A ovest soffia vento di giustizia
di Maria Teresa Pontara Pederiva | 07 giugno 2013
Torna attuale una domanda: «Che cosa è andato storto in duemila anni di cristianesimo per giungere ad un tale squilibrio?»

Questa volta vorrei parlare del tema della giustizia... Non un'agenda dei partiti, né riferimenti a processi in corso, un discorso un pochino più globale, direi planetario, sulla lunghezza d'onda del titolo e contenuti del mio ultimo libretto (che solo tecnicamente definiscono saggio), un discorso che più politico di così non si può, nel senso autentico del termine. Giustizia sulla terra.

È di due mesi fa un bel convegno a Washington DC promosso da alcune congregazioni di fratelli protestanti (che spesso hanno molto da insegnarci!) con un titolo che credo sarebbe piaciuto molto ai due papi del Concilio, "La tavola di Dio", definito "un passo verso una presa di coscienza del problema della giustizia alimentare da parte del mondo del nord, ricco e cristiano". A fronte di un pianeta che, dati FAO, produce risorse alimentari più che sufficienti per i suoi abitanti, i gravissimi squilibri stanno diventando insostenibili per le popolazioni povere del mondo. La tavola di Dio, nell'ottica della creazione, era apparecchiata per tutti, ma oltre un miliardo di persone nel mondo vanno a dormire ogni sera ancora affamate.

E qui la domanda che dalla Populorum Progressio (1967) in qua avrebbe dovuto non far dormire noi sonni tranquilli (ma che invece come cattolici abbiamo accantonato alla grande): "Cosa è andato storto in duemila anni di cristianesimo per giungere ad un tale squilibrio che diventa una gravissima mancanza di quella Giustizia insegnataci fin dall'Antico Testamento?".

Già che cosa è andato storto? Nulla, si potrebbe rispondere, avevamo altro da fare. O peggio: mica è colpa nostra. E di chi? La storia, il mercato, la crisi. Ah, sì la crisi. La stessa scusa quando si parla di responsabilità per il pianeta (dimenticando che stiamo discutendo della stessa cosa: abbiamo un solo mondo saccheggiato, danneggiato e ... profondamente ingiusto), mai che ci venga in mente che, se la nostra crisi è reale e drammatica, esistono altrove milioni di persone che in situazioni ben peggiori delle nostre lo sono da sempre, fin dalla nascita, se hanno avuto la fortuna (?) di sopravvivere.

Si è appena concluso qui a Trento l'8° Festival dell'economia: "sovranità in conflitto" era il tema e la questione della moneta unica e delle politiche nazionali ha tenuto banco. Ma, com'è sempre accaduto anche nelle edizioni precedenti, l'orizzonte era planetario e sono state diverse le voci che si sono levate a darci una sveglia. Quest'anno su tutte, direi, Laura Boldrini, la presidente della Camera, non per nulla proveniente dal mondo della solidarietà internazionale.

Solidarietà è un termine cristiano per eccellenza: davvero è andato storto qualcosa se dopo 2 mila anni di sovranità mondiale in mano al nord cristiano siamo a questo punto.

"Amare il pianeta come lo ama Dio" scrivevano i vescovi canadesi cinque anni fa. Bella l'immagine del figliol prodigo che dissipa le ricchezze del padre: non abbiamo fatto altrettanto anche noi lungo la storia? D'accordo nessuno l'avrebbe mai immaginato di considerare peccato ogni attacco alla creazione, come ci ricorda a più riprese il patriarca "verde", l'ortodosso Bartolomeo I, ma dagli anni '70 in qua nessuno può dire "non sapevo". Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno parole pronunciate o scritte inequivocabili.  E cosa è cambiato? Ancora nulla.

Le Nazioni Unite stimano che circa 2.300.000 bambini nel mondo muoiano ogni anno per cause legate alla malnutrizione. La Conferenza, organizzata dall'Unione Europea che si è svolta a Dublino in aprile, sul nesso tra cambiamento climatico e povertà del pianeta rivelava che in molte aree del globo, quattro persone su cinque sopravvivono grazie alle risorse agricole, prodotte in gran parte da donne e madri. Nel corso di generazioni hanno imparato a far fruttare i raccolti anche in condizioni precarie, ma oggi, con l'aumento della frequenza e della gravità di siccità e alluvioni causati dal cambiamento climatico accelerato, i loro mezzi di sostentamento sono a rischio. Se restano fermi i fabbisogni delle popolazioni ricche del pianeta (noi), entro il 2050 - quando si raggiungeranno i 9 miliardi di persone - per avere cibo per tutti occorrerà aumentare la produzione agricola del 60%. Ma non sarà possibile. Anche perché sempre più aree coltivabili del sud del mondo subiscono un neocolonialismo di ritorno: coltivazioni soprattutto per nutrire il bestiame che fornirà la carne (a noi) e coltivazioni per produrre biodiesel (ancora per noi). Ora per fare un pieno ad un SUV di medie dimensioni (di quelli che circolano per le strade italiane) occorre una quantità di cereali da biodiesel pari all'alimentazione media annuale di una persona. Sì, mentre noi riempiamo il serbatoio, all'altro capo del mondo ci sono milioni persone che non immettono nel proprio stomaco nutrienti sufficienti (e se questo accade ad un bambino entro i primi 2 anni di vita, le conseguenze sono irreparabili).

Ma non esiste solo la grave mancanza di giustizia dal punto di vista alimentare. "La salute non è uguale per tutti": lo ricordo a scuola, a conferenze, lo scrivo in giro e talvolta qualcuno ancora si trova a dire "non sapevo". Quando si accenna al termine bioetica, molti pensano subito a inizio o fine vita, ma c'è molto di più. Tra i tanti esempi: il corpo umano è ormai una straordinaria "miniera" perché non solo può essere utilizzato per i trapianti di organi o per le trasfusioni di sangue, ma è anche possibile utilizzarne cellule e geni come fattori reali di produzione di proteine rare, ormoni, enzimi, anticorpi, farmaci. La commercializzazione di prodotti di origine umana a metà fra industria e ricerca scientifica è diventata oggi una realtà in tutto il mondo occidentale (sempre noi). Gli organi da trapianto costituiscono un businnes che sta allargando, se ancora ce ne fosse bisogno, il fossato fra nord e sud. Qui il rischio è la perdita di dignità dei poveri cui vengono asportati organi per pochi soldi, se non semplicemente a gratis con l'inganno: occhi, reni e altro per soddisfare il nostro mondo ricco. E se guardiamo ai trial sui farmaci va anche peggio.

Noi parliamo di chirurgia estetica e sequenziamento del genoma, "loro" spesso sono privi della dignità di uomini e ... talvolta anche dell'acqua. L'ha denunciato di recente anche l'osservatore permanente della Santa Sede all'ONU, Francis Chullikat. Se ne parlasse un po' di più anche nelle nostre comunità. Non basta certo una raccolta di fondi (per noi il superfluo che tacita la coscienza) all'ottobre missionario ...

"Quando io do da mangiare a un povero, tutti mi chiamano santo. Ma quando chiedo perché i poveri non hanno cibo, allora mi chiamano comunista". Lo diceva con amarezza Helder Camara, il vescovo dei poveri. Ma è la tragica realtà che ci ha bloccato per decenni, forse un comodo alibi (e chi non ha mai sentito citare, a sproposito, quell'evangelico "i poveri li avrete sempre con voi"?). Ecco che cosa è andato storto: siamo andati per altre strade, e speriamo solo sia stato in buona fede.

Gli amici del Margine in quarta di copertina dell'ultimo numero citano una frase tratta da Mary Poppins "Il vento è cambiato, signore, sembra che soffi da un altro quadrante". Forse un papa venuto dal mondo povero che sogna "una Chiesa povera per i poveri", che ci ricorda che la Chiesa non è solo un'organizzazione umanitaria, perché nel povero vede il volto di Cristo, ma che "non dobbiamo avere paura della solidarietà", ci aiuterà a cambiar registro, a far soffiare vento di giustizia in occidente? 

In occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente Papa Francesco puntando il dito contro la cultura dello spreco ci ha ricordato: "Siamo chiamati non solo a rispettare l'ambiente naturale, ma anche a mostrare rispetto e solidarietà verso tutti i membri della nostra famiglia umana. Queste due dimensioni sono strettamente correlate".  

Come diceva già la Populorum Progressio 46 anni fa ...

 

13/06/2013 15:19 Yolanda Beatriz De Riso
Che cosa è andato storto? Ci siamo semplicemente evoluti e mai così velocemente, in pochi decenni , era accaduto all'umanità.
L'uomo è sempre lo stesso ma se prima, in spazi ristretti, si poteva avere la speranza di cambiare ambiente per avere risorse e possibilità ora è chiaro e percepibile che una sola è l'umanità e tutti siamo interdipendenti, corresponsabili e indispensabili, che ce ne rendiamo conto o no. Ora si deve dire come Sacharov," il mio paese è il mondo" e tutto il suo ambiente è il giardino di casa mia, anche se stà in Amazzonia.
Se gli straricchi ,i potenti e i tiranni ci sono sempre stati ,come gli schiavi e i poveri di vario genere o gli affamati lo erano però su una scala più piccola ,in spazi più ristretti. Ora i potenti e i potentati (multinazionali, poteri finanziari ,poteri nella comunicazione di stampa e rete) lo sono su scala planetaria e sono in mano a pochissimi. Così anche se è possibile essere aperti al mondo come essere umani ci si sente insignificanti e impotenti .E i mezzi di comunicazione asserviti ai poteri politici e economici ce lo confermano ogni giorno , per evitare ritorsioni. Perché loro sono pochi ma noi siamo miliardi. E sono tanti, tantissimi quelli che davvero non sanno per varie ragioni , le cose descritte nell'articolo. La disinformazione è forte e potente. L'asservimento al pensiero unico anche. Per gli addetti ai lavori sembra scontato conoscere il contenuto di tanti documenti. Ma la gente e i cristiani davvero non sanno , non sono educati ad informarsi, ed ha fatto comodo che così fosse anche alle gerarchie ecclesiastiche, per non mettersi in discussione su ruolo e finalità del proprio agire. Non è un caso che ,insisto , il ruolo della donna nella chiesa sia così irrilevante visto che la gerarchia è maschile, maschilista e pure in parte omosessuale ( l'ha detto il Papa finalmente) ma già si sapeva. Con tanta ipocrisia in tanti campi c'è bisogno di chiedersi cos'è andato storto?
C'è bisogno di un 'idea in controtendenza : CAMBIARE SI PUO',ALZATI E CAMMINA. Cambiare è possibile . ALZATI E CAMMINIAMO INSIEME, CAMBIARE SI PUO' , CAMBIARE SI DEVE.
Come? Qualche idea ce l'avrei , se interessa, per una traccia di lavoro.



11/06/2013 12:56 Fabio Bernardini
Cosa è andato storto? Il fatto che il Nord per un bel periodo Cristiano lo è stato solo di nome e adesso neanche più quello, visto che non si sono volute riconoscere le radici cristiane nella documento di costituzione Europea.

Il sistema occidentale ha sistematicamente messo da parte Cristo sostituendolo con qualcusa di più tangibile, controllabile e finalizzabile hai propri interessi: l'Economia, i cosiddeti "Mercati" e la tecnologia/scienza che di per se non è male, ma lo diventa quando la si utilizza per lo sfruttamento scriteriato del nostro pianeta.
E su questo i protestanti hanno ben poco da insegnarci, perchè alla deriva del sistema capitalistico anglosassone, diventato privo di ogni forma di etica e tutto finalizzato al profitto, non hanno saputo mettere nessun argine, anzi, c'è chi li considera addirittura i promotori di tutto questo.

Del resto, che il mondo sia ingiusto non lo scopriamo ora.
Io reputo tuttavia che ognuno di noi, nell'ambito familiare, lavorativo, comunitario, può incidere in maniera positiva attenendosi coerentemente al Vangelo.
Spesso le decisioni che prendiamo quando ci troviamo ad un bivio, non sono dettate dall'ineluttabilità causata da una società cattiva e invincibile, ma dal fatto che ci torna più comodo optare per quella strada e non per l'altra che ha priorità diverse da quelle che ci vengono propinate ogni giorno.



11/06/2013 09:51 Giorgio Venzano
por favor, lasciam perdere le organizzazioni umanitarie, Onu in primis, con le loro Boldrini. Mille anni come un giorno solo. Domanda ingenua "cosa è andato storto" Ogni peccato personale è stortura. La chiesa: ognuno docile allo Spirito che ci indica le strade della giustizia. I risultati li giudica solo Dio misericordiosamente. Non è col potere che si realizza la giustizia. Grazie a Dio sta per finire l'epoca del papa re e dei vescovi principi. Ma la zizzania rimarrà fino alla fine dei tempi.


09/06/2013 12:26 Massimo Menzaghi
"... chi si preoccupa di salvaguardia ambientale non è, come pensano i cretini, uno che preferisce gli orsacchiotti agli esseri umani, ma chi vede l’interesse comune dei due; e magari si ricorda anche della responsabilità sul creato affidata all’Uomo direttamente da Dio, secondo le parole della Genesi."

aggiungerei, ai moltissimi spunti di riflessione, anche le parole di papa Francesco su sposa del Signore e ong pietosa, che vogliono rimettere ordine nei fondamentali ma che certo non si sognano di disconoscere l'agire da cristiani e in quanto tali!



07/06/2013 23:24 gilberto borghi
@07/06/2013 21:05 maria
"il cristianesimo anzi, pessimisticamente, pensa che l'uomo per natura sia cattivo"
Ehi, capisco l'enfasi e magari la istintività nel rispondere. Perciò non credo si debba prendere sul serio questa affermazione, se no sarebbe un po' dura paralre di cristianesimo.
La creazione della natura dell'uomo non comincia da Gen 3....



07/06/2013 21:05 maria
Cosa è andato storto?. Quello che è andato storto siamo noi, ciascuno di noi, cioè gli uomini ,anche se cristiani.
Sì , perhè gli uomini, anche se cristiani, non è detto che siano "buoni"
il mito dell'uomo "buono " per natura non è un mito cristiano. il cristianesimo anzi, pessimisticamente, pensa che l'uomo per natura sia "cattivo". e la Storia da' ragione al pessimismo del cristianesimo: il mito del "progresso" è stata già ampiamente smentito dalla Storia. nessun progresso, anzi, un regresso per quanto riguarda la moralità. L'uomo del XXI secolo, non è "migliore" in nessun modo dai suoi antenati, anzi!
la "mancanza di giustizia" nella socità umana non è politica ma ontologica, cioè ha a che fare con l'ESSENZA dell'essere umano!
Chi crede che basti un diverso governo politico, una diversa organizzazione della sociètà, perchè l'uomo diventi buono e altruista nel suo intimo, non è cristiano , ma seguace di una qualsiasi utopia politica!



07/06/2013 16:07 Francsca Vittoria
Ci si ricordi di Giovanni Paolo II°, appoggiato a quella parete da dove partivano gli schiavi, a guardare lontano dove il suo pensiero lo avrà portato a quanto l’uomo ha dovuto subire dal suo simile, mi riferisco alla tratta degli schiavi ottocento-novecento, ma che in altre forme continua, e pensiamo con quale slancio in Sicilia ha ammonito quegli uomini che rendono schiavi, anche qui da noi allo stesso modo, altri simili e come non si arrivi,, la Parola ma anche il sangue versato a contrastare questa libertà di uomini che assoggettano altri ancora oggi , e a quei limiti di sostegno che si possono dare , magari non adeguati a zingari e a quelli quelli che sbarcano. Se io lo posso fare e con una solerte costanza per uno, ma ce ne sono mille di casi. Il mondo è un gigante da sconfiggere con una fionda, ma in quella fionda deve esserci la potenza di Dio!! La Chiesa dispone di una fionda !!! , Il pianeta per essere ben abitato ha bisogno di uomo che lo ami, non della sua cupidigia, di esso e della sua evoluzione si sono scritti libri, quelli si ma i suoi mali a debellarli deve essere lo stesso uomo. Per questo è venuto Gesù Cristo a insegnarceli, ma ci stupiamo che ancora in luogo di verdi foreste vi è la deforestazione, i gas avvelenano l’aria e provengono dalle nostre invenzioni, la contaminazione dei prodotti, anche dalle guerre, il materiale bellico impiegato una volta nel terreno certo non è concime che fa crescere l’erba!!! In questo mondo di 2000 anni fa a cambiare il cuore dell’uomo è venuto Gesù Cristo!!!!Quanto lo ascoltiamo? Si fa ala nelle processioni, ma si partecipa nelle piazze canore e ad altre piacevolezze simili con sopportazione perché chi detta il passo è il mondo..e vi è tolleranza verso le libertà di chi crede poterlo comperare con denaro. . Se uno è sinceramente credente faccia la sua parte per quanto piccola essa possa essere e se non avrà costruito una chiesa ma posto una sua pietra su una cappella , quello è che conta agli occhi di Dio perché ognun o è responsabile di fare il suo miracolo , a Dio spetta di intervenire se lo chiediamo. Cristo è lì e vede il mondo e vede l’impegno di chi crede in Lui, non solo ma egli è presente , non ha bisogno che siamo noi a vedere per lui, segue e segue le nostre sorti ha mandato sua Madre , non ci crediamo? Anche Lei Maria la Madre, ci sta seguendo. Il mondo è libero di credere e di non credere però Dio è anche giustizia e saprà intervenire nel momento che ritiene e questo non per stare fermi in rassegnata attesa, ma tutti i mali di cui si conosce l’esistenza sarebbe presuntuoso pensare di porvi rimedio solo in virtù di quanto in coscienza proviamo di orrore, giusta rivendicazione di giustizia, si grida a scandalo, perché non si fa abbastanza! Dio ha mandato il Figlio ed Egli non è stato da tutti accolto e lo stiamo vedendo e constatando oggi, non ieri. C’è però da dire che di Gesù Cristo ci piace considerare solo certi aspetti comodi, ma di come ha rovesciato i banchi dei cambiavalute nel tempio dedicato a Suo Padre, poco si fa menzione, è bontà infinita come Dio che perdona chi si pente però, non ha quella bontà di chiudere gli occhi , di fare concessioni, perché ha fatto dire che chi mangia del suo pane indegnamente perirà per l’eternità. Quindi non siamo noi ad arrivare a porre rimedio a tutto quanto di male esiste, a fare quella giustizia perché non siamo onniscienti né abbiamo il mandato di esercitare onnipotenza, infatti questa oggi si realizza con le armi e il denaro perché tale aspirazione alberga in tanti cuori ,ma possiamo soltanto fare e anche di più ogni giorno per essergli fedeli , e dove non ci è possibile, riconoscere che solo in Lui è il potere di pace, giustizia nel pregarlo di non voltare la testa per quanto viene fatto ai nostri simili e di e pregarlo come chiesa di venire Egli stesso perché è un mondo questo che sembra proprio andare in rovina non per colpa di incoscienza ma viene fatto con una deliberata volontà.
Si potrebbero invocare tutti gli apostoli, tutti i Papi della Storia e tutto quel popolo di Santi e pregarli di venire a parlare ognuno di essi, parlare ai loro per quante sono le lingue di oggi e di ieri, per convincere quelli di oggi a cambiare, ma è già venuto il Figlio di Dio!!! Non ci resta che pregare per ricevere l’aiuto di Dio noi e il Santo Padre che già di suo è battagliero e un senza paura.
Francesca Vittoria



07/06/2013 13:55 Alberto Hermanin
Che bel contributo Maria Teresa, grazie a te. Noi saremmo chiamati a commentarlo, ma per farlo davvero si dovrebbe scrivere un “libretto” come tu chiami ciò che altri definiscono un saggio.

Per forza di cose e senso di misericordia per il lettori del Blog, non scriverò un “libretto” ma un commento lungo si, è inevitabile.

Dunque, la “tavola di Dio” e la presa di coscienza: I cristiani tutti, le Chiese, le comunità ecclesiali, devono prendere coscienza, e dovranno quando è il caso anche gridare: che milioni di essere umani crepino di fame e di sete nel senso letterale del termine è una vergogna totale, non meno grave dello sterminio di innocenti che il mondo sviluppato conduce ogni anno con gli aborti. Non sarà proprio, qui, il caso di tirare qualche freccia a questo o quel Papa, il magistero dei quali in materia è sempre stato chiarissimo. A non dire dell’immenso sforzo di aiuto che la Chiesa conduce sul piano concreto e diretto attraverso le sue tante manifestazioni ecclesiali, in prima linea nel servizio agli ultimi.

“Di chi la colpa”? Tu ti interroghi, e giustamente fai uso del sarcasmo dandola alla Storia, al mercato, alla crisi. Comprendo il tuo sarcasmo: ma come si fa davvero a parlare della “nostra” crisi di fronte anche solo alle cifre dello sterminio per fame? E’ come se un uomo, cui è stato appena diagnosticato un melanoma inguaribile e pochi mesi di vita, lamentandosi con un amico si sentisse rispondere “non me ne parlare, guarda, io ho un raffreddore di quelli….”
Già: ma è invece a dispetto del tuo e mio sarcasmo proprio la storia che è in grado di offrire alle nostre domande destinate a restar tali non dico delle risposte ma almeno qualche strumento interpretativo. Ci tornerò sopra.

Amare il pianeta come lo ama Dio: sacrosantissimo il tuo richiamo e aggancio fra la questione ambientale e la giustizia: chi si preoccupa di salvaguardia ambientale non è, come pensano i cretini, uno che preferisce gli orsacchiotti agli esseri umani, ma chi vede l’interesse comune dei due; e magari si ricorda anche della responsabilità sul creato affidata all’Uomo direttamente da Dio, secondo le parole della Genesi. E anche qui, non sarebbe proprio male se tanti cattolici provassero, tanto per cambiare, ad ascoltare quanto il magistero ha detto loro sul tema, lo hai giustamente ricordato: dagli anni '70 in qua nessuno può dire "non sapevo".

Bioetica: grazie per averci ricordato che non esistono solo l’aborto e l’eutanasia, mi permetto di aggiungere un dato divertente, se non fosse orripilante: nel 2009, un trionfo liberista si è celebrato nell'estremo oriente, quello che gli economisti un tempo definivano il regno delle tigri asiatiche (alludendo ovviamente al dinamismo capitalistico, non certo agli sfortunati felini i cui ultimi esemplari stanno crepando in poche riserve). Si, un significativo trionfo: via libera del parlamento di Singapore, infatti, alla legge che legalizza il mercato degli organi tra vivi. I prezzi saranno determinati in base alle richieste.

“Quando io do da mangiare a un povero, tutti mi chiamano santo. Ma quando chiedo perché i poveri non hanno cibo, allora mi chiamano comunista”. Qui si deve per forza tornare, come dicevo, sul piano della storia. Io non so per mia ignoranza, se fosse o meno giustificata l’accusa di “comunismo” rivolto a Helder Camara. E’ più che probabile che fosse un modo per sottrarsi alle sue scomode riflessioni, non dico di no e non lo so, ma il punto non è questo.

E’ un fatto, che piaccia o non piaccia ai molti nostalgici, che l’instaurazione del sistema comunista ha prodotto degli effetti economici negativi (in caso contrario, fra l’altro, non sarebbe crollato): a non dire degli altri aspetti che sono comunque importanti (tirannia, partito unico, repressione, milioni di morti ammazzati per presunto “dissenso” etc etc).

Già, ma ora? Senza pretendere di avere una soluzione in tasca mi sembrerebbe difficile, se non addirittura impossibile, negare che anche troppo spesso la prosperità degli uni (pochi, noi) è funzionale alla povertà, alla fame, alla morte degli altri (tanti, loro). Tu ne fai qualche esempio concreto, come nel caso dei prodotti agricoli pensati in funzione dei nostri consumi, che fanno poi crepare di fame i locali, ma molti altri se ne potrebbero fare.
Qui la questione, dici bene, diventa appunto storica, e quindi politica: ed è solo ovvio, premesso che semplicemente non si può dirsi cristiani e disinteressarsi di tutto ciò, che poi nella ricerca delle soluzioni concrete, appunto politiche, si possa divergere, e anche di molto. Io di certo non sono in grado di dare indicazioni, e poi questa non sarebbe la sede.

Alcune riflessioni che posso definire “prepolitiche” penso però che possa essere di qualche interesse sottoporvele, e perdonatemi se ragiono all’ingrosso. A me pare di capire che sempre più si stia operando una divergenza fra gli obiettivi propri del liberalismo e quelli del sistema economico capitalistico. Mi pare che, in funzione dell’allargamento espansivo dei consumi, sia in corso una vera e propria aggressione all’impianto etico del liberalismo classico, di cui vengono incoraggiate le derive nichilistiche mentre se ne neutralizza il cuore (diritti e doveri dell’uomo) fino a dichiararlo addirittura “fondamentalista”.
Il tutto in un quadro, di fatto sopraffattivo, di “ecomicismo”, di prevalenza direi quasi isterica di argomenti della scienza economica (la quale fra l’altro non è e non sarà mai una scienza esatta) su qualsiasi altro riferimento. Morale individuale, serietà dell’impegno pubblico e istituzionale, equilibrio giuridico, tutto pare travolta dal nuovo dio economico. Aggiungerei, con questi bei risultati.
Non sono il solo, naturalmente, ad avere queste sensazioni, e forse gioverà ricordare che simili considerazioni, naturalmente molto meglio espresse, fanno parte del bagaglio di affermazioni di filosofi, studiosi, e uomini politici tanto di “destra” quanto di “sinistra”, per quel che valgono orami queste distinzioni.

Si potrebbe dire, che importa a noi delle sorti del liberalismo? Ma questa sarebbe davvero una considerazione sciocca, perdonatemi: qui non si tratta di polemiche fra Cavour e Pio IX, qui si tratta di trovare un comune denominatore etico che consenta ai cristiani di interagire con i molti che cristiani non lo sono e agire insieme in difesa dell’umanità, e scusate se è poco. Ecco perché, fra l’altro, la denuncia del relativismo che è di tutti i Papi, nessuno escluso, non è un portato “fondamentalista” come pensano gli imbecilli, ma è un grande servizio reso all’intera umanità: aggiungerei che si tratta, più o meno consapevolmente, di una grande battaglia “laica”, sissignore.

Soluzioni politiche certo non ne ho, non ho la competenza nemmeno per immaginarle: ma penso che sarebbe già una bella cosa se almeno chi sarà, chi è chiamato a trovarle partisse almeno dalla consapevolezza di questo processo storico in corso: che ha a che fare, eccome, con i milioni di poveri cristi morti di fame, con la vendita degli organi, con lo sfracello ambientale che determina altra fame, altra disperazione, altra morte.

Hai ragione Maria Teresa: la Chiesa lo dice da tanto, e nessuno se la fila. E quando mai il mondo ha dato retta a Cristo? Noi però sappiamo che le grida del povero giungono al Padre, e sono ascoltate. Noi speriamo oltre ogni speranza. E qualche volta (sempre troppo poco) qualcuno di noi fa seguire alle parole i fatti. Io intanto prego, mi tengo informato: e quando voto, o agisco nella società civile, di queste cose non mi dimentico. Lo so che è poco, credimi, che Dio ci perdoni tutti.



07/06/2013 10:47 Francesca Vittoria
I Papi che finora hanno diretto le sorti della Chiesa, a questi Papi che conosciamo contemporanei non si può certo imputare disattenzione sulla china in discesa che le Chiese si trovano, hanno lavorato con oculatezza ma la gramigna è cresciuta copiosa tanto da non far respirare il grano buono, questo c’è, c’è stato ma non copioso. Come stiamo assistendo alluvioni di inusitata portata invadono e causano danni, già anni fa gli scienziati facevano sentire la loro voce circa segnali e attenzioni di cui tenere conto, come i gas di scarico, effetto serra, inquinamento che danneggia la salute e sembra che tutto questo emerga in questi giorni e ad aggravare la situazione le guerre, si insiste su questi mezzi di rivincita, di conquista, di mezzi cui ricorrere per ottenere giustizia. Strano che al punto in cui ci troviamo, così intelligenti da poter intervenire sull’uomo – corpo umano, non si sia fatto niente, non ci sia un think tank in cui trattare la cecità morale che non fa - per pochi - . Quando una persona rende per il suo lavoro la si paga a peso d’oro proprio perché fa guadagnare molto ad altri, è strumento, diventata macchina , eppure tutto questo non lo si vuole dire con parole di verità ma sempre si usano le più belle, regole rispettate, onore alle capacità straordinarie, etica …Si forse è l’ora che un tavolo vi sia e che a capotavola si parli della vera giustizia, in che cosa consiste e come sia l’uomo messo come soggetto intelligente da esaminare, da curare non l’aspetto carnale, ma che cosa è diventato!!!!Dov’è la famiglia tanto per cominciare, dov’è la famiglia secondo quella di Nazareth!!!Se ci fosse, la società non sarebbe diventata quello che è, perché quella di Nazareth si reggeva su un certo amore che sapeva anche rinunciare alle comodità per assicurare ai propri componentii l’attenzione verso la persona, una ricchezza in affetto!!!.Ecco il predicato cristiano, che se le cose non sono così non è la Chiesa che ha sbagliato, anche se vi sono stati errori commessi da singoli uomini e che possono aver influito a danno dei credenti più deboli, così come le guerre del resto dove chi comanda è sempre al sicuro, no la Chiesa siamo tutti noi, il Vangelo vuole la incarnazione del Figlio di Dio della sua Parola..se la si rifiuta, la si legge meno, eccone i risultati!!!. Non serve essere acculturati se anche non li si incarna!!! Le omelie del Santo Padre puntano proprio a far aprire gli occhi in modo da non poter sfuggire alla verità, è questa verità che non piace, troppi sono gli interessi altri e il Santo Padre non permette si usi il Vangelo per mascherare altre verità nascoste, l’ipocrisia. Se vogliamo essere Chiesa si deve uscire dalle oasi tranquille e, come Gesù Cristo camminare nella società con olio e vino della Parola , anche senza bisaccia di denaro, ma è la Parola stessa unguento sulle ferite! Il Signor Cardinale di Torino Nosiglia ha lanciato un’idea quella di aprire sportelli di solidarietà morale è ha indovinato perché prima ancora della povertà materiale è lo spirito che va rinsaldato, c’è troppa solitudine dentro la persona che pensa a finirla con la vita; e non solo questo, ma si pensi ai giovani che vedono un mondo dove il denaro conta a dare importanza alla persona, è lì che anche a loro è venuto meno un progetto educativo basato sui valori morali, anzi questi giovani non hanno trovato insegnanti, il crocifisso non interessa perché non è del mondo!!! per questi mali manca l'unica medicina che oggi non si trova in farmacia, ma nel "focolare domestico" che non è sempre acceso o il carburante non genera più la fiamma che riscalda i cuore e i sentimenti senza questo calore, muoiono, inaridiscono e tutta la società ne risente. Il sostegno dell’amore , quello della famiglia di Nazareth, povera ma ricca di amore fedele e generoso disposto a rinunce per questo bene .
Francesca



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Maria Teresa Pontara Pederiva

Maria Teresa Pontara Pederiva, trentina (1956), sposata con Francesco, ha tre figli. Laureata in scienze naturali a indirizzo ambientale a Padova (1978) e diplomata in scienze religiose all’FBK di Trento (1990), ha insegnato scienze naturali per 39 anni nella scuola provinciale trentina. Nella Chiesa di Trento lavora, insieme a Francesco, nella pastorale famiglia e cultura-università, oltre che nella propria parrocchia.

Giornalista freelance dal 1984, si è occupata di famiglia, giovani, scuola, attualità ecclesiale e pastorale, ecumenismo, bioetica, salvaguardia ambientale e custodia del creato.

E’ stata tra i fondatori e redattori delle riviste Il Margine e Didascalie (La rivista della scuola trentina). Attualmente collabora perlopiù con il portale Vatican Insider-La Stampa, le Riviste delle Edizioni Dehoniane e i settimanali diocesani Vita Trentina e Il Segno.

Tra i libri pubblicati assegna un posto speciale a La Terra giustizia di Dio. Educare alla responsabilità per il creato (prefazione di Giancarlo Bregantini) EDB 2013.

 

 

 

 

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