PRESO IN RETE
Quei sentimenti di Paolo VI
di Guido Mocellin | 11 maggio 2014
Temo di aver già «letto» la gran parte degli articoli che scriveremo da oggi fino al 19 ottobre sull'ultimo (di fatto) Papa italiano...

La rapidissima scomparsa dalle pagine dei quotidiani italiani della canonizzazione congiunta di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II - da 260 titoli a 2 - ci ha consegnato una settimana di «titoli con Dio» del tutto «media»: per il numero complessivo di titoli registrati, 183, e per la loro equa distribuzione in una cinquantina di argomenti, tra i quali 5 un poco più distinguibili.

Gode di una leggera prevalenza la presenza del «religioso» al Salone internazionale del libro di Torino, che quest'anno ha per tema «Bene in vista», mentre la Santa Sede è «ospite d'onore». 22 i titoli religiosi guadagnati dal Salone fino a venerdì 9 (si è aperto giovedì 8): titoli sul Salone e sui tanti e diversi credenti che vi prendono la parola, e titoli sui libri religiosi presentati al Salone, molti dei quali del/sul papa, essendo in un certo senso lui, più che l'istituzione che lo serve nell'esercizio del ministero petrino, il vero ospite d'onore. Anche per i benefici resi all'editoria da un anno in qua...

Un nuovo, aspro confronto tra la Santa Sede e un organismo delle Nazioni Unite sul tema della violenza sessuale di membri del clero ai danni dei minori ha portato al «religioso» altri 20 titoli, anche perché negli stessi giorni si è riunita per la prima volta la Pontificia commissione per la tutela dei minori. L'organismo ONU in questione è il Comitato sulla Convenzione contro la tortura, il quale, ha spiegato in una nota p. Lombardi, ha ricevuto pressioni per inserire nella discussione sulla tortura la questione dei «preti pedofili».

C'è anche, un po' meno presente del solito, il Francesco feriale: tra i 18 titoli, spiccano quelli che annunciano per l'autunno una sua enciclica sull'ambiente. Personalmente mi ero convinto, dopo la Lumen fidei e l'Evangelii gaudium, che Francesco non avesse particolari entusiasmi verso questo genere letterario... a quanto pare sarò presto smentito.

Le lacrime del papa davanti alla notizia dei cristiani crocifissi in Siria hanno contribuito a far raggiungere 14 titoli a un insieme di notizie su violenze perpetrate da credenti in odio alla diversa fede di altri credenti: cristiani in Siria e Nigeria, musulmani in Giordania e in Birmania: qui per mano dei buddhisti, come riferisce un servizio di Italia Oggi dal titolo un po' acceso.

11 titoli, infine, sono andati alla notizia che annunciava come imminente la beatificazione di papa Montini, Paolo VI; notizia che la Santa Sede ha reso ufficiale il 10 confermando anche la data della cerimonia: 19 ottobre 2014, a conclusione del Sinodo straordinario dei vescovi sulla famiglia.

Ho conosciuto Paolo VI soprattutto per la frequentazione dei molti, grandi documenti con cui ha governato l'attuazione del Concilio. L'ho molto ammirato e l'ho spesso citato a modello, a dispetto di una sorta di tenaglia diminutiva in cui le immagini pubbliche del predecessore e del successore - i neo-santi del 27 aprile - hanno finito per costringerlo.

Credo perciò di aver già «letto» la gran parte degli articoli che scriveremo da oggi fino al 19 ottobre sull'ultimo, di fatto, papa italiano: a seconda delle opportunità, ne enfatizzeremo l'Humanae vitae o la Populorum progressio e l'Octogesima adveniens, il nuovo Messale che porta il suo nome o la preoccupazione per il «fumo di Satana» penetrato «nel tempio di Dio»; l'accompagnamento dell'episcopato mondiale all'apprendimento della collegialità e quello dell'episcopato italiano verso l'autonomia da Roma... e naturalmente lo misureremo su papa Francesco, che nell'Evangelii gaudium si è invece già perfettamente misurato con l'Evangelii nuntiandi.

In questa settimana in cui si ricorda anche il 36° anniversario dell'assassinio di Aldo Moro, io voglio invece cominciare col riconsegnare ai meno argentati tra i vinonuoviani la preghiera che egli pronunciò in morte dello statista amico. Pur con le labbra «chiuse come da un enorme ostacolo, simile alla grossa pietra rotolata all'ingresso del sepolcro di Cristo», espresse «il grido cioè e il pianto dell'ineffabile dolore con cui la tragedia presente soffoca la nostra voce», e sembrò rimproverare il Signore: «Tu non hai esaudito la nostra supplica per la incolumità di Aldo Moro, di questo uomo buono, mite, saggio, innocente ed amico...».

Era un papa che ancora si esprimeva in pubblico in prima persona plurale: eppure con quelle parole mostrò al mondo tutti interi i suoi sentimenti. Facendo anche di essi un pezzo della sua eredità.

 

 

12/05/2014 08:10 pietro buttiglione
x capire Paolo VI ( specie x chi non lo ha 'vissuto' ):
PRIMO PERIODO: nutrito da Maritain & C., da bravo bresciano che si i,pegna nel "fare" , si é adoperato x un mondo nuovo, sociale, impegnato a sanare fame & c.
Memorabile il suo discorso ad una assemblea( budapest??).
Cose che poi ha detto cosí chiaramente Kizito & c.
Ma dovette poi capire che era una mission impossible.
Questo lo prostro' in una grande sofferenza che poi lo portó alla morte.
Se capite tutto questo, per favore rispettatelo, ancge senza farne un santo.
Grazie.



12/05/2014 06:27 Carlo Daccò
Paolo VI è stato il Papa che più di Giovanni XX111 e Giovanni Paolo ha sofferto il travaglio della Chiesa del suo tempo segnata dalla contestazione su tutti i valori. Non era triste, bensì preoccupato che la nave non venisse sommersa.E' stato un grande.
Carlo da Lodi



12/05/2014 00:54 Daniele
Come sia passato il tempo !!! Lo stile di Paolo VI mi suona oggi cosi artificioso. Cosí lontano nel tempo. Non nego sua sincerità, è uno stile ormai sparito. Ed 'e bene che sia sparito.


11/05/2014 21:37 L.
Tenendo alta la fedeltà a CRISTO.


11/05/2014 17:32 Gabriella Zucchi
A Paolo VI – come ai più è noto – dobbiamo l'affermazione che la politica costituisce «la più alta forma di carità». Credo che di questi tempi sia particolarmente importante farne memoria...


11/05/2014 16:23 Gaetano Saraniti
Grazie per questo commento su Papa PaoloVI. Ricordo che l'aspetto,estremamente umano ed emotivo,che quelle parole enunciavano ,anche di coinvolgimento personale di un Papa come qualsiasi altro uomo, mi infastidirono, mentre oggi le trovo sublimi. Un amico personale va sempre difeso e soccorso. Spero che dopo la Beatificazione i tempi per la Santificazione vengano abbreviati. Papa PaoloVI e' stato il servo buono e fedele che ha saputo caricarsi da buon Cireneo la pesante Croce dell'era postconciliare, tenendo alta la fedeltà alla Parola.


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Guido Mocellin

Guido Mocellin (Bologna 1957), giornalista, sposato, due figli, si occupa di informazione religiosa e dei rapporti tra le religioni e la società. È direttore della rivista  I Martedì ed è stato per più di vent'anni caporedattore del periodico di attualità e documenti Il Regno, con il quale continua a collaborare. Dal 2015 è tornato a occuparsi dei volumi delle Edizioni Dehoniane Bologna (EDB), mentre tiene sul quotidiano Avvenire la rubrica trisettimanale WikiChies. Insegna Giornalismo religioso al Master "Giornalismo, a stampa radiotelevisivo e multimediale" dell'Università Cattolica di Milano e altrove, quando glielo chiedono; partecipa (come può) alla vita della comunità ecclesiale, in particolare all'interno dell'Unione cattolica stampa italiana (UCSI). Nel 2010 ha pubblicato, ovviamente presso le EDB, la raccolta di storie di fede Un cristiano piccolo piccolo

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