'esercizio del ministero petrino, che «al 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro», sarebbe stata «vacante», e ha disposto che fosse «convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l'elezione del nuovo sommo pontefice»; e ancora ha pregato la Madonna affinché assistesse «con la sua bontà materna i padri cardinali nell'eleggere il nuovo sommo pontefice». Il collegio dei cardinali ha eletto il card. Jorge Mario Bergoglio, che ha preso il nome di Francesco. Dunque, chi è il nuovo sommo pontefice?

 

 

26/06/2014 15:21 Alberto Farina
Messori non è uno storico, ma giornalista e scrittore.


26/06/2014 13:31 Francesca Vittoria
Prima convochiamo, accogliamo e curiamo i feriti dalla vita e poi, dopo che avranno conosciuto e sperimentato l’efficacia della misericordia del Cristo, diamo loro lezioni di teologia, d’esegesi, d’etica. Una sfida, forse un rischio? Papa Francesco fa capire di esserne consapevole ma di essere soprattutto consapevole dell’aiuto, che non potrà mancare, di Chi lo ha scelto, pur lontano com’era dall’attenderlo e dal desiderarlo.Vittorio Messori sett.2013 corriere della sera………….
Vittorio Messori è uno storico, giornalista e scrittore italiano? In rete tutto si viene a conoscere, si trova se già non si conosce, Quello di un cristiano giornalista e quanto altro, che ben esprime e conosce tanto di vita della Chiesa nonché di Papi emeriti e non. Sempre vere le parole di Papa Francesco “prima essere cristiani e poi dopo …… tutto quanto si fa nella vita si illumina , si realizza anche Cristo nella società, E si scopre che avendo conosciuto Giovanni Paolo I° e di portarlo con la stessa passione anche oggi nel cuore, di Papa Joseph Ratzingerir di volergli bene come e più oggi di conoscerlo a cui va affetto e ammirazione per aver lasciato un solco profondo nel suo cammino, il coraggio di attuare il pensiero in opera , non soltanto nei suoi scritti “Il posto di Dio nel



24/06/2014 11:16 Alberto Farina
Ho espresso un giudizio personale e argomentato in modo conciso il motivo delle prese di posizione dei due giornalisti. Che c'è che non va?


23/06/2014 11:47 Francesca Vittoria
Socci e Messori giornalisti mediocri? Io non li conosco neppure che siano giornalisti e però a qualunque livello essi siano considerati nella loro professione trovo veramente una villania esprimersi così , non pertinente la risposta circa la loro professione anziché invece dare una risposta alla domanda da loro posta ,la quale è posta in modo curioso piuttosto che critico perché anche a molti altre persone fedeli e non la nuova figura di Pontefice a guida della Chiesa, può aver suscitato perplessità, disorientamento , in quanto sembra disancorarsi da regole, norme, costumi durati secoli; novità un Papa con scarpe che tutti indossano e non quelle prescritte da una particolare usanza, magari che per avere un colore diverso hanno un significato a giustifica. NO Lui, Papa Francesco, preferisce non distinguersi e invece dare colore ai suoi passi,E’ andato fuori dal recinto, solito, fuori perché ha visto che gli mancano tante pecore, troppe e che quelle che sono fuori, distanti mancando all’appello corrono seri pericoli perché branchi dii lupi invece imperversano e fanno strage degli agnelli – Lui, il Santo Padre, ha ricevuto un mandato quando ha detto SI , quando ha dato il suo assenso Era già un pastore così come lo è oggi, e aveva già collaudata la sua opera pastorale in contesti periferici ricchi soltanto di estremi problemi e ha inteso partire da li, non da dove i secoli hanno posto il successore di Pietro in modo verticistico, ma ha inteso rifare ritornare alla strada del Maestro e questo naturalmente comporta una umiliazione per quel tipo di Cattedrale-Chiesa finora costruita . E’ come entrare, per paragone, nella Cappella Sistina, bellissima, un osanna dell’arte al Dio Immenso ed Eterno, ma è sempre la mano di un uomo-artista che ha eseguito l’opera, appollaiato su impalcatura che ha richiesto fatica di duro lavoro per eseguire l’opera meravigliosa. Ma a parte visitare questa cappella per soddisfare la nostra sensibilità, l’amore al bello, poi la Chiesa dove è? E’ diventata soltanto museo per pochi amatori? Forse si , visto che se si entra in queste cattedrali del bello, la messa viene celebrata in una parte dove i fedeli non entrano cos’ numerosi da riempire lo spazio del la cattedrale tanti quanto i i visitatori! Ecco la situazione che è anche in ogni parrocchia, malgrado il da fare organizzativo che i nuovi mezzi di comunicazione mettono a disposizione, perché sembra che Dio sia usato a motivo del fare ma meno essere nello spirito di chi “esegue l’opera a Lui dedicata”. Questo, Papa Francesco sembra insegnare, sembra indicare come via da ritrovare da parte di ognuno, più cuore al servizio della mente e del fare altrimenti ciò che si costruisce sono di nuovo monumenti più a se stessi che alla comunità e tanto meno alle pecore disperse, che dovrebbe essere quelle che sono intrappolate nei rovi e le fanno sanguinare l e prime , ma nessuno sente i loro belati,. La Parabola del Samaritano ce lo ricorda!. Noi assistiamo al dilagare della droga, lo dicono i dati aggiornati , e non ci domandiamo chi la compera, quanto danno fa all’uomo in generale e soprattutto che se sono giovani questi hanno il futuro precluso a sogni di vera vita. Non ci si domanda se per caso non si dovrebbe dare maggior aiuto a dar man forte a contrastare questo dilagare di male che ci offende tutti quando accade l’irreparabile, qual e attenzione viene data alla persona nelle scuole? oltre e nell’insegnamento delle Subjects; La scuola concepita da Don Bosco quella ha costruito, ha salvato, il metodo educativo di tanto successo come mai non viene esaltato dalle nostre autorità civili, non bastano i muri, non basta la moderna tecnicologia a fare di un giovane un adulto ; la nostra scuola di insegnamento cristiano è confinata in qualche ora nelle parrocchie, neanche più tanto nelle famiglie eppure il contenuto educativo è di eccellenza, crea futuro ed è un bene nella società, che oggi appare un po dispersa della parte migliore carente di formazione che faccia sperare nel futuro. Come non si rifletta nel mondo laico di quanto i contenuti che sono nel cristianesimo siano validi a creare un arcobaleno di futuro per tutti; sarebbe una salvaguardia a molti mali cui la società di oggi è segnata anche profondamente, Gesù Cristo è venuto per questo, perché il Padre per suo mezzo vuole offrire una salvezza a questo UOMO, non farne un dipendente al suo volere, ma dagli quegli strumenti capaci di renderlo capace di una libertà quella di salvarsi da solo!!Questo Papa ha visto nella sua esperienza e vede e denuncia con coraggio dando un nome ben preciso a certo comportamento, questo non a danno ma per far aprire gli occhi a chi non vede del baratro che si profila se non si corre ai ripari: fame, povertà morale, droga, guerre sono tutti i giorni argomenti stampati e trasmessi, ma tutto sembra non turbare più di un giorno,al futuro nessuno vuole più pensare tanto è pesante il presente. Gioia di vivere? Questo Papa Francesco sembra voglia aiutarci a capire che ogni uomo deve aiutare l’altro, vicino o lontano perché questa è la Chiesacristo, questa è la strada che Cristo il Maestro ha percorso, a piedi su strade non facili, è entrato in diversi usci che gli sono stati aperti, oggi sarebbero i continenti, ha guarito chiunque glielo abbia chiesto magari anche senza ricevere gratitudine, ed ha accettato di essere inchiodato da malfattore perché ha voluto che tutti coloro che guardano a Lui siano salvati. Papa Francesco il giorno del Corpus Domini ha fatto un gesto platealmente grande, ha dato la precedenza alla sua persona di Papa, l’ha mandato SOLO avanti nel corteo che ha attraversato le vie di Roma, l’ha indicato come il Solo cui guardare e dal quale imparare ad essere prima di ogni cosa cristiani se si vuole che il mondo migliori, altrimenti non c’è che un baratro davanti a noi e questo non è consolante neppure con tanti soldi.
Francesca Vittoria
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22/06/2014 18:38 Alberto Farina
Socci e Messori, entrambi mediocri giornalisti che godono di un prestigio immeritato, hanno nostalgia di Benedetto XVI e poca simpatia per Francesco. Quindi si arrabattano come possono nel disperato tentativo di sminuire il ruolo di Bergoglio... Tutto qui


16/06/2014 01:19 Francesca Vittoria
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti onel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”.chi è il nuovo sommo pontefice?
A questa domanda e alle dotte disquisizioni che fanno seguito, naturale risposta proprio nel contenuto della Parola evangelica: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
Qui oggi chi ha chiesto è stato una persona sola , ma con un grande carico, quello di essere Pietro a capo della Chiesa fondata da Cristo Figlio di Dio, un Papa Benedetto XVI°, . Mosè a suo tempo ha ascoltato la Voce di Dio, anche si è recato su un luogo da Lui indicato, un monte e ha avuto necessità di chiedere lumi a quel Dio a cui parlava senza vederlo, e c’è da supporre con non poco timore trovandosi di fronte a qualcosa di misterioso, sconosciuto, possente e però ha trovato il coraggio di parlargli , replicare, chiedergli lumi, a spingerlo la fede ma anche la pressione di una grande responsabilità a condurre un popolo a fronteggiare i problemi che comportava, un popolo che lo stesso Dio gli aveva affidato e dato incarico di condurre perché evidentemente aveva a cuore questo scelto suo popolo. Questi i fatti antichi sembra però che nell’oggi si ripresentino simili, anche altro è l’uomo di oggi così capace e scientificamente dotto,, ma i problemi di una società che delle leggi di Dio non ne vuol più sapere, le domande sembrano essere le stesse “cosa devo fare per salvare il gregge che mi hai affidato? Come fronteggiare una dispersione di popolo che guarda altri idoli!! Se Dio èha dato risposta a Mosè, come , se esiste, non rispondere al successore di Pietro, nella conduzione della Chiesa fondata dal Figlio !. E che abbia ascoltato la preghiera del Santo Padre Benedetto XVI°, è cosa che ci è dato considerare per come si sono svolti i fatti ,e che le cose sono successe per il meglio della Chiesa, Da credenti si presume che effettivamente lo Spirito Santo ha dato il suo aiuto,la scelta di un Papa che sta riservando novità, un Papa Francesco che dirige la Chiesa, popolo di Dio con fantasia coraggiosa, impavido di fronte a problemi , nodi da sciogliere , continua il messaggio evangelico lo stesso dei suoi predecessori ma la sua parola è come un aratro per la mente di uomini sia intellettuali che semplici, scavando e mettendo in luce come le cose che vede non sono buone, spiega con efficACIA a tutto il mondo come non sia bene fare questo, e anche cosa sia male né per se stessi ai propri simili, anzi come tutto questo vada contro le buone leggi date da Dio per il bene dell’intera umanità!!! Il popolo al quale il Papa si rivolge ogni giorno, e nei luoghi più diversi, vicini e lontani, che i nuovi mezzi di comunicazione consentono, tanta sua ragionevolezza . saggezza e con quella benevolenza che il cuore gli suggerisce, sembra prestare conquistare , fare attento l’orecchio a molti anche governanti, visto che a sentire questa sua Parola, si radunano volentieri , partono anche da lontano e sostano in Piazza San Pietro affascinati si direbbe, Offre quel “pane” e quell’acqua che disseta, come avesse un potere speciale, ascoltano e si sentono compresi , Questo è il Papa , che oggi conduce la Chiesa di Cristo e con Lui quanti gli sono a fianco a collaborare Come non vedere che in tutto questo vi deve essere la volontà di Dio stesso altrimenti da una rottura di tradizione secolare , si sarebbe assistito a un tracollo della stessa Istituzione invece avviene il contrario . Una tradizione consolidata per secoli nell’oggi stata interrompere,. E’ la vita che si vive che pone di fronte a decisioni che nel tempo si presenta diversa, , e che richiede un agire diverso per il bene di molti può essere necessario un sacrificio personale. , Dio ha mandato il Figlio, e non è stato suficiente a conquistare la fiducia di tutti, neppure il suo Vangelo oggi. Per questo domandarsi circa e se vi sono due Papi sembra a taluni superfluo, ininfluente in quanto già per tantissimi uno solo è il Papa quello che il popolo, i molti seguono ,, quello che lo Spirito ha voluto fosse. Necessario al momento. Se per una diverso frangente venutosi a creare improvvisamente Benedetto XVI° , ha creduto di chiedere a Dio di fare ciò che era bene per il Suo popolo è altrettanto da prendere atto che per i fatti succeduti a vantaggio, Dio sembra altrettanto buona e bella sia a condurre la Chiesa Papa Francesco, e che in quanto tale possa avere un amico in grado di dargli sostegno, conforto , ogniqualvolta ne senta il bisogno perché chi oggi regge il timone di una barca, che è diventata un bastimento di popolo di ogni nazione e razza diverse, del quale avere cura è pesante perché i tempi sono difficili , gli accadimenti sono difficili e predicare il Vangelo l’unica via per il bene del mondo è cosa non facile ad essere accettata dai più , un parlare che esca convincente questo sembra essere il dono di Papa Francesco, tanto spontaneo sentimento del cuore quanto preziosa saggezza attinta dalla sapienza di un Dio che vuole la salvezza dell’umanità.
Francesca Vittoria



15/06/2014 16:56 Cosmo Turi
Dov'e' il "vino nuovo" in questa disquisizione chiamiamola così fra "Scribi" (Messori e Socci!!!)... L'importante è il "Servizio Evangelico"... Non "chi"lo fa o in "quanti" lo fanno... Ma siccome è "potere"!!!


03/06/2014 10:52 Guido Mocellin
@Maria: penso che nessuno scriva più libri sui vescovi emeriti perché la prassi dura da cinquant’anni senza che si siano registrati particolari problemi (se non per la domanda di qualche «emerito» di essere meglio valorizzato). All’epoca (Ecclesiae sanctae, 1966, n. 11, in attuazione di Christus Dominus, n. 21) ero in terza elementare e non seguivo le riviste di teologia, ma potrei scommettere che dibattito ci fu, e come…
Quanto alle scelte editoriali del Corriere, esse – come spesso questo monitoraggio settimanale attesta – dimostrano secondo me che la questione «dei due papi» stuzzica l’interesse della vasta opinione pubblica (= i lettori del Corriere), il che non è detto che coincida col sentire della Chiesa.
Infine non mi pare che Francesco e Benedetto «insistano» sull’una o l’altra qualifica, né che le loro «concezioni del papato» siano diverse. Potrei annoiarla con la sinossi dell’Annuario pontificio 2011 e di quello 2013, se ci piace la forma; o elencarle gli atti in cui il ministero petrino si è esercitato negli ultimi 14 mesi (indizione di due sinodi, pubblicazione di un’enciclica e di un’esortazione apostolica, nomine dei vescovi…), se ci piace la sostanza.
Grato per l'attenzione che ci dedica.



02/06/2014 14:23 Dolvaso
Mocellin ha spiegato bene la questione. Vorrei solo aggiungere un particolare per Maria. Benedetto e Francesco non hanno due concezioni diverse del papato e questo è confermato dalle parole di Benedetto stesso. Infatti, nella declaratio dell'11 febbraio 2013 è stato chiaro: "(...) dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro". Francesco, la sera stessa dell'elezione disse: "Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un Vescovo a Roma (...) E prima di tutto, vorrei fare una preghiera per il nostro Vescovo emerito, Benedetto XVI".

Il prof. don Dario Vitali della Gragoriana spiegò bene questi particolari sempre sul Corriere della Sera il 6 maggio 2013: "Ora, dal punto di vista ecclesiologico, l’uso di «papa emerito» e quindi la scelta giornalistica di riferirsi a «due papi», non è corretta. Agli studenti che mi ponevano la questione all’indomani della rinuncia di Benedetto XVI e che ricordavano come Giovanni Paolo II non avesse dato le dimissioni, perché «non c’è posto nella Chiesa per un papa emerito», ho risposto che non c’era alcun papa emerito; semmai, ci sarebbe stato un «vescovo di Roma emerito». Perché il papa è tale in quanto vescovo di Roma, e non viceversa: se cessa di essere tale, cessa ipso facto la sua funzione di papa. Per questo se ne fa un altro, che avrà pieni poteri, anche se, naturalmente, dovrà decidere come rapportarsi con chi lo ha preceduto nella funzione. Gli studenti sono tornati alla carica quando, prima del conclave, ambienti vaticani avevano diramato la notizia che Benedetto XVI si dovesse chiamare con il titolo di «papa emerito». Ho ribadito la mia posizione, che naturalmente ho ripreso all’indomani dell’elezione di Francesco, rammentando come il nuovo papa avesse esplicitamente parlato del suo predecessore come «vescovo emerito di Roma»".

Che poi Benedetto abbia mantenuto il titolo di Papa emerito, non cambia niente, secondo me, perchè vale lo stesso discorso che ha fatto Mocellin su Vescovo ordinario e Vescovo emerito, riferito però al Papa.



02/06/2014 12:54 Maria
Inoltre non si capisce perchè l'uno, l'emerito, insista a volersi chiamare "papa emerito" , mentre l'altro il Papa, insista a volersi chiamare solo "Vescovo di Roma".
mah, siamo tanto abituati alle stranezze che non ci facciamo più caso?
oppure Ratzinger e Bergoglio hanno due concezioni diverse del papato? per ratzinger il Papa è il Papa, a vita, e per Bergoglio invece è solo il Vescovo di Roma? mah.
le perplessità sono tante e lo dimostra il fatto Che il Corsera ha voluto scomodare una penna famosa come messori per tranquillizare gli animi. se fosse così tutto normale, ovvio e banale come sembra suggerire Guido Mocellin, a che pro si sarebbe scomodato Messori? A che pro il famoso canonista da lui citato avrebbe scritto il libro?
qualcuno scrive libri sul vescovo emerito di Reggio Emilia?



02/06/2014 12:49 Maria
tuttavia ci sono tante cose molto strane e che non si spiegano , se fosse tutto così "normale" e banale come dice Guido Mocellin, perchè Messori intitola su due paginate del Corsesa "abbiamo VERAMENTE due Papi"
nessuno intitolerebbe abbiamo due vescovi di Reggio Emilia, di cui uno emerito!



02/06/2014 12:47 Maria
tuttavia ci sono tante cose molto strane e che non si spiegano , se fosse tutto così "normale" e banale come dice Guido Mocellin, perchè Messori intitola su due paginate del Corsesa "abbiamo VERAMENTE due


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Guido Mocellin

Guido Mocellin (Bologna 1957), giornalista, sposato, due figli, si occupa di informazione religiosa e dei rapporti tra le religioni e la società. È direttore della rivista  I Martedì ed è stato per più di vent'anni caporedattore del periodico di attualità e documenti Il Regno, con il quale continua a collaborare. Dal 2015 è tornato a occuparsi dei volumi delle Edizioni Dehoniane Bologna (EDB), mentre tiene sul quotidiano Avvenire la rubrica trisettimanale WikiChies. Insegna Giornalismo religioso al Master "Giornalismo, a stampa radiotelevisivo e multimediale" dell'Università Cattolica di Milano e altrove, quando glielo chiedono; partecipa (come può) alla vita della comunità ecclesiale, in particolare all'interno dell'Unione cattolica stampa italiana (UCSI). Nel 2010 ha pubblicato, ovviamente presso le EDB, la raccolta di storie di fede Un cristiano piccolo piccolo

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