Conclave, non solo un nome
di Aldo Maria Valli | 07 marzo 2013
Forse per la prima volta nella storia della Chiesa, si va verso un conclave discutendo della forma stessa del pontificato e del governo centrale della Chiesa

In Vaticano (ovvero al cardinale camerlengo Tarcisio Bertone) non è piaciuta la conferenza stampa tenuta dai cardinali statunitensi al Collegio Nordamericano di Roma il 5 marzo. E così il successivo appuntamento con i giornalisti, previsto ieri, è stato frettolosamente annullato.

È un sintomo del nervosismo e delle divisioni fra i cardinali. Quelli a stelle e strisce non hanno mai accettato il calendario accelerato voluto dal camerlengo e da molti fra gli uomini di curia. È necessario, hanno fatto sapere, prendersi tutto il tempo necessario per discutere con calma, specie alla luce dello scandalo Vatileaks e delle vicende riguardanti lo Ior. Su questa linea molti fra gli stranieri, soprattutto fra coloro che vivono molto lontano da Roma. A questi cardinali sono arrivate solo voci di seconda o terza mano sugli avvenimenti degli ultimi mesi, e ora vogliono vederci chiaro, anche parlando a tu per tu con i tre cardinali che hanno fatto parte della commissione d'inchiesta, ovvero Herranz, Tomko e De Giorgi. Inoltre i non curiali sono convinti che sia arrivato il momento di impostare una riflessione seria sul governo centrale della Chiesa in relazione con gli episcopati locali. Non si tratta soltanto di scegliere il nuovo papa, ma di chiarire che cosa deve essere il papato. E il momento per farlo è proprio questo.

A questo proposito è interessante il commento pubblicato sul suo blog Teología sin censura dal teologo spagnolo José María Castillo: «Chiaramente, nessuno mette in dubbio che sia importante analizzare, giudicare e valorizzare i punti deboli e quelli di forza del pontificato di Ratzinger. E ovviamente nessuno mette in dubbio che è ancora più importante proporre e saper scegliere l'uomo più competente che, in questo momento, dovrebbe occupare l'incarico di sommo pontefice. Tutto ciò, nessuno lo contesta, è di enorme interesse. Però, per fondamentale che sia giudicare le persone, tanto del passato come del possibile futuro immediato, nessuno può mettere in dubbio, credo, che è molto più importante soffermarsi a pensare cosa rappresenta, e cosa dovrebbe rappresentare, non questo o quell'altro papa, ma quello che realmente è e fa l'istituzione che, di fatto, è il papato, così come è organizzata, come funziona, come è gestita, sia quale sia il papa che l'ha presieduta o che la può presiedere».

Forse per la prima volta nella storia della Chiesa, si va verso un conclave discutendo della forma stessa del pontificato e del governo centrale della Chiesa. Come si chiede Castillo, siamo proprio sicuri che «la cosa migliore per la Chiesa sia che tutto il potere di governo di un'istituzione, alla quale fanno riferimento più di mille e duecento milioni di esseri umani, sia concentrato in un solo uomo, senza altre limitazione di quelle impostegli dalle proprie idee? Secondo quanto disposto dal vigente Codice di diritto canonico, è così che è pensato e regolato, e così funziona, il papato (can. 331, 333, 1404, 1372). Perché, tra le altre cose, il papa sceglie chi deve rivestire tutti gli incarichi della Curia. Rimuove e sceglie cardinali, vescovi e cariche ecclesiastiche di altro tipo. E fa tutto questo senza dover dare spiegazioni a nessuno e senza che nessuno gliene possa chiedere conto. E tutto questo a prescindere da chi sia il papa regnante, dalla sua età, dal suo stato di salute, dalla sua mentalità, dalle sue preferenze e persino dalle sue possibili manie». Ora, è pensabile che questo modello possa ancora reggere nel confronto con la società contemporanea?

«I cardinali in congregazione parlino con sincerità, senza strategie e tattiche: non nascondano i problemi che ci sono nella Chiesa e le persone che eventualmente hanno tenuto comportamenti non idonei», ha raccomandato il priore della comunità monastica di Bose, Enzo Bianchi, avvicinato dai giornalisti davanti all'ingresso dell'Aula del sinodo, dove si tengono le congregazioni generali. Bianchi ha chiesto ai porporati di «cercare davvero un uomo di Dio, che vuole servire il Signore e parlare agli uomini con grande misericordia», perché questa «è l'ora della misericordia ma anche quella di risolvere tanti problemi all'interno della Chiesa, affinché ci sia una maggiore unità e pace».

Di questa esigenza, tra i curiali, si è fatto interprete il cardinale Kasper, che è uscito allo scoperto con coraggio. «Questo è il tempo di una lunga riflessione. Le cose andranno diversamente rispetto a quando venne eletto Joseph Ratzinger nel 2005. Questo Conclave va preparato con calma. Fra noi cardinali quasi non ci conosciamo. Non c'è fretta, l'extra omnes può attendere per ora», ha detto alla Repubblica. Per Kasper la riforma della curia «è una priorità, ma insieme è una grande problema, perché oggi alla curia romana manca il dialogo interno. I dicasteri non si parlano, non c'e'comunicazione. E questo stato di cose va cambiato». La curia, «al di là di quanto emerge con Vatileaks, va rivoluzionata. E ritengo che oltre alla parola riforma occorra usarne una seconda: trasparenza. La curia deve iniziare ad aprirsi».

I cardinali vogliono anche sapere dai vertici della Santa Sede se la vicenda del brusco allontanamento di Ettore Gotti Tedeschi dallo Ior sia stata indagata a sufficienza.

Davvero non è un pre-conclave come gli altri.

11/03/2013 10:50 p. Luigi Scantamburlo Scantamburlo
Le dimissioni di Benedetto XVI, teologo, vissuto a Roma con vari incarichi importanti e obbedientissimo al Papa Giovanni Paolo Ii (da buon tedesco e umile) anche se penso che non condividesse una tale "attitudine" quando era libero da incarichi istituzionali in Vaticano, vanno accettate come un atto pontificio, dettato dalla sua coscienza e dalla sua preghiera.
Siamo in un nuovo periodo, quasi come un secondo '68 e dobbiamo stare attenti ai segnid ei tempi, anche per le strutture della cittá del Vaticano
Tra le decisioni che l'allora card. Ratzinger dovette appoggiare ricordo solo alcune di cui ho conoscenze dirette:
- problema con il Card. Casaroli e interruzione del dialogo con l'est, iniziato da Paolo VI (il card. Casaroli, anche lui obbediente al papa, avrà pensato: ma come, paolo VI mi ha inviatato ad aprire il Dialogo con l'Est e il nuovo papa lo fa interrompere. Cosa è successo alla psicologia del Card. Casaroli lo potrà spiegare solo lui o i suoi amici o lo psicologo che è stato chiamato a Roma per visitarlo);
- critiche severe e di "carattere politico" (non teologico) alla teologia della liberazione in America Latina;
- comportamento di Giovanni Paolo II durante la visita in Nicaragua nei confronti dei missionari che collaboravano con il governo sandinista: anche qui per strategie politiche (ricordiamo l'inconro tra Paolo II e Il Presidente USA, Ronald Reagan).
Per me il Conclave va pensato bene e i cardinali hanno fatto bene a dilazionare la data: devono conoscersi per prendere decisoni ispirate dallo Spirito, il quale non scende su chi non dialoga, non crea comuninione con i fratelli e non prega.
Vorrei qui aggiungere una mia riflessione inviata a un amico che mi chiedeva spiegazioni sulle dimissioni di Benedetto XVI (ognuno la prenda come vuole). Ho scritto allora al mio amico:

"Ho sempre pensato che dopo la caduta del Cremlino e del muro di Berlino, mancava la "caduta" (cambiamento) della città del Vaticano, almeno come è stato concepito e impostato dopo il famoso Concilio Vaticano I (infallibilità del papa: in che cosa? In tutte le questioni o soprattutto nell'annuncio che Cristo é risorto e vive e ci manda lo Spirito Santo per rinnovare l'uomo, "Homo sapiens", figlio di Dio che ha creato e ama l'umanità?).
Questo è il kerigma, infallibile, l'annuncio che dobbiamo dare ai popoli: il resto dipende molto dall'evoluzione dei tempi. Su questo Pietro è la roccia.

Ricordati che il Giovanni Paolo I ha dovuto affronatare difficoltà enormi in Vaticano anche perché voleva modificare un po' la legge dell'Humanae Vitae di Paolo VI del 1968 (almeno sulla contraccezione), di cui egli era un esperto in questioni di morale familiare (lo aveva dimostrato quando era Vescovo a Vittorio Veneto, la diocesi dove sono nato, e poi quando fu eletto Patriarca di Venezia, la provincia dove ho la mia famiglia: immagina se Paolo Vi scriveva la "Humanae vitae" come l'ha scritta, se fosse stato a conoscenza del virus dell'AIDS, scoperto solo nel 1980!).
Ho sempre seguito gli scritti del teologo Ratzinger, dal Vaticano II in poi: a Roma purtroppo, come cardinale e come teologo obbediente, ha dovuto fare da spalla ai metodi pastorali di Giovanni Paolo II, un grande papa, ma con altre idee teologiche (viveva in Polonia, dove per uscire e viaggiare doveva ricevere inviti dall'Opus Dei o altre istituzioni per fare una conferenza!). inoltre se hai accesso agli archivi del Vaticano II o se conosci qualche persona in Vaticano che va a vedere gli archivi, "mi è stato detto" che tra tutti i "Documenti" del Vaticano II, nessun "Documento" è stato approvato dal card. Woytila com Placet, ma tutti approvati con "Placet iuxta modum", oppure rifiutati con "Non Placet".
Per cui se Papa Benedetto XVI ha dato le dimissioni, da teologo e papa intelligente e ben a conoscenza della struttura della cittá del Vaticano come l'esperienza di tanti anni gli ha fatto sperimentare, per me ha voluto dare un nuovo segnale alla Chiesa: occorre ritornare la Vaticano II (non rottura, ma aggiornamento), alla collegialità dei Vescovi, al problema dell'età dei Cardinali (già ridotta da Paolo VI, ma con quante opposizioni!) non solo ridutte l' età massima ma mettere anche cardinali giovani, all'importanza delle Conferenze episcopali in fatto di pastorale, liturgia, e disciplina morale (immagina se in Guinea dobbiamo seguire la prassi italiana, specialmente in fatto di matrimonio, fidanziamento, dialogo con le Religioni Tradizionali, Culto degli antenati...).
Ricordati due cose: Benedettto XVI è teologo, è tedesco, per cui Lutero per i teologi tedeschi non è mai stato un eretico, come lo hanno voluto far intendere molti insegnanti di teologia italiani fino al Vaticano II, almeno nella teologia che ci veniva insegnata negli anni sessanta (io ho studiato teologia tra il 1966 e il 1970 e ho vissuto il cambiamento post conciliare): ora Lutero su quali questioni si è scontrato con il potere di Roma?
Per me ha fatto bene, adducendo motiv di salute e di età: certamente avrà avuto alla memoria gli ultimi anni di Pio XII (chi comandava in Vaticano quando era ammalato?), di Giovanni Paolo II (chi teneva le redini negli ultimi anni, quando era molto debole?).
Ricorda che anche il Superiore dei Gesuiti ha fatto cambiare le Costituzioni e ha reso possibile il fatto delle "dimissioni del generale dei Gesuiti" alcuni anni fa, per cui l'ingranaggio del Vaticano che, come ha detto il defunto card. Martini, arriva sempre un po' dopo, per fortuna ci é arrivato finalmente, grazie a benedetto XVI, umile e obbediente alla voce della coscienza.
L'importante è che Il "Bambino", nonostante l'acqua sporca, resti sempre nella tinozza e non venga gettato via con l'acqua sporca.
Io sono convinto che, nonostante alcuni abbbiano scritto il contrario o addirittura abbiano ventilato il pericolo di un "antipapa", lo Spirito aleggia sopra le acque e prepara le terre ferme e fertili.



10/03/2013 13:24 Hadassah
Grazie per la la lezioncina parenetica, di cui farò, umilmente, tesoro.
Vado a documentarmi sulla Chiesa di Pietro e Giovanni di cui capisce tutto l'amministratore di questo sito.
Cordialità.



10/03/2013 12:50 Fabio Bernardini
A volte ho l'impressione che a qualcuno più che leggere gli Atti degli Apostoli servirebbe una camomilla...


10/03/2013 11:42 Fra
@ Admin
"admin
Fantastico. Riuscite a beccarvi anche per dire che la smettete: questo e professionismo. Che cosa avete capito della Chiesa di Pietro e Giovanni dovrebbe vedersi anche da queste cose..."
Avete perfettamente ragione. Chiedo scusa a tutti per aver insistito, avendolo fatto certamente più per amor proprio che per amor della Verità.



10/03/2013 11:37 admin
Fantastico. Riuscite a beccarvi anche per dire che la smettete: questo e professionismo. Che cosa avete capito della Chiesa di Pietro e Giovanni dovrebbe vedersi anche da queste cose...


10/03/2013 11:14 Fra
@ Hadassah
"Ed infine, poi chiudo perchè questa discussione sta diventando sterile e preferisco lasciarti a reciproci incoraggiamenti con Lycopodium &C."

Sapevo che ti saresti appellata a questa frase, che salvo diversità locali di grammatica e sintassi, non sta dicendo a nessuno di tacere.
E' alla prima persona singolare, ed afferma solo che IO avrei smesso di scrivere. Poi vedila come vuoi.
E chiudo anche qui, lasciandoti ovviamente però come agli altri libera carta di continuare, ci mancherebbe!



10/03/2013 09:27 Hadassah
@Fra
"Ed infine, poi chiudo perchè questa discussione sta diventando sterile e preferisco lasciarti a reciproci incoraggiamenti con Lycopodium &C."

Solo copia e incolla. Senza parole.
Adesso chiudo anch'io.



09/03/2013 21:24 Fra
@ Hadassah
"E' curioso come siano sempre quelli della "spiritualità" e degli "afflati mistici della poesia" a provare a zittire chi argomenta ..."

Dimostrami dove ho provato a zittire "chi argomenta ... ". Se ho detto a qualcuno di tacere riportami in quale frase, altrimenti non accusarmi di comportamenti scorretti che non ho tenuto.



09/03/2013 20:04 Hadassah
E' curioso come siano sempre quelli della "spiritualità" e degli "afflati mistici della poesia" a provare a zittire chi argomenta appellandosi all'auctoritas, mai del Papa regnante, ovviamente, ma di qualche quasi Santo, opportunamente selezionato. Ovviamente il Servo di Dio mons. Tonino Bello è del tutto irresponsabile dell'uso che ne viene fatto.


09/03/2013 18:31 Fra
@ Ireneo
A parte il fatto che avevo riportato la citazione per rispondere ad Alberto e non a te, fa niente, andiamo avanti.

E visto che l'hai ripresa e hai commentato che "Balthasar non ha mai ritenuto che questa debba prendere il sopravvento, ma che debba essere in perfetto equilibrio con quella Petrina" e che "voler far prevalere uno sull'altro è francamente folle", ti faccio notare che evidentemente sei tu ad avere una certa voglia di far prevalere una delle due (e non mi addentro polemicamente su quale potrebbe essere), visto che nelle parole di Ronchi non si lascia nemmeno supporre qualcosa del genere. Semmai si auspica che, essendo già presente uno squilibrio, si torni ad un equilibrio lasciando lievitare la parte fin'ora schiacciata. Infatti dice solamente: "Questa seconda anima deve trovare sempre più spazio, un respiro sempre più grande" e non "prevalere" o "sopravvento", che sono due parole utilizzate esclusivamente da te.

In merito poi al "sognare,(pessima attività in campo teologico)" forse è perchè chi è impregnato da troppa teologia non sa più sognare e non conosce gli afflati mistici della poesia.

Ed infine, poi chiudo perchè questa discussione sta diventando sterile e preferisco lasciarti a reciproci incoraggiamenti con Lycopodium &C., dico solo che lo stile "giornalettistico" di Ronchi è lo stesso stile di cui fu accusato Tonino Bello, oggi allo studio della Congregazione per le Cause dei Santi.



09/03/2013 14:23 Lycopodium
Come vedi, caro Ireneo, in certi commerci si vende roba adulterata e si compra con moneta falsa...


09/03/2013 12:49 Ireneo
Verissimo che esista un'anima giovannea della Chiesa, Fra, e non faccio certo dell'ironia su di essa o sull'apostolo Giovanni.

Tuttavia l'ottimo Balthasar non ha mai ritenuto che questa debba prendere il sopravvento, ma che debba essere in perfetto equilibrio con quella Petrina. Sono due carismi differenti, ognuno ha il suo luogo ed il suo senso, voler far prevalere uno sull'altro è francamente folle. Quando ascolto qualcuno che vuole una chiesa giovannea, con meno dogmi (!) allora davvero non riesco che a far dell'ironia...

Spiace che Ronchi stravolga il pensiero di Balthasar, e si metta a "sognare" (pessima attività in campo teologico) cose francamente inaudibili, specie se buttate lì in quel modo, come un "ripensamento dei sacramenti".
E spiace notare anche il livello quasi giornalettistico del suo modo di scrivere, dove usa i termini "dogma" e "dogmatico" come fossero connotati in modo negativo, evidentemente senza avere una chiara idea di quale dono della Grazia siano i dogmi (una decina, poi, chissà se sa quali sono...).



09/03/2013 07:30 Lycopodium

Bingo!
Ecco il punto dolente: "dove anche i sacramenti siano ripensati".
Non ho idea di come la intenda il Mercurio nello specifico ma, da una veloce carrellata da Google, al termine “ripensare” in ambito teologico sono spesso correlati ladrocinii e orridi commerci del depositum fidei.
Occorre avere un bel ripensamento in merito a tutti questi “ripensare”, l’idrargirismo è una brutta intossicazione, anche mortale.




08/03/2013 23:31 Giovanna Currarino

Speriamo che le donne possano essere ammesse al sacerdozio e che nella Chiesa istituzione possa finalmente essere presente la voce femminile. Non è possibile che nella Chiesa tutto: la liturgia, la spiegazione della Parola di Dio, la dottrina tutto sia al maschile; ma non sono proprio gli uomini di Chiesa a dire che i maschi e femmine sono diversi? Sì siamo diversi, ma allora perchè volere che che le donne si sentano sempre estranee e sempre più estranee nella Chiesa? E' urgente senitire anche la voce delle donne perchè l'umanità è fatta di maschi e femmine e il maschio non rappresenta anche le donne. SIAMO DIVERSI, ma anche le donne hanno la testa, l'anima e la voce per parlare. non siamo più al tempo di Aristotele e di Gesù quando le donne erano poco più che cose.




08/03/2013 19:54 Fra
@ Alberto Hermanin
scusami ma nel mio post delle 18.15 volevo scrivere "visto che CHIEDI" e non "Visto che spieghi"



08/03/2013 18:15 Fra
@ Ireneo
Non è nessuna mancanza di rispetto da parte tua preferire ai miei i consigli del tuo medico (ma stai attento a non ascoltarli troppo, che di medico in medico si finisce sani al cimitero :-))
E non mi offendo proprio di niente, aggiungi quel che vuoi: io non ho nessuna pruriginosa voglia di attaccar briga con nessuno, e se qualcuno mi offendesse peggio per lui: a me non me ne cale.
Ho da poco terminato la lettura degli Atti.

@ Alberto Hermanin
Visto che spieghi delucidazioni sul termine "Giovannea", tirato fuori in effetti da me, ti cito il testo che è sicuramente più chiaro di quanto non sappia esprimermi io:
"Von Balthasar notava che nella Chiesa convivono due anime: l'anima petrina, di Pietro (l'autorità, l'organizzazione, il dogma), e l'anima giovannea e mariana (la mistica, la contemplazione, la preghiera, il monachesimo, il femminile). Questa seconda anima deve trovare sempre più spazio, un respiro sempre più grande ...
... [Sogno] una Chiesa povera e libera, che sia la custodia del fuoco dell'amore primigenio e della libertà. Una chiesa amica di tutto ciò che è umano ... dove i laici avranno un ruolo creativo non esecutivo ... dove anche i sacramenti siano ripensati ... una Chiesa fatta non di uniformità ... una Chiesa più madre che maestra. Credo che la chiesa rimanga fedele a se stessa solo se muta al soffio dello Spirito, altrimenti non è fedele a se stessa ma solo ad una forma, una delle tante forme che ha raggiunto attraverso i secoli. La Chiesa non è nè monarchica, nè democratica (come siamo abituati a pensare). La chiesa è sinodale (Synodos vuol dire letteralmente "strada insieme")... una Chiesa mistica, giovannea, meno dogmatica ..."
(Tratto da "Il futuro ha un cuore di tenda", di E. Ronchi, ed. Romena)



08/03/2013 13:32 Alberto Hermanin
Mah, io non sono certo scandalizzato del fatto che, sempre che sia vero quanto si legge sulla stampa - ampi dubbi sono sempre ammessi e consigliabili – diversi cardinali vogliano prendersi il tempo necessario per comprendere le molte cose di cui è opportuno che siano informati. Sempre che sia vera, una presunta “fretta” da parte del Camerlengo non depone, per la mia sensibilità, a suo favore.
Su tutto comunque metterei una bella tara, anche se non mi spingo a definire senz’altro “pettegolezzi” qualsiasi accenno a dissensi fra i cardinali…
E ciò detto “forse per la prima volta nella storia della Chiesa, si va verso un conclave discutendo della forma stessa del pontificato e del governo centrale della Chiesa”. Forse, appunto, o meglio ancora, manco per niente: si resta sempre un po’ interdetti quando i “conciliaristi spinti” sembrano dipingere il Vaticano II come l’atto costitutivo del cristianesimo, o giù di li. Oppure quando ritengono che la storia della Chiesa sia divisa in tre fasi: primo, quella apostolica, naturalmente buona; secondo quella “costantiniana”, naturalmente cattiva, che è durata fino a quando “venne un uomo”, cioè il compianto Giovanni XXIII, che riposi in pace il grande pontefice. Ma andate un po’ a studiare!
E poi, “teologia sin censura”! e come no. Ma la Chiesa è madre e maestra, o no? Le madri possono e debbono correggere, si o no?

Certo, è vero che non è un preconclave come gli altri, e come potrebbe dopo il gesto compiuto da Ratzinger? Il quale, bestia umana conservatrice e lefebvriana così affettuosamente descritta da tanta stampa progressista, ora invece miracolosamente è promosso a grande pontefice.
Io non faccio ironie sulla Chiesa più giovannea, soltanto chiedo di poter capire cosa significhi. Ho sempre considerato il Concilio un grande dono dello Spirito alla Chiesa, ne ho letto i documenti, e non ho la sensazione che esso sia stato tradito come vanno cianciando tanti teologi magari “sin censura”. Non so, vi prego senza ironia di illuminarmi.

Una cosa però la so con certezza: che se la teologia, magari “sin censura” arriva a definire la Resurrezione un “simbolo” allora, semplicemente, bestemmia: “se Cristo non è resuscitato dai morti la nostra fede è vana”.
Sia cortese Valli, preparato e colto come certamente è: ci aiuti a citare anche questi teologi qua, eh? Che magari si definiscono anche loro “giovannei”? Attendo fiducioso chiarimenti



08/03/2013 12:40 Luca Crippa
Complimenti a Christian Albini. Il suo intervento è un bell'invito a ricordarci che la Chiesa degli Apostoli era ricca dei carismi dello Spirito e li sapeva riconoscere. Pietro c'era ed era già Pietro: guidava, ascoltava, mediava. Se necessario mostrava con l'esempio la via da seguire. Ma accanto a lui (e se necessario pronti a discutere con lui pubblicamente) c'erano Paolo, Giacomo. Giovanni, Barnaba... E Pietro non doveva fare tutto: non era Pietro a scrivere i Vangeli o tutte le lettere apostoliche, non era lui a fondare nuove Chiese tra i pagani, non era lui a nominare i presbiteri e vescovi a capo delle nuove Chiese.
Il papa, oggi, è sempre "Pietro"... ma non è un'eresia rifletterre sui suoi compiti (oltre a quello della presidenza) e su una Chiesa, quella di oggi, così povera di carismi all'altezza di quello di Pietro.
In modo che Pietro (di cui ce ne deve essere uno solo) sia un po' meno solo...



08/03/2013 10:41 Ireneo
Cara Fra, riguardo a "cosa mi farebbe bene", perdona la mancanza di rispetto ma preferisco ascoltare i consigli del mio medico. Quanto all'oggetto del consiglio, hai già deciso tu cosa ne penso, con buona pace della libertà d'opinione che posso azzardare ti sia tanto cara, dunque non mi permetto di aggiungere altro per non offenderti.

Non mi pare di avere invocato lo Spirito Santo come soluzione magica. Mi pare piuttosto che nell'articolo di AMV non ve ne sia traccia, ma non me ne lamento non bisogna parlarne per forza). Tuttavia, chi suggerisce in maniera mi pare esplicita la sua irrilevanza, o quanto meno lo dimentica riducendo Pietro ad un capo di stato, è Castillo dove scrive "... tutto il potere di governo di un'istituzione, alla quale fanno riferimento più di mille e duecento milioni di esseri umani, sia concentrato in un solo uomo, senza altre limitazione di quelle impostegli dalle proprie idee".

Oh caspita, se uno mi scrive in sostanza che, secondo lui, il papato fino ad ora è stato concepito come il governo temporale di un uomo - e solo di un uomo - prigioniero delle proprie idee, e null'altro, includendovi evidentemente il papato di Benedetto XVI, e suggerisce che sia ora di cambiare radicalmente strada, a me vengono dei grossi dubbi su cosa abbia capito di questo papato. Forse è lui prigioniero delle sue idee, no?

La collegialità è quella di Pietro. Pietro non è mai stato prigioniero delle proprie idee, così come non vi ha mai rinunciato in favore di una maggioranza diversa. Nessuna decisione di quei primi "sinodi" è mai stata presa a maggioranza, ma in modo collegiale, ovvero si imbocca una strada e si agisce mossi da un solo cuore, nel solco di Gesù Cristo, nel rispetto dei diversi carismi - e non delle diverse opinioni - e sotto la guida e l'autorità di Pietro. E non vedo dove e come Benedetto XVI abbia agito diversamente.

Cara Fra, forse a te farebbe bene rileggere gli Atti degli Apostoli.



08/03/2013 09:03 Christian Albini
E' sorprendente come in questo momento per qualcuno la cosa migliore da fare sia processare la fede di altri cristiani. Su quali basi poi?
Basterebbe ricordare che il potere affidato da Gesù a Pietro in Matteo 16,20 è da lui attribuito a tutti i discepoli in Matteo 18,18. Questo è uno dei fondamenti della collegialità: Pietro ha un primato, ma non un dominio solitario. Tant'è che nell'ultima cena agli apostoli raccomanda di lavarsi i piedi gli uni gli altri e di non fare tra loro come fanno i governanti del mondo nell'esercitare il loro potere sugli altri. E si potrebbe proseguire...
Ricorderei anche che la "Ecclesia semper reformanda" e che il vocabolo riforma è stato impiegato proprio da papa Benedetto.

La lettura delle lodi di stamattina: "Ecco, voi digiunate tra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui. Non digiunate più come fate oggi, così da fare udirei in alto il vostro chiasso" (Is 58,4).

Chiuderei con le parole di un grande teologo del Novecento:
"Va incoraggiata la disponibilità ad abbandonare la ristrettezza del nostro modo di intendere la verità, così da comprendere meglio ciò che ci appartiene, imparando a capire l'altro e lasciandoci così guidare sulla strada del Dio più grande - nella convinzione di non possedere pienamente la verità su Dio e di essere sempre dinanzi a essa persone che imparano, pellegrini alla sua ricerca, su una strada che non avrà mai fine".



07/03/2013 23:48 Lycopodium
Tra il supposto assolutismo dei papi e quello certissimo dei teologi, non c'è proprio scelta possibile.


07/03/2013 22:03 maria
"Gesù ha affidato a Pietro le chiavi"
caro Francesco è ovvio che oggi per alcuni il Gesù storico era un figlio del suo tempo che deve essere "corretto" e "migliorato" dalle acute menti umane contemporanee: la collegialità è meglio del ministero petrino, è più democratica! queste acute menti contemporaneee dicono, e dunque correggiamo l'antiquato "mandato" di Cristo, Tu sei Pietro e su questa pietra... con una più moderna e democratica concezione della Chiesa.. insomma la tentazione antichissima di sotituire se' stessi, il proprio Io , le proprie convinzioni,natuaralmente giudicate "migliori", alla semplice parola di Cristo non è mai morta: ancora oggi è vivente e prospera la schiatta di coloro che "ne sanno più di Cristo" e che si prendono la briga di "correggere" il messaggio cristiano adattandolo all'epoca.. un po' come quelli che adattano i libri alla lettura dei "bambini" credendo così di fare opera meritoria.. la collegialità , ideona moderna, invece del primato di Pietro, idea di Gesù .



07/03/2013 20:57 Francesco Boato
Gesù ha affidato a Pietro le chiavi del paradiso, non al collegio dei vescovi, tantomeno alle onnipotenti e onnipresenti conferenze episcopai. Che tristezza che mi fanno tutti questi cardinali, soprattutto gli stranieri. Tutti laicamente concentrati su tematiche umane, nessuno che abbia un afflato spirituale e soprannaturale. Tutti concentrati sui diritti dell'uomo, nessuno che ricordi anche i diritti di Dio.
Io spero in un papa italiano e benedettiano, sia dal punto di vista dottrinale che liturgico. Per la prima volta nella storia, la chiesa cattolica sta rischiando una deriva protestante a partire dal suo vertice. Che tristezza! Viva il cardinal Siri e gli allievi della sua benedetta scuola!



07/03/2013 20:04 Hadassah
Non ho voglia di chiosare più di tanto: sono stremata da tutto questo chiacchiericcio (voluto) cardinalizio, bosiano, mediatico e compagnia cantante. Dove c'è posto per tutto, soprattutto per il proprio io e le sua mirabili idee per "salvare" la Chiesa, riformarla, rinnovarla.
E il modello di Chiesa che deve rispondere al tribunale della mentalità contemporanea...e la glasnost, quasi si trattasse di una novella Unione sovietica...e la riforma naturalmente, vuoi che ci facciamo mancare una riforma...Poco posto c'è, mi pare, per un'attesa carica di fede e di speranza di ciò che Dio sta preparando per noi, nonostante noi.
Mi sembra di poter dire che un'evidenza è lampante. Gli otto anni di pontificato di Benedetto sembrano proprio passati invano. Una parentesi, fastidiosa, subito archiviata. Voglio credere che non sia stato così nel mistero dei cuori ma è una fede ardua.



07/03/2013 19:18 Fra
@ Ireneo
Farei poca ironia sulla Chiesa più Giovannea. Forse ti farebbe bene leggere l'ultimo libro di Padre Ronchi edito da Romena ... ah, no, scusa, probabilmente ti sto suggerendo il testo di un eretico pubblicato dalla casa editrice di una fraternità eretica ...
In merito allo Spirito Santo, smettiamo d'invocarlo come una soluzione magica! L'articolo di Valli non nega nemmeno per sottintesi l'assenza dello Spirito, ma nella storia siamo sicuri che tutte le azioni della Chiesa e di tutti i papi siano state sempre mosse dallo Spirito? E non consideriamo che se anch'Esso soffia, può trovare muri e barriere?!?!?
Inoltre, e chiudo, l'articolo di Valli solleva il problema della collegialità e non della democrazia, infatti parla di "relazione con gli episcopati locali".



07/03/2013 16:09 Ireneo
Già, una chiesa "più Giovannea", 'che quando Gesù Cristo ha affidato invece a Pietro le chiavi del Regno dei Cieli, non aveva evidentemente fatto i conti con la modernità, ingenuo :) :)

Ironia a parte, se riformare la curia e dare alla Chiesa un governo anche più trasparente è un'imprescindibile necessità, riformare l'essenza stessa del papato mi sembra davvero una forzatura ed un desiderio mediatico di una certa parte, più che un punto reale dell'agenda del Conclave.

"Siamo proprio sicuri che la cosa migliore per la Chiesa sia che tutto il potere di governo di un'istituzione, alla quale fanno riferimento più di mille e duecento milioni di esseri umani, sia concentrato in un solo uomo, senza altre limitazione di quelle impostegli dalle proprie idee?"

Oh caspita, "dalle proprie idee"... E non magari anche da quelle impostegli dallo Spirito Santo, e dalla protezione e dalla guida della Vergine Maria madre della Chiesa? O sono questi solo vecchi fantocci, ora meglio soppiantabili da una più funzionale democrazia?

La collegialità è un concetto diverso da quello di democrazia, e spiace che la lezione di papa Benedetto XVI, che tanto ne ha scritto ma soprattutto tanto ha testimoniato cosa sia la collegialità, a pochi giorni dalla sua renunciatio sia già caduta nel dimenticatoio.



07/03/2013 15:31 Antonio Camellini
Si potrebbe essere che la Chiesa cambi e diventi qualcosa di simile All'Onu....


07/03/2013 12:42 Massimo Menzaghi
@Veronesi: forse sarebbe ora che si smettesse di derubricare tutto a gossip e chiacchiericcio quando le questioni sono enormi e non è certo questione di attacchi laicisti, visto che finalmente i cardinali stessi cominciano a mettere qualche puntino sulle i...
L'unico che non è in discussione è proprio lo Spirito Santo, ma mi piacerebbe che chi è chiamato ad ascoltarlo e tradurlo si ricordi sempre più di avere un'enorme responsabilità verso la Chiesa tutta..., per cui che si prendano tutto il tempo che serve, non vedo che problema ci possa essere in questo!!!



07/03/2013 11:26 Gianluigi Veronesi
Auguriamoci che il gossip finisca ... le posizioni personali, più o meno pruriginose, pure ... e che la parola passi davvero e solo allo Spirito Santo.


07/03/2013 10:41 Fra
Speriamo che quanto auspicato in questo articolo finalmente si realizzi! Che, per dirla con parole di Padre Ermes Ronchi, possiamo avere " una Chiesa più Giovannea"!


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Aldo Maria Valli

Aldo Maria Valli è vaticanista del Tg1. Nato a Rho nel 1958, sposato con Serena e padre di sei figli, è giornalista professionista dal 1986. Collabora con il quotidiano Europa e con diverse riviste. E' autore di numerosi libri. Tra i più recenti Piccolo mondo vaticano. La vita quotidiana nella città del papa, Laterza,(edizione francese Le petit monde du Vatican. Dans les coulisses de la cité du Pape, Editions Tallandier), Storia di un uomo. Ritratto di Carlo Maria Martini, Ancora Libri (edizione francese L'histoire d'un homme, Saint Augustin), Oltre le mura del tempio. Cristiani tra obbedienza e profezia, con padre Bartolomeo Sorge, Paoline, Diario di un addio. La morte del cardinale Carlo Maria Martini, Ancora Libri, Il Vangelo secondo gli italiani. Fede, potere, sesso. Quello che diciamo di credere e quello che invece crediamo, con Francesco Anfossi, San Paolo, Milano nell'anima. Viaggio nella Chiesa ambrosiana, Laterza, Benedetto XVI. Il papato interrotto, Mondadori.

 

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