I clacson e la Chiesa bella del Concilio
di Diego Ruggiero | 17 ottobre 2012
Qualche sera fa - alla fiaccolata in piazza San Pietro - ho sognato una Chiesa che riesca a lasciarsi dietro tante distrazioni e punti risolutamente alla vera meta

C'ero anche io a Roma giovedì sera sotto l'obelisco di piazza San Pietro ad ascoltare il breve discorso del Santo Padre. Ho ascoltato parole belle e significative, sentite, rivolte al popolo di Dio. Il Papa ci ha descritto da un lato una Chiesa che è coinvolta nel peccato e nella zizzania - quella che tutti i giorni ci viene ultimamente sbattuta in faccia-, dall'altro ha speso delle parole bellissime e semplici in cui mi riconosco: "Abbiamo avuto anche la nuova esperienza della presenza del Signore, della Sua bontà, della Sua forza. Il fuoco dello Spirito Santo, il fuoco di Cristo, non è il fuoco divoratore e distruttivo, è un fuoco silenzioso, è una piccola fiamma di bontà e di verità, che trasforma, dà luce e calore. Abbiamo visto che il Signore non ci dimentica, anche oggi in modo umile il Signore è presente e dà calore ai cuori, nostra vita, crea carismi di bontà e carità che illuminano il mondo e sono per noi garanzia della bontà di Dio. Se Cristo vive è con noi anche oggi e possiamo essere felici anche oggi perché la sua bontà non si spegne, è forte anche oggi".  

Queste mi sembrano le parole più belle sentite l'altra sera. Tuttavia ciò che porterò nel cuore è l'esperienza, di per sè non eclatante, che ho avuto durante la fiaccolata da Castel Sant'Angelo a piazza San Pietro. Nella folla vicino a noi del gruppo diocesano di Azione Cattolica, alcuni giovani seminaristi dei Legionari di Cristo. Qualcuno direbbe: Destra vs Sinistra, Progressisti vs Tradizionalisti! 

Ammetto che forse li guardavo con un poco di circospezione e curiosità. Vestiti a puntino, eleganti e signorili, mi sembravano così distanti dal mio modo di vivere e stare nella Chiesa. Ad un certo punto, spinto dalla curiosità, ho attaccato bottone con uno di loro, facendo qualche vaga domanda sul loro fondatore. Improvvisamente mi si è aperto un mondo diverso da quello che avrei potuto immaginare: avevo davanti a me una persona solare, semplice, che mi sembrava sprizzare amore per il Signore. Si chiamava Massimo.

Oddio, mi sono detto tra me e poi gli ho ripetuto: "Nella Chiesa non siamo certo noi a decidere della bontà di un carisma! Sarà Dio a deciderne, indipendentemente da tutto." Lui mi fa: "Hai visto il film di State Buoni se potete? A chi chiedeva a Filippo Neri "Ma perché è così difficile seguire il Vangelo?", il santo rispondeva: "Perché è semplice" - fa una pausa e continua sorridendo - È una risposta un po' da curia romana ma molto vera!"   

Beh, poi ci siamo incamminati verso piazza San Pietro. Lui col suo gruppo, un poco più avanti al nostro gruppo. Il cammino era lentissimo. Almeno fino all'attraversamento di via della Conciliazione. Romani impazienti strombazzavano a più non posso. Il traffico cittadino era costretto a fermarsi, alternandosi con i pellegrini. Mi è parso un poco come il cammino della Chiesa dopo il Concilio: a tratti sembra un cammino bloccato nel suo incedere, però mi rincuorava vedere il legionario poco avanti a me di Ac, nello stesso cammino di Chiesa. Quel traffico romano impazzito disturbava proprio il canto di noi pellegrini e mi procurava una distrazione irritante. Ho pensato: beh in fondo anche la Chiesa in questi anni mi pare molto distratta dallo strombazzare di un mondo lontano da Dio!  

Comunque armato di pazienza e cercando di pregare cantando, nonostante gli odiati clacson, ad un certo punto ho pensato che non avremmo neanche trovato posto in piazza. Il mio amico prete mi fa: "Tranquillo, le cose che organizza l'Ac poi non richiamano mica tante persone... Una volta era diverso!". Ho pensato: "Beh c'era il collateralismo, la Militia Christi ecc... ma poi abbiamo fatto la scelta religiosa proprio dopo il Concilio!".   

Mentre eravamo irretiti e spazientiti da questi pensieri, abbiamo attraversato la strada ed improvvisamente il cammino iniziava a farsi spedito. I clacson erano lontani, non li sentivo più, finalmente! Mi sono a quel punto immaginato una Chiesa che finalmente dopo questi primi cinquant'anni di rodaggio, riesca a lasciarsi dietro tutta questa "distrazione" e punti risolutamente e speditamente verso la meta di una risoluta e bella coerenza evangelica, sulla strada indicata dal Concilio.  

Alla fine mi sono ritrovato in piazza, vicino all'obelisco e sotto la famosa finestra. Mi dicevo:"Beh, Diego oggi hai 36 anni, chissà se tra cinquant'anni sarai ancora qui a ricordare l'apertura del Concilio! Avrai 86 anni!". Mentre ne facevo una battuta con un'amica, ad un certo punto le ho detto: "Pasqualina, io credo di starci tra cinquant'anni a festeggiare, come te, ma spero di non stare qui a piazza San Pietro perchè la Chiesa diventerà veramente la "Chiesa bella" voluta dal Concilio!". Poi il Papa ha iniziato il breve discorso dicendo: "Cinquant'anni fa anch'io sono stato qui in piazza, con lo sguardo verso questa finestra!". Aveva 35 anni ed un futuro da percorrere in questa Chiesa, proprio come me.

17/10/2012 18:32 diego ruggiero
grazie a tutti. :-)


17/10/2012 13:49 Arneb
Che splendido articolo Ruggiero! Farò pubblicità. Mi associo alla speranza nella preghiera. Cercando di testimoniare il medesimo spirito. E sperando di esserci scontando novantadue anni suonati... :-) quando festeggeremo il centesimo anno, in una Chiesa rinnovata. Buon cammino!


17/10/2012 11:36 gilberto borghi
E allora i figli dovrebbero ricordarsi del 4° comandamento... che non dice "ubbidire", ma "onorare"... Cioè riconoscere il buono che c'è nei genitori, senza negare i loro lati negativi, che pure ci sono. E tentare di assimilare quel buono come radice per costruirci sopra, magari anche in direzoni diverse... Con una differenza, che i figli non hanno scelto i genitori, i commentatori scelgono i siti...


17/10/2012 11:33 Ireneo
"Nella Chiesa non siamo certo noi a decidere della bontà di un carisma! Sarà Dio a deciderne, indipendentemente da tutto.": ecco, questo mi pare l'antidoto perfetto ad ogni ideologismo, grazie Diego!

(P.S: la frase finale inizialmente non l'avevo capita neppure io e Bernardelli, più acuto, me l'ha chiarita; ma, suvvia non mi sembra una colpa, succede...)



17/10/2012 10:42 malina
Grazie diego x lo sguardo attento, il passo generoso e il cuore aperto alla speranza..buon cammino verso una sempre + vera e profonda "esperienza della presenza del Signore, della Sua bontà, della Sua forza" (B. XVI)


17/10/2012 09:00 lycopodium
Ok, carissimo Giorgio, ma i commentatori sono un po' come i figli.
Mica ce li possiamo scegliere.
Vengono come vengono e non sono mai veramente "nostri".



17/10/2012 09:00 Bruno
ha ragione Bernardelli: è che spesso ci piace indicare la Chiesa brutta (in genere, quella che non piace a noi) e non accogliere la Chiesa bella (anche in quella che non piace a noi).


17/10/2012 08:13 Giorgio Bernardelli

Lycopodium, lei fa la figura di quello a cui non va mai bene proprio nulla. Mi chiedo come sia possibile che anche in articoli in cui è chiarissimo il senso e sui quali in teoria non ci sarebbe nessun motivo per dividersi, lei trovi sempre da soffermarsi sull'unica riga che le dà fastidio.
Il senso della frase che non ha capito è chiarissimo, se prova - almeno prova - ad ascoltare chi sta parlando: non ci sarà più bisogno di trovarsi a dire attuiamo ciò che c'è scritto nei testi del Concilio (lo ha detto Benedetto XVI in questi giorni, non degli eretici come noi), perché questo atteggiamento sarà ormai realtà nelle nostre comunità. È un auspicio, forse un po' ingenuo, ma com'è possibile fermarsi su una sola riga o un'espressione magari poco felice, prescindendo dal discorso generale che chi scrive sta proponendo?
Questo non è lo spirito dei commenti di Vino Nuovo. Non vogliamo "osanna", ma gente che esprime il proprio punto di vista. Anche contrario, certo. Ma è una cosa diversa dal vivisezionare ogni parola con supponenza (altro che metodo storico-critico qui...).
Io ho sempre voluto e sostenuto i commenti, ma dico con chiarezza che quando leggo commenti come questo mi chiedo se faccio bene. Mi viene in mente Lc 7,31-35 (ammesso che si possa ancora citare il Vangelo qui dentro senza essere accusati di qualcosa): «A chi dunque posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:"Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!".È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: "È indemoniato". È venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e voi dite: "Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!". Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».




17/10/2012 07:12 lycopodium
Non vorrei far la figura di chi non capisce le battute, ma tant'è... Questa: "spero di non stare qui a piazza San Pietro perchè la Chiesa diventerà veramente la 'Chiesa bella' voluta dal Concilio!" non l'ho proprio capita. Chiedo venia e lumi in merito.


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Diego Ruggiero

Diego Ruggiero (Benevento, 1975), felicemente sposato con Ornella. Ha due figli: Marta e Giuseppe. Avvocato, da anni è impegnato nella pastorale della propria parrocchia di San Michele e nell'Azione Cattolica della diocesi di Cerreto-Telese-Sant'Agata De Goti, dove è co-direttore dell'Ufficio diocesano di Pastorale familiare. Ama suonare la chitarra, la politica e l'Azione Cattolica.

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