Ostellino e il Papa "esagerato"
di Fabio Colagrande | 28 luglio 2013
Su quelli che rimpiangono una loro idea personale di Chiesa e di Papa che con Francesco non trovano più

Molto spesso, nell'ambito dell'informazione cattolica, ci sono degli avvenimenti, delle affermazioni, dei fatti che - pur risultando esplicitamente provocatori nei confronti dell'istituzione ecclesiale - vengono apertamente ignorati. La strategia è di solito quella di non dare visibilità a chi si è reso colpevole di tale atto, ritenuto offensivo. Ma, nella maggior parte dei casi, questa reazione sussiegosa e distaccata, ha, in ambito comunicativo, un effetto nullo, se non nocivo. Dimostra solo sordità o incapacità di replicare.

Questa verbosa premessa solo per giustificare alcune mie righe dedicate al breve, ma ficcante, editorialino, partorito ieri sul glorioso Corrierone della Sera, dal noto collega Piero Ostellino. Un vero acrobatico triplo tuffo carpiato in cui, l'editorialista, pare solamente criticare il Papa, ma in fondo poi rinfaccia alla Chiesa di essere attaccata al potere.

Ostellino si concentra, originalmente, sull'immagine di Papa Francesco che sale la scaletta dell'aereo che sta per condurlo tra le nuvole verso Rio de Janeiro, portando con sé - ahinoi - una valigetta di pelle nera. Fotografia che ha fatto il giro del globo perché la stampa mondiale, a corto di argomenti, l'ha strumentalizzata ad arte come nuova prova della svolta pauperistica inflitta da Papa Bergoglio alle aristocratiche abitudini vaticane. E già qui ci viene da ridere. Nonostante sia stato chiarito che in quella borsa c'erano solo gli appunti di lavoro e i discorsi che il Papa voleva rileggersi all'inizio del suo viaggio internazionale, il frangente è stato ingigantito mediaticamente a dismisura. C'è chi ha immaginato il maggiordomo papale umiliato da questo gesto autoritario del Pontefice, che gli ha sottratto il suo umile ma dignitoso lavoro di portaborse. C'è chi l' ha accostato agli altri simboli, altrettanto forzosi, della povertà personale del Papa argentino, come gli scarponi e la croce di ferro (che poi invece è d'argento).

Ma che su queste montature mediatiche se ne costruisca un'altra, sostenendo - come fa l'abile Ostellino - che il Papa con la valigia "è un'immagine anomala, logicamente sbagliata e francamente falsa rispetto a ciò che la tradizione vuole che sia un Pontefice" è un gioco di prestigio da applausi. Su un fatto che non c'è - nessuno può attribuire con certezza e serietà a quell'immagine un significato politico e pastorale - si costruisce una dura critica al Papa, e cioè a colui che è già vittima di questa interpretazione riduttiva di un suo gesto. Ma, e qui si prosegue negli effetti speciali, tutto ciò è fatto prendendo le distanze dal dibattito intra-ecclesiale. Sì, perché Ostellino fa cadere il suo ammonimento - "Papa Francesco con le sue sortite sta esagerando" - dall'alto di un sereno distacco, dichiarandosi "liberale" e perciò immune da tentazioni di nostalgia della Chiesa che fu.

Il suo intervento entra comunque di buon diritto nella schiera delle esibizioni dei cosiddetti 'Pompieri pontefici' - così li ha definiti Simone Sereni su questo blog - ma va archiviato nella sottocategoria degli 'orfani'. Coloro cioè che - rimpiangendo una loro idea personale di chiesa e di papa che non trovano più - bollano di populismo e demagogia gli atti e le parole di Papa Francesco, fingendo di non cogliere la profondità teologica dei suoi discorsi e la spontaneità evangelica dei suoi gesti. Quelli che, storditi dall'indiscutibile effetto missionario dei suoi primi mesi di pontificato, lo accusano di agire artatamente per attrarre le masse. Scriventi che - proprio per la precisione dei loro ciclici, ripetuti, attacchi - non sembrano una ciurma improvvisata, ma una task-force che risponde a obiettivi politici e culturali ben precisi. Grazie a Dio, però, ho l'impressione che il vento dello Spirito soffi così forte che finirà per disperdere le loro favole.

30/07/2013 14:19 Alfonsina Natale
"Siate miei discepoli" questo l'invito di Gesù ,non ricchezze, non potere, ma povertà e amore. Papa Francesco segue Gesù , la curia romana va riportata sulla retta strada... Lo Spirito è tra noi per riportare a Dio l'umanità! Il maligno porta con sè le tentazioni e i tentatori ,ma i seguaci di Cristo sanno qual è la via, la verità e la vita.


30/07/2013 14:05 Lycopodium
Interessante spaccato della “chiesa mediatica” d’oggi.
Ostellino se la prende col papa per la sua valigia nera, come fosse gesto carico di chissà quali significati teologici.
Colagrande lo rimprovera e bene fa.
Ma caso vuole che l'articolo di Colagrande, oltre che su VN, sia pubblicato anche altrove…
In un sito dove compare il testo di un pezzo grosso della “chiesa mediatica”, che parla proprio di "teologia della valigia nera". E che riprende tutti gli “altri simboli, altrettanto forzosi, della povertà personale del papa argentino, come gli scarponi e la croce di ferro (che poi invece è d'argento)”.
Allora la valigia è “teologica” o no?
Perché se sì, Ostellino è in tema e non fuori tema, non è un pompiere (per usare la fortunata espressione di Simone), fermo restando che si può sempre dissentire da lui.
Se no, allora la “task-force che risponde a obiettivi politici e culturali ben precisi” non va cercata fuori, ma dentro l’ecclesia.
Non è più un problema di pompieri, ma di piromani…



30/07/2013 13:01 giuseppe
Alessia ha scitto: "L'accostamento fra Papa Bergoglio e N.S.Gesù Cristo mi pare alquanto ardito"

Invece è la prima cosa da fare, visto che si tratta del Vicario di Cristo. A meno che non decidiamo di regolarci solo sul "mi piace" o "non mi piace". Ma in questo caso Benedetto XVI evidentemente non ci ha insegnato nulla.



29/07/2013 18:54 Daniela
Sono perfettamente d'accordo con Giuseppe.....con Francesco siamo sulla strada giusta checchè ne dicano i suoi detrattori!!


29/07/2013 16:19 Alberto Hermanin
Chiedo scusa: so di non essere munito di “credito scientifico” e di avere fatto studi insufficienti, anche se qualche libro nel tempo libero ho cercato di leggerlo, ma non basta mai.
Se ne avessi letti di più avrei compreso la perfetta congruità delle posizioni di politica economica (che peraltro non mi entusiasmano) di Giavazzi e Alesina con le argomentazioni di Colagrande, e prima ancora di Ostellino.

Liberale e cattolico, cammello e cruna dell’ago, comprendo la difficoltà. Mi consola l’essere in buona compagnia con diversi personaggi degli ultimi due secoli, alcuni anche muniti di credito scientifico.

Al termine di questi ulteriori studi, forse mi rifarò vivo e, come dice lei, ne riparleremo.
Il mio interesse per il calcio è modesto; comunque non sono juventino, sono romano e ho un qualche blando interesse per una squadra romana…



29/07/2013 14:25 Masimo Pieggi
@Alberto Hermanin Legga con più attenzione, si studi un po' di economia (politica), un po' di teologia (politica)... Poi ne riparliamo.
ps. non sarà mica juventino spero... Liberale e cattolico? A Dio è possibile fare passare un cammello nella cruna di un ago, non perda quindi la fiducia. Juventino e cattolico ...la vedo molto più difficile, specie se con piena avvertenza e deliberato consenso!



29/07/2013 12:46 Paolo
Caro Alberto Hermanin,
Colagrande inserisce Ostellino, insieme ai cosiddetti "pompieri pontifici...orfani", tra quegli "scriventi che - proprio per la precisione dei loro ciclici, ripetuti, attacchi - non sembrano una ciurma improvvisata, ma una task-force che risponde a obiettivi POLITICI e culturali ben precisi". E' il finale di Colagrande che evoca ANCHE interessi 'politici' (e basta essere weberiani per aggiungere 'economici'), legittimando qualche considerazione su di essi.

Al rigurado poi, liberali sì, ma neo(turbo)liberisti - come i nomi fatti dal sig. Pieggi -, no! E questo almeno dalla Centesiums annus del Santo in pectore Giovanni Paolo II...

PS tralascio le cose gravi scritte dallo juventino Ostellino in merito alla 'calciopoli' che provocò la retrocessione della mia amata Juventus. Solo un appunto affettutoso al riguardo, caro sig.Pieggi. Evocare il tema calcistico - questo sì fuori contesto -, 'sa' tanto di retroterra interista. Ma forse sbaglio.



29/07/2013 11:55 Alberto Hermanin
Lettura interessante (quella di Colagrande; Ostellino l’avevo letto ridacchiando per le autorevoli scempiaggini). Osservo:

• A Maria Teresa Rocchi, e ad altri, che Colagrande non mi sembra un nostalgico della Corea del Nord, non sta proponendo alcune censura, ma solo criticando un articolo apparso sul più importante quotidiano italiano, sarà lecito farlo?

• A Massimo Pieggi: personalmente a me Ostellino non piace proprio, anche se condivido con lui il fatto di essere liberale, che a Lei sembra poco gradito: e lo sia pure, ma il mondo è bello perché è vario, o no? Si potrà essere liberali e cattolici? Il punto è che le osservazioni critiche sulle ricette economiche di Ostellino e altri c’entrano, mi scusi, come i cavoli a merenda con quanto scriveva Colagrande: ancora una volta come sempre anzi, la si butta in politica. Nello specifico, la mano invisibile non è dio, ma certo anche la pressione fiscale a livelli stellari e una pervasività pubblica unica al mondo o quasi non sono neppure loro né dio né san pietro. In ogni caso, che c’entra con il tema proposto?

• Sono invece grato a Colagrande per averci ricordato le “montature mediatiche” riguardo a presunti “gesti” (dice bene anche Lycopodium) del Papa: io non ho molto interesse al colore delle sue scarpe e alla colazione a Santa Marta, alle cartelle portate a braccio e altre scempiaggini: ascolto invece la sua parola e il suo insegnamento, questo si: il suo magistero.

• Hadassah: chi le nega di non estasiarsi a fiat idea e a cartelle nere? Di entrambe a me non frega niente, l’ho già detto, e forse anche Colagrande ha l’aria di non esserne particolarmente impressionato: comunque non ha proposto di fucilare o scomunicare lei, e nemmeno Ostellino. Soffia lo Spirito? Ma io credi di si, e non dall’elezione di Francesco: da sempre. Come ha detto Sua Santità Benedetto XVI nella sua prima omelia da Pontefice Romano: “Si! La Chiesa è viva, la Chiesa è viva!” E’ viva perché lo Spirito soffia, e non a giorni alterni, ma sempre.



29/07/2013 11:41 Alessia
L'accostamento fra Papa Bergoglio e N.S.Gesù Cristo mi pare alquanto ardito. Inoltre, non bisognerebbe dimenticare che agli osanna seguì il crucifige. Sbaglierò, sarò piena di pregiudizi, ma io non mi sento a casa con questo papa.
Spero, comunque, che il diritto di critica sia ancora permesso e che si possa ancora dire liberamente "non mi piace".



29/07/2013 11:26 Francesco Felici
Questi personaggi, come Vittorio Messori o Socci, vedono svanire un ambiente nel quale si sentivano adulati e con il quale hanno mangiato a sazietà. Vengono alla luce da soli, con questo stile.

P.S.: sul ruolo del primato di Pietro si leggano "per una teologia del papato" di Dianich o più semplicemente il Vangelo di Giovanni.



28/07/2013 23:03 Lycopodium
Doverosa premessa.
Non ho potuto leggere il testo integrale dell’articolo in questione.
Mi attengo a quanto riportato da Colagrande.
E allora, l’esempio di Ostellino non calza.
Se, vuol essere un richiamo alla sacralità e ieraticità della persona del papa, è indebito e non “in situazione”.
Sarà pure a fin di bene, ma fa più male che bene.
Chi non ha a cuore quella sacralità e ieraticità, e vorrebbe imporre una demitizzazione del ruolo, userà a tal fine proprio l’esempio non calzante.
Quel gesto del papa è solo un comune e ferialissimo gesto, e non un Gesto con la “g maiuscola”.
Ma verrà usato proprio come Gesto con la maiuscola, proprio grazie all’incongruità del rilievo.
Ah, gli effetti perversi del parlare a vanvera…



28/07/2013 22:46 Nino Labate
Sono d'accordo con Colagrande! Avevo scritto qualcosa del genere http://www.c3dem.it/7583


28/07/2013 21:41 Hadassah
E' proprio vero che il vento dello Spirito soffia solo quando lo farebbe nella direzione che ci piace.
Volete lasciare la libertà a qualcuno di non estasiarsi di fronte a Fiat Idea papali e a cartelle nere, finché lo fa senza offendere nessuno?

Intanto in tutti i Tg di questa sera le parole del Papa sono sparite sotto una coltre di balletti clericali e vescovili.
Questo dovrebbe dispiacere.



28/07/2013 18:44 giuseppe
Borghesi da salotto, con la puzza sotto il naso, ai quali da fastidio che il Papa attragga le masse. Anche ai benpensanti del suo tempo dava fastidio che Gesù attirasse le folle, lo prendevano per pazzo. Buon segno, vuol dire che siamo sulla buona strada.


28/07/2013 13:02 Massimo Pieggi
Ostellino, nella sua autoreferenzialità ideologica ottocentesca, ha un personale talento nel guardare il mondo dal buco del proprio ombelico. Si tratti di Juve, della valigetta di Francesco o - ancora più grave a mio modo di vedere - delle analisi socio-economiche tuttora fideisticamente postulanti l'esistenza e immancabile efficacia della miracolosa "invisible hand"...
Come Giavazzi, Alesina e Brunetta: il 1929 e il 2007 non hanno insegnato nulla



28/07/2013 09:25 Giorgio Licini
Grazie Fabio Colagrande! Quante stupidita' si leggono sulla stampa italiana online (Corriere, Repubblica, L'espresso...)! Che vergogna il trattamento riservato al ministro Kienge! Quali gradi di bassezza e poverta' culturale si leggono riguardo la vita politica. A volte uno si chiede se il passaporto che, a onor del vero, gli apre tutti i posti di frontiera in giro per il mondo appartenga veramente alla Repubblica Italiana. Comincio a preoccuparmi. Anche cent'anni fa di questi tempi c'era una gran confusione nello stivale. Poi nel 1922 e' successo l'indicibile: la rinuncia alla liberta' e alla dignita'! Anche allora i cattolici erano disorientati e divisi. Dopo pochi anni avrebbero loro stessi invitato all'esilio Luigi Sturzo per sopravvivere alla meno peggio ai nuovi padroni, alle squadre e al manganello. Guardiamoci da quelli che non sono mai contenti di nessun Papa! Non erano contenti ne' Mussolini ne' Hitler! Ne' di Pio XI ne' di Pio XII!


28/07/2013 02:40 Maria Teresa Pontara Pederiva
Hai ragione, Fabio: lo Spirito soffia così forte che non c'è task-force che possa contrastarlo.
Se avete occasione leggete l’episodio (e il suo commento) che don Bepi Grosselli, prete trentino, parroco e giornalista-scrittore, ha pubblicato sul n. 29 di Settimana (p.3): “Papa Francesco, e chi lo farà obbedire?”.
E’ la domanda posta da una signora al termine della messa. Ma a chi dovrebbe obbedire il papa?: “Farlo ubbidire alle regole, alle norme fatte da chi c’è stato prima di lui, ai cardinali di Curia!”, è la risposta che cerca consensi tra le amiche presenti, e li trova.
“Io replico, ma invano … - continua don Bepi - e mi convinco sempre di più che anche sul popolo tradizionalista ci sia un martellamento di passaparola o di indottrinamento gruppettaro, più forte di quanto possa sembrare. “Papa Francesco – si dice – è buono, è pio, però è un po’ squinternato: populismo, demagogia, imprudenza, pauperismo ecc. “.
E conclude così, prima di riprendere i punti salienti del cosiddetto Patto delle catacombe”, firmato da circa 500 vescovi al Concilio: “non illudiamoci: le resistenze organizzate contro la testimonianza di papa Francesco si faranno sempre più forti (Lampedusa insegna)“.



28/07/2013 01:08 mariateresa rocchi
ma insomma qualcuno che canti fuori dal coro, magari stonato, ci vorrà, sig. Colagrande, non siamo mica nella Corea del Nord!
Ci sono articoli o servizi invece pienamente di sostegno o in linea che sono penosi per il Pontefice. Ha presente Boffo?
E' roba da attaccarlo a una flebo di calmanti.
Anche questo non va bene.Essere invasati dall'entusiasmo.
Insomma oltre alle pagliuzze più o meno grandi negli occhi altrui, ci si renda conto che c'è anche qualche trave di troppo nei nostri, di occhi.E diamo per scontato che qualcuno insensibile al fascino del Papa esiste.



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Fabio Colagrande

Fabio Colagrande, nato a Roma a metà dei favolosi anni Sessanta, lavora da vent'anni alla Radio Vaticana come giornalista e conduttore di programmi in diretta. Collabora con L'Osservatore Romano e altre testate cattoliche. Per alcuni anni, ai microfoni di Radio Due, si è occupato di cultura e intrattenimento.

Autore, regista e attore di teatro, per diletto, nel 1995 ha fondato una compagnia tuttora sulla breccia. Felicemente sposato, ha due figli, che spera mettano su un gruppo rock e lo facciano cantare, ogni tanto. Cura un blog personale intitolato L'anticamera del cervello.

 

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