ROBE DI RO.BE.
«Ma dove crede di andare, questo qui?»
di Roberto Beretta | 29 ottobre 2013
Ciò che fa più paura del dibattito intorno a Papa Francesco è la sfiducia nella possibilità di cambiare (in linguaggio cattolico si direbbe «convertirsi»)

Però è vero. È vero che - come ha notato qualcuno commentando il mio ultimo post - l'arrivo di Papa Francesco ha come improvvisamente spento il dibattito, che prima si innalzava feroce tra "tradizionalisti" e "innovatori". Come mai? Secondo me, da una parte (convenzionalmente la "sinistra"), perché l'impressione di "aria nuova" è viva e palpabile, si vive il senso che qualcosa finalmente sta cambiando e dunque sono ormai inutili le proteste e le recriminazioni di prima. Dall'altra parte - diciamo "da destra" - non si condivide parecchio di quanto il Papa fa o dice (e come lo fa o lo dice), tuttavia si ha ritegno a criticarlo perché... perché il Papa secondo i super-cattolici non si può e non si deve mai criticare! (P.S. tra l'altro, fa leggermente sorridere notare oggi su questo blog i commenti anti-francescani di persone che fino a ieri sembravano intransigenti nel sostenere che il Pontefice - qualunque Pontefice - non si può mai contestare...).

Per questo non m'inquieto se i colleghi Gnocchi & Palmaro (con le cui idee peraltro sono spesso in disaccordo) sostengono che "questo Papa non gli piace": ritengo sia una posizione legittima, sempre; su questo Pontefice, su quello precedente e su tutti gli altri - san Pietro compreso. Chi lo nega è destinato a finire nella gabbia del clericalismo, con l'idea che il cristianesimo pretende un'adesione "tutto compreso", prendere o lasciare.

Piuttosto mi fa più paura un altro atteggiamento, riferitomi da un amico prete; al quale il suo parroco (tutt'altro che anziano...) avrebbe detto più o meno così, riferendosi naturalmente a Papa Francesco: "Ma dove crede di andare, questo qui?". E mi preoccupo non tanto perché si tratti di possibile lesa maestà, o magari di una sorta d'insubordinazione al "capo supremo" della Chiesa; no: è ben peggio. È la sfiducia nella possibilità di cambiare (in linguaggio cattolico si direbbe "convertirsi"), è la concezione della fede come una catena che - certo - fornisce sicurezza e appoggio, ma è anche laccio dal quale si ha paura di slegarsi, magari per non perdere i vantaggi che finora ha procurato. Una immutabile (?) fedeltà in cambio della propria libertà.

Triste, soprattutto per un uomo di Vangelo. Non si tratta qui di stare pro o contro Bergoglio, pro o contro Ratzinger (questioni più che altro "di pancia"). Quanto di riconoscere che i due sono soltanto umane sfaccettature dell'infinita modalità di essere Chiesa, una modalità che si esprime secondo il solito "et et" cristiano: uno è studioso, l'altro pastore; uno punta più sulla verità, l'altro sulla misericordia; uno è algido, l'altro caloroso, e così via... Però nessuno può sostenere che gli orientamenti del primo escludano la bontà, la verità, la necessità di quelli del secondo o viceversa. Tanto per criticare anche il buon Papa Francesco: bisogna pur ammettere che certi suoi discorsi a braccio sono poco più che fervorini, cose da parroco: vedi la storia, già ripetuta due volte, dei piatti che volano in famiglia e della necessità di chiedersi scusa e dirsi grazie tra coniugi...

Anzi, io vado oltre: a mio parere la "marcia in più" di Papa Francesco è che, proprio attraverso la sua stessa insistita e talvolta eccessiva "normalità", egli vuole contestare un certo modo di essere Papa, come se fosse l'unico; sta picconando il piedestallo altissimo su cui - dalla santa Caterina del "dolce Cristo in terra" al "pastore angelicus" di Pio XII - si è collocata nei secoli la figura del pontefice. Bergoglio nega dunque in radice l'assolutismo di cui sopra, a partire dalla sua stessa funzione "infallibile" e allargandosi a tutto un modo di guardare alla fede.

In tal senso hanno ragione Gnocchi & Palmaro a essere insoddisfatti; anche se forse non si rendono conto che, nel momento stesso in cui lo fanno, partecipano alla medesima "rivoluzione" di libertà ecclesiale cui Papa Francesco ha dato finalmente speranza.

 

 

09/11/2013 19:56 don Giorgio Venzano

La Tradizione=quello che Dio mi consegna, mi dona istante per istante. Sono peccatore e allora interpreto a modo mio con tutti i condizionamenti storici, il dono di Dio che è Dio in Persona, la sua Vita, il suo Amore, che è la mia vita, la mia forza d'amore. Dio si è fatto uomo, Gesù, perchè altrimenti non saremmo mai stati in grado di liberare la "religio" dalla prigione dell' "instrumentum regni". Dopo due millenni stiamo appena intravvedendo quanto difficile sia questa impresa. La chiave di lettura della laicità credo sia luce interpretativa della Tradizione autentica, capace di cogliere con chiarezza ciò che in lunghi periodi della storia è stato anche utile ai cristiani, gerarchia e laici, per esprimre coi segni ed in-segnare, lodare, contemplare la gloria di Dio. Gnocchi e Palmaro colgono nella storia della Chiesa come, nonostante il peso del potre tempoprale, ed anche per mezzo di quel potere, la luce e la salvezza di Dio abbiano vinto sul peccato dell'uomo. Ma guai a pensare che questa vittoria non si esprima in altre forme, vincendo il peccato di oggi, del mondo e della Chiesa, forme che si esprimono nella personalità di papa Francesco.




03/11/2013 20:15 giuseppe
@Licopodium
Grazie di quanto segnali per chiarire la "percezione dell'attualità" che muove i tuoi interventi.
Non dubito che la questione antropologica, e quindi etica, sia e resti al centro, penso che tutti ce ne rendiamo conto.
Porto alla tua attenzione un recente contributo settoriale alla comprensione più profonda del livello da cui muove certa fenomenologia, offerto da questo post di G. Tridente:
http://www.documentazione.info/la-rivoluzione-sessuale-pilotata
che richiama gli studi svolti sull'argomento dalla sociologa e pubblicista tedesca Gabriele Kuby, di cui qui si riferisce:
Die globale sexuelle Revolution. Zerstörung der Freiheit im Namen der Freiheit, con presentazione di Robert Spaemann (Fe-medienverlag, Kißlegg 2010, pp. 453) [La rivoluzione sessuale globale. Distruzione della libertà nel nome della libertà]
http://www.familyandmedia.eu/it/component/content/article/259-rivoluzione-sessuale-globale-e-ideologia-di-genere-un-libro-illuminante.html?acm=22_20

Scrive Tridente: "Tutto ciò sembra dimostrare che non sempre l'interesse per determinati temi "sensibili" fa parte di una scelta casuale oppure è frutto di spontanee evoluzioni del pensiero".

In rapporto a ciò, nella mia personale percezione dell'attualità ecclesiale non riesco a non entusiasmarmi per la nuova agenda e per le sue priorità che, senza svalutare i principi non negoziabili, e senza schivare gli incidenti (ma correndone il rischio), invadono i campi esistenziali e metafisici nei quali si muovono "le strane macchine che sbattono l'una contro l'altra" per inserire da dentro "nuove forme di legame attraverso cui [si] possa orientare una vita più giusta e più felice". Il caveat di questa operazione - per come lo percepisco io, anche nella mia vita - non è riducibile a categorie secolari, è nuovo e antico: è il Vangelo.
Ecco perché non riesco, anche volendo, a "fare gli esami" a Papa Francesco. Se ci provassi non potrei dargli altro che dieci e lode!



03/11/2013 11:00 Massimo Menzaghi
Ringrazio Lycopodium e Hadassah per i loro interventi; avendo ben chiara la differenza tra buonismo e schiettezza, confermo anche quanto ho già detto.
Ovviamente non sono solo loro i "responsabili" del mio sbottare, anzi, penso di aver accumulato soprattutto fuori di qui; in ogni caso, per quel che mi riguarda, l'"intransigenza" è per quel che io leggo come il tirare il sasso e nascondere la mano; non è importante da dove partiamo, ma dove stiamo andando! Non stiamo sempre a guardare le radici, cerchiamo di far maturare i frutti! E non confondiamo la presunzione con la responsabilità e la concretezza!!!
Figurarsi se uno come me possa arrivare a negare un approccio razionale, ma converrete che non sentirsi minimamente toccati nelle corde più intime da ciò che sta accadendo dovrebbe rappresentare almeno un interrogativo: anche il ragionare (con le migliori intenzioni) di cose alte corre sempre il rischio di un avvitarsi sterilmente su se stessi...



03/11/2013 09:35 Lycopodium
@ Hadassah, grazie del consenso!
A Massimo e Giuseppe, che invece dissentono, dedico questo:
http://blog.centrodietica.it/?p=3138
(non per polemica, ma per raffigurare da "dove", da quale percezione dell'attualità nascono i miei interventi).



02/11/2013 20:32 Hadassah
Massimo, tra il gatto e la volpe, io mi sento Pinocchio. Il burattino che abbandona il padre ma che, dal padre, non è abbandonato.
Non ho soluzioni e, se ne avessi, non sarei così presuntuosa da proporle.
Registro quel che vedo e sento.
Mi dispiaccio, sinceramente, di aver colmato la sua misura. Tra l'altro io intervengo pochissimo.
Lo farò sempre meno. Ma non posso fingere di non vedere quel che vedo. Compresa una strana intransigenza verso le voci "critiche" da parte di chi, non sole lei, invocava, fino a ieri, un maggior "dibattito" (brutta parola) nella Chiesa.
Comunque non c'è problema. Credo profondamente che ci unisce una "stima previa" a partire da un'appartenenza comune e immeritata. (almeno per me).



02/11/2013 13:37 Massimo Menzaghi
"Cambi misura e ne prenda una con un livello più alto."

su questo avete certamente ragione, si può sempre migliorare... ;-)

"Admin non smette di stupirsi di quanto a volte ci si prenda un po' troppo sul serio."

qui la cosa si fa curiosissima: il confronto è importante proprio per autoridimensionarsi (e mi impegnerò anche in questo), ma guarda caso ero intervenuto proprio per lo stesso motivo... ;-)

"E ricorda che non è obbligatorio rintuzzare ogni parola detta dagli altri"

qui invece pacatamente dissento; sono io a stupirmi nel vedere che admin, nella sua pluriformità, sia a volte più incline a bacchettare gli scambi diretti (magari animosi, ma per quel che mi riguarda nei limiti della buona educazione e spesso anche conditi di ironia) che non le invettive generiche, a volte corredate pure di insulti...
So benissimo qual è la linea e che siamo qui per esprimere ciascuno il proprio pensiero (a suo tempo avete addirittura cambiato la veste grafica del forum per cercare di disincentivare i botta e risposta), ma arrivare ad aver paura a prescindere delle interazioni mi pare limitante ed eccessivo...
Persino il papa non si scandalizza se tra coniugi volano piatti, figurarsi tra frequentatori virtuali... ;-)

PS il tutto nella massima serenità, sapendo di essere io l'ospite e non il padrone di casa, ma conscio anche che una casa virtuale senza ospiti o con ospiti troppo standardizzati rischia di restare aperta sì, ma anche vuota...



01/11/2013 12:22 admin

@Menzaghi «Hanno ormai la misura ben oltre il livello colmo...». Cambi misura e ne prenda una con un livello più alto. Admin non smette di stupirsi di quanto a volte ci si prenda un po' troppo sul serio. E ricorda che non è obbligatorio rintuzzare ogni parola detta dagli altri




01/11/2013 12:09 Massimo Menzaghi

"Come al solito quoto Lycopodium."
già... e mi sembrate il gatto e la volpe (volo basso, io...)
... c'è solo da chiedersi chi sia Pinocchio...
manca però il coraggio di trarre qualche conclusione: buttata sul piatto l'esistenza di un "problema"/"cattività massmediatica", cosa pensate di fare? Propendete per il modello S. Caterina o vi basta andare avanti ad libitum a fare la cassandre?
è pleonastico aggiungere che il vostro pensiero sia legittimo, ma andare avanti così serve solo a rendere animosi i "semplici" come il sottoscritto, che dopo i primi mesi di santo pazientare hanno ormai la misura ben oltre il livello di colmo...
Due menti come voi sapranno partorire anche qualche "rimedio": tiratelo fuori dal cilindro così capiremo se farci una risata o preoccuparci seriamente, altrimenti consiglierei di lasciare andare la cattolicità verso il suo destino (nel caso, ci siamo abbondantemente annnotati tutti i vostri tentativi per mostrarci la luce: i posteri ne terranno conto e vi daranno merito, ne sono sicuro...) ;-)




01/11/2013 10:34 Hadassah
Come al solito quoto Lycopodium.

Io, reduce dall'intervista di Fazio a Scalfari di domenica 27 ottobre e da quella della De Gregorio a Giulio Giorello di ieri,la cattività massmediatica la vedo tutta, al di là delle intenzioni del Papa.
Se Francesco fosse solo la metà di quello che i due signori di cui sopra pretendono avremmo un problema.
Certo non è così ma è altrettanto certo che RAI 3 ha un audience più numerosa di Avvenire e di Radio Maria.
Quanto allo spot io ci colgo pure il solito retrogusto sinistrese, stile "finalmente c'abbiamo un papa de sinistra".



31/10/2013 16:56 Peperoncino all'aceto
Non si illuda, Giuseppe. Il giorno in cui il suo papa Francesco dovesse iniziare, per un qualsivoglia motivo, a spiacere ai media, o meglio ai loro padroni, non ci metterebbero nulla ad attaccarlo con la stessa pervicacia con cui oggi lo esaltano. Sa chi inizierebbe le ostilità? The gray lady o hell's Bible(NYT). In campana, quindi.
Ha assolutamente ragione, cara Elisabetta Bianchi



30/10/2013 13:18 Elisabetta Bianchi

Francesco è sicuramente caloroso. Benedetto però non è algido, è timido e riservato, gentile, molto rispettoso e delicato nei rapporti con il prossimo. Se almeno i giornalisti cattolici la smettessero di ripetere "a bue" gli stereotipi, già sarebbe una cosa.




30/10/2013 13:08 giuseppe

Se Lycopodium novello Caterino da Siena si mette a inveire contro il Papa perché torni dalla neocattività massmediatichese siamo a posto nell'ospedale da campo. Ma ancora non inveisce, sta solo tra il diffidente e il dissidente.




29/10/2013 22:10 Lycopodium
In certa pubblicità, prima si presentano i diffidenti, poi li si liquida con argomenti tipo: “noi no!”.
In certi articoli o post, invece, si liquida il diffidente con una specie di: “noi sì!”.
Ma sempre di spot si tratta.
Non di un singolo, intendiamoci, ma di una linea di politica ecclesiastica, quella che prospera nel ruolo (autorizzato?) di Interprete e di Colonna papale.
Con risultati talvolta surreali.
Come quel tal promoter della “teologia della valigia nera”.
O come nel caso di specie.
Ammessa e non concessa la mitologia papale di recente passato
(io però resto convinto che un generico papa post-Vaticano 1° abbia goduto di un predominio di netto inferiore, ad esempio, a quello dei mega e pure dei micro esponenti del Quarto e del Quinto Potere),
che dire dei gravi sottintesi del congedo dall’immaginario di una Caterina da Siena?
Si sottintende il congedo dal suo fortissimo e virile rivolgersi al papa, ricordandogli la funzione e missione, di fronte alle insufficienze dell'epoca?
Si sottintende che l’ideale sia ciò contro cui Caterina combatteva, di cui Avignone era l’emblema?
Si prospetta come ideale una nuova cattività, non avignonese, ma massmediatica ed affini?
Già, per i papi che non si adeguano ai cliché dei mass media, come da passato prossimo, non ci sarà il ruolo di Interprete, ma quello di Colonna sì, nel senso esclusivo degli eredi di Sciarra.



29/10/2013 20:35 Massimo Menzaghi
"Il rischio a cui si va incontro è quello di incoraggiare ulteriormente il relativismo ed è un rischio gravissimo."

... ma sarà mai possibile cascare sempre lì? A parte che a furia di urlare "al lupo" si dovrebbe sapere come va a finire (persino il papa ha rimarcato l'inutilità di alcune scelte strategico-comunicative...), ma un pizzico di esame di realtà per rimettere in ordine le priorità non guasterebbe: serve che ricordi nuovamente cosa ha detto il papa domenica parafrasando S. Paolo?



29/10/2013 18:19 Maria

Io credo che questo Papa riservi nel futuro qualche sorpresina anche agli intellettuali progressisti che si sono affrettati ad arruolare papa Francesco nelle loro file . I picconatori di dogmi, i negatori della resurezione di Cristo e della verginità di Maria i fautori delle donne prete e dei preti sposati , avranno qualche amara sorpresa. e si accorgeranno che c'è molta più mentalità medioevale in Francesco che nell'illuminista Ratzinger. e si accorgeranno che parlare di diavolo ad ogni piè sospinto e di zitelle, e di confessione e recitare la parte del buon parroco di campagna non porterà nessuna acqua al mulino dei modernisti anzi.. Avversario, sia dei tradizionalisti sia dei modernisti Bergoglio è sui generis , una vecchia volpe gesuita travestita da buon parroco di campagna.




29/10/2013 14:49 Maria Teresa Pontara Pederiva
Non so quanto “onesta” sia "la ricerca" di chi, fin dall’indomani dell’elezione del nuovo papa, non ha mancato di attivarsi per “smontare” pezzo pezzo la sua figura: la questione sulla tesi dottorale mai ultimata sembra essere diventata un’ossessione e la conferma è il pezzo citato di oggi che pervicacemente intende portare ad una tesi già oggetto di un articolo precedente.
Ampiamente confutato da chi ha scritto in precedenza su Avvenire, e con cognizione di causa, sull’influenza di Guardini su papa Bergoglio: è un docente trentino, associato di filosofia teoretica all’Ateneo locale, che su Romano Guardini e i suoi scritti originali ha condotto studi e ricerche per lavoro, pubblicando anche dei testi.
http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/10/21/guardini-un-maestro-che-bergoglio-non-ha-mai-avuto/



29/10/2013 12:59 Francesca Vittoria
…….a mio parere la "marcia in più" di Papa Francesco è che, proprio attraverso la sua stessa insistita e talvolta eccessiva "normalità", egli vuole contestare un certo modo di essere Papa, come se fosse l'unico;
..Parlare del Santo Padre oggi si chiama Francesco, sembra cosa ormai di cui perfino la stampa laica si aggiorna, interessa formulando pensieri, considerazioni che invitano a riflettere su cose importanti per il nostro vivere quotidiano, per come stare meglio, vivere meglio, e lo fa ogni mattina leggendo pagine di vangelo, e dalla parabola del giorno pone in risalto la sapienza di quanto contiene, che in essa vi è e il Santo Padre si fa interprete, Egli la sfoglia come i petali di una margherita, la apre a chiarimenti, a maggiore comprensione, risponde a domande inespresse, scopre significati non conosciuti , la apre ai suoi uditori perché la parola prosegua il cammino fuori dal momento e dalle mura e da altri ancora diventi fiducia e si trasformi in opere concrete da chi vi pone fede . All’inizio tanta ricorso a semplicità, lo faceva apparire come uno dal quale ci si aspetta ben altro, tanto il suo fare ha preso le distanze dal prima, è apparso come un “curato di campagna” la cui parola sembrava rivolta a un mondo passato, diverso, superato , tutta questa semplicità non rispondente all’oggi, all’altezza di oggi!. Invece sembra essere aver fatto centro , tanta simpatia ha riscosso , tanta attenzione sta suscitando e il suo interloquire viene compreso sia da persone semplici, bambino, anziano, madre di famiglia, lavoratore, sia suscita curiosità tra gli intellettuali , penetra nel pensiero del mondo scientifico tanto è penetrante e radicale e potente quello del vangelo il quale è scrigno che contiene perle preziose per ogni mente. Da tale scrigno della Parola Egli attinge e ne traduce in profondità il pensiero che sa porgere con parole semplici tanto che chi lo ascolta ben lo comprende anche e soprattutto dalla gente semplice abituata a misurarsi con le fatiche di ogni giorno il cui cuore ha ricco di quei sentimenti appresi nel vivere gli uni per gli altri e che insegnano attraverso le difficoltà affrontate ogni giorno, e per questo sono in grado di sentire la verità Ha stupito questo parlare semplice, affabile vicino, soprattutto anche magari nuovo al l’uomo acculturato di oggi, il quale frequenta i convegni, le riunioni, i simposi per trovare nuovi cammini da intraprendere per sapere di più come essere e rimanere Chiesa cristiana. Lui, il Santo Padre Francesco la sua strada di fare il Papa l’ha trovata!!!. E proprio attinge anche dal passato semplice, quando andare al catechismo non era soltanto l’imparare a memoria la storia sacra, ma anche magari fare non soltanto cose divertenti come un proprio quaderno di percorso di apprendimento, ma andando a visitare un compagno ammalato, un comportamento in società, in famiglia, insomma sviluppando una educazione ai buoni sentimenti costruttivi della persona!! Uno scoutismo fatto di rapporti con l’ambiente ma anche con le persone, e anche ad essere presenti nella comunità , conoscere i canti liturgici, anche qualche in latino , serve a unire voci insieme, ad animare una messa dove le persone più avanti negli anni non hanno voce e però si sentono comprese, in una società quale è quella di oggi così formata da un mix di razze e popoli diversi l’ importanza perché questa è la lingua della Chiesa, che in qualsiasi luogo la messa venga celebrata diventa partecipata, si fa riconoscere in questa lingua che accumuna e si riconosce nel significato, in ogni luogo, continente, chiesa africana, o cinese, quel canto, quelle parole uniscono ogni angolo della terra, lingua conosciuta internazionale della Chiesa, come l’inglese per viaggiare, e in qualsiasi luogo sperduto, la messa in quella lingua serve a riconosci uguali, uniti a lode all’unico Dio ed è questa la cosa importante, che e quando ciò avviene si risente e sono presenti le persone che ci hanno preceduto dando continuità stesso credo e ciò da calore, come di un focolare acceso,
Proprio così, sembra voler anche non dimenticare il Santo Padre, le persone e la storia del passato, lo ha sottolineato con forza e sta fornendo esempio da seguire, infatti tanta folla cattolica e non, tanti orecchi tornano ad aprirsi attenti, a desiderare di ascoltare parole che parlano al cuore ai sentimenti e alla sensibilità umana, quei sentimenti che sono stati raffreddati dalla moderna società più sensibile a ciò che è utile, comodo, possedere e gettare via, cambiabile, una società che non sopporta se non di fare ciò che vuole e impone una egoistica libertà, giustificata da buoni intendimenti, peccato che i risultati deludano le attese, e vuole comunque non sottostare a nessun impedimento sia pure morali suggerimenti predicati dal Vangelo. Il Santo Padre sembra che questo Vangelo lo stia porgendo a questo tempo e gente di oggi così come i predecessori hanno fatto ieri e ieri l’altro…per questo del resto è viva la Chiesa malgrado 2000 anni!!! Il Santo Padre è una persona che sembra aver captato e visto quanto deturpa il volto della Chiesa e sia ciò causa di molto allontanamento di popolo, i mali sono da sempre gli stessi ma che sono e si sono sviluppati a dismisura nella società di oggi con conseguenze gravi , e cerca di affascinare all’insegnamento di Gesù Cristo, rivolgendosi a questa libertà senza limiti, a questa società che non sa più trovare soluzioni ai problemi che coinvolgono tanta gente, gente che patisce i suoi mali ma non sa come e chi è in grado di dare quell’aiuto in cui sperare. La parola che oggi via etere o Web come si suol dire, va più veloce di ieri e più lontano, e il Vangelo risolve questo perchè da risposta , Papa Francesco si è fatto vicino , ha compreso l’esigenza della vicinanza per essere credibile, proprio in questo, ed è per questo che le sue parole sono suonano accattivanti anche da chi non ha fede ed è per questo che la gente si ferma interessata ad ascoltarle
Non ci sono più tradizioni, queste si sono mutate in altre , se ne sono create di nuove. Il Natale ……giorno dei regali!!!ma del dono primo dal quale il Natale ha avuto origine non si fa cenno a malapena si arriva a riferirlo a un buon sentimento , alla messa per chi è un fedele, perso nella malinconia di un passato senza ritorno, e non invece una gioia sempre realizzabile, fatta dal vivere ogni giorno, e parla di futuro a ognuno personalmente, offre sempre la testimonianza concreta in certi fedeli che una presenza c’è e si fa concreta di aiuto al nostro fianco , non storia non passa.ta,ma che continua e si proietta come la luce nel futuro. Fantasia? Questo Papa sfata tale concezione, Vede di che cosa ha bisogno il campo come e dove reimpiantare il Vangelo , il terreno che stà dissodando è pietroso , è tornato ad usare certi utensili con le macchine moderne, vangando e innaffiando il terreno che si trova davanti, così arido dove ancora malgrado ciò continuano a vegetare qua e là piante che danno , frutto, ma dove anche molta è la gramigna !! E’ da apprezzare a quanta fatica si sottopone, E’ evidente però quanto gli sta a cuore, il bene delle persone, e che così facendo serve il Maestro - Cristo che ha insegnato l’amore vero, quello paragonato all’oro fino, il suo Vangelo che è per ogni uomo , , il Papa come i suoi predecessori, mette mano a partendo dalla sua Persona, dai suoi talenti e serve la Chiesa che con lui sta camminando , dissoda il terreno fino alle radici a che la semente dia buon grano!! Di questo ….è viva la speranza, e sarebbe già un miracolo il rinascere della La Speranza perché di questa vi è un grande bisogno, se ne sente la mancanza per questo preghiamo Dio perché ciò avvenga
Francesca Vittoria



29/10/2013 11:00 giuseppe
In breve: per dare piena attuazione agli orientamenti pastorali del Concilio Vaticano II, una volta archiviati i dissidi, ci voleva un Pastore universale a tutto tondo. Questo è Bergoglio.
E' proprio vero che le risorse della Chiesa Cattolica sono inesauribili perché hanno un Nome che non è di questo mondo.
Mi conferma in questa felice convinzione l'onesta ricerca di S. Magister:
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350632



29/10/2013 09:11 Federico Benedetti
La qualità dell'albero si conosce dai frutti (Lc 6,44) e quindi è opportuno aspettare i frutti di questo pontificato prima di esprimere giudizi su papa Francesco e fare confronti. I primi si intravedono appena ed è ancora troppo presto. Per ora il nostro dovere (parola sgradita a Beretta, ma pazienza) è amare i nostri pastori, a cominciare dal Papa, con amore filiare e ascoltare le loro parole come ascolteremmo un padre che ci ama e si prende cura di noi.
L'idea del "piedistallo altissimo" è fuori luogo e nasconde l'ambizione (e la tentazione) di salire su un piedistallo altrettanto alto o forse ancora di più. Il rischio a cui si va incontro è quello di incoraggiare ulteriormente il relativismo ed è un rischio gravissimo.



29/10/2013 08:37 giuseppe
E chi lo sa! Certo è che scompare l'immagine verticista di Chiesa-minoranza, la presentazione che sembrava definitiva di una sconfitta progrediente al cospetto della "modernità". L'idea angosciata (da Montini a Ratzinger) alla quale GPII diede voce con l'espressione "apostasia silenziosa". L'ansia di "recuperare" il terreno perduto.
Bergoglio sta ridando un compito alla cristianità contemporanea concreta, e non è quello di far trionfare la "dottrina" in sé.
Il Papa nella Chiesa e con la Chiesa, non senza o nonostante. Quello che era il programma - a parole - di Benedetto XVI, ma che non fu capace di realizzarlo perché forse non era ancora il tempo, Francesco comincia a farlo. Per questo non è più preoccupato di stabilire regole, fa ripartire il "dinamismo" e rimanda sempre al soprannaturale.



29/10/2013 03:14 Giorgio Licini
Beh! Tutto giuto, ma l'infallibilita' come definita dal Concilio Vaticano I non puo' essere negata da nessun Papa e nessun fedele... Tutt'alpiu' se ne fa uso una sola volta in un secolo, come successo finora credo, o casomai anche meno...


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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto 25 libri, quasi tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa). Gli ultimi lavori sono: Fake pope. Le false notizie su papa Francesco (San Paolo), Fuori dal Comune. La politica italiana vista dal basso (Edb), Oltre l'abuso. Lo scandalo della pedofilia farà cambiare la Chiesa? (Ancora) Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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