La tentazione della visibilità: un male diffuso e dilagante
di diocesi di Vicenza | 20 novembre 2013

Dal sito internet della diocesi di Vicenza rilanciamo questa riflessione che condividiamo in pieno.

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C'è un male oggi dilagante ed è la tentazione di agire solo in funzione della visibilità. È un male diffuso a tutti i livelli: nella vita sociale, in quella politica e anche, spesse volte, in quella ecclesiale. Si fanno le cose solo in funzione della visibilità che esse daranno alla mia persona, al mio partito, alla mia associazione, al mio assessorato, alla mia parrocchia... Non ci si chiede se saranno utili, ma se faranno parlare di noi.

La società dei media ha certo una sua responsabilità nell'amplificare questo fenomeno, ma non scarichiamo ad essa la responsabilità di una tendenza forse vecchia quanto l'uomo. La Bibbia dice "l'uomo guarda le apparenze, ma Dio guarda il cuore" e credo fosse Parise a paragonare la società vicentina ai palazzi del Palladio: meravigliose facciate con dietro poche stanze; colonne imponenti, ma di povero mattone intonacato. Il dramma oggi è però che questo modo di pensare e di agire rischia di togliere consistenza a quell'impegno sociale ed educativo che non può per sua natura essere ridotto alla realizzazione di eventi e alla proposta di progetti finanziati (e dunque portati avanti) solo per pochi mesi.

Chiunque si occupi seriamente di ragazzi e di giovani, di marginalità e di fasce socialmente deboli, ma anche di animazione culturale e di cura ambientale, sa bene come i risultati si ottengano solo con il tempo e la pazienza, con un presenza e un impegno quotidiano che non hanno magari nulla di straordinario, ma che soli possono portare frutti reali e capaci di restare. Solo questo "esserci", fedele e disinteressato, potrà aiutare le giovani generazioni a crescere; i poveri a risollevarsi; la cultura a essere bene per tutti e non solo di poche annoiate élite; la fede a infiammare i cuori. Il resto sono solo fuochi di paglia, la cui memoria si consumerà velocemente come chi li accese.

Un GRAZIE vogliamo allora dirlo a tutti coloro che - senza tanti proclami , prediche, dichiarazioni d'intenti e conferenze stampa - oggi si spendono davvero nella Chiesa e nella società per un mondo migliore.

08/10/2015 23:27 don Filippo Dotti
Vi ringrazio della proposta di questo tema che trovo assai attuale. Onestamente anche io mi sento un po' in difficoltà nel vedere come molti uomini più o meno di Chiesa facciano continuo ricorso ai media e molto spesso senza una valida ragione.
Credo che almeno un paio di brevi osservazioni siano utili.
1. Il cristianesimo è la religione della visibilità perché Dio si è reso visibile in Gesù Cristo e nella sua Chiesa
2. Gesù non ha ricercato altra visibilità che quella dell'incontro personale con gli uomini del suo tempo. Non ha scritto libri, non si è preoccupato di essere frainteso, non ha mai curato la sua immagine pubblica, ha solo proposto la sua parola e i suoi atti visibili a chi lo incontrava, è spesso rifuggito dalla fama pubblica mantenendo molto riserbo.
Credo che la Chiesa sarebbe più vicina al suo fondatore se ricordasse sempre che il vangelo non è un contenuto da comunicare in maniera indifferente rispetto al mezzo che si usa. San Tommaso diceva che il metodo è determinato dall'oggetto. Dovremo anche riflettere su come Gesù si proponeva ed imparare da lui non solo i contenuti ma anche i modi.
Sarebbe poi anche da approfondire la deriva estetica di una parte del nostro agire. Può l'estetica fondare una nuova etica? Non sarà meglio riprendere a vivere e lasciare che siano poi le nuove forme della vita nuova a parlare?



18/07/2015 08:15 Fabio Cittadini
La tentazione "prende" per così dire a persone che come pubblicano qualcosa e uomini e donne, dotate di grande valore umano, intellettuale e cristiane, se ne fregano, snobbano. Siamo troppi individualisti e narcisisti! Anche a livello giornalistico ed editoriale andrebbe fatta un "opzione preferenziale per i poveri"!!!


03/07/2014 11:50 Francesca Vittoria
La tentazione della visibilità ? ma questa una volta raggiunta significa POTERE, godere di quanto questo procura!!! esercitarlo su masse , su gente da cui sentirsi applauditi, dai quali avere conferma di essere stati posti in cima, per volere di…… peers, di popolo che con regole democratiche vanno ad assumere ruoli di primo piano importanti , hanno facoltà di decisioni.
E’ inebriante quando in montagna si arriva là dove l’occhio spazia un paesaggio do una bellezza esaltante, solo in cima si può far spaziare lo sguardo, si prova una forte emozione che ben giustifica la fatica del salire, bene è dimostrata anche in una foto di Giovanni Paolo II° quando in montagna lo si vede quanto gode e ammira quel paesaggio!!, Merita parlare anche di un ‘altra di un’altra situazione di visibilità ,che possiamo citare perché cade sotto i nostri occhi oggi, che vediamo riportata anche dai media, succede nelle nostre strade, nelle nostre città o anche in paesi qualunque, quella di Papa Bergoglio proteso verso la folla, noncurante di fatiche, quella folla di popolo che non lo vuole solo vedere ma anche sentirsi toccata, come se portasse a casa un qualcosa di bello, di caro dal quale trarre coraggio. Anche questa è una visibilità che indica elezione democratica, un volere espresso da popolo che è stato conquistato da una Parola che è vicina a chi ha bisogno di speranza, una parola che indica dove camminare insicurezza verso un futuro certo, Si questa visibilità è quella buona oerchè discende dall’alto, non ascende, un Papa ha sceso dei gradini per meglio farsi sentire, dialogare, Portare a frutto una Parola che è di un Dio creatore che non sa cosa farsene di ricevere certi applausi, offerte di denaro, che non prende ma offre. Perché Egli è il Dio ch ha creato il meraviglioso’universo in cui viviamo e lo offre all’ammirazione dell’uomo il quale lo studia e ne scopre le leggi , creatore dell’uomo stesso posto ad essere creatura superiore ad ogni altra.
Questa della riflessione sulla VISIBILITA’ che ci viene proposta dal giornalista, è come medaglia a due facce, Tutte e due bisogna porre attenzione , si fanno guardare e richiede avere la saggezza di scegliere quale è quella vera, quella che ci fa guardare più lontano.
Ascoltare e mettere megafoni alla Parola vera che il Santo Padre ogni mattina apre la sua giornata , proprio per far attento l’orecchio a chi non per sua colpa è frastornato da rumori che la obliano, e crede di andare per la strada giusta seguendo altra parola,. Il Santo Padre ha bisogno di molti estensori perché la parola si compia, diventi piena e reale, incarnata nell’operato nostro ogni giorno: questa Parola è vera non per la visibilità da cui trarre personale profitto, ma perché se realizzata dalla nostra persona, dalle nostre mani diventa capolavoro per Dio, diventa coinvolgente , si allarga il bene il quale argina il male che avanza con superiorità e può compiere quei Suoi miracoli , che si chiamano fraternità, vita dignità della persona, pace degli animi, come la Chiesa di ogni tempo insegna portare frutto: le “opere di misericordia”?…dar da mangiare agli affamati…. Non solo Ma che vanno intese in mille modi tutti quelli che ci vengono dal vivere quotidiano con il nostro prossimo, (quanta solitudine chiama affetto) ma anche……. Saper opporre resistenza alla musica che celestiale non è, non accettare i nuovi comandamenti che tanto vengono oggi proclamati gridati e pretesi come sinonimo di avanzata civiltà, di una libertà che ascende a un IO dal quale dipendere, Un Dio è disceso e si è fatto visibile, ha predicato libertà per tutti, un oggi creato da noi con l’amore vero vicendevole e che porta futuro , un sicuro futuro.
Francesca Vittoria



11/12/2013 13:13 Anna Vincenti
Mi associo al grazie a tutti coloro che, nel silenzio e nella perseveranza portano avanti il messaggio cristiano di aiuto e solidarietà ai più bisognosi. I risultati si ottengono sicuramente con il tempo e la pazienza che scaturiscono dalla fede che infiamma i cuori; mi permetto di aggiungere anche la preghiera incessante che sempre c'è anche se se ne parla poco.


25/11/2013 12:51 CARLA
Testo breve, parole semplici, significato profondo. E' raro.


23/11/2013 09:10 Iris
Grazie!


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