ROBE DI RO.BE.
Sulle sedie vuote di questi giorni...
di Roberto Beretta | 26 giugno 2013
Sì, qualche volta bisogna proprio andarsene, lasciar vuota la sedia, sfuggire alle gabbie gentili di chi vuol mantenere lo status quo

Ci sono due sedie vuote nelle cronache di questi giorni, ritratte anche figurativamente sulle pagine dei giornali. Una è il seggiolino d'aereo lasciato vuoto da Edward Snowden, il giovane informatico che ha rivelato agli americani di essere spiati e intercettati ogni momento e che doveva imbarcarsi a Mosca su un volo per sfuggire agli agenti della Cia, bramosi soltanto di mettergli le mani addosso. La seconda è la poltrona bianca disertata da papa Francesco all'ormai famoso concerto vaticano di Beethoven.

«Si parva licet componere magnis», dicevano gli antichi: se possiamo paragonare tra loro cose grandi e altre più piccole... (Ma quali sono grandi e quali piccine, in questi due casi?). Il parallelo mi è venuto in mente anche perché mi sembra comunque di vedere nelle due vicende -­ diversissime tra loro, è evidente ­- una medesima lotta del singolo contro il «potere»: Snowden quello della democrazia più grande del mondo, che però ci ha abituato da decenni alle ipocrisie e agli abusi sui quali si regge; Bergoglio nei confronti di un apparato curiale e burocratico che incombe come un soffocante moloch sopra il desiderio di molti di una Chiesa «diversa».

«Preghi perché gli lascino fare quello che vuol fare?», mi ha chiesto a bruciapelo l'altro giorno un sacerdote argentino, che occupa un'alta carica a Roma; alludeva a Papa Francesco, naturalmente. E se lo dice lui, che come me ha speranza d'un cattolicesimo più evangelico di quello che circola nelle vie della Capitale e tuttavia è senz'altro meno scettico di me nei confronti della Chiesa, vuol dire che qualche motivo per pensarlo ci sarà...

Siamo dunque ridotti a far dipendere la nostra speranza da una sedia vuota: prima quella di Ratzinger, il quale forse l'ha lasciata proprio per impotenza di fronte alla necessità di cambiare con decisione le cose e all'impossibilità di farlo senza rompere qualche consuetudine; adesso quella di papa Bergoglio, che con gesto di estrema semplicità - come è suo solito - ha deciso di spezzare quel protocollo di cortesie, di onori, di «doveri» che piano piano, sotto pretesto di gesti sempre buoni e giusti, alla fine finisce per piegare la resistenza di ogni ben intenzionato.

Sì, qualche volta bisogna invece andarsene, lasciar vuota la sedia, sfuggire alle gabbie gentili di chi vuol mantenere lo status quo. Anche nella Chiesa: Paolo VI scese dalla sedia gestatoria (e fu un atto clamoroso!), Francesco ha lasciato libera la poltronissima di un concerto; e, a giudicare dalle facce allibite dei curiali ma anche dai commenti fioriti sui giornali di tutto il mondo, pure quest'atto sembra non essere stato da meno. «Preghi perché gli lascino fare quello che vuol fare?». Beh, dovrò cominciare a farlo...

 

28/06/2013 14:10 Francesco
Divertentissimo (anche se sfiora il ridicolo) il paragone tra la sedia vuota del Papa e quella di Snowden, in lotta contro il potere.

E comunque, è una solenne sciocchezza che Paolo VI rinunciò alla sedia gestatoria (che fu usata anche da Giovanni Paolo I)

Saluti.



27/06/2013 21:56 Lycopodium
Con tutta la buona volontà, non riesco a seguire questa discussione de minimis. In merito ai quali, VN aveva già detto il meglio con l'articolo di Fabio Colagrande, ogni aggiunta al quale è solo una retrocessione (verso gli standard deleteri della stampa nazionale, seguita ahimè a ruota da quella cattolica).


27/06/2013 19:51 Francesca Vittoria
Ma questo concerto era nel calendario degli impegni che il Santo Padre conosceva fin dall’inizio della giornata? Se non gli fosse stato gradito suppongo che lo avrebbe per tempo cancellato, rimandato, proprio perché degli orchestrali, gente che lavora a loro volta .passassero ad altri impegni. Pensare a uno sgarbo, non sembra sia cosa nei confronti di un Papa, preferisco pensare che vi sia stato un impedimento, un adempimento così importante da necessitare di soprassedere al concerto. Ma avrà pur mandato un messaggio; i giornali riferiscono che aveva colloqui con Prelati provenienti da Paesi lontani e con gravi problemi di cui parlare!! Fin qui visto il carattere di questo Papa che antepone ciò che gli sta più a cuore a come “la poltrona vuota” a un concerto , può ancora stupire? certo che agire in , modo subitaneo, improvviso significa scontentare parecchio e dare adito ai media di lavorarci intorno!! Una cosa però questo Papa amante del parlare schietto e con apparente bonomia è da riconoscergli , parla la lingua di Cristo, anche Lui preferisce la lingua che anche i non colti intendono , quella popolare “buon pranzo”, attraverso le abitudini di oggi che le convenienze si può dire pochi le ricordano, ma che soltanto così la gente popolare di oggi comprende siano questi intellettuali che non, il pensiero e le abitudini di oggi, Anche Lui interroga chi lo ascolta ,sulle stesso modo di vivere che anche il Maestro a suo tempo ha discusso, Questo Gesù Cristo ha il coraggio di porcelo davanti, caso mai lo avessimo dimenticato, dal momento che sembra la Sua Persona messa da parte, conosciuta da pochi fedeli, ma quanto fedeli? Ad ci esempio, la famiglia è una cosa seria, le novità che avanzano in nome di un diritto a libertà sembrano improvvisamente farci apparire non al passo coi tempi rispetto a tutti quei Paesi dove si fanno leggi paritarie circa il matrimonio tanto da sembrare soltanto un a questione di scelta piuttosto che una condizione? E i figli che crescono con due madri, o due padri!! Si parla poco di questo rovescio della medaglia !! ma davvero si è diventati così cinici da non provare pena nei loro confronti, quasi che abbiano bisogno soltanto di essere nutriti e vestiti, ma cosa si sa del loro sentire, che cosa saranno un domani?, quale influenza questo stato nuovo di cose avrà sulla loro persona? Possibile che se fosse cosa buona Dio non l’avrebbe posta in essere come ha voluto la sua? Certi spot pubblicitari spazi riservati appunto agli animali, si interessano per la loro ’adozione facendo appello a quei sentimenti che sentiremmo proprio come verso un bambino!!. Che cosa direbbe oggi il Maestro?, che cosa ci dirà il Santo Padre? Andrà controcorrente e dirà ciò che pensa al riguardo apertamente, o diplomaticamente esprimerà il suo pensiero in Santa Marta? Si stanno approvando leggi che consentono l’equiparazione di ogni matrimonio a quello naturale , è verità questa o è discutibile, sotto molti aspetti. E non sarebbe bene invece che oltre la Chiesa studiosi affrontassero l’argomento in una discussione aperta, perché ci fosse anche più cultura in merito anziché una cecità che fa moda, perché ci si deve preoccupare della società che con queste leggi si andrà anche cambiando. Anche della droga anni fa non si parlava nelle scuole proprio per non creare quella curiosità che avrebbe potuto stimolare a fare esperienza, e oggi ne vediamo i risultati . Merita la poltrona vuota se vi è una giustificazione, la preghiera semmai è per la società così debole e incapace di vedere i pericoli cui stiamo andando incontro e la necessità di un Papa che anteponga con coraggio quelle coraggiose maniere quelle più fortiche servono a scopi importanti , il chirurgo al capezzale del malato grave anziché una nurse
Francesca Vittoria



26/06/2013 17:19 Yolanda Beatriz De Riso
Sedia vuota come simbolo della lotta del singolo contro il potere. Ridotti a far dipendere la speranza da una sedia vuota. Qualche volta bisogna andarsene per sfuggire alle gabbie gentili di chi vuole mantenere lo status quo anche nella chiesa. Questi i tre passaggi che mi paiono più significativi ma che suscitano la mia perplessità. E’ proprio vero? Basta la preghiera? Non interpreto le intenzioni del Papa, avrà avuto le sue buone ragioni e non credo solo simboliche,ne metto in dubbio la sua gentilezza . Avrà scelto secondo priorità. La sostanza val più dell’apparenza. Non credo ai risultati della lotta del singolo contro il potere ,in questo paese dove si cercano sempre i salvatori della patria a cui tutto demandare e in cui sperare e singolarmente non si muove un dito per cambiare. Tenendo sempre saldamente in piedi in due scarpe,naturalmente, per non rinunciare alle proprie sicurezze e comodità. Tutte le forme di potere sono forti ,attrezzate e contano su omertà , connivenze e convenienze. Anche nella chiesa. Quanto alla sedia vuota l’esperienza mi insegna che c’è sempre qualcuno pronto ad occuparla . Non serve a un gran che andarsene, presto si cade nell’oblio e i gesti sono inutili quando intorno nessuno è disposto a comprenderli e sostenerli. In fondo lo status quo è comodo per tutti , non ti impegna, non ti coinvolge, non ti espone, non ti fa prendere posizione, non ti fa correre rischi. Perciò siamo ridotti a far dipendere la speranza da una sedia vuota . Si possono scrivere fiumi di parole se la sedia è quella del Papa, è un po difficile che qualcuno ne prenda il posto, ma in realtà prendere posizione per sostenerlo nel prendere decisioni difficili e delicate presuppone che ci siano cristiani disposti a mettersi in gioco sul serio , non solo nel segreto del quotidiano ma anche visibilmente nelle piazze. Mi colpiscono molto quei giovani in Turchia che hanno scelto come forma di protesta non solo sfidare gli idranti e i pestaggi ma anche il solo fermarsi immobili per strada in silenzio. Ecco dovremmo in silenzio fermarci in San Pietro ininterrottamente , turnando, per dirgli fisicamente vai avanti , siamo con te. Il monarca assoluto è solo. Il pastore è sempre con il suo gregge, per cui si spende ma da cui prende anche forza , per riorientare questa chiesa con collaboratori credibili , di talento e fede autentica. Lo Spirito farebbe il resto. Mi pare un po di più che il semplice pregare perché lo lascino fare.


26/06/2013 15:03 Fra
26/06/2013 11:04 Hadassah scrive:
"... sta già facendo. Quel che vuole e solo quel che vuole."
Hai un informatore personale???

"Il Papa resta monarca assoluto."
Mi scappa da ridere ...

"Ma questa volta pare che la cosa piaccia a tutti."
Un motivo ci sarà ...



26/06/2013 14:41 giuseppe
La preghiera per il Papa è il primo dovere tanto più che Francesco continua a chiederla dal primo giorno.
A naso mi sembra di capire che molte poltrone piene si svuoteranno e quanto a fare quel che vuole ci pensa lui a chiamare nominatim chi lo aiuterà. Guardate come comincia con lo IOR dopo il consiglio degli otto.
Ragione di più per pregare e forza Francesco!



26/06/2013 13:50 Blas
Ma, un cattolico non cerca di fare quel che vuole ma la volontá di Dio.


26/06/2013 12:48 Roberta Pacifico
Grazie per questo commento, che condivido in pieno.
In questi giorni ho sentito molti commenti da parte di amici musicisti sullo sgarbo che il Papa avrebbe fatto, con questo gesto, agli strumentisti e ai coristi che si erano preparati per esibirsi davanti a lui.
Purtroppo, io credo che siano state le vittime inconsapevoli di un gesto più forte, che andava oltre il semplice concerto.



26/06/2013 12:12 Alberto Hermanin
Non so: non conosco il protocollo vaticano e non so dire se l’assenza del Papa ad un concerto sia un gesto di grande rilevanza, come pare, o se sia viceversa un atto quasi di maleducazione come qualcuno sembrerebbe pensare. Come posso saperlo io?
Certo, può ben essere che “qualche volta bisogna invece andarsene, lasciar vuota la sedia, sfuggire alle gabbie gentili di chi vuol mantenere lo status quo”.

La mia personale sensazione è che di riforme la Curia romana abbia certo un gran bisogno: si direbbe che l’attuale Pontefice sia intenzionato a promuoverle, e così sia. A me pare però che la ricerca spasmodica, da parte della stampa, di gesti che realizzino tali intenzioni sia francamente eccessiva, e che spesso si cada in quella che non ho alcun problema a definire “papolatria”.

Non contesto in alcun modo quanto finora ho letto sulle abitudini di Sua Santità: abiti in Santa Marta e indossi quello che crede, a me non pare siano elementi di importanza epocale. Certo finora, per quel che ho potuto leggere, ne ho apprezzato il magistero, anzi l’ho apprezzato molto: sono stato anche di persona - privilegi romani – ad ascoltare direttamente il mio Vescovo, e proprio di recente; ma nonostante la vicinanza fisica non ho potuto vederlo, perché la folla di persone in piedi sulla sedia me lo ha impedito: io sono alto un metro e novanta, peso cento chili, non sono più tanto giovane – come direbbe Woody Allen - e certo non potevo mettermi in piedi sulla sedia anche io, a rischio di incidenti assai sgradevoli.

Racconto questo aneddoto non per lamentarmi del Papa (si, domani!) ma perché esso mi è stato sollecitato dall’accenno di Beretta alla sedia gestatoria: anche qui, lungi da me contestare, comprendo benissimo il significato simbolico della rinuncia di Paolo VI, e lo condivido per quel che vale il mio parere. Resta che se il Papa fosse stato sulla sedia gestatoria l’avremmo visto senza fare improbabili gare a chi si alzava di più…..
Va bene, non sono argomenti cogenti, sono argomenti ancora meno seri dei fiumi di inchiostro versati su dove il Papa consuma la sua prima colazione.

Molto più seriamente, “pregare perché gli lascino fare quello che vuol fare”? Io prego per Lui, prego per la Chiesa, sicuro: ma a differenza di molti, non saprei suggerirgli un’agenda, confesso la mia impreparazione. Preghiamo quindi, e in ogni caso.

Annotazione a margine, e affettuoso cartellino giallo: che gli Stati Uniti si reggano “sulle ipocrisie e gli abusi” è certo legittimo pensarlo, come lo è contestarlo, magari aspramente, come avrei una gran voglia di fare; ma non credo che sia questa la sede, non so se mi spiego: lo dico con amicizia, ritengo una fortuna frequentare questo blog, e Beretta è sempre interessante e stimolante, forse l’avrei anche votato, ma lui è di Lissone e io di Roma, purtroppo…



26/06/2013 11:04 Hadassah
Tranquilli. Non ha bisogno di preghiere perché gli lascino fare fare quel che vuole. Lo sta già facendo. Quel che vuole e solo quel che vuole.
Il Papa resta monarca assoluto.
Ma questa volta pare che la cosa piaccia a tutti.



26/06/2013 10:25 gioia avella
Io lo faccio sicuramente!


26/06/2013 10:23 fab
spezzare quel protocollo di cortesie, di onori, di «doveri» che piano piano, sotto pretesto di gesti sempre buoni e giusti, alla fine finisce per piegare la resistenza di ogni ben intenzionato

penso proprio che questo passaggio centri in pieno l'intenzione vera del Papa.



26/06/2013 09:36 Federico Benedetti
La rinuncia dei privilegi è sempre ammirevole, ma buona educazione, genitilezza e rispetto per il prossimo inducono ad avvisare per tempo gli organizzatori quando si decide di rifiutare un invito.
Questo vale per i comuni invitati alla “pizzata” di fine anno della classe dei figli o ai battesimi e ai matrimoni di amici e parenti: possibile che non valga per l’ospite d’onore ad un concerto eccezionale in Sala Nervi?
Solo qualche settimana fa il Papa esortava alla gentilezza e diceva che era "importante anche per" lui.
Voglio pensare che il Papa abbia voluto dare un messaggio inequivocabile. Mi domando solo se non potesse scegliere una forma diversa.



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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto 25 libri, quasi tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa). Gli ultimi lavori sono: Fake pope. Le false notizie su papa Francesco (San Paolo), Fuori dal Comune. La politica italiana vista dal basso (Edb), Oltre l'abuso. Lo scandalo della pedofilia farà cambiare la Chiesa? (Ancora) Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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