Un Papa che ci sfida sull'idea del potere
di Aldo Maria Valli | 28 febbraio 2013
Per chi ha una visione provvidenziale della vita e della storia, non è un caso che questa lezione ci arrivi proprio mentre in Italia stiamo vivendo una fase tanto avvilente

«Alle ore 20 di oggi termina il pontificato di Benedetto XVI, 265.mo Papa, 264.mo successore di Pietro. Dal 19 aprile 2005, giorno della sua elezione, Benedetto XVI ha guidato la Chiesa universale per 7 anni, 10 mesi e 9 giorni».

Si legge così, sotto la data di giovedì 28 febbraio 2013, nel bollettino ufficiale della Radio Vaticana che annuncia gli impegni del Papa. Bisogna ammettere che fa una certa impressione. Forse neppure il cronista più smaliziato avrebbe immaginato che un giorno la notizia sarebbe stata questa. Eppure ci siamo arrivati. E ci siamo arrivati con il Papa che per tanto tempo è stato dipinto come conservatore. È la riprova che le categorie di "progressista" e "conservatore" valgono poco quando si parla di pontefici e, più in generale, di rappresentanti della gerarchia cattolica. La lettura, per forza di cose, deve sempre essere più complessa. Ma è anche la riprova del fatto che questo Papa e questo pontificato andranno analizzati con attenzione per capirne il ruolo e la portata. Colui che era stato scelto per rimettere in linea di galleggiamento una barca di Pietro sballottata da "qualsiasi vento di dottrina", in realtà non si è limitato a questo. L'"umile lavoratore nella vigna del Signore" non ha messo mano soltanto alle fondamenta dell'edificio. Gli ha dato anche una bella rinfrescata. In almeno due modi: prima combattendo lo scandalo pedofilia e poi rinunciando al pontificato. Con la prima battaglia ha dimostrato che certi peccati non sono ineluttabili e che un'opera di purificazione può essere condotta con i fatti e non solo a parole. Con la scelta della rinuncia ha ricordato che il Papa è al servizio della Chiesa e non viceversa. La funzione del successore di Pietro è di servizio (per questo si chiama servizio petrino), e un servizio lo si può svolgere al massimo grado proprio facendosi da parte, proprio tornando a separare l'uomo (in questo caso Joseph Ratzinger) dalla funzione di Papa che gli era stata conferita dai cardinali sotto ispirazione dello Spirito Santo.

È una quaresima davvero speciale quella che stiamo vivendo. E il professor Ratzinger, con questa sua ultima lezione, sta dicendo qualcosa che forse capiranno bene solo i nostri figli e nipoti. È qualcosa che riguarda la Chiesa, certamente, ma anche l'idea stessa di potere. E non è certamente un caso, per chi ha una visione provvidenziale della vita e della storia, che questa lezione ci arrivi proprio mentre in Italia, il Paese nel quale il Papa ha la sua sede, il potere politico sta vivendo una fase tanto avvilente.

Che cos'è il potere? È un dominare o un proteggere? Che cosa vuol dire avere la potestà? È qualcosa che attiene più alla forza o all'accoglienza? Più al possesso o al dono? Come può e deve cambiare l'idea di potere oggi?

Riflettere sul potere a tutti i livelli: in politica, nel lavoro, in famiglia. Papa Benedetto, che per sette anni, dieci mesi e nove giorni ci ha spinti a interrogarci su tante questioni fondamentali per l'uomo e per le comunità (che cos'è la verità, che cosa vuol dire essere razionali, che cosa ci potrà tenere uniti) ci consegna ora un ultimo compito. Svolgerlo, come sempre, non sarà facile. Provarci, almeno un po', sarà l'unico modo per onorare questo Papa timido e grande.

 

03/03/2013 23:36 mirella damore
Benedetto é stato un grande uomo, umile.
Come un nuovo Mosè intercede per l'umanità con la sua silenziosa e nascosta preghiera.
Lui ha capito veramente che essere Papa é un servizio e non un privilegio.



01/03/2013 21:05 Alessandro bottero
X fabio bernardini Se il papa non ha l'idee chiare, allora perché continua a dire che c'è bisogno di fare pulizia? io parto dal presupposto, basandomi precisamente su cosa ha detto e fatto Ratznger, che lui sa benissimo CHI, COSA, QUANDO, DOVE e PERCHE'.

il punto è che, come ha fatto in molto casi, se ritiene giusto il papa può rimuovere d'ufficio chiunque ritenga stia nuocendo alla chiesa. perché non l'ha fatto????? dire "io lascio. ci pensserà chi viene dopo" non mi pare una bella cosa.



01/03/2013 09:52 Fabio Bernardini
Anche quì Botero, forse un po di cautela da parte tua non guasterebbe. Se il Papa non ha rimosso Cardinali e Vescovi ad esempio sul caso IOR o sul caso Boffo, pur avendo l'autorità per farlo, forse è dovuto al fatto che non aveva le idee chiare non credi? Puoi anche considerarlo un suo limite, infatti lo ha riconosciuto mi pare.
Del resto io ho letto il libro di Nuzzi, spesso dalle carte rubate abbiamo potuto sentire solo una campana.
Che c'è da fare pulizia non c'è dubbio, che sia facile farla senza fare errori madornali è un'altro paio di maniche...



01/03/2013 08:35 Alessandro Bottero
X Lycopodium No. Il papa può sollevare vescovi o cardinali che ritiene non più adatti. anche benedetto XVI l'ha fatto. In italia, ad esmpio, il vescovo di Trapani è stato rimosso senza troppe storie per problemi di carattere amministrativo. io aprlo se DOPO INDAGINI e IN PRESENZA DI DATI E PROVE la persona X è responsabile di qualcosa, allorail Papa può, secondo il diritto canonico rimuoverlo senza starci a pensare. solo Benedetto XVI ha rimosso (ossia "costretto alle dimissioni") almeno una decina di vescovi e cardinali. quindi chi sbaglia sei tu. non io. se il Papa VUOLE intervenire, può farlo eccome. nel 2012 unvescovo austrlaiano fu rimosso d'imperio dal suo ruolo per presunti motivi dottrinali (che in realtà non eistevano, ma questa è un'altra storia). nel caso di quel vescobo il Papa agì d'autorità. invece nel caso di altri no. perché? Se vedi che c'è del marcio agisci. non dici "beh, io me ne vado., speriamo che chi arriva dopo ci pensi lui"


01/03/2013 07:14 Lycopodium
Botero, sinceramente ho faticato a capire il suo intervento, ovviamente per un mio deficit. L'unica cosa che ho capito è che lei vede una cosa che non c'è.
Quel papa onnipotente e sovrano assoluto non c'è proprio mai stato: né teoricamente, né praticamente. E quando c'è stata la tentazione teorica, è venuta la pratica a smentirlo (pensi allo schiaffo di Anagni). Neppure il concilio Vaticano primo ha la sua idea, infatti professsa un'infallibilità papale debitamente condizionata. Neppure Pio dodicesimo, che diceva di non avere collaboratori ma esecutori, ha potuto fare quello che ha voluto, né nel secolo, nè nella Chiesa (e ci sono stati religiosi che hanno pregato per la sua dipartita anticipata).
Quanto a papa Ratzinger, si può dire di tutto, tranne che sia stato anche minimamente somigliante al suo modello. Non dico nemmeno della governance (della curia, dei teologi, dei vescovi e dei media...) e degli atti concreti di governo delle sue riforme e decisioni, quasi sempre disapplicate da chi doveva applicarle, ma quasi per tutto. Pure una cerimonia di intronizzazione dimezzata ha dovuto sopportare. Nemmeno su come vestire e sui mezzi di trasporto più comodi per lui è stato davvero libero di fare...



01/03/2013 00:38 DaniloMus
Ci soffermiamo troppo poco sul senso profondo di questa rinuncia di Papa Benedetto. Il ruolo della preghiera.la preghiera come atto di fede. Proprio nell'anno della fede il Santo Padre ci vuole indicare la via per capire e ritrovare ilsenso piu autentico della fede attraverso la preghiera. Solo con la preghiera possiamo arrivare al discernimento che ci illumina nel cammino verso il Signore.


28/02/2013 23:43 vincenzo da torino
@Alessandro. Il papa ha detto oggi che egli obbedirà al nuovo papa che sarà eletto.E' questa la distinzione tra papa regnante e papa emerito. Papa Benedetto continuerà ad essere Benedetto XVI, papa emerito ossia privato della potesta papale per sua libera scelta. Non vedo difficoltà alcuna nè vi può essere sovrapposizione tra due papi in nulla. Papa Benedetto pregherà, scriverà libri liberamente senza alcuna potestà papale.


28/02/2013 21:54 Alessandro Bottero
Ho letto questo articolo a seguito del precedente, visto che grosso modo condividono un afflato comune.

alcune considerazioni:
-non è vero che le categorie concettuali "tradizionalisti" e "progressisti" siano inapplicabili alla Chiesa. lo sono eccome. Nella chiesa esistono esponenti (cardinali, vescovi, religiosi, suore, laici, laiche) tradizionalisti e esponenti progressisti. negarlo è sciocco, e significa credere in una utopia dove QUI SULLA TERRA solo per il fatto di appartenere alla stessa chiesa in realtà ci vogilamo tutti bene. Non è vero. pur avendo in comune la fede in gesù risorto e nella Chiesa cattolica come via ordinaria e comppleta di salvezza, io non sento di aver alcun punto di contatto con chi fa della Tradizione il suo idolo, al punto che bisognerebbe ripristinare la messa in latino perché si è sempre fatto così. quindi diciamoci le cose come sono: tradizionalisti e progressisti esistono eccome, e nella chiesa c'è uno scontro molto radicato tra loro.

-secondo: il Papa che si dimette non crea sconcerto ai tradizionalisti. il papa che si dimette sbaglia in sé e per sé.
a me non interessa nulla che i tradizionalisti siano rimasti sotto un treno. Anzi, rettifico. io mi diverto moltissimo che i tradizionalisti siano rimasti sotto un treno per la decisione di Ratzinger, ma non posso dargli torto.
Il Papa è UNO
Perché uno fa il paap finché non muore? Perché non ci possono essere DUE papi, uno in carica ed uno emerito.
che significa "papa emerito"? niente. è un mostro terminologico che contribuirà a sfilacciare l'unità della chiesa.

-terzo: perché di papa ce ne deve essere uno solo? perché adesso l'unica strada possibile per ratzinger è la clausura estrema. non dovrebbe più scrivere a nessuno. nemmeno privatamente ad un amico, perché non si può sapere se quel che scrive a-potrebbe essere diffuso b- potrebbe intromettersi nell'agire del PAPA IN CARICA.
non potrà più predicare, o fare omelie, perché qualsiasi cosa dica potrebbe creare problemi sul PAPA IN CARICA, che si troverà sulle spalle la pesantissima scimmia "chissà cosa penserà il PAPA EMERITO di cosa sto per dire/fare".
l'unico stile di vita ammissibile per Ratzinger è sparire dal mondo, per non sovrapporsi al PAPA IN CARICA. ma ho la sensazione che questo non accadrà.

-quarto: il fatto stesso che il segretario del PAPA EMERITO, ossia Padre George, non si sia ancora dimesso dal ruolo di Prefetto apostolico, ossia colui che filtra gli accessi al PAPA IN CARICA, la dice lunga sulla confusione che regna.

conclusione: le dimissioni di Papa Ratzinger sono state un immenso psicodramma, che ha dato un impatto emozionale a milioni di persone.

Ma se si fa la cernita di tutti i discorsi edificanti, di tutte le "gustificazioni a posteriori", di tutte le "è una cosa giusta, perché l'ha fatta il papa", allora la questione si rivela moooooooooolto più incasinata e foriera di GROSSI problemi per il futuro della chiesa.

ma insomma, mi dovete chiarire una cosa. Se tu sei il papa e non un parroco di campagna qualsiasi, e sai che ci sono cardinali, vescovi, preti che hanno fatto un sacco di schifezze, prendi e li cacci. Sei il papa. lo puoi fare. li sollevi dalle varie diocesi, o dai vari uffici e li mandi a Timor Est a pulire i cessi nelle missioni. Sei il Papa, accideentaccio. non devi ripsondere a nessuno, non a un parlamento, non a un comitato, non a un consiglio di amministrazione.

sai -dati alla mano- che nello IOR ci sono persone discutibili? LE CACCI SUBITO.
Sei il papa. non puoi essere ricattabile, o "frenato" da motivazioni "macchiavalliche".


se te ne vai, è perché non vuoi o puoi farlo.
se non vuoi, qualcosa non va.
se non puoi allora questo va contro quello che si insegna SEMPRE ai bambini, ossia che "Dio manda la prova, ma anche la forza per sopportarla.".



28/02/2013 08:05 voce18
Un Papa timido e grande, che oggi salutiamo ma che la storia ci consegna come un esempio luminoso!


28/02/2013 07:35 Lycopodium
Sono d'accordo ma, da quello che leggo quasi dappertutto, sembra esattamente il contrario: poteri di questo mondo ben felici di una rinuncia, letta come derubricazione, smitizzazione, funzionalizzazione. Sono poteri che non si dimettono, non rinunciano e pretendono di decodificare e ricodificare a loro misura.
Papa Benedetto si è dimostrato perfettamento conscio della situazione, parlando giorni fa ai suoi parroci del “concilio virtuale”, del potere che ha acquisito nei confronti della Chiesa stessa e del potere che uomini di Chiesa si sono conquistati, nei confronti della Chiesa stessa, proprio in mome e per conto di questo “concilio virtuale”…



28/02/2013 00:28 fab
Timido e grande: mi piace proprio come sintesi per Benedetto XVI.


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Aldo Maria Valli

Aldo Maria Valli è vaticanista del Tg1. Nato a Rho nel 1958, sposato con Serena e padre di sei figli, è giornalista professionista dal 1986. Collabora con il quotidiano Europa e con diverse riviste. E' autore di numerosi libri. Tra i più recenti Piccolo mondo vaticano. La vita quotidiana nella città del papa, Laterza,(edizione francese Le petit monde du Vatican. Dans les coulisses de la cité du Pape, Editions Tallandier), Storia di un uomo. Ritratto di Carlo Maria Martini, Ancora Libri (edizione francese L'histoire d'un homme, Saint Augustin), Oltre le mura del tempio. Cristiani tra obbedienza e profezia, con padre Bartolomeo Sorge, Paoline, Diario di un addio. La morte del cardinale Carlo Maria Martini, Ancora Libri, Il Vangelo secondo gli italiani. Fede, potere, sesso. Quello che diciamo di credere e quello che invece crediamo, con Francesco Anfossi, San Paolo, Milano nell'anima. Viaggio nella Chiesa ambrosiana, Laterza, Benedetto XVI. Il papato interrotto, Mondadori.

 

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