Il Sinodo che vorrei
di Simone Sereni | 10 ottobre 2013
Mi piacerebbe che con i vescovi in Vaticano fossero invitate davvero le famiglie e non solo i loro problemi. Portando in dote il carisma di chi sa «fare casa»

Mi piacerebbe pensarlo intorno a una tavola, a condividere un pasto, in cui magari ognuno ha portato qualcosa per aiutare chi ospita. Mi piacerebbe pensarlo con la presenza dei bambini, che poi dopo "vanno a giocare di là" e "i grandi" parlano. E che la benedizione prima di iniziare la proponga e la guidi una coppia di sposi.

Fantastico un po', ma solo un po'. Sto pensando al prossimo Sinodo straordinario sulla famiglia - "Le sfide pastorali della famiglia nel contesto dell'evangelizzazione" - che si svolgerà a Roma tra il 5 il 19 ottobre 2014. Un'occasione bellissima, che mi entusiasma.

Mi piacerebbe che la famiglia e il matrimonio, per essere davvero "soggetti" del discorso, per essere protagonisti, come si scrive nei documenti, non divenissero oggetto di riflessioni e decisioni figlie solo della preoccupazione.

La questione dei divorziati risposati, urgente soprattutto per le persone che vivono questa condizione, o anche di riflesso le implicazioni di novità sul celibato dei sacerdoti, se messe troppo in cima alla lista delle priorità, rischiano di confermare uno stereotipo strisciante che non amiamo divulgare nella Chiesa: ossia che, in fondo, questi pazzi che si sposano e loro famiglie sono un po' una scocciatura, un intralcio.

E invece no! Alcuni, anche tra vescovi e sacerdoti, stanno scoprendo che la Chiesa ha bisogno degli sposi, del loro matrimonio e della loro famiglia. E non solo come santino da metter lì ogni tanto, che fa tanto cattolico; o come manovalanza "laica" quando serve e come capita, ma persino come guida e maestra su alcuni sentieri, vecchi e nuovi.

Mi limito a due idee sul sinodo che vorrei.

Per "difendere" la famiglia ed elevare davvero il matrimonio a vocazione complementare, come ha ricordato il Papa ad Assisi e affermato nel Catechismo, è ormai improrogabile un'impostazione vocazionale delle comunità cristiane, a 360 gradi. Dove si investa nella formazione, nel discernimento dei giovani e nel successivo sostegno alle coppie, tanto quanto avviene per religiosi/e e sacerdoti. Che poi è molto probabile che in una pastorale così esca fuori un gran bel prete da un gruppo di giovani coppie; o un matrimonio felice da uno o due che si pensavano, sognanti, come missionari in Brasile. I numeri non saranno forse quelli da adunata oceanica, ma c'è il caso che siano persone che hanno davvero risposto a una chiamata di Dio. E che stanno bene.

In secondo luogo, importare nelle comunità cristiane uno dei carismi proprio degli sposi e della famiglia: saper fare casa. Cari vescovi e parroci, lasciate agli sposi suggerire come pensare i tempi e gli spazi delle comunità cristiane, non solo quelli della segreteria parrocchiale o del corso di preparazione al Battesimo.

E lasciate che gli sposi, che vivono nel mondo, vi indichino cosa e chi guardare fuori dai confini della parrocchia e vi aiutino: ci sono tante solitudini e tanti sogni che meritano ascolto e che non bazzicano i sagrati oppure hanno smesso perché si sentono inutili in parrocchie già "occupate". Bisogna investirci però. Che poi magari ce li ritroviamo alla fine in fila alla mensa Caritas o davanti al giudice per la sentenza di divorzio.

E a qualche coppia più matura e disponibile, magari, proponete di fare comunità con uno o più sacerdoti: che anche loro hanno bisogno di comunità e di famiglia.

Immagino case accoglienti con l'odore del sugo. Case con la porta aperta ma anche spazi di intimità e di ascolto. Case senza l'obbligo delle buone maniere a tavola e senza il salotto buono da "guardare e non toccare". E possibilmente senza pettegolezzi.

Sarà un bellissimo Sinodo. Lo sento.

12/10/2013 17:23 Alberto Hermanin
Per Maria:
E anche voi pendete allegramente in giro i ciellini che fanno quattro figli...
o no?
Risposta: NO, non li prendo in giro; mi limito a non votare per Formigoni nè oggi nè domani nè mai.Che c'è di male ad avere tanti figli?



11/10/2013 11:33 alessandro
Grazie Simone per aver rimesso al centro della discussione alcune cose importanti. Al di là delle discussioni POLITICHE sulla famiglia e al di dà del fatto che per molte persone oggi la relazione tra uomo e donna abbia significati diversi dalla proposta per i discepoli di Gesù, per chi guarda alla relazione tra un uomo e una donna come un sacramento è davvero importante come giustamente hai sottolineato poter fare affidamento, nel proprio cammino di vita:
su un percorso di preparazione concreto e profondo al pari di quello di altre vocazioni (perchè per entrare in un ordine normalmente i cammini vocazionali pre entrata durano 2-3 anni ai quali poi segue il noviziato mentre per sposarsi si chiede un fidanzamento "veloce" e spesso con dei "corsi" per verificare tale vocazione che sono un'infarinatura? credo che la Chiesa abbia duemila anni di esperienze di coppia che qualsiasi altra realtà educativa dovrebbe invidiare),
su esempi realistici e felici (non è che la famiglia 'tradizionale' ha perso la capacità di essere un desiderio per le persone anche a causa di una proposta troppo puntata su forme e doveri anzichè su sostanza e capacità di riflettere senza censure su quali siano i desideri umani?)
su una sana comunità tra sposi e persone con altre vocazioni, affinchè ci sia un arricchimento reciproco in quell'elemosina quotidiana al Signore di poter guardare il mondo con i Suoi occhi e nella lotta spirituale ci sia un aiuto fraterno anzichè un'ignoranza e indifferenza reciproca (salvo quando è il momento di fare j'accuse)



11/10/2013 09:42 Yolanda Beatriz De Riso
Maria, credo che nessuno voglia buttare al macero la famiglia tradizionale ,che esiste e continua ad esistere. Ma non si tratta di difenderla a spada tratta lanciando strali a destra e a manca. Si tratta di prendere atto che la famiglia in questo tempo e in questo contesto subisce scossoni fortissimi e sono tantissimi quelli che non ce la fanno .Vanno massacrati per questo? Certo anche i cattolici hanno le loro responsabilità, di omissione nell'accompagnamento adeguato sia a livello formativo,prima, quando si formano, che dopo nelle varie fasi della vita.Comunità cristiane, poi, giudicanti ed estranianti non supportano ne aiutano chi è in difficoltà.Saper" fare casa " è importante . Ci vuol pazienza, impegno, costanza, tolleranza e tanta misericordia. Tanto amore, insomma ,e desiderio nel volere il vero bene dell'altro.


10/10/2013 23:44 Maria
Ma certo , cara Yolanda , è propio quello che ho detto!
e' "utopico" al giorno d'oggi credere nella famiglia tradizionale , quella un padre una madre dei figli, e quindi il buon cattolico odierno, che dialoga col mondo, non deve più difendere la famiglia tradizionale ma aprirsi alla modernità.
La famiglia allargata ( due genitori divorziati, risposati con rispettiva prole) potrebbe essere la nuova frontiera del cattolicesimo liberal: non importa se hai due padri e due madri , è tutto tranquillo , tutto nella norma. Gesù ti ama!
e' proprio questo che dico cara Yolanda. la famigli cattolica tradizionale ha fatto il suo tempo !!!. I cattolici moderni devono cogliere l'occasione per rinnegarla e ridicolizzarla a favore di più moderne idee di famiglia.



10/10/2013 22:48 Yolanda Beatriz De Riso
Per Maria ,scusa ma che tipo di progressisti frequenti? Sei sicura di aver capito bene ? Capisco la difficoltà ad adattarsi e comprendere i cambiamenti ma è impossibile non vedere che il mondo è diverso e che le difficoltà delle famiglie oggi sono reali. E' utopico pensare alla famiglia tradizionale come unico modello possibile senza tenere presente che oggi ce ne sono di tanti tipi per tante ragioni.


10/10/2013 22:13 Yolanda Beatriz De Riso
Per Simone Sereni. La speranza è sempre l'ultima a morire. Ma i sogni sono difficili da realizzare.Certo i convegni, gli approfondimenti, gli impulsi del Papa ,i documenti della Cei vanno bene . Ma per chi?
Io vedo nel concreto tante belle parole che seguono la scia ma non credo possibile che cambi un gran che. Lo spero certamente. Ma non si cambia una mentalità così radicata e rodata nello stile pastorale solo perchè c'è uno stimolo autorevole.Non ha funzionato prima e la vedo difficile ora. E' la dignità, il ruolo, la funzione dei laici nella chiesa che deve cambiare nella mentalità clericale.Basta guardare i consigli pastorali ,i loro ruoli e funzione, chi decide alla fine, e che cosa. Ma per far questo occorre fidarsi dei laici, delle loro risorse, competenze e potenzialità, su cui investire con formazione e accompagnamento a tutte le età.E poi insieme ,a tutti i livelli ,si fa chiesa, per essere nel mondo testimoni del Vangelo.I muri da abbattere sono ancora tanti e alti, sia nel clero che tra i laici.



10/10/2013 21:11 Maria
I sogni sono belli , l'ottimismo è meritevole, i desideri sono leciti, ma i cattolici dovrebbero avere il senso della realtà, essere dei realisti e non della gente persa nelle nuvole delle proprie utopie: ma non l'avete ancora capito? la famiglia tradizionale è finita, distrutta, smembrata ,ridicolizzata, in via di estinzione.E i cattolici stessi hanno contribuito all'estinzione della famiglia.
Oggi se uno ha più di tre quattro figli si chiede con un ghigno ironico "ma è ciellino" ?
La famiglia tradizionale è stata ridicolizzata in tutti i modi: le madri prolifiche erano tutte delle bigotte ottuse, i padri di famiglia fedeli e devoti dei poveri pirla
Bene adesso ci sono le famiglie allargate , le famiglie "diverse" le non-famiglia, le famiglie monoparentali, le famiglie declinate in tutte le salse e per tutti i gusti gender ( etero e omo).
fra l'altro un arcivescovo tedesco ha detto che i divorziati risposati possono benissimo prendere la comunione.
della serie: il matrimonio NON è più un sacramenot, il matrimonio NON è più indissolubile, il matrimonio NON è più solo fra un uomo e una donna . insomma il matrimonio non è PIU'.
prendetene atto cari cattolici progressisti e pronti come siete al dialogo , al progresso, al cambiamento, all'ascolto, alla comprensione, e alla misericordia, dovete augurarvi non che si ritorni alla famiglia tradizionale ma che la chiesa di "apra" alla modernità.
non è questo quello che volete, che credete?
la modernità , il dialogo, la misericordia , tutto ciò val bene il sacrificio e l'estinzione della famiglia tradizionale. E anche voi pendete allegramente in giro i ciellini che fanno quattro figli...
o no?



10/10/2013 17:56 Federico Benedetti
Si è già fatto molto ma certo si può andare ancora oltre.
Basterebbe cominciare ad approfondire i tanti temi affrontati durante la Settimana Sociale dei Cattolici Italiani un mese fa a Torino, che aveva per titolo "Famiglia, speranza e futuro per la società italiana". Forse i media cattolici(e anche VN)hanno dato troppo poco spazio alle proposte, alle discussioni e ai diversi contributi che hanno arricchito quella manifestazione. Cominciamo da lì e dal tanto lavoro già fatto. E' così che si realizzano i bei sogni.



10/10/2013 13:37 Simone Sereni
per Yolanda: io sono moderatamente ottimista. è l'ottimismo della speranza

per Assunta: hai ragione e (almeno io e mia moglie) lo faremo. Ma non ho idee concrete in merito. Pensiamoci



10/10/2013 10:15 Yolanda Beatriz De Riso
"è ormai improrogabile un'impostazione vocazionale delle comunità cristiane, a 360 gradi.Dove si investa nella formazione, nel discernimento dei giovani e nel successivo sostegno alle coppie, tanto quanto avviene per religiosi/e e sacerdoti. "
"E lasciate che gli sposi, che vivono nel mondo, vi indichino cosa e chi guardare fuori dai confini della parrocchia e vi aiutino: ci sono tante solitudini e tanti sogni che meritano ascolto e che non bazzicano i sagrati oppure hanno smesso perché si sentono inutili in parrocchie già "occupate". Bisogna investirci però".
Aspetti importanti e così trascurati. Si , sarebbe davvero un bel sogno ,ma così lontano da venire preso in considerazione e realizzato.



10/10/2013 10:04 assuntas
Condivido il tuo sentire, Simone, e anche i tuoi 'vorrei'.

Se ci impegnassimo, noi sposi cristiani, a pregare per il sinodo? Un anno di tempo, con la potenza che la preghiera comune ha mostrato più volte, per una misteriosa Grazia, in questi scorci del 2013... non credi che potremmo contribuire alla realizzazione di molto di ciò che sentiamo urgente?

Davvero, non sto scherzando: come potremmo promuovere un tempo di preghiera pubblica e condivisa su questo tema?



Commenta *






Versione stampabile
Invia ad un amico
Scrivi a Vino Nuovo





Simone Sereni

Scrivo, webbedito e socialmedio da un po' con una laurea in economia (marketing) sospesa tra penna e cassetto.
Curo, anzi, curavo (:D) due blog personali: il moralista e motividifamiglia.
Sono sposato con quattro figli. Vivo e lavoro a Roma.

leggi gli articoli »
Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it