ROBE DI RO.BE.
Francesco ha telefonato a Mario Palmaro
di Roberto Beretta | 15 novembre 2013
Un gesto particolare di attenzione a uno degli autori dell'articolo del Foglio sul «Papa che non piace». E siamo davvero contenti che questa carezza sia toccata proprio a lui

Sono sicuro che nessuno dei due interessati vorrebbe che si sapesse, e per nobili ragioni che rispetto. Epperò io faccio il giornalista... e le notizie - se le ho - le devo pur dare. Soprattutto quando sono notizie che fanno onore ad ambedue i protagonisti.

Papa Bergoglio ha telefonato a Mario Palmaro. Si sa che papa Francesco ama fare di queste sorprese telefoniche. Ma stavolta l'evento ha un sapore un po' diverso, perché Palmaro (insieme al co-autore Alessandro Gnocchi con cui fa coppia fissa) è anche il firmatario dell'articolo «Questo Papa non ci piace» che a partire dalla prima pagina del «Foglio» di qualche settimana fa ha suscitato una ridda di reazioni un po' dappertutto - Vino Nuovo compreso.

Dunque il Papa che telefona a uno dei suoi critici è di per sé una bella cosa, molto evangelica; e alcuni testimoni assicurano che Palmaro - il quale è persona molto retta e devota, al di là dei toni che talvolta usa (come chi scrive, del resto...) - ha accusato il touché. Sono poi certo che né all'un capo del filo né all'altro in quel momento si è pensato di fare o di subire una sorta di atto «mediatico», ed immediatamente è stata scacciata la tentazione di pensare che si trattasse di un tentativo strumentale per rintuzzare la critica subìta ovvero ribaltare l'attacco, e i due interlocutori hanno potuto invece assaporare il gesto per quel che era: un atto paterno e fraterno di affetto, vicinanza, sollecitudine cristiana.

Perché Palmaro purtroppo è anche malato: lo si può dire, in quanto egli stesso lo ha rivelato in una recente e lucida intervista rilasciata al periodico dehoniano «Settimana»; malato seriamente. Giovane, con 4 figli piccoli, da sempre difensore della vita in tutte le sue forme, tanto da dedicare proprio alla bioetica gran parte della sua attività di studioso e scrittore: si può dunque ben immaginare quali rovelli passino per la sua mente, al di là della serenità e della fede che - mi dicono - grazie a Dio continuano a presiedere alla sua esistenza.

La telefonata del Papa non era dunque l'occasione per tentare un dibattito pur sempre intellettuale tra le ragioni dell'uno e dell'altro. Non era nemmeno soltanto la dimostrazione pratica dell'evangelico «se amate solo quelli che vi amano, che merito ne avrete?» ­ - che pure sarebbe già un bell'esempio. Era anche l'attenzione a una persona in quanto tale, nella sua difficoltà e oltre ogni differenza d'opinione. La distanza è rimasta, perché c'è rispetto delle posizioni altrui; ma ci si è parlati, ci si è scambiata una reciproca stima; siamo sinceri: quante volte vorremmo che la Chiesa fosse così? E il paradosso - molto cattolico - è che Mario Palmaro ha avuto la consolazione di provarne la rara carezza proprio grazie a quell'invettiva. Siamo davvero contenti che sia toccata a lui.

 

10/03/2014 09:54 admin
Apprendiamo che purtroppo Mario Palmaro è morto.
Lascia moglie e 4 bimbi piccoli.

Qui il ricordo che gli dedica questa mattina la Nuova Bussola Quotidiana.

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-in-morte-di-mario-8640.htm



10/03/2014 06:14 mario dionisotti
Prendo tristemente atto che l'idolatria del vescovo di Roma non ha limiti.


23/11/2013 00:57 Francesca Vittoria
Signora fa bene a dire quello che ha affermato è il Papa e cioè il Vicario di Cristo, il Successore di Pietro, il Capo visibile di tutta la Chiesa ;questo lo è anche per me in quanto cristiana per tradizione e per fede. Ma c’è un mondo che non è tutto cristiano, non lo è diventato malgrado tante testimonianze, stiamo vivendo questo tempo dove l’uomo si è fatto idolo di se stesso, ogni sua scoperta diventa e si trasforma in possibilità di mercato, potere , ricchezza , in ogni campo , e il nuovo v itello d’oro ha adoratori che non si curano di chi ancora manca del necessario, è indifferente alle sofferenze che vengono subite e patite dai suoi simili per soddisfare cupidigia personale, è insensibile perfino ai danni che subisce l’ambiente dove viviamo, gli stessi scienziati lo confermano . Dio ha scritto delle leggi per insegnarci a come diventare degni di essere suoi figli, perché l’uomo non avesse un cuore insensibile, di pietra , e ha mandato nel mondo il Suo Figlio prediletto, l’ha fatto nascere uomo tra uomini, Lui Dio egli stesso si è umiliato per farsi amare, accettare e conoscere da noi affinchè attraverso Lui comprendessimo come vivere più degnamente li uni con gli altri condividendo ogni bene e riconoscendoci non solo popolo ma fratelli tutti, ha accettato fino la croce per salvare l’umanità, quella che vediamo anche oggi!!! e non sono i più i cristiani, che vivono da cristiani , i più magari ancora non conoscono questo Dio, o hanno preferito sceglierne un altro, un dio fatto a propria immagine, o anche niente se non ciò che la propria libertà vuole. . Ecco perché ciò che è stato il vissuto nella storia antica sembra si stia ripetendo oggi; ecco perché l’associazione alla figura di Mosè di questo Papa di oggi che vive una realtà non diversa ; questo successore di Pietro dice “buona sera” buon pranzo” e in questo saluto nessuno si sente escluso, fa conoscere le verità evangeliche con semplicità di cuore perché è quella la via che deve percorrere per raggiungere l’uomo di oggi, è la saggezza del vivere secondo l’intelligenza del cuore che oggi sembra aver lasciato il vuoto anche nelle menti e in quel vuoto è il vitello d’oro che prende il posto. Scegliendo Papa Bergoglio che succede degnamente al Suo Predecessore , Dio ancora dimostra di essere ben presente poiché ha ispirato e scelto l’UOMO giusto per le necessità dell’umanità di oggi.
Francesca Vittoria



20/11/2013 19:03 Christian Albini
Per la verità, Giovanni Paolo II ha definito Gesù il nuovo Mosè nell'enciclica Veritatis Splendor.


20/11/2013 15:09 Maria

il Papa "un nuovo Mose'" ??? cara Maria Vittoria forse fai un po' di confusione fra vecchio e nuovo testamento e forse non hi ben chiaro cosa è il papa.
lungi dall'essere un "nuovo Mos'" anche se lo volesse il papa è il Successore di Pietro.
E' così difficile da accettare per i cattolici adulti? così difficile da dover forzare a tutti i costi l'immagine del Papa?
non vi basta a voi cattolici moderni che il papa sia il successore di Pietro? Il custode del Depositum Fidei? No, vero? deve anche per farvi contenti essere un nuovo Mose', un capo carismtico, una rock star , un pagliaccio, un idolo dei media, un populista, un amico del popolo eccetera eccetera eccetera.
non vi basta cara Maria Vittoria che il papa sia il Vicario di Cristo, il Successore di Pietro? Per voi è troppo poco, troppo ovvio?
Ma non vi accorgete del RIDICOLO in cui state riducendo la figura del Papa?




20/11/2013 13:13 Giulia d'Amore

Ma... hanno restituito il posto alla radio? No?! Allora... sono solo panzane midiatiche di Bergie I




18/11/2013 15:23 Francesca Vittoria
Il Santo Padre si è fatto conoscere per la Persona che è la quale anche nel ruolo che Gli è stato affidato, cioè, eletto Capo della Chiesa, riversa per così dire tutta la piena del Suo Credo in Colui che Egli con amore serve, il Suo Maestro, Signore e Dio con l’impegno al prossimo e assolvendo quanto gli compete spendendo tutti i suoi talenti e rompendo se del caso ogni impedimento per meglio prendersi cura del “gregge” a Lui affidato in modo capillare, arrivando a bussare alla porta della singola persona . La cosa nuova è questo suo modo nuovo di muoversi, di agire che tanto ha stupito all’inizio ma che oggi tutti conosciamo, perciò non dovrebbe fare più scalpore la notizia di una telefonata, e anzi sembra opportuna e una certa doverosa discrezione e silenzio circa il personale interessamento anche giornalistico in quanto sembrerebbe doveroso anche rispetto nei confronti dei sentimenti di quelle persone che a Lui si rivolgono e che si pensa non sia per essere al centro di notorietà. Questo Papa a suo modo si fa vicino dove avverte forte sembri più pressante il la sua risposta al richiamo di aiuto anche con il bussare alla porta come Gesù Cristo ha fatto,. E’ questo modo di agire da parte di un Personaggio che non “sta soltanto dove si trova, in alto” –in un altro ambito., perchè è il Capo di una Chiesa, ha compiti i più diversi ed esercita un potere che nessun capo di stato ha grande come Lui, ma vuole farsi prossimo, che ogni persona in qualsiasi luogo e situazione si trovi, lo sappia vicino e lo dimostra non si nega a chi sente il bisogno di parlargli, di toccarlo quando passa , a essere per ogni singola persona., Questo, Papa Bergoglio, sembra lo stia realizzando con uno zelo e un trasporto insoliti, che gli deve anche costare non poca fatica fisica e non stupisce Egli chieda di pregare per Lui, tanto sembra chiedere a Se Stesso, capacità, prontezza azione che vuole essere capillare;sembra c ontare molto in efficacia il rapporto umano, il creare una friendship popolo - Cristo e quindi il recuperare una distanza di conoscenza e vicinanza cristiana costruttiva per un recuperare o raggiungere un vivere migliore, un arrivare al mondo migliore raggiungendo il cuore della gente. Oggi viene di pensare che non dipenda da povertà quali la mancanza di lavoro, denaro e altri mezzi di sussistenza quanto per avere questi occorre recuperare una solidarietà che sembra troppo distante da quella più profonda e vera, le situazioni che si sono venute a creare sono frutto anche di povertà prime quali il non riconoscimento di pari diritti all’eguaglianza nel vivere in dignità, - come si fa a non comprendere che cosa significhi subire uno sfratto, non avere abbastanza al minimo vitale, sono cose da società incivile, anche senza disturbare la religione, come non comprendere quando sia offensivo non lavorare, eppure capita di sentire qualche esempio che proprio contando nel guadagnare meno si consente il lavoro a tutti. Si tratta di rivendicare una onestà per servire meglio una giustizia reciproca e una libertà nel rispetto del diritto di tutti a vivere . Le insurrezioni e le grida di popolo non fanno sperare di essere percorsi che portino a pace, diseguaglianze scavano solchi profondi nella reciproca comprensione e nel raggiungimento del bene comune. Il Papa Bergoglio dimostra e da esempio di credere che oggi sia indispensabile questo farsi vicino anche a singole persone, . singoli casi personalmente e non soltanto offerte cumulative, e insegnare anche attraverso questi gesti all’importanza di riportare il dialogo con l’esempio del farsi prossimo , toccare e farsi toccare con mano per suscitare fiducia dare fiducia , la solitudine non ACCENDE luce e fede e speranza sembrano due candele dalla luce molto fioca Candele che come nel duomo di Milano molta gente accende perché quella luce è la propria preghiera rivolta verso l’alto , un bisogno naturale di incontrare, di contattare il Signore che pochi vedono ma che tutti desidereremmo vedere per credere. Papa Francesco , che nota il Zaccheo nel 2013, o si fa Samaritano e si ferma pietoso, e si china a lavare piaghe e piedi, Tutto questo modo di essere Pastore conquista la sensibilità umana, e quasi induce a credere per l’attrazione della Parola di Gesù Cristo che anche e gli possa fare di più, - Come sollevare obiezioni, tutti, tanti, i più hanno un desiderio una aspirazione, una necessità un peso insostenibile da portare che sentono il bisogno di chiederlo anche a un Papa premuroso che magari capita di veder passare, che si vede, lo si può avvicinare, che si lascia abbracciare e accetta un messaggio, dal quale sperare quel conforto, a continuare con fede piuttosto che rassegnazione, una preghiera, la nostra, da consegnargli rivolta a Dio da uno più vicino, un intermediario efficace più in rapporto di vicinanza, da un nuovo Mosè.
Francesca Vittoria



18/11/2013 13:57 Maria Teresa Pontara Pederiva
Proviamo a leggere cosa riferisce con serenità Palmaro in merito a quella telefonata, così come riferisce oggi il settimanale Tempi:
http://www.tempi.it/blog/palmaro-la-telefonata-di-papa-francesco-mi-ha-commosso#.UooN8eJGYZB



18/11/2013 13:27 gianni toffali
mala vogliamo finire di chiamre papa Bergoglio?


18/11/2013 11:20 Federico Benedetti
Concordo con le critiche a Ro.Be. che non si smentisce mai.
Capisco anche la difesa doverosa da parte dei "colleghi" di VinoNuovo, ma questa volta è proprio indifendibile.



18/11/2013 10:35 Alessia
Anche Aleteia non scherza, anche se l'enfasi è più sobria rispetto agli altri due.
Se poi andiamo sui siti di lingua spagnola, tipo Religion Digital, siamo all'apoteosi in tutti i sensi, anche del cattivo gusto, tacerò sulla totale mancanza di rispetto mostrata per il Cireneo Benedetto che, a quanto pare, viene tutt'ora utile nell'ingrato ruolo.



18/11/2013 00:42 mariateresa rocchi

quello che pensa Palmaro
http://t.co/jvuDG3DzhC
tra racconti edificanti sfornati tutti i giorni sul Papa , controllare per credere, almeno 1 o due al giorno (per info citofonare Vaticainsider o Repubblica ) e i sondaggi trionfali, e i compiacimenti globalizzati , si guardi, per favore, di non stare esagerando. E per esagerare intendo che si parli solo di questo.




17/11/2013 21:59 Giovanni g.

A ridatece Ratzinger!




17/11/2013 21:21 elena

Bravo Lorenzo...ma qui tutti proseguono come se niente fosse... basta vedere certi articoli (a parte questo) in cui il bla, bla bla ...bravo/ brava grazie tante bla bla...




17/11/2013 19:44 Alessia

Ormai siamo all'esaltazione compulsiva che non conosce ostacoli o remore. Certe sindromi si curano lo sapete o no signori giornalisti? Bergoglio ha un dream team mediatico al suo servizio che Obama manco si sogna, figuriamoci Benedetto che, del resto, l'avrebbe rifiutato in nome della tanto strombazzata umiltà e sobrietà del successore. Che fastidio.




17/11/2013 15:41 Antony

Anch'io ringrazio il cronista Beretta.
Ho percepito nel suo aticolo molta umanità,e grazie al quale da oggi rivolgerò una preghiera per Palmaro.




17/11/2013 09:10 Laura Badaracchi

Il Corriere riprende Vinonuovo.it
http://www.corriere.it/cronache/13_novembre_16/telefonata-papa-due-giornalisti-cacciati-radio-maria-le-loro-idee-442ee810-4ee8-11e3-80a5-bffb044a7c4e.shtml




17/11/2013 04:17 mariateresa rocchi
chapeau, lorenzo.


16/11/2013 23:45 Marcello Matté

L'intervista curata da p. Lorenzo Prezzi, direttore del periodico Settimana, del Centro Editoriale Dehoniano, è disponibile all'indirizzo http://www.dehoniane.it/riviste/riv_articolo.php?CODICE=23779&CODE=SET&PAGE_ID=RIC




16/11/2013 21:47 Manuela

Concordo totalmente con Lorenzo.




16/11/2013 21:35 Matteo Lariccia

Non capisco le critiche, anche particolarmente violente, ma non importa.
Il Corriere della sera cita "vinonuovo" con un articolo sulla telefonata del Papa a Palamaro.




16/11/2013 16:34 Renzo
A Lorenzo Cuffini.
Tra il silenzio e la sbrodolata ci sono altri modi di intervenire. Per esempio: è necessario sempre dire se un articolo mi piace o no? Se quel giornlista è simpatico o no? Si interviene solo se si ha qualche cosa di importante o urgente da dire, se si pensa di arricchire il dibattito, altrimenti le proprie opinioni ognuno se le tiene per sè. Leggere sempre delle stesse persone che battibeccano non è divertente, si passino le rispettive e mail e discutano da sole



16/11/2013 15:30 Lorenzo Cuffini
Lo dico senza nessuna polemica prima di ri-tacere definitivamente, bonificando così almeno una piccola parte di web, quella che ho fuorimisura colonizzato con le mie sbrodolate per circa un anno.
Non entro nella buona fede delle intenzioni di chi scrive, sia che siano le " firme" professioniste, sia che siano i semplici commentatori.
La do per scontata, e sono convinto che ci sia, da parte di tutti, ma proprio di tutti.
Proprio per questo mi domando, e vi domando, senza pretendere per carità alcuna risposta: non ci accorgiamo di come i risultati che ci prefiggiamo, si rovescino ormai patologicamente nel loro contrario?
Prendiamo quest'ultimo post di Beretta.
Si parte da una proclamazione di intenti nobile: la notizia è stata tenuta riservata, ma io sono giornalista, e le notizie le do, specie quelle che fanno onore a chi ne è protagonista.
Ottimo.
Segue un paragrafo con la notizia stessa.
Avrebbe dovuto finir lì.
Allora, avrebbe ragione Colagrande: sarebbe stata data, la notizia, con sobrietà e discrezione.
Ma la cosa non si è fermata lì per nulla, e nella gran parte del post, successiva, Beretta fa quello che in realtà vuole fare: dice la sua, commenta, interpreta, codicilla,giudica, giunge a conclusioni.Con ottime, ottimissime intenzioni.
Ma così facendo, manda sulla beata sia la sobrietà che la discrezione, e si muove con la delicatezza cui fa riferimento Mariateresa: quella di un elefante in un negozio di cristalli.
Gli fa eco Colagrande: "una storia che meritava(! e scusa Fabio, chi lo decide questo merito, dal momento che gli interessati non hanno voluto farlo?) di essere raccontata non tanto per esaltare il gesto del Papa, ma per sottolineare l'umanità di Palmaro che ora - per molti - non è più una firma aggressiva del Foglio, ma un amico credente, in difficoltà come tanti di noi..."
Ora: sorvolo sul fatto che non vedo che ci sia da "esaltare" in questo ennesimo "gesto" di papa Francesco(che per lui è routinario e che dovrebbe esserlo anche per noi da un pezzetto). Voglio sperare ardentemente che non ci voglia questo aneddoto rubacchiato per " sottolinerae l'umanità di Palmaro". Ma scherziamo? Lo dice uno che non ha condiviso , e non condivide, praticamente nulla di quello che Palmaro afferma. Ci vuole una difficoltà personale, una brutta malattia, un caso umano, perché venga sdoganato per i piu'?Però queste sono mie considerazioni personali che valgono zero, e , venendo da me, lasciano completamente il tempo che trovano.
Il problema vero, è un altro.
Ma chi ci da il diritto di trascinare sul tavolo settorio dei nostri interventi ogni fatto, vicenda, frase, avvenimento, affermazione? Comprese, come in questo caso, ma in tanti altri,persone e vite umane su cui ci mettiamo lì a dire la nostra? Non so: non c' nessuno che avverta questo disagio nel leggere certe pagine, seppur scritte con lodevolissime intenzioni? Anche quelle che avrebbero voluto essere riservate? Dove sta scritto che dobbiamo PER FORZA, tutti i santi giorni,far conoscere all'universo mondo come noi la pensiamo su ogni cosa ci salti il ghiribizzo di esaminare?
Si dirà: è per l'approfondimento.
Mi spiace rilevarlo, ma non c'è approfondimento che resista a un tritacarne quotidiano di parole, citazioni, rimandi, chiacchiere, un cicaleccio da bar in cui francamente vedo ben difficile approfondire alcunché. Certo: ognuno dice quel che pensa.Ma io vi prego di fermarvi un attimo a considerare se questo sia davvero necesssario, e sia un bene, in ultima analisi. Scusate: ma che io faccia conoscere al mondo quello che penso sulla rava e sulla fava di Benedetto papa, prima, o di Francesco papa, adesso, ma a che cappero serve?
Ognuno è libero di pensare, ovvio, ognuno è libero di esternare: ma quando i livelli sono eccessivi, si ottiene il risultato contrario.Se non altro la saturazione.
Si parla troppo. Sulla quantità ininterrotta di parole, anche le eventuali perle rischiano di perdersi completamente.
Credo che questi nostri blog, lo dico con franchezza e con rammarico, essendomici appassioanto per anni, stiano diventando tossici. Per noi, prima di tutto. Per chi li legge continuativamente. Per chi è lontano. Per la Chiesa stessa.
Ora, visto che qui non c'è nessuno che non sia personalmente innamorato e appassionatissimo di Cristo, io chiedo a tutti, carissimi amici, se non sia davvero il caso di mettere un punto, e una parola fine.
Almeno a questa modalità presente.
Detto questo, vi abbraccio con grande riconoscenza, con grande affetto e con grande amicizia.
Abbiate pazienza per la mia invadenza.
Ciao! Lorenzo



16/11/2013 13:28 Tridentinum sum
la irredimibile perfidia del "cronista" Beretta è troppo nota ai lettori di VinoNuovo per venire riabilitata in occasione di questa sua ultima bravata.
Che la conferma in pieno.



16/11/2013 12:02 nicoletta z.
Grazie a Guido Mocellin per aver riportato il brano dell'intervista a Palmaro – parole e pensieri così toccanti e profondi. E grazie anche a Beretta per aver dato conto di questa storia "per intero".
Su indicazione di Mariateresa Rocchi, sono andata a leggere la stessa "notizia" su un altro sito e sono rimasta colpita da una cosa: l'estensore del post dà merito al prof. Palmaro di aver incessantemente lottato a viso aperto; quel viso che poi lui stesso gli copre, negandogli nome e cognome in favore della dicitura di scrittore "tradizionalista". Sono scelte personali e insindacabili, va da sé; ma non credo affatto che Beretta abbia mancato di rispetto e peccato di insensibilità. Al contrario, ha restituito a un viso, a un nome e a un cognome le preghiere e i pensieri dei lettori di questo spazio.



16/11/2013 11:04 Guido Mocellin
Questo il passaggio (ultima domanda + ultima risposta) dell'intervista rilasciata da Mario Palmaro a p. Lorenzo Prezzi, direttore, su Settimana del 27.10.2013: "I credenti si uniscono sull'essenziale e si dividono sui temi discussi. Tutti però sono chiamati al rispetto e all'accompagnamento di quanti sono segnati dal dolore e dalle fatiche della vita. Come cambia la propria sensibilità spirituale quando la sofferenza, come sta capitando a lei, attraversa con violenza i nostri giorni?" "La prima cosa che sconvolge della malattia è che essa si abbatte su di noi senza alcun preavviso e in un tempo che noi non decidiamo. Siamo alla mercè degli avvenimenti, e non possiamo che accettarli. La malattia grave obbliga a rendersi conto che siamo davvero mortali; anche se la morte è la cosa più certa del mondo, l'uomo moderno è portato a vivere come se non dovesse morire mai. Con la malattia capisci per la prima volta che il tempo della vita quaggiù è un soffio, avverti tutta l'amarezza di non averne fatto quel capolavoro di santità che Dio aveva desiderato, provi una profonda nostalgia per il bene che avresti potuto fare e per il male che avresti potuto evitare. Guardi il crocifisso e capisci che quello è il cuore della fede: senza il Sacrificio il cattolicesimo non esiste. Allora ringrazi Dio di averti fatto cattolico, un cattolico "piccolo piccolo", un peccatore, ma che ha nella Chiesa una madre premurosa. Dunque, la malattia è un tempo di grazia, ma spesso i vizi e le miserie che ci hanno accompagnato durante la vita rimangono, o addirittura si acuiscono. E' come se l'agonia fosse già iniziata, e si combattesse il destino della mia anima, perché nessuno è sicuro della propria salvezza. D'altra parte la malattia mi ha fatto anche scoprire una quantità impressionante di persone che mi vogliono bene e che pregano per me, di famiglie che la sera recitano il rosario con i bambini per la mia guarigione, e non ho parole per descrivere la bellezza di questa esperienza, che è un anticipo dell'amore di Dio nell'eternità. Il dolore più grande che provo è l'idea di dover lasciare qwuesto mondo che mi piace così tanto, che è così bello anche se così tragico; dover lasciare tanti amici, i parenti; ma soprattutto di dover lasciare mia moglie e i miei figli che sono ancora in tenera età. Alle volte mi immagino la mia casa, il mio studio vuoto, e la vita che in essa continua anche se io non ci sono più. E' una scena che fa male, ma estremamente realistica: mi fa capire che sono, e sono stato, un servo inutile, e che tutti i libri che ho scritto, le conferenze, gli articoli, non sono che paglia. Ma spero nella misericordia del Signore, e nel fatto che altri raccoglieranno parte delle mie aspirazioni e delle mie battaglie, per continuare l'antico duello".
Una risposta esemplare, una domanda esemplare, un'intervista esemplare per il difficile equilibrio tra credente e giornalista trovato sia da p. Prezzi sia dal prof. Palmaro. Come trovo esemplare, per gli stessi motivi, il post di Beretta.



16/11/2013 10:18 Corrado Ruini
Egregio Beretta dimostra di essere senza tatto e senza sensibilità.Lei fa male il giornalista, molto male. Mancanza di sensibilità tatto delicatezza, gravemente peggiorata dalla sua (per fortuna) terminata collaborazione con il timone...


16/11/2013 08:52 Fabio Colagrande
Una storia che meritava di essere raccontata con sobrietà e discrezione, come ha fatto Beretta. E non tanto per esaltare il gesto del Papa, ma per sottolineare l'umanità di Palmaro che ora - per molti - non è più una firma aggressiva del Foglio, ma un amico credente, in difficoltà come tanti di noi.


15/11/2013 23:40 mariateresa Rocchi
lei non ha mai avuto il senso della delicatezza, vero? E per quello che mi riguarda l'ha dimostrato in tanti commenti e oggi avrebbe potuto benissimo tacere senza tradire la sua professione.
Questa storia era già uscita ieri su Papale papale e il responsabile non aveva fatto nomi per rispetto di fronte alla malattia e al malato.
Che pena



15/11/2013 23:38 carlo riviello
ogni tanto anche le invettive servono.


15/11/2013 22:24 gilberto borghi
Un grande grazie Roberto! Hai tradotto i miei sentimenti meglio di quanto io stesso potessi fare.


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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto 25 libri, quasi tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa). Gli ultimi lavori sono: Fake pope. Le false notizie su papa Francesco (San Paolo), Fuori dal Comune. La politica italiana vista dal basso (Edb), Oltre l'abuso. Lo scandalo della pedofilia farà cambiare la Chiesa? (Ancora) Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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