Anche un mafioso ha un'anima
scelto da Luigi Accattoli | 30 marzo 2014
"Io spero che i mafiosi possano essere toccati, almeno alcuni, dalle parole del Papa che ha ricordato a loro l'inferno. Ne sono convinta perché in ogni persona ci sono un cuore e un'anima. Anche in un mafioso. Francesco ha detto proprio questo"
di Marisa Fiorani

Marisa Fiorani è di Mesagne, Brindisi, dov'è nata la mafia pugliese, la Sacra Corona Unita. Lei ha partecipato all'incontro di "Libera" con il Papa, avvenuto a Roma il 21 marzo, per portare a quell'appuntamento la memoria della figlia Marcella Di Levrano, uccisa a 25 anni. Marcella era una delle tante sfortunate vittime della droga e, solo dopo la nascita della figlia, frutto di una relazione con un giovane altrettanto sventurato, volle liberarsi dalle catene della dipendenza, per dare un futuro diverso e migliore alla sua piccola. Per questo decise di raccontare quello che sapeva dei traffici di sostanze stupefacenti nel brindisino. Collaborò con gli inquirenti, fu uccisa e il corpo fu abbandonato in un bosco. Così la mamma Marisa ha parlato ad "Avvenire" del 23 marzo: "L'inferno dei mafiosi è la loro vita, le loro mani, i loro affari, il loro potere sono sporchi di sangue proprio come ha detto il Papa. Questo è il loro inferno. Lo so che qualcuno di loro ci riderà sopra o farà finta di niente, andando avanti sulla sua strada di sangue, ma altri no, saranno sicuramente toccati. Perché si è espresso con semplicità, forza e efficacia. Io ho davvero la speranza che possano cambiare e lo dico malgrado quello che hanno fatto a mia figlia. Ne sono convinta perché in ogni persona ci sono un cuore e un'anima. Anche in un mafioso, anche in chi uccide. Francesco ha detto proprio questo a loro, alle donne e agli uomini mafiosi. Io ci credo e per questo gli sono riconoscente, per quelle parole e anche per aver sostenuto il nostro impegno di testimonianza". Anche lei, Marisa, testimonia: "Grazie a Libera, vado a raccontare ai ragazzi la storia di mia figlia". E' riconoscente alle iniziative dell'associazione fondata dal prete di Torino, come aveva detto alla "Provincia Pavese" del 19 marzo 2013: "Pensavo che quella di mia figlia fosse una storia da chiudere nella vergogna finché un giorno ho sentito don Ciotti e ho capito che non era così. Oggi mia figlia è tornata in vita". Un bacio di incoraggiamento a Marisa, grato delle sue parole di vita. Un saluto a don Ciotti, suscitatore di speranza.

 

04/05/2017 12:10 corina petrolini
commovente e toccante zii


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Luigi Accattoli

Luigi Accattoli già giornalista della Repubblica (1976-1981) e poi del Corriere della Sera (1981-2008), ora collabora al Corriere della Sera, a Liberal. Scrive per la rivista Il Regno da 37 anni. Modera il blog www.luigiaccattoli.it

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