Il Papa disse: "Mettete Romero"
scelto da Luigi Accattoli | 04 maggio 2014
"Ero a tavola con il Papa Giovanni Paolo II quando si definì il rito della commemorazione dei martiri nel maggio del 2000. Tra i nomi da ricordare non c'era quello di Romero e il Papa batté il pugno sulla tavola e disse: mettete Romero!"
di Paolo De Nicolò

"Ero a tavola con il Papa nel suo appartamento il giorno che si presero le ultime decisioni per la 'Celebrazione ecumenica dei testimoni della fede del secolo XX' che si doveva fare al Colosseo la domenica 7 maggio 2000. Furono letti i nomi da inserire nel rito della celebrazione e il Papa osservò che doveva esserci anche l'arcivescovo Oscar Arnulfo Romero ucciso a San Salvador nel 1980. Finito il pranzo fu riassunto quanto stabilito e qualcuno lesse in ordine i nomi dei testimoni e ancora non c'era quello dell'arcivescovo salvadoregno. Allora il Papa batté il pugno sulla tavola, facendo traballare i bicchieri e disse: 'Mettete Romero!' E fu così che nella preghiera in lingua portoghese che concludeva le testimonianze riguardanti i "cristiani che hanno dato la vita per amore di Cristo e dei fratelli in America' fu inserito l'inciso: 'come l'indimenticabile arcivescovo Oscar Romero ucciso all'altare durante la celebrazione del sacrificio eucaristico'. E pensare che tante volte Giovanni Paolo II è stato accusato di non aver compreso la testimonianza di Romero".

Così ha parlato sabato sera nella parrocchia romana di San Tommaso Moro il vescovo Paolo De Nicolò, romagnolo verace e coetaneo di Papa Bergoglio, che fu reggente della Casa Pontificia dal 10 marzo 1994 al 4 agosto 2012. Ero sabato con lui e con il medico Renato Buzzonetti in quella tavola rotonda. Ed ero stato presente nella cattedrale di San Salvador le due volte che Papa Wojtyla andò a pregare alla tomba di Romero (nel 1993 e nel 1996) parlandone come di un martire. Ringrazio De Nicolò per il racconto di quel pugno sulla tavola.

 

06/05/2014 10:08 Lorenzo Cuffini
E' vero.
Non basta un pugno sul tavolo, uno scatto che assomiglia molto a una " presa di coscienza" a cambiare in un momento un atteggiamento consolidato e lungo. E in parte proseguito.
La spiegazione dell'ostracismo prima, della successione ala sede vescovile poi, della " presa con le molle " del caso Romero anche post mortem, continuata con la cautela di Benedetto, sta ovviamente nella valenza politica e anche nel sovraccarico politico dato alla sua figura.D'altra parte, non c'è nulla da stupirsi:anche senza la pregiudiziale politica, molto frequentemente futuri santi e martiri sono lasciati a bagnomaria in una spessa diffidenza-quando non aperta ostilità- da parte della Chiesa, in vita e in morte, specie se a remargli contro ( come nel caso di Romero) ci sono confratelli influenti e striscianti quanto inflessibili nell'opposizione.E magari per banali e talora -diciamolo- meschinissimi problemi di antipatia, rivalità, ruggini e disaccordi...Tutti uomini, nelle grandezze e nelle miserie: pure quelli di Chiesa.



06/05/2014 09:58 Giovanni S
Ostracismo fino ad un certo punto, perché già negli anni '80 circolavano scritti e pubblicazioni relative a Romero anche in ambienti "organici" e vicini alle gerarchie, come l'ACR. All'inizio degli anni 90 ricordo di aver visto un film su Romero a scuola, nell'ora di religione. La diplomazia vaticana avrà sicuramente avuto il suo peso nel corso di questa vicenda, ma il popolo cattolico aveva percepito subito la forza della testimonianza di Romero e la sua indicazione ai giovani non mi pare abbia incontrato ostacoli e "ostracismi".
Questa almeno è la mia esperienza.



06/05/2014 09:13 oreste aime
Sarà anche così, ma come spiegare l'ostracismo in vita e in morte durato per trent'anni e più e la successione a quella sede di un vescovo Opus dei che era stato vescovo castrense di quell'esercito che aveva un prolungamnto negli squadroni della morte? Come mai neanche l'inizio di un processo di beatificazione - e si sa che su queste cose il potere del papa è sovrano? Un pugno sul tavolo non cancella un chiaro orientamento negativo di così lunga durata (anche con il pontificato di Benedetto XVI!).


Commenta *






Versione stampabile
Scrivi a Vino Nuovo





Luigi Accattoli

Luigi Accattoli già giornalista della Repubblica (1976-1981) e poi del Corriere della Sera (1981-2008), ora collabora al Corriere della Sera, a Liberal. Scrive per la rivista Il Regno da 37 anni. Modera il blog www.luigiaccattoli.it

leggi gli articoli »
Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it