Il blocchista cattolico
di Roberto Beretta | 05 aprile 2013
Siamo abituati a comprare «a blocchi»: o tutto, o niente. Eppure la fede non richiede tanto, anzi in realtà desidera proprio il contrario

«Blocchisti». Da noi li chiamavano così, e forse ancora li chiamano, quei commercianti che comprano stock interi di merce ­ - abbigliamento, calzature, oggettistica varia - «in blocco», senza distinzioni, a prezzo di forfait oppure con un costo unitario indifferenziato, un articolo per l'altro. Portano via tutto e poi fanno la cernita, scoprendo magari che qualche pezzo è stato sopravvalutato mentre in genere - se l'acquirente è abile - la maggioranza spunterà margini superiori a quanto speso.

Ecco, non capisco perché per il mondo ecclesiale sembra pacifico che i buoni fedeli debbano comportarsi come «blocchisti»: ovvero compratori obbligati e felici del tutto compreso, convinti a ingoiare senza fiatare e ad occhi chiusi ciò che Santa Madre Chiesa gli apparecchia, che siano bocconi amari oppure prelibatezze raffinate.

Perché - faccio un esempio - nella pratica ecclesiale il comportamento di vescovi e cardinali va sempre pubblicamente difeso, solo per il fatto che portano le insegne della gerarchia? Come mai le iniziative clericali, sui mass media cattolici, sono costantemente esaltate con attitudine degna del più smaccato ufficio stampa, anzi di un'agenzia pubblicitaria? Per quale motivo è reputata normale l'accettazione «in blocco» di ciò che nasce da curie, diocesi e parrocchie, mentre ogni tentativo di critica sembra un attentato alla comunità cristiana?

Credo che se, due giorni prima dell'evento, qualche giornale «laico» avesse insinuato la possibilità di imminenti dimissioni del Papa, come cattolici avremmo sparato bordate contro la sacrilega ipotesi, frutto senza dubbio di ignoranza teologica, di inimicizia anticlericale, se non di qualche complotto «laicista». Poi invece l'incredibile è avvenuto e abbiamo sorbito pagine di miele in cui si elogiava il gesto di Benedetto XVI, che dimostrava un grande amore alla Chiesa e un'enorme umiltà, nonché la somma fede, eccetera eccetera. Il vecchio ritornello per cui - qualunque cosa abbia fatto, faccia o farà ­il Papa - è perfetta, eccellente, giusta, adeguata, santa: a prescindere.

Noi cattolici siamo abituati a comprare «a blocchi»: o tutto, o niente. Eppure la fede non richiede tanto, anzi in realtà desidera proprio il contrario. Anche perché altrimenti ­- di fronte a scandali documentati quali Vatileaks o la pedofilia del clero - per coerenza il credente dovrebbe soltanto andarsene sbattendo la porta. Invece gli è richiesto di esercitare in modo responsabile lo spirito critico, di discernere, di giudicare (e condannare) il male - anche se l'abbia commesso un tipo vestito di porpora - mantenendo tuttavia la sua fiducia nel messaggio evangelico.

E allora perché questa sana regola non vale in modo preventivo? Come mai continuiamo a dipingere la Chiesa come «il migliore dei mondi possibili», negando a priori che nei meccanismi ecclesiastici si annidino pericoli, debolezze, vizi, meschinità, colpe? Una Chiesa «cattiva» esiste, e smascherarla è un dovere - non uno «scandalo», come spesso si dice predicando il silenzio «virtuoso» sui comportamenti anche più peccaminosi... Davvero avremmo bisogno, all'interno degli ambienti cattolici, di un'informazione seriamente indagatrice, che tutelasse i credenti sinceri prevenendoli da amarissime delusioni; e la critica varrebbe tanto più negli ambienti più spirituali, dove si fa passare per merito l'accettazione tacita, passiva, supina di quanto fanno «i superiori», di fatto soggiogando i piccoli e i deboli. Quante ne abbiamo viste, ormai, di aberrazioni e abusi da parte di persone che si facevano passare per santi! Credo che il popolo cristiano potrebbe persino chiedere conto, ai suoi pastori (ma anche ai suoi giornalisti, perché no?), di essere stato imbrogliato nella sua buona fede.

 

08/04/2013 18:04 Leonardo Scandellari
Ringrazio Roberto Beretta di questa riflessione. Non entro nella discussione se nella Chiesa esista o non esista questo blocchismo, per non ricadere in quella stessa mentalità. Dico solo di essere stato aiutato a scoprirmi malato di blocchismo non solo in rapporto allo sguardo sulla Chiesa.


08/04/2013 14:34 Fra
@ Federico B.
Se è per questo, allora sarebbe bastato il solo articolo di Beretta a dimostrare che il blocchista cattolico non esiste.
Però secondo me Beretta ha evidenziato che il "non-blocchista" esisterebbe, ed esiste, ma viene ignorato a livello gerarchico, e/o comunque ritenuto da buona parte dell'opinione ecclesiale come un "fedele non buono" .
Infatti Beretta ha scritto:
"... perché per il mondo ecclesiale sembra pacifico che i buoni fedeli debbano comportarsi come «blocchisti»...
... nella pratica ecclesiale il comportamento di vescovi e cardinali va sempre pubblicamente difeso, solo per il fatto che portano le insegne della gerarchia?"



08/04/2013 13:58 Federico Benedetti
Gli ultimi quattro commenti sono la dimostrazione che il "blocchista" cattolico non esiste e che l'analisi proposta è perlomeno "superata" da una realtà ben diversa.


06/04/2013 17:20 Mery
Quando, finalmente, tutti i nodi verranno al pettine, dopo quello della pedofilia del clero, e se ne parlerà serenamente a tutti i livelli, dal Papa all'ultimo dei fedeli, ovviamente affrontandoli, potremo finalmente girare pagina e non staremo più qua a discutere se un problema esiste o se abbiamo le allucinazioni, se se ne può parlare o se è un sacrilegio farlo e soprattutto a dare del sepolcro imbiancato a chi "dice" che la casa brucia.
C'è solo da aver pazienza. Come Chiesa abbiamo tempi "biblici".



06/04/2013 08:55 Fra
@ Massimo Menzaghi:
"... proprio perchè sappiamo che non siamo noi gli artefici della salvezza non dovrebbero esserci problemi ad esercitare serenamente lo spirito critico, invece, in palese contraddizione, si scopre che ... esprimere un giudizio equivalga ad andare contro il primo comandamento..."
Grazie per questa logica riflessione cui non avevo esplicitamente pensato. Aggiungerei che esercitare uno spirito critico - senza acredini, possibilmente, per quanto difficile - non è affatto in contrasto col Vangelo, anzi!



05/04/2013 21:50 Massimo Menzaghi

mi sono già scaldato più volte su questi temi...
per me ci sono dei punti fermi che vengono prima del provocatorio/fraterno/responsabile/travi/pagliuzze...
dice Fabio, ironicamente: "... ed io che pensavo fossero tutti angeli e putti..."
vorrei provare ad invitare ad una riflessione che mi pongo da tempo, così magari aiutate anche me: Gesù si è fatto uomo, ha scelto degli uomini e ha affidato ad un uomo la guida della sua Chiesa; la Chiesa si fonda su Cristo e vive di Cristo ma è affidata a degli uomini (fin qui spero tutti d'accordo);
la risposta classica e ritrita (se ne fa cenno anche nell'articolo) quando capita qualcosa per colpa di qualcuno di questi uomini è ricordare che la Chiesa non è certo sopravvissuta 2000 anni grazie agli uomini che ne hanno combinate di cotte e di crude, ma grazie a Cristo; fin qui continuo ad essere d'accordo, quello che fa cascare tutto il palco è il passo successivo: proprio perchè sappiamo che non siamo noi gli artefici della salvezza non dovrebbero esserci problemi ad esercitare serenamente lo spirito critico, invece, in palese contraddizione, si scopre che "...Tutti i cattolici si sentono "adulti" e in pieno diritto di criticare la Chiesa e dissentire dalla gerarchia, papa compreso..." quasi che esprimere un giudizio equivalga ad andare contro il primo comandamento...
Fin qui sarebbe quasi solo folclore, peccato che poi di fronte a scandali enormi la carità, la fraternità e le pagliuzze diventano di fatto omertà, negazione dell'intelligenza (nel senso di capacità di cogliere l'essenza delle situazioni) e offesa della verità... e qui non ci sto più, ma proprio per niente!
Altra cosa che ho sottolineato altre volte senza interlocuzioni nel merito è il concetto di responsabilità associato alle gerarchie cattoliche che a mio avviso richiede una riponderazione tra trave e pagliuzze: a certi livelli anche un granello di polvere sarebbe troppo, perchè noi possiamo anche puntare il dito, ma c'è chi con arroganza pensa di potersene fare addirittura un baffo... e trova pure chi li difende a prescindere.
Insomma, nel dubbio, io sto con il ragionamento che fa Beretta..., almeno finchè non arrivi qualche segnale che ci consenta di affidarci un po' più serenamente!




05/04/2013 16:16 Carolina
Articolo molto interessante. Desidero citare un passo dal Vangelo di Matteo (23, 23-28) prima di commentare.
“23 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta, dell'aneto e del comino, e trascurate le cose più importanti della legge: il giudizio, la misericordia, e la fede. Queste sono le cose che bisognava fare, senza tralasciare le altre. 24 Guide cieche, che filtrate il moscerino e inghiottite il cammello. 25 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pulite l'esterno del bicchiere e del piatto, mentre dentro sono pieni di rapina e d'intemperanza. 26 Fariseo cieco, pulisci prima l'interno del bicchiere e del piatto, affinché anche l'esterno diventi pulito. 27 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaiono belli di fuori, ma dentro sono pieni d'ossa di morti e d'ogni immondizia. 28 Così anche voi, di fuori sembrate giusti alla gente; ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità.”

Io sono cattolica ma non ingoio senza fiatare certi bocconi amari, anzi, nel mio piccolo e nelle mie possibilità cerco di cambiare le cose, di lottare per il bene e per la verità ed esigo spiegazioni con conseguenti sanzioni per il male commesso, che sia commesso da un tizio vestito di porpora o da un tizio con uno stetoscopio al collo.
Il punto cruciale è, credo, sempre lo stesso: guardiamo la trave che sta nel nostro occhio prima di guardare sempre le pagliuzze negli occhi degli altri.



05/04/2013 16:08 Fabio Bernardini
Provocatorio: si, responsabile: meno, fraterno: haimé, neanche per l'anima.


05/04/2013 15:47 Federico Benedetti
Concordo con l'intervento di Fabio Bernardini.
Tutti i cattolici si sentono "adulti" e in pieno diritto di criticare la Chiesa e dissentire dalla gerarchia, papa compreso.
Non vedo proprio difese ad oltranza. Anzi, va di "gran moda" l'esatto contrario.
Capisco la gran voglia di azzittire qualche rarissima anima pia che ancora si ostina a vedere il bene nella Chiesa, ma qui si rappresenta un "mondo ecclesiale" che non esiste più da un pezzo.



05/04/2013 14:58 Lorenzo Cuffini
Caro Roberto, segnalazione azzeccata.
Nel primo caso si sembrerebbe mettere l'accento sulla necessità di essere esplicitamente " per " ( criticando l'ignavia di chi tace, senza mai appoggiare apertamente nulla).Nel secondo sulla necessità di "non essere contro"( e ci si potrebbe vedere una critica al criticume a pioggia).
Se ne facciamo una lettura combinata, delle due interpretazioni prese in questo modo, ne salta fuori un binario assai stertto, mi sembra....
Ma io non sono un esegeta, e lascio volentieri a chi è titolato a farlo il privilegio di rompercisi la testa. Mi basta sapere che Gesù nel Vangelo sembra stimolare, e molto decisamente, un solo tipo di feroce e spassionato spirito ciritico: quello nei confronti di noi stessi e delle nostre belle travi piantate negli occhi. Sul resto, in particolare sul fustigare di gusto il dorso - che è rigorosamente quello degli altri- mi pare che non ci siano inviti.
( Quanto alla strumentalizzazione da parte dei fascisti, questa non è stata l'unica.Né sono stati, e sono, solo i fascisti, a strumentalizzare Cristo, cristianesimo, papi e Chiesa cattolica.Nè sono mancati, purtroppo, pezzi e pezzetti di Chiesa che hanno strumentalizzato il fascismo. Questo per dire che , anche qui, le colonne dei buoni e dei cattivi sulla lavagna non sono poi né rigide, né schematiche, né scontate.)



05/04/2013 14:38 alessandra
"Esercitare in modo responsabile lo spirito critico". Credo che stia in questa frase il succo dell'ottimo intervento di Roberto Beretta. Una frase da recitare come un mantra quando ci troviamo (noi giornalisti) a scrivere di argomenti ecclesiali o anche semplicemente operare all'interno della Chiesa. E' da tenere nel conto che saremo guardati come quelli di cui ci si può fidare fino a un certo punto. Un aneddoto: durante la Settimana santa, in curia un sacerdote mi saluta affettuosamente appellandomi "oh, la stampa quasi cattolica!". E io: "La stampa è quasi, io sono cattolica".


05/04/2013 13:56 Fra
Grazie a Roberto Beretta. Pungente ed ironico come sempre, coglie nel pensiero di tanti esprimendolo in maniera chiara e provocante q.b.
Leggo sempre i suoi articoli con estremo interesse e godimento!



05/04/2013 13:28 Christian Albini
@Roberto In realtà il mistero sui detti di Gesù non è proprio tale. C'è una sfumatura che spesso sfugge ed è accaduto anche a te (io ci ho messo anni ad accorgermene). In Mt 12,30 dice: "Chi non è con ME, è contro di ME", mentre in Mc 9,40: "Chi non è contro di NOI, è per NOI".

Il punto è la differenza tra il ME e il NOI. Quello che conta è essere con Gesù: amare come lui ha amato, agire come lui. Anche se non se ne è consapevoli e non ci si considera cristiani (v. il giudizio finale di Mt 25). Alla fine della vita saremo giudicati sull'amore (Giovanni della Croce).

La chiesa, allora, non è un partito e per questo motivo non si sente nemica di nessuno: chi non è contro di noi, è per noi. Questo vale per ogni persona che sinceramente ama e sinceramente cerca la verità, che sia atea, musulmana o quant'altro.

E' quando si entra in questa prospettiva che si esce dalla logica dei blocchi e si riesce ad esercitare uno spirito sanamente critico. Senza correzione fraterna (e sottolineo il fraterna che dice tutto) la comunione ecclesiale sarebbe ipocrisia.

Il che naturalmente non esenta mai dall'autocritica, che non dovrebbe sempre venire prima. E' molto bello lo scritto di Bergoglio sull'umiltà pubblicato da EMI che, riprendendo Doroteo di Gaza, esorta sempre a esaminare innanzitutto se stessi.



05/04/2013 11:53 giampix
ma beretta ci ha fatto una carriera sull'essere bastian contrario e sulla critica, figurati se può lamentarsi lui, la chiamano libertà di espressione, giornalismo, guai a toccarla.semmai saremmo noi a chiedere che oltre alla critica qualcuno portasse anche qualcosa di positivo agli altri...
forse starebbe meglio nell'ambito riformato, dove vige maggiore disciplina, ma la tradizione cattolica è "secondo il tutto", unità nella diversità, fiducia preventiva nel fratello, misericordia e comprensione, umiltà nel giudizio, stima per chi interpreta la fede in modo diverso da me. perchè solo Dio misura la fede personale, la chiesa si limita all'ortodossia dei contenuti. quindi eviti di dare giudizi sulla fede altrui.e goda della forma cattolica, dove anche i pungolatori come lei trovano uno spazio.



05/04/2013 10:45 Roberto Beretta
Solo per segnalare a Lorenzo che, curiosamente, la citazione "Chi non è con noi, è contro di noi" (Mt 12,30), oltre ad essere stata strumentalizzata dai fascisti, è forse l'unica che nel Vangelo ha anche una seconda versione nettamente opposta: vedi Mc. 9,40, «Chi non è contro di noi, è per noi!". Gli esegeti ci si sono rotti sopra la testa, ma forse vorrà dire qualcosa...


05/04/2013 09:25 Fabio Bernardini
Ma Beretta in che paese vive mi chiedo?! Era riuscito a fare un articolo condivisibile in questo anno che frequento il Blog, ed ecco che torna con la stessa tiritera di sempre.
Blocchisti? Ma dove, ma chi, ma quando? Come dice bene Lorenzo, il cui commento condivido totalmente, si fa a gare a sbertucciare papi e vescovi.
Eppoi sulla questione che esiste una Chiesa cattiva, ma va?! Veramente? Ed io che pensavo fossero tutti angeli e putti.

Beretta, ma per favore...



05/04/2013 01:12 Lorenzo Cuffini
Ragionamento che non fa una grinza, quello di Roberto.
Sulla carta, però. Perché porta in sé un po' germi letali che ne ammazzano, o perlomeno ne avvelenano, gli sviluppi.
Il primo.Nel tentativo di stigmatizzare il "ragionare a blocchi", si fa la stessa cosa:il "blocco", in questo caso, sarebbe quello dell'uniformarsi a uno spirito critico e fustigatore, posso chiamarlo per intenderci neosavonaroliano?
Il secondo. Che "la fede non richieda tanto, anzi in realtà desideri proprio il contrario" è un'opinione rispettabile, magari condivisibile, ma azzardata. Non fosse altro perché restano alcune parole tipo " chi non è con me è contro di me "che non aiutano una furia puriificatrice, magari con ottime intenzioni moralizzatrici.Terzo.Negare che la Chiesa cattiva esiste è , oltre che sbagliato, impossibile e anticristico. Impegnamoci pure tutti quanti a smascherarla, ma ad una condizione irrinunciabile: tenere presente che senza Cristo, non possiamo nulla, e questo vale per tutti, ma proprio tutti noi che siamo nella chiesa.In moltissimi casi si vedrà come sia difficile fare la lavagna con su scritto "buoni" e " cattivi"sic et simpliciter. Questo non significa far finta che siamo tutti buoni, ma nemmeno pensare che con una occhiuta vigilanza ogni male sarà definitivamente estirpato.A diversi livelli il male è presente in tutti noi- e dai nostri poveri interventi si evince con sufficiente chiarezza-, indulgere al baco di additare i brutti e cattivi con la giusta forza sorvolando sul fatto che non siamo mai noi che parliamo ( ma com'è questo prodigio?!)quei brutti e cattivi, e dando per scontato di essere dalla parte dei "credenti sinceri"( e chi li certifica, tra l'altro?!)è irreale e pregiudiziale, e taglia le gambe alla forza del ragionamento intero.
Per il resto, i giornalisti facciano il loro mestiere,i pastori anche, e noi, soprattutto noi, ciascuno per la sua piccola parte, pure. Ma chiamarsi fuori in nome di una presunta innocenza e autocertificata condizione di piccolo e debole- quando magari si prevarica poi alla grande, c'è sempre modo di trovare qualcuno ancora piu' piccolo e ancora piu' debole- è fuorviante e illusorio.Il rischio è quello di finire a trombonare come i vecchi indignati con il loro bravo sasso in mano, che in ottima fede e divorati da zelo moralizzatore , stavano a lapidare la malcapitata adultera.
Quanto poi al rispetto condizionato per le gerarchie, spernacchiate in blocco e singolarmente nei vari rappresentanti, papi compresi, da destra, da sinistra, da fuori e da dentro,francamente mi domando oggi dove sia finito.Anche qui, basta uno sguardo, e molto di sfuggita, a qualunque blog cattolico per rendersene agevolmente conto...



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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto 25 libri, quasi tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa). Gli ultimi lavori sono: Fake pope. Le false notizie su papa Francesco (San Paolo), Fuori dal Comune. La politica italiana vista dal basso (Edb), Oltre l'abuso. Lo scandalo della pedofilia farà cambiare la Chiesa? (Ancora) Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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