Cronache dal Conclave
Tra la folla anch'io in piazza San Pietro
di Fabio Colagrande | 13 marzo 2013
Il desiderio di conoscere, vedere, anche la curiosità spicciola, è voglia di esserci, partecipare

Lascio la redazione poco dopo le 17.30 e corro su per via della Conciliazione per raggiungere piazza S. Pietro. Intanto, sul mio telefonino vedo le immagini di mons. Marini che chiude le porte della cappella Sistina dopo aver dato l'Extra omnes. È il primo segnale che questo Conclave dell'era del web 2.0 può riservare sorprese mediatiche. Raggiungo il sagrato della basilica vaticana sotto una pioggerellina sottile e resto colpito dalla distesa di ombrelli in placida attesa. Eppure, com'è stato ricordato in sala stampa, la prima fumata nera del 2005 fu solo alle 20.04.

Incontro turisti e pellegrini di varie nazionalità. Ci sono gli austriaci che fanno il tifo per Schonborn e la signora brasiliana amica di famiglia di Scherer. Ma non prevalgono i nazionalismi. C'è anche il fratello di Manuela Orlandi, immobile, che tiene per mano la sua bambina e fissa anche lui il camino. In tutti c'è la sincera speranza di avere un Papa santo, che sappia annunciare il Vangelo con il sorriso e tenere la curia con polso fermo. Ai lati della facciata della Basilica quattro megaschermi, due per lato, inquadrano, impietosamente, il famoso comignolo della Sistina. Lui sta lì, semplice e impassibile, quasi stupito di tanto interesse. Poi mi guardo intorno e resto anch'io stupito. La gente aumenta a dismisura. La piazza, dall'obelisco in poi, è quasi piena. Eppure si sa che la prima fumata difficilmente è bianca. E comunque il primo voto serve a prendere le misure sui candidati più forti, quelli verso i quali lo Spirito soffia più forte, non è mai decisivo. Anzi, i 115 cardinali elettori potrebbero addirittura decidere di non votare. Allora cosa è successo?

È chiaro che il primo conclave dell'era digitale è seguito in tutto il mondo con una curiosità nuova e particolare. Inoltre, la rinuncia di Benedetto XVI ha riacceso l'interesse, anche di molti non credenti, lontani dalla Chiesa, per la figura del Successore di Pietro, per il suo ruolo di leader religioso alle prese con sfide globali. Il tutto, nella settimana in cui s'insedia il parlamento italiano in un clima ancora più incerto. E c'è chi spera che lo Spirito santo scenda anche su altri palazzi...

Ma soprattutto c'è chi, nella Chiesa, è infastidito da questa curiosità del mondo 'esterno'. Un po' come qualcuno si lamentava del grande afflusso di non credenti, otto anni fa, ai funerali di Giovanni Paolo II. Ma è un abbaglio. Il desiderio di conoscere, vedere, anche la curiosità spicciola, è voglia di esserci, partecipare. Magari equivocando il significato spirituale di certi gesti e simboli. Ma è un bisogno, un desiderio che deve solo allargarci il cuore. Facciamoci trovare pronti a dare ragione della nostra speranza.

E intanto teniamo il naso all'insù verso quel comignolo. Ah, ecco, è nera, Indubitabilmente. Il comignolo è avvolto da un nuvolone nerissimo. Sembra quasi vada a fuoco la Sistina. Ma è solo un'impressione, per fortuna. Oggi si ricomincia col naso all'insù.

13/03/2013 15:43 Alberto Hermanin
E bravo Colagrande, bravo, e grazie: sempre pronti a rendere conto della speranza che è in noi. Porta inferi non praevalebunt (a dispetto, direi dei nostri sforzi e di tutte le nostre troppe volte inutili polemiche)…….


13/03/2013 15:29 Fra
Bello, grazie!


13/03/2013 13:21 assuntas
...non solo il naso:
sursum corda!

(Grazie, Fabio, per questo racconto così vivo)



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Fabio Colagrande

Fabio Colagrande, nato a Roma a metà dei favolosi anni Sessanta, lavora da vent'anni alla Radio Vaticana come giornalista e conduttore di programmi in diretta. Collabora con L'Osservatore Romano e altre testate cattoliche. Per alcuni anni, ai microfoni di Radio Due, si è occupato di cultura e intrattenimento.

Autore, regista e attore di teatro, per diletto, nel 1995 ha fondato una compagnia tuttora sulla breccia. Felicemente sposato, ha due figli, che spera mettano su un gruppo rock e lo facciano cantare, ogni tanto. Cura un blog personale intitolato L'anticamera del cervello.

 

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